di  -  martedì 5 maggio 2009

fiat_marchionne.jpg

La crisi del settore auto parte da lontano, da molto prima che il sistema economico mondiale si inceppasse catapultando l’umanità nella recessione che conosciamo tutti. In un settore merceologico che ha già saturato il mercato da decenni, con le difficoltà di approvvigionamento di petrolio che fanno impennare i prezzi, con economie di scala sempre più difficili da sostenere per via della sempre crescente complessità di progettazione, unite ai costi da sostenere per le royalty di sempre più numerosi brevetti di cui si compone un’auto, una grande fetta di costruttori di auto aveva imboccato il tunnel della catastrofe già molto tempo prima che si iniziasse a parlare di crisi globale.

Investire e credere di questi tempi in questo settore è da pazzi. Tale follia però talvolta si concretizza in successi economici su cui, a parte i pazzi appunto, nessuno avrebbe mai puntato. L’acquisizione del gruppo VAG (Volkswagen Audi Group), che sta battagliando per diventare il più grande produtto di auto al mondo, dalla Porsche e il suo insignificante (nel confronto) ritmo di immatricolazione.

Altro miracolo, ancora più incredibile, è quello di Fiat che data per spacciata soltanto dieci anni fa, con GM disposta a sborsare circa un miliardo e mezzo di dollari pur di liberarsene, ora sta trattando per acquistare uno dei tre colossi americani dell’auto (Chrysler) e l’ultimo vero avamposto di GM in Europa: Opel.
I risultati del primo quadrimestre del gruppo Fiat decisamente in rosso non fanno paura al gruppo torinese, che non ritocca verso il basso la previsione in attivo per la fine del 2009. Inoltre i dati diffusi dall’ACEA sulle immatricolazioni in Europa nel mese di marzo, fanno capire che le perdite economiche non derivano dal settore auto: a fronte di una generale contrazione del mercato del 9%, Fiat ha registrato un +14%.

Di questi tempi siamo abituati a vedere grandi numeri, solitamente col segno meno davanti, perciò è necessario forse rimarcare quanto sia significativa una crescita a due cifre. Vero è che il mercato è “drogato” da incentivi statali, ma è pur sempre un dato che si inserisce in un mercato ancora in forte flessione.

Anche in tempi di recessione, il comparto auto di Fiat si dimostra una rara realtà capace di reagire alle crisi (globale e di settore), mostrando non solo una forza derivante dalla disponibilità di liquidi da investire ma anche dal punto di vista tecnologico.

L’accordo siglato tra Chrysler e Fiat (commentato più dettagliatamente in un altro post) comprende, tra le altre cose, la cessione del 35% del capitale azionario dell’azienda statunitense in cambio di tecnologia. Fiat non sborserà un centesimo per l’acquisizione ma concederà al gruppo americano l’utilizzo di progetti e brevetti della compagnia torinese.

Non soddisfatta, la Fiat ora si mostra interessata anche a Opel che, ricordo, appartiene alla General Motors. Un matrimonio che parrebbe quasi una naturale prosecuzione di una partnership tecnologica ereditata dalla defunta alleanza tra Torino e Detroit. Gran parte delle motorizzazioni diesel e il pianale dell’attuale Opel Corsa sono “made in Fiat”.

Se Chrysler darà al gruppo torinese, oltre ad una rete assistenza radicata nel territorio americano l’opportunità di spalmare i costi di sviluppo di nuovi pianali e meccaniche di classe “premium” (di cui sia Alfa Romeo e Chrysler hanno un gran bisogno), con l’acquisizione di Opel, Fiat andrebbe a abbattere l’impatto dei costi di progettazione nei segmenti C, B e A (quelli a cui appartengono Bravo, Punto e Panda, per intenderci).

