di  -  venerdì 29 maggio 2009

Image courtesy of the old-computers.comLa storia della Commodore è popolata da alcuni blockbuster ed una serie di sistemi ignoti ai più, vuoi perché venduti esclusivamente su mercati molto lontani, vuoi per scarse performance di vendita che ne hanno decretato il prematuro ritiro, vuoi per non essere mai usciti dallo stadio prototipale a causa di problemi relativi alla progettazione stessa e/o al mercato.

A quest’ultima categoria appartiene il Commodore 65, un prodotto ideato non per rimpiazzare il Commodore 64 (che nei primissimi anni ’90, a 8 anni dal lancio, godeva ancora di un’ottima popolarità), ma per ereditarne l’ecosistema software ed accompagnarlo verso un’evoluzione progressiva, senza brusche interruzioni di continuità.

In questo nuovo venerdì dedicato ai cultori dell’ancien régime tecnologico, andremo quindi a sviscerare, con una tazza di caffè fumante rigorosamente vicino alla tastiera, un sistema che nella storia Commodore rappresenta un passo falso, l’ultimo prima del baratro, ma che nondimeno offre spunti d’interesse sia sul versante tecnologico che su quello storico.

Iniziamo parlando di tempistica: una ricognizione dei dati disponibili in rete ci consente di fissare nel 1990-91 il periodo di sviluppo del C65. C65 è dunque un prodotto destinato ad affiancare l’astro nascente Amiga, che con la versione 500 del 1987 ha raggiunto risultati di vendita interessanti ed è universalmente riconosciuto come “king of the hill” in tema di design hardware e potenza elaborativa.

La scelta alquanto controversa di proseguire sul binario dell’evoluzione del 64, in piena epoca Amiga, risponde alla volontà di cavalcare la straordinaria popolarità della piattaforma 8bit della Commodore, in termini di numero di sviluppatori coinvolti, software disponibile, perdurante interesse del mercato (il Commodore 64 sarà ritirato dalla produzione solo nel 1994, 12 anni dopo la sua introduzione). Vediamo in che modo.

Il sistema, nelle intenzioni dei progettisti e del marketing Commodore, dovrebbe dunque essere posizionato al di sotto dell’Amiga: un prodotto destinato a quella fetta dell’ampio pubblico fidelizzato dalla piattaforma C64, che non ha intenzione di allocare il budget necessario per una più costosa macchina a 16bit.

Questo posizionamento pone un immediato problema di compatibilità, spiegato nel 1991 da Fred Bowen, Senior Engineer di Commodore, in questi termini:

“L’obiettivo del C65 è quello di modernizzare e rivitalizzare il decennale mercato del C64, avvantaggiandosi della base di software disponibile. Per raggiungere quest’obiettivo, il C64 offrirà una modalità C64, con un ragionevole livello di compatibilità software e un discreto livello di compatibilità con l’hardware add-on e le periferiche del 64. La compatibilità può essere sacrificata quando ostacola l’innalzamento della funzionalità e dell’espandibilità, allo stesso modo in cui il 64 ha sacrificato la compatibilità con il VIC-20″

Piccolo problema: nel 1982, ai tempi del debutto, il C64 ereditava la corona di ammiraglio della gamma consumer e non andava, come avrebbe dovuto il C65, a inserirsi a metà strada fra il top di gamma (l’Amiga) e l’entry level (il C64).

Osserviamo più da vicino le caratteristiche tecniche del C65 per esplorare il reale peso del problema della compatibilità. L’hardware del C65 ruota attorno alla CPU CSG 4510, disegnata da Victor Andrade (successivamente divenuto designer del K7 di AMD) operante a una velocità di 3,5 Mhz. Il comparto grafico vede impiegato un chip con specifiche completamente rinnovate rispetto al VIC-II del C64: il VIC-III, capace di visualizzare risoluzioni e numero di colori sufficienti a porlo in lizza con lo stesso Amiga. Il comparto audio è affidato a due chip SID analoghi a quello che equipaggia il C64 mentre per la memorizzazione di massa è integrato nell’unità centrale un lettore floppy 1581.

