di  -  venerdì 8 maggio 2009

Auto a cioccolatoDopo l’auto a birra ecco quella a “cioccolata calda”.

Pochi giorni fa, alcuni scienziati dell’Università di Warwick in Inghilterra hanno presentato una vettura da competizione che funziona a cioccolata. O meglio, una vettura che funziona usando materiale di scarto proveniente da una fabbrica di cioccolato.

Il mezzo (costruito secondo le specifiche della Formula 3 e battezzato “WorldFirst Formula 3 Race Car”), oltre ad utilizzare lo speciale carburante, è stato realizzato interamente con materiale biodegradabile.

Completa sostenibilità. La struttura è composta interamente da materiali ricavati da fibre vegetali provenienti da carote, patate, soia e radici varie. Il motore funziona con una mescola di olio vegetale e scarti di produzione del cioccolato. I realizzatori sostengono che questa macchina è sicuramente la più veloce tra i mezzi a biocarburante realizzati con materiale sostenibile.

I primi test per verificare le reali performance del progetto, inizieranno la prossima settimana. Per ora, la velocità massima dichiarata è di più di 235 kmh (Video).

Formula 3

Fonte: Physorg, Warwick University.

11 Commenti »

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  • # 1
    Tudhalyas
     scrive: 

    Fantastico!!! Ma la vera svolta sarà quella di rendere il processo di costruzione del veicolo e della benzina il più economico possibile, così da poter permettere la produzione in massa, e quindi rendere accessibili (spero) a tutti queste innovazioni.

    Sperèm… ;)

  • # 2
    HuskyTE610
     scrive: 

    Sai che comodo … se fa un botto in gara la molli a bordo pista …. tanto con la prima pioggia si degrada ..

    Ciao

  • # 3
    ewrewr
     scrive: 

    dimostrazione di stile inutile….
    sommando tutta l’energia utilizzata nei processi di raffinazione per il materiale di costruzione e per il carburante di ecologico rimangono i calzini in iuta del pilota.

  • # 4
    cla
     scrive: 

    ewrewr, potresti postare come sei arrivato alla tua conclusione?
    Inoltre consideri i processi di raffinazione dei prodotti come costo per il carburante oppure li consideri tra i costi dei prodotti, considerando nei tuoi calcoli solo il processo secondario scarto -> carburante?

  • # 5
    john smith
     scrive: 

    Mi sembrava che i biocarburanti stessero dando piu problemi ambientali di quelli risolti perchè si abbattevano boschi e foreste per far spazio alle coltivazioni. Se questi si ricavano da scarti di lavorazione allora è un passo avanti. Resta comunque da vedere il bilancio energetico, l’energia per produrli deve essere inferiore all’energia che restituiscono se no è comunque spreco.

  • # 6
    Megalosauro
     scrive: 

    qualsiasi cosa vegetale messa a fermentare produce o gas o alcol utilizzabile come carburante, i materiali provenienti dalla fabbrica che costituiscono la struttura della macchina probabilmente non sono altro che guscio e altre fibre resistenti, che annegate nella resina formano ne più ne meno un materiale composito, Il carbonio (fibra) non è altro che un tessuto annegato in una resina, al posto del carbonio si possono usare un infinità di materiali, c’è da dire però che i materiali compositi non sono riciclabili, perchè resina e fibre non si distaccano e sono sempre incompatibili tra di loro. Chi ha paura che si sciolga sotto l’acqua può stare tranquillo, probabilmente è più duraturo di un bicchiere di plastica

  • # 7
    Redvex
     scrive: 

    Ma impiegare tempo, denaro ed energie in qualcosa di più utile (tipo ricerca contro il cancro ecc ecc) non è meglio di questi patetici esercizi di stile che non porteranno mai a niente?

  • # 8
    Megalosauro
     scrive: 

    bhe probabilmente non era quello l’intento, ma il fatto di evitare di usare derivati di idrocarburi fossili potrebbe aiutare un po’ a non prenderlo il cancro che dici ?

  • # 9
    Redvex
     scrive: 

    Se fosse qualcosa di effettivamente usabile si.
    In questo caso è solo per farsi pubblicità. Quindi no.

  • # 10
    Arunax
     scrive: 

    Interessante. Non credo affatto si tratti di un inutile esercizio di stile; mi sembra invece un esperimento/dimostrazione volto a verificare e soprattutto rendere noto al grande pubblico il fatto che esistono tecnologie “ecologiche”. Soffermerei l’attenzione in particolare su due punti: primo, l’auto è costruita di materiali vegetali (e dunque rinnovabili) che potranno e dovranno in un futuro senza petrolio sostituire i materiali plastici odierni. Secondo, ovviamente nessuna automobile del mondo andrà mai a scarti di produzione del cioccolato, però è interessante in sé l’idea di utilizzare degli scarti (ovvero dei rifiuti) come carburante: mi ricordo un po’ Ritorno al Futuro :)

  • # 11
    battagliacom
     scrive: 

    Non credo che gli esercizi di stile in generale non servono anulla, ma servono per capire quali sono i veri limiti di una tecnologia.
    Quello che oggi sarà un esercizio di stile domani potrà essere una cosa quotidiana, che usiamo tutti i giorni.
    La tecnologia è fatta così, dopo un po di tempo si immetteranno sul mercato prodotti che in verità sono già stati completati (ricerca, costruzione, test, affidabilità, ecc.) 4-5 anni fa, proprio perchè la tecnlogia su cui si basa sarà scesa di prezzo di prezzo e sarà accessibile a noi comuni mortali.

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