I benefici sarebbero molteplici: innanzitutto non sarebbe più necessario cercare partner esterni al gruppo con i quali condividere tecnologie e stabilimenti, così come avviene ad esempio per la nuova Ford Ka, costruita sul pianale di Panda e 500, con cui condivide anche i motori e quasi tutta la componentistica nascosta alla vista.

In questo modo si potrebbero tracciare roadmap più definite, senza dipendere da accordi commerciali esterni al gruppo per lo sviluppo di nuove piattaforme, evitando poi di mutuare tecnologie ai diretti concorrenti.

Salendo di segmento e di prezzo inoltre, si abbasserebbero in proporzione i costi di sviluppo delle auto di segmento C, a cui appartengono Bravo e Delta, aumentando sia il guadagno netto per ogni auto immatricolata, ma anche le possibilità di differenziazione tra i vari modelli del gruppo, che ad oggi, nonostante i riscontri delle vendite positivi, risentono sicuramente di una parentela fin troppo stretta.

43 Commenti »

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  • # 1
    david
     scrive: 

    Basare l economia di interi stati sul settore delle auto è un atto folle, cieco e direi quasi criminale…

    Tutto punta a produrre più macchine possibili e cercare in ogni mezzo di venderne il più possibili (campagne pubblicitare pre CREARE i bisogni ecc ecc), peccato che il settore AUTO sia uno dei più (se non il più) incquinante di tutti..
    Pensate a quanto danno ambientale e a quante risorse si spendono per costruire un auto che poi sarà rottamata e stipata in qualche discarica..
    Per non parlare dei gas che emettono, petrolio che consumano, gomme, batterie, emissione di gas per la produzione ecc ecc….

  • # 2
    Cael
     scrive: 

    Leggere un commento come il primo fa capire quanta ignoranza ci sia in materia economica in Italia. Le industrie dell’auto sono le uniche, insieme al comparto bancario, che in periodi di crisi vanno tenute in piedi, perchè generano un indotto economico colossale (l’incidenza sul Pil nazionale della Fiat è enorme, come lo sono GM, Ford e Chrysler per il Pil USA). Quindi evitiamo di dire sciocchezze solo in nome di un ecologismo provincialista.

  • # 3
    Yari
     scrive: 

    Forse un pò di Fiat oltreoceano non può che far bene anche all’ambiente tenendo conto del parco auto attuale circolante.

  • # 4
    Mario
     scrive: 

    in realta’ le piu’ grandi fonti di inquinamento nel mondo, inteso come danneggiamento dell’ecosistema e causa del cambiamento climatico, sono in primis allevamento e agricoltura e in secondo luogo la produzione di energia elettrica, necessaria anche per tenere acceso il pc dal quale scrivi..
    igas delle auto rappresentano, se non ricordo male, qualcosa come il 3% dell’inquinamento mondiale..
    non che questo giustifichi nulla, per carita’, ma tutti tendono a puntare il dito sulle auto e sulle euro0, quando non sanno, perche’ piu’ il popolo e’ ignorante, piu’ i potenti guadagnano, che e’ su altri fronti che bisognerebbe combattere..

  • # 5
    AndreaG.
     scrive: 

    Che orgoglio essere Italiano in questo momento…… non mi ricordo di aver mai sentito, a parte Marchionne, un dirigente italiano trattare direttamente con la presidenza americana… e in particolare su interessamento diretto del presidente degli USA!

    cmq, non vorrei sbagliare, non solo la Corsa è equipaggiata con i motori fiat…ma anche altre Opel o mi sbaglio?

  • # 6
    Daniele
     scrive: 

    non credo siano le difficoltà di approvigionamento del petrolio a far salire il prezzo, visto che è da un po che l’opec abbassa la produzione per far salire il prezzo

  • # 7
    Lobo
     scrive: 

    Marchionne disse che la 500 sarebbe stata l’iPod di FIAT. Possiamo dire che Marchionne e’ il Jobs d’Italia.