A questo punto è chiaro che la filosofia progettuale del C65 è estremamente differente da quella del Commodore 128, un sistema lanciato nel 1985 con l’obiettivo di accompagnare l’evoluzione della piattaforma 8bit di casa verso maggiori prestazioni (e maggiori guadagni per la Commodore). La strategia seguita dal 128 (ritirato, dopo scarse vendite, nel 1989) prevede infatti l’integrazione due sottosistemi a compartimenti stagni, uno composto dall’hardware C64 (ivi compresa una CPU derivata dal 6502 e compatibile col 6510 del C64) e uno basato sullo Z80 di Zilog, per la compatibilità col parco software professionale funzionante su CP/M.

La risultante delle forti innovazioni hardware del C65 al contrario – innovazioni in senso evolutivo rispetto alla piattaforma C64 – rendono la compatibilità con il plurititolato campione di vendite C64 piuttosto aleatoria, da cui discende un problema non secondario per il mercato potenziale del sistema: come convincere l’utenza con poco budget e alla ricerca di compatibilità col parco SW 8bit, a preferire un sistema totalmente nuovo al collaudatissimo 64 (che nei primi anni ’90 aveva raggiunto prezzi irrisori)?

Ma soprattutto, ipotizzando anche un’uscita del C65 nel 1991, come collocarlo a fianco dell’entry level della piattaforma Amiga, giunto ormai a prezzi competitivi?

In conseguenza delle considerazioni fatte in precedenza, e del ritardo con cui lo sviluppo della piattaforma inizia e procede, e di alcuni problemi tecnici col VIC-III, il Commodore 65 si trasforma in un flop annunciato ed Irving Gould nel 1991 lo cancella dalla roadmap aziendale.

La storia del C65 però continua: pochi anni dopo infatti, in occasione della bancarotta del 1994, numerosi prototipi di C65 vengono raccolti dalla pletora di sciacalli che si avventano sul cadavere della un tempo gloriosa Commodore. Messi sul mercato collezionistico, raggiungono presto valutazioni elevate.

Oggi il C65 rappresenta il Santo Graal del collezionismo Commodore e di sistemi 8bit in generale, introvabile e con valutazioni da capogiro. Passerà, o meglio è già passato, alla storia storia per essere il vero canto del cigno degli home computer a 8bit, il sistema che forse più di ogni altro si è avvicinato come prestazioni all’olimpo delle macchine a 16bit.

26 Commenti »

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  • # 1
    lakar
     scrive: 

    Io da piccolo avevo il C128, una macchina che alla fine si usava sempre in modalità C64.
    Invece di fare lo strano C128 e tenere il C64 per così tanti troppi anni avrebbero dovuto far uscire il C65 a fine anni 80 e togliere di produzione il C64 così i programmatori avrebbero iniziato a scrivere migliori programmi sfruttando il miglior hardware del C65 (non come il C128 che si usava sempre in modalità C64 poichè il C64 era ancora in vendita e quindi si diffondeva sempre più) e probabilmente avrebbero potuto venderlo a prezzi maggiori e quindi margini maggiori. E trattenendo molti clienti del C64 e buona parte del suo grande parco software. Quando margine faceva Commodore a inizio anni 90 per ogni C64? Non mi ricordo i prezzi ma presumo molto poco.
    E poi a metà anni 90,se non fosse fallita, mandare definitivamente in pensione gli 8 bit per dedicarsi esclusivamente ad Amiga. Magari integrando di serie nell’Amiga OS un emulatore del C64/C65 in modo da tenersi i clienti.

  • # 2
    Benedetto
     scrive: 

    Credo che Commodore abbia decisamente fatto un passo falso con il C=65 a prescindere dall’anno della sua commercializzazione. Come il 128 non ha riscosso troppi consensi, così il 65 ne avrebbe riscossi pochi anche se fosse uscito a fine anni ’80. Il punto è che era già uscita l’Amiga e il marketing insegna che non ha senso immettere sul mercato un sistema inferiore a un modello proposto dalla stessa casa.
    Per il resto, di errori Commodore ne ha fatti tanti quanto Sega. E così oggi gioco con il Ds e lavoro con il Mac. E mi va bene così.