  • # 8
    lullo
     scrive: 

    @ANDREAG.

    ma orgoglio di cosa? lo fanno prendendo i soldi dal tuo portafogli….
    Fix It Again, Tony.

  • # 9
    The3D
     scrive: 

    [quote]
    ma orgoglio di cosa? lo fanno prendendo i soldi dal tuo portafogli….
    Fix It Again, Tony.
    [/quote]

    appunto. Chi non lavora per fiat come dipendente/collaboratore esterno (il mio caso) non ha la minima idea di cosa stia succedendo in questo momento (cassa integrazione? wtf?)

  • # 10
    Simone
     scrive: 

    @ AndreaG

    Il vecchio accordo GM-Fiat aveva portato a GM i motori diesel fiat (1.3 e 1.9), mentre a fiat i motori benzina GM (1.4 in particolare), oltre che lo sviluppo congiunto del cambio e l’utilizzo reciproco di diversi pianali (fiat panda -> opel corsa, ma anche viceversa opel vectra mi pare -> alfa 159 tanto per fare un esempio)

    Certo si tratta di due marchi in lotta negli stessi settori, bisognerà vedere cosa salterà fuori da un eventuale accordo FIAT-GM, per quanto riguarda l’accordo con Chrisler la Fiat si ritrova a disporre sul territorio americano di tutta le rete assistenza del marchio acquisito, pertanto idee come la vendita di macchine Italiane negli USA non è più impossibile, in fin dei conti è da tempo che si parla di un ritorno dell’Alfa Romeo negli States, così come della commercializzazione della 500… sarà interessante vedere come si svilupperà il tutto

  • # 11
    david
     scrive: 

    @cael
    Bah… :)
    Non ti capisco proprio..ovvio che ormai bisogna mantenere in piedi la baracca perche ormai l economia è orientata (indotto ecc) io ho detto che è folle e cieco e criminale continuare a basare l economia degli stati su questo…
    non ho idea di quante macchine ci siano per abitante in italia ma per esperienza direi un rapporto quasi 1 a 1 sotto i 40 anni…
    I soldi spesi per mantenere il settore auto potrebbero essere spese in modo più oculato in altri settori a alto valore aggiunto creando un indotto pure li…
    Non è che l indotto c’è e ci deve essere solo per le Auto o no?
    Poi fai conto dei problemi dell incquinamento, petrolio, costi ecc Ma si continuamo a consumare in allegria.. Se fossi in te proporrei un modello di crescita alla cinese…
    @Mario
    si è vero una delle più grande fonte di co2 è l allevamento di bovini…

  • # 12
    kirk
     scrive: 

    A me sembra che in america le macchine che si vendono di + sono le giapponesi e Koreane. Costano poco e sono + affidabili di quelle americane o europee (escludendo le tedesche). Chi ha i soldi compra macchine tedesche.
    Poi ci sono gli alternativi che comprano alfa o qualche altra marca, (italiana, francese etc etc..)ma sono la minoranza. Cmq credo che il luogo comune (che poi è anche vero) è che le macchine italiane sono stilose ma poco affidabili.

  • # 13
    FrAnKHiNrG
     scrive: 

    Stamane leggevo che la Fiat ha assicurato a quelli della Opel che non chiuderà nessun loro stabilimento in Germania.

    E certo, tanto poi bilancerà la casa chiudendo quelli in Italia ;) (humor molto amaro)

  • # 14
    sergio7507
     scrive: 

    Se fosse stato per me alla Fiat gli negherei di mettere i suoi dipendenti in cassa integrazione. Ma secondo voi e normale quello che sta facendo? Come fa ad avere i soldi per comprare se poi non ha i soldi per pagare gli stipendi hai suoi dipendenti? Grazie Italia

  • # 15
    Nihira
     scrive: 

    @ david, post n1:
    si ma certo, è come dici tu… -_-|

    @ lullo, post n8:
    anche tu hai le idee molto chiare, e una consapevolezza globale della faccenda da far invidia ad un 11enne. E mi raccomando, nascondi il salvadanaio prima che i vertici FIAT ci mettano le mani su…

    Partendo dal fatto che ho il massimo rispetto per la classe operaia (le ruote motrici dell’industria) e per i problemi che mai come adesso deve affrontare, bisogna ricordarsi che in un momento in cui la domanda cala bruscamente, l’unica possibilità per salvare tutta la baracca (operai in primis!!!) è la riduzione dei costi. E’ terribile pensare che qualcuno se ne starà a casa ma è la sola cosa che si può fare. Marchionne taglierà inevitabilmente i costi, ma col suo lavoro, se Dio vuole, assicurerà un futuro più solido a chi indosserà le tute blu della casa torinese.

    @ kirk, postn12:

    La questione dell’affidabilità delle macchine tedesche contro quelle italiane o di altre paesi è una di quei concetti che sopravvivono di rendita. Cosa vuol dire “affidabilità”. Ore di marcia prima di un guasto? ma che guasto, l’accendisigari che si rompe o il motore che sbiella?

    Infine, credo che operazioni come quella che la FIAT sta conducendo in questi giorni siano la prova al mondo intero di come il marchio FIAT sia competitivo e gestito in maniera magistrale, capace di restare a galla in un momento in cui TUTTI annaspano. E ciò non fa bene solo alle tasche degli azionisti, ma in primis a tutto il nostro Paese sia in termini di occupazione che di prestigio.

  • # 16
    TheDarkAngel
     scrive: 

    Nell’accordo con GM dovrebbe addirittura rientrare anche saab e il marchio con cui le opel sono commercializzate in Inghilterra e Australia. Altro che shopping ormai, si chiamano consumismo impulsivo xD

  • # 17
    gaspode
     scrive: 

    L’ignoranza è una brutta bestia…

    Vediamo di ribattere un po con ordine:
    E’ già stato detto, la fonte di inquinamento primaria è quella agricola (leggetevi qualche bel trattato sull’interruzione della catena di allevamento).
    Le risorse naturali che vengono impiegate nella costruzione di un auto sono molte meno di quelle che potete immaginare. Giusto i costruttori tedeschi (ma guarda un pò) si vantavano, fino a qualche anno fa, di costruire le loro auto in materie “vergini”, sbeffeggiando tutti gli altri perche utilizzavano ricicli delle vecchie carcasse. Ma effettivamente, è un bel po che non sento questa filastrocca in giro.
    Per mantenere il prezzo delle auto basso, la prima cosa su cui si lesina è il prezzo/qualità delle materie prime, fino ad un certo punto ovviamente. Le carcasse accartocciate delle vecchie auto, costano MOLTO meno della materia prima vergine. Le parti di scocca dell’auto, in alluminio e/o acciaio, sono largamente riciclate, per non parlare delle plastiche degli interni (soprattutto dopo un certo anno di produzione), se escludiamo le parti motore, anche quelle in ogni caso largamente provenienti dal riciclo, molto, moltissimo di un auto, proviene dalla catena delle materie riciclate, devo ritrovare gli articoli con le % esatte, ma un paio di anni fa, rimasi davvero stupito di come si era mosso il settore automobilistico, e senza nemmeno troppa pubblicità.
    Per quanto riguarda le solite vecchie storielle su Fiat… beh non stiamo parlando di una Onlus, non sono un azienda benefica, cercano il guadagno, hanno brevetti pesanti da far fruttare sul mercato, e se è altresì vero che la maggior parte dei soldi con cui si sono finanziati le ricerche vengono fuori dalle sovvenzioni statali degli ultimi 30/40 anni, è consolante pensare che almeno stavolta la proprietà non li ha investiti per costruirsi la propria personalissima località di villeggiatura montana…
    Insomma, nel bene e nel male, gli Agnelli non ci sono più… e scusatemi, ma si vede.