  • # 3
    Giacomo
     scrive: 

    L’errore strategico di Commodore è stato di trascinare le obsolete piattaforme a 8 bit fino agli anni 90.
    Se all’uscita di Amiga avesse tagliato tout court le linee di produzione del 64 e si fosse concentrata esclusivamente sull’Amiga…

  • # 4
    Marco
     scrive: 

    @Alessio
    Eccellente articolo come al solito. Ho usato per anni il C128 prima di passare all’Amiga, permettimi una precisazione: le modalita’ del C128 in effetti sono tre, non hai citato la modalita’ di default (non compatibile col C64) che comprendeva il VDC 8563 a 80 colonne, il basic 7.0 e un clock di 2 MHz.
    @Alessio, @Benedetto
    In merito al presunto scarso successo Bil Herd, il progettista principale del C128, nel libro “On the edge” si ritiene molto soddisfatto delle vendite (4 milioni di esemplari, in effetti piu’ di qualsiasi modello di Amiga).

  • # 5
    massimo m.
     scrive: 

    il problema imho di commodore e’ che ha voluto investire in troppi progetti (certo col senno di poi e’ facile a dirsi), mentre se avesse fatto:
    – vic20
    – c64
    – amiga
    e basta, avrebbe avuto molte meno spese di sviluppo.
    una serie limitata di computer di successo avrebbe tenuti “ancorati” anche gli sviluppatori e avrebbe dato alla commodore la fama di “un computer ogni decennio, ma un computer eccellente”. in quel modo chi comprava commodore sapeva di poter avere il meglio di quel periodo (e il c64 e l’amiga in questo senso sono un simbolo) e che sarebbe durato a lungo. invece dopo che compri un c16, che poi viene tolto di produzione dopo poco e ha poco sw, la commodore si e’ anche fatta la fama di “aspetta a comprare un commodore, prima guarda se tirano fuori il sw”.

  • # 6
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Grazie per le rettifiche e per i complimenti, probabilmente mi occuperò con più dettaglio del C128 in futuro.

    Le vendite del 128 non sono state pessime in assoluto ma considerandole in rapporto a quelle del C64 e prendendo in esame i costi di produzione quasi identici a quelli dell’Amiga negli ultimi anni della suo ciclo di sviluppo, rimane una macchina complessivamente non memorabile nella storia della Commodore.

    Quella della compatibilità vs evoluzione è una questione che non si presta a soluzioni facili. Senz’altro la produzione di un C65 con capacità video che lo ponevano sotto certi aspetti in competizione diretta con l’Amiga, avrebbe nuociuto non poco al posizionamento dell’ammiraglio della gamma Commodore, che comunque a livello di hardware rimaneva tutt’un altro animale.

    Sull’emulazione non sono del tutto certo che avrebbe rappresentato una via percorribile in software, ossia senza l’aggiunta di HW dedicato su Amiga.

  • # 7
    lakar
     scrive: 

    Io credo che un C65 a fine anni 80 avrebbe avuto un senso. Sarebbe costato anche meno dell’Amiga 500 e soprattutto avrebbe salvato l’enorme parco software del C64, i suoi clienti e i suoi programmatori. E poi far confluire tutti nell’Amiga con un emulatore C64/C65. Non credo un emulatore fosse impossibile considerando che l’hardware Amiga degli anni 90 era decisamente più potente del C64/C65.
    Il C128 avrà anche venduto bene ma resta il fatto che spesso si usava la modalità C64 (GO64) e quindi le modalità CP/M e C128 erano poco usate. Invece di tenere in produzione l’ormai vecchio C64 e il troppo fornito C128 sarebbe stato meglio un unico C65. Così anche i programmatori avrebbero fatto software per il più potente C65 invece di continuare a farlo per C64.

  • # 8
    Andrea
     scrive: 

    Io mi ricordo che avevo un emulatore sw di commodore 64 per l’amiga… mi ricordo che partiva ma non so come girassero i giochi.

    Cmq ottimo articolo!!!

  • # 9
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    http://www.devili.iki.fi/pub/emulators/Commodore/8-bit/C64/

    In effetti la possibilità di emulare il C64 dall’amiga esisteva ma – almeno per questo emulatore – serviva almeno il 68020, quindi A1200, rilasciato a fine 1992.

  • # 10
    Andrea
     scrive: 

    io veramente mi ricordo che l’emulatore che avevo io girava sul mio amiga 500… ripeto però che non l’ho mai provato con i giochi. Mi sembra anche che un mio amico si fosse comprato il cavo per collegare l’amiga al Disk Drive 1571. Ma non vorrei dire una cavolata… cerco su internet se trovo l’ADF.