  • # 18
    Nihira
     scrive: 

    @ sergio7507, post n14

    …se leggi bene l’articolo (e i giornali) invece che fermarti al titolo, noterai che in questa operazione la bravura di Marchionne sta nel non cacciare neanche un centesimo, facendo un pagamento in know-how, sostanzialmente! In effetti non è normale quello che sta facendo, bensì grandioso e si, dovresti proprio ringraziare se finalmente qualche imprenditore si decide finalmente a costruire un futuro su cui qualcuno potrà contare (invece che mangiarsi i soldi come fece C. Romiti).

    Concordo con gaspode,”L’ignoranza è una brutta bestia…”

  • # 20
    Simone01
     scrive: 

    Vi ricordo che prima della vicenda FIAT-Chrysler, già Finmeccanica e Fincantieri hanno fatto “shopping” negli USA, acquisendo la proprietà o importanti partecipazioni in aziende High Tech americane, e il know-how sviluppato o sviluppabile è infinitamente superiore a quello del campo automobilistico…ovviamente lo dico senza voler scatenare flames… :D

  • # 21
    david
     scrive: 

    Sarà che a me la società post industriale mi fa schifo ma un mondo soffocato dalle macchine a fare file interminabile io non lo vorrei… ma contenti voi che siete la maggioranza che per fare 200 metri usano la loro macchinetta turbo disel e appestano l’aria…
    Si l ignoranza è una brutta bestia… poi quando si è ciechi è ancora peggio :/

    Ripeto basare l economia di uno stato su un mezzo di trasporto è assurdo.. Poi contenti voi siamo contenti tutti… Bah
    Ps smantelliamo tutti i campi e allevamenti che inquinano troppo e costruiamo fabbriche di auto… che inquina di meno… poi ci mangeremo il ferro che fa bene

  • # 22
    The3D
     scrive: 

    ripeto: è grandioso che vada a comprare a destra e a manca, e poi faccia il 70% di disoccupazione e 10 giorni di vacanze forzate prima e dopo ogni minima festa (tra un po faranno vacanze forzate anche il giorno del mercato rionale?)

  • # 23
    kirk
     scrive: 

    @ Nihira
    La FIAT ha sempre saputo come muoversi a livello manageriale, anche quando hanno fatto errori, hanno saputo come risollevarsi. (gli aiuti governativi hanno avuto la loro importanza). Mi sembra di capire che i business dove sono forti li commerciano con altri marchi. (vedi new holland, Iveco, Hitachi etc etc). Sono d’accordo solo in parte su quello che dici dell’affidabilità. Cmq per affidabilità io personalmente intendo tutto, dal motore che si rompe al rumorino delle plastiche interne.
    Fiat, renault, ford, opel etc etc sono tutte molto simili.
    Ho avuto modo di notare che le macchine tedesche, giapponesi e koreane danno meno problemi e in alcuni casi costano meno. Non so in Italia ma qua Toyota, subaru, hyunday, Kia etc sono le uniche che offrono 5 anni di garanzia e chilometri illimitati. Personalmente, penso che alla fiat non sono scemi, hanno capito subito che i deboli devono mettersi insieme per sopravvivere. Questo secondo me li premierà nel lungo termine, fermo restando il punto sull’affidabilità ;)

  • # 24
    david
     scrive: 

    Dico questo e poi basta.
    Forse non avete capito o non volete capire…
    Io ho detto che BASARE l economia di uno STATO sul settore AUTOMOBILISTICO è assurdo… non dico che non ci deve essere.. Dico che non si può continuare a sostenere un mercato (quello dell auto) che è in crisi se non altro perche il mercato è saturo e penso che sia un dato di fatto…
    2) Che la fabbricazione di un auto sia ecosostenibile lo dite voi…Quanti co2 sono spesi pre costruirla che fine fanno le parti non riciclabili? Quanto costa il petrolio che spendiamo ad capocchiam in fila perche ognuno deve avere la macchina anche per fare 500 metri?
    3) Detto questo non voglio eccessivamente demonizzare l auto.. dico solo che invece dell auto e del suo indotto sarebbe auspicabile che fosse qualcos altro che serve veramente alla società…
    4) Per fortuna che ci salverà il minimo di maunder..l’ uomo si meriterebbe di morire a causa riscaldamento globale tanto è idiota… E ho detto tutto :)