  • # 11
    Andrea
     scrive: 

    trovato… si chiamava go 64, ecco l’ADF che che UAE funziona:

    http://roms.zophar.net/commodore-amiga/applications/go-64-v2.0-1988-software-insight-systems-h-band-emulator-.adf

    ovviamente non so quanto funzioni bene ;)

  • # 12
    francesco
     scrive: 

    ehmm…la comodore l’hanno fatta fallire..con il flop dell’amiga 3000 se non sbaglio uscito in ritardo e con hw indecente….altrimenti ora avremmo tutti in mano processori risc nn ste cavolate di x86… hanno voluto affondare una societa’ che produceva macchine che paragonate ai p75 del tempo….che tempi….che tempi…

  • # 13
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    La CPU come velocità di esecuzione era superiore al 68000 dell’Amiga 500.

    Il chip video era più versatile (a parte la mancanza della modalità HAM), ma utilizzava i bitplane (come l’Amiga), e senza un Blitter per l’elaborazione della grafica la CPU avrebbe dovuto perdere troppo tempo.

    C’è da dire che rilasciare questo computer nel 1990-91 sarebbe stata pura follia, visto che le caratteristiche tecniche sarebbero andate bene 4-5 anni prima.
    Certamente non in quel periodo, visto che l’Amiga 1200 avrebbe visto la luce poco dopo (nel ’92).

    Un altro buco nell’acqua di Commodore…

  • # 14
    Marco
     scrive: 

    Il C65? Buona idea se fosse stato a 16 bit e comunque compatibile completamente con il c64… vedi supercpu e superram. Questo avrebbe traghettato il C64 fino al 2000… altro che 8bit a 3.5 MHz. Mi viene però il sospetto che il processore W65C816S 8/16–bit sia un progetto più recente.

  • # 15
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    No, il 65816 risale al 1984.

    Comunque il C65 non poteva essere perfettamente compatibile col C64 e al contempo a 16 bit: le estensioni a 16 della CPU avrebbero “sovrascritto” gli opcode non ufficiali del 6510, che sono stati usati in alcuni giochi o demo.

    In ogni caso, anch’io avrei preferito di gran lunga il 65816 al CSG 4510. Tanto più che entrambi sono parzialmente compatibili col 6510.

  • # 16
    Marco
     scrive: 

    Beh allora eccolo l’anello mancante:
    Commodore C6416, processore W65C816S 8/16–bit a 20Mhz, 16Mbyte di RAM, VICIII, dual SID per suono stereofonico, interfaccia SCSI di serie, più tutte le interfacce presenti su C64 (escluso registratore?!?!?), disk drive 3,5 pollici, 4 porte joystick, GEOS di serie su firmware, switchable da GEOS in modalità 64 pienamente compatibile (emulazione software/hardware degli opocode non standrad del 6510)… il costo che avrebbe avuto nel 1991? non lo so! Ma che macchina per la miseria! Che ne pensate? Perché non progettarlo?

  • # 17
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Un costo micidiale, già solo per i 16MB di RAM e lo SCSI.

    Meglio 1 o 2MB al massimo di memoria, e il controller EIDE, come l’Amiga 1200 dell’anno seguente (1992).

    In ogni caso era inutile già il C65 così com’era, perché ormai l’Amiga era LA macchina su cui Commodore aveva fatto fortuna e aveva basato le sue strategie.

    In soldoni: il C65 è stato puro esercizio di stile. Una macchina del tutto inutile.

  • # 18
    Marco
     scrive: 

    Mi spiace… non ricordo quanto costava la RAM nel 1991, ma so che nel 1982 la commodore mise 64KRAM nel suo computerino e per tutti gli altri costruttori sembrava una follia inarrivabile… il C64 costava (senza floppy disk drive) circa un milione di lire (che non erano poche). Certo il controller SCSI… vabbé mettiamo un controller EIDE al posto del controller SCSI, così almeno chi comprava il mio ipotizzato C6416 poteva contare sulle periferiche AMIGA… che costo avrebbe avuto? Quanto costava un AMIGA 1200 al momento della sua uscita nel 1992? Secondo me con un C64 così carrozzato e a 20MHz avrebbe avuto qualche chance di imporsi sul mercato… poi chi può dirlo?!?!? Siamo proprio sicuri che AMIGA 1200 sarebbe stato migliore e più appetibile dell’ipotizzato C6416? Poi chiaramente sul giudizio del C65 sono pienamente concorde con Cesare. Basti pensare che già lo spectrum andava a 3.5MHz nel 1984… poi c’era la concorrenza dello standard MSX dei PC compatibili degli stessi AMIGA; sarebbe stato assolutamente necessario presentare qualche cosa di avveniristico…