  • # 25
    max8472
     scrive: 

    La FIAT che risolleva le sorti dell’auto nel mondo? Personalmente credo che ormai sia un semplice ricatto. Come col governo tedesco: voi ripianate i debiti di Opel, noi la compriamo e vi promettiamo di chiudere al massimo una fabbrica in suolo tedesco.

    Grandissima strategia, meglio di Tronchetti Provera e Benetton messi assieme: farsi finanziare dallo stato tedesco prima, intascare gli utili, cadere in crisi di nuovo e intascare i soldi del governo italiano, poi magari ricadono in crisi e chiedono aiuti al governo USA.

  • # 26
    Cael
     scrive: 

    @David

    Forse non hai capito che nessuno di questi stati basa la propria economia sull’Auto.

  • # 27
    david
     scrive: 

    @cael
    certo.. :) l italia è la prima.. fate fallire la fiat e poi si vede… fate fallire GM e poi si ride fate fallire Wv BMW e mercedes e poi si ride… con tutto l indotto che c’è dietro ci sarebbe una crisi enorme…
    E secondo te gli stati su cosa basano la propria economia allora?

  • # 28
    LOL
     scrive: 

    Certo che a comprare GM o Opel con i soldi virtuali sono tutti bravi!
    Quando questa bolla speculativa scoppierà la salveremo nuovamente come in passato (4 volte) tirando fuori noi i soldi?
    Solo in Italia può avvenire una cosa di questa gravità e nessun giornale/tv ha le palle di farlo notare!

    VERGOGNA

  • # 29
    david
     scrive: 

    @28
    sono d’accordo con te e ti quoto in toto

  • # 30
    Marco
     scrive: 

    E non posso fare altro che quotare anch’io david e LOL.
    Le nostre economie si basano ancora troppo sul settore automobilistico e bancario. Non saprei per filo e per segno del secondo settore, ma l’indotto del primo è colossale e proprio per questo immagino che quando scoppierà la bolla speculativa delle auto (perché esiste signori, eccome se esiste…) saranno c***i ancora più acidi di quelli che stiamo passando adesso.
    Bisogna davvero riorganizzare l’economia occidentale.

  • # 31
    Cael
     scrive: 

    @David

    Se non sai di cosa stai parlando evita di scrivere simili sciocchezze. Al riguardo vai a guardare la composizione del Pil dei paesi G8 e noterai come il settore secondario è inferiore al terziario e al terziario avanzato, ed in un paese come gli USA anche al primario. Sembrerà strano, ma è la realtà. (fonti Istat e FMI, ci ho scritto una tesi di laurea!)

  • # 32
    zando
     scrive: 

    ho visto molti post parlare di ignoranza…. ma quelli che postano dicendo questo possono essere davvero certi di quello che dicono?
    Voglio dire, lavorando nel comparto dirigenziale della FIAT?? Quello che sta facendo quest’azienda è andare avanti e comprare altre aziende in fallimento con i nostri soldi, ma il guadagno sarà solamente dei dirigenti Fiat. Naturalmente dopo questo si scoprirà un buco di qualche miliardo di €….. ma a questo penseremo dopo no?

  • # 33
    sergio7507
     scrive: 

    Vorrei sapere come cerca gente possa permettersi di dire ignorante ad altre persone. Ho solo detto quello che penso e come ogni persona che dice quello che pensa viene caricata sia se dice una cosa giusta o che dica una cosa sbagliata. come dice giustamente ZANDO intanto compriamo compriamo compriamo poi dopo se ci sara un buco ci pensa lo stato italiano (cioe noi) a tappare e pagare per loro, come si e fatto fin ora per Parmalat, Fiat, Comune di Catania, Comune di Roma e come si farà per Telecom quando vedranno che e messa male ecc. ecc. ec..

  • # 34
    sergio7507
     scrive: 

    Dimenticavo Alitalia per almeno 2 o 3 volte. Allora aggiungo e mi chiedo perchè dobbiamo dare i nostri soldi a queste societa che vengono gestite male? Qualcuno ci ha chiesto mai qualcosa o dobbiamo e basta perche siamo fessi? Se io compro una macchina Fiat mi fanno lo sconto perche ho contribuito al non fallimento?

  • # 35
    lorenzo
     scrive: 

    E’ incredibile come si dia addosso ad una società, la FIAT, che investe in ricerca e sviluppo, dà sbocco a chi si laurea, crea lavoro, è gestita finalmente da un manager capace -non è italiano Marchionne, ricordiamolo!- che l’ha tirata fuori dalla bancarotta in anni di sacrifici per tutti.

    Quelli che sparano ad alzo zero su imprese che fanno utili in un mercato congestionato e difficilissimo li manderei a coltivare meloni. Vogliono, anzi pretendono, tecnologia pulita, a basso costo, ad emissioni zero, però non vogliono il nucleare, non vogliono i treni ad alta velocità, non vogliono il mercato competitivo, …veramente mi stanno sonoramente sulle scatole questi idioti.

  • # 36
    Marco
     scrive: 

    La Fiat investe in ricerca i soldi dello stato e ha sempre socializzato le perdite.
    mi chiedo come si possa esaltare un’azienda che ha bloccato per decenni lo sviluppo di una parte del paese.

  • # 37
    Edgar
     scrive: 

    Direii che ormai avete detto tutto (specie a david), ma vorrei aggiungere che il mercato auto non rappresenta AFFATTO una parte ingente del PIL (mi riferisco al momento all’ITAlia)

    In un paese come l’Italia, la maggior parte delle aziende sono sotto i 20 dipendenti, e buona parte del PIL la producono quelle (dal negozietto sotto casa alle attività familiari).
    Sopra i 20 dipendenti ci sono circa SOLO 5000 aziende in Italia.
    Questa è la NOSTRA situazione, quella USA è diversa; lì a farla da padrone sono le grandi aziende (altro che 20 dipendenti). Come in USA, anche in francia e germania la situazione è simile.

    In italia però la maggior parte sono invece PICCOLE aziende.
    Il problema è quando il governo si dimentica un po’ di come vanno le cose qui e copia gli usa in tutti i loro progetti (che NON sono copia-incollabili nel BEL PAESE) -_-

    Tutto ciò per dire che il settore auto, in USA anche, ma in italia in special modo, non è una grossissima fetta del PIL. Esempio? Pil italiano = circa 2000mld $, fatturato FIAT: circa 50mld $ … meno del 2%.
    Ciò non significa neanche NON sostenere il mercato auto, ma significa sostenere prima di tutto le 50mila attività commerciali di piccolo taglio in italia, che sono la maggior parte del PIL
    Ciao ;)

  • # 38
    Edgar
     scrive: 

    @marco:
    suvvia non sparare ca*ate. La tua è una frase generalissima e senza fondamenti/fonti. Non dovrei neanche risponderti.

    Alitalia è un conto: è stata fatta diventare pubblica, in un modo ATROCEMENTE POCO CONVENIENTE per le nostre tasche, regalando la parte “pulita” ad altri, e la sporca agli italiani, e adesso SILENZIO dei giornali sul suo destino. Roba da paesi sudamericani.

    Fiat non ha mai condiviso niente di significativo con lo stato: si è risollevata grazie a bravi manager (leggi marchionne), dopo il crollo di inizio millennio, ed è forse una delle POCHISSIME aziende GRANDI in italia che non siano uno schifo.