  • # 19
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    I prezzi non li ricordo, ma vista la dotazione hardware nel ’91 il C65 sarebbe costato più o meno quanto un Amiga 1200.

    Solo che il 1200 se lo sarebbe mangiato a colazione, a parte per la CPU, perché un 65816 a 20Mhz era un mostro di processore.

    Il fatto che lo spectrum fosse a 3,5Mhz non vuol dire nulla. Leggi qui: http://www.appuntidigitali.it/2774/e-piu-veloce-un-6502-a-1mhz-o-uno-z80-a-35mhz/ ;)

    Infine l’MSX in quel periodo era ormai defunto.

  • # 20
    Marco
     scrive: 

    Sì lo so…mi riferisco alla diatriba Z80-6502 e robe varie… diciamo allora che il C65 carrozzato con un 65816 a 20Mhz (cioè ciò che io ho chiamato c6416) sarebbe costato circa duemilioni-duemilioniemezzo di lire (con 16 MByte di RAM, ovvio… già immagino come avrebbe potuto essere la pubblicità della Commodore su questo prodotto), con Geos su firmware (con CPU a 20MHz e 16MByte di RAM sai il GEOS come avrebbe letteralmente volato?!?!?) e la possibilità di utilizzare le periferiche del C64 e quelle dell’AMIGA.
    Adesso parlo per me. Sull’acquisto di un’AMIGA 1200 (avrei dovuto aspettare il 1992) e l’acquisto di C6416 (nel 1990/91) non avrei avuto dubbi (almeno nel 1991): non avrei atteso il 1992 per acquistare un AMIGA1200 (a patto di averli avuti tutti quei soldi!). Chissà come la pensano gli altri C64-isti sfegatati come me!

  • # 21
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    L’Amiga 1200 sarebbe rimasto comunque nettamente superiore, a parte la CPU (e a parità di memoria), al C65.

    E da commodoriano di vecchia data, fra i due avrei comunque scelto l’Amiga. ;)

  • # 22
    Marco
     scrive: 

    Ho detto C64-isti sfegatati…non amighisti sfegatati…
    ;-)

    P.S.
    Eppoi non ho ipotizzato 16MByte di RAM così… a caso…

  • # 23
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Lo ero anch’io! ;)

  • # 24
    Marco
     scrive: 

    Sì… infatti nel tuo profilo ci stanno scritti i tuoi primi quattro computer: plus4 – C128 (che non è un c64 anche se…) – Amiga 2000 – Amiga 1200.
    Vabbé va.. il C128 poteva anche essere un C64 (purtroppo per lui, poverino… che brutta fine).

  • # 25
    silvio
     scrive: 

    consiglio di approfondire l’argomento da questo link http://www.cronologiamondiale.it/index.php?title=Storia_della_Commodore

  • # 26
    nnever2000
     scrive: 

    Io poserei l’attenzione sul fatto che il c65 nel 1991 sarebbe stato precedente agli amiga AGA che sono del 92. Immagginatevelo: sono mesi e mesi (forse anni) che gli utenti amiga chiedono un hardware nuovo pronto a sfidare le VGA dei PC e la commodore se ne esce con un C65 a 256 colori!!! Non è che il c65 non dovesa essere alternativo agli amiga ma sostitutivo? Dopotutto la commodore ha fatto più di qualche tentativo per abbandonare l’anima seria dell’amiga in favore di quella prettamente giocosa.
    Comunque confermo, bei tempi, quelli, quando dovevi disegnare uno sprite su un foglio quadrettato e calcolare a mano le potenze di due!!!! Oggi girano troppi programmatori che non hanno la minima idea di come funzioni un computer (complemento a due? cos’è?)

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