    Aggiungo per finire due cose:
    – Anche riferendoci ad Alitalia, ma tantopiù a FIAT, i costi del mantenimento, per uno STATO, non sono stati COSI’ significativi, sicuramente non da poter dire “hanno bloccato per decenni lo sviluppo di una parte del paese”.
    So bene a cosa ti riferisci, marco, con questa frase, al SUD. Beh, se il sud è nella situazione che è, di sicuro non è colpa di fiat o dei mantenimenti che lo stato fa di alcune aziende (peraltro, volendo essere pignoli, per tradizione il nostro stato è abbastanza interventista in economia, per cui è normale che faccia interventi simili, date le tasse che paghiamo, peccato COME le fa). Piuttosto dai la colpa a mafia e compagnia, che nessun governo è mai stato in grado di combattere a fondo (e a tal proposito ricordo che alle ultime elezioni la sicilia abbia avuto maggioranza totale di voti a destra, ma questa è un’altra storia…)

    – Il PIL, e mi aggancio al mio post precedente, in America è, come dicevo, fatto da grandi aziende, mentre in italia principalmente da aziende piccole. Tra queste grandi aziende, di entrambi le nazioni, figurano sicuramente + le banche che il settore automobilistico ;)

  • # 39
    carlo
     scrive: 

    Non è vero che le macchine non sono una fonte inquinante!
    Ed il fatto che ci siano cose più inquinanti non vuol dire che si possa trascurare l’inquinamento delle auto, visto la diffusione che potrebbero avere in Cina, India ecc. Produrre una macchina inquina più di quando essa inquina nell’arco della sua vita, nonostante si possano riciclare delle parti! Non parliamo poi di quella burla che è il PIL! Seguendo il PIL più sprechi più sei ricco! Una catastrofe naturale fa salire il PIL.
    Per me la”cusa” è semplice, produrre macchine longeve, con motori piccoli, coadiuvate da un motore eletrico, che nel traffico o alla partenza dell’auto potrebbe fare la maggior parte del lavoro, pannelli solari per ricaricare la batteria quando è parcheggiata, e recupero energia cinetica, combustione di vari carburanti: benzina,alcool, oli usati per cuniare filtrati e usati invece che buttati… basta un po’ di elettronica. Inoltre impianto gas – idrogeno affiancato ai combustibili liquidi. Una volta carica la batteria il pannello solare potrebbe produrre idrogeno. Tutte queste tecnologie esistono vanno solo implementate in un prodotto ottimizzato. E che non c’è la volontà.

  • # 40
    Andrea
     scrive: 

    Sono sbalordito!
    Ho letto di gente che si lamenta per i più assurdi motivi per una realtà che a detta di tutti (stampaspecializzata e finanza) è una cosa che ha tutte le carte in regola per riuscire, e riuscire bene. Finalmente una compagnia italiana INVESTE (e non getta soldi in un pozzo) in un modo tutto nuovo, senza cacciare un soldo.
    Leggo di gente che scrive di FIAT che compra con i “nostri soldi” (siete azionisti FIAT?) e che questa è una “bolla speculativa” che scoppierà, e di “soldi che andranno in tasca ai dirigenti”.
    Io vedo invece un mercato dell’auto (americano) che ha bisogno della tecnologia di FIAT (e non dei suoi soldi) per continuare ad esistere e un uomo (Marchionne) che sta lavorando da anni per epurare il lingotto dal marciume che lo ha caratterizzato prima del suo arrivo e che cerca di piazzare le sue auto in un continente che assorbe il 30% delle auto in circolazione, dando OCCUPAZIONE prima di tutto!!! Le auto non le montano i colletti bianchi!!! Più se ne vendono più se ne costruiscono! Possibile pochi lo capiscano?
    La FIAT si sta dimostrando un’azienda sana (i debiti ce li hanno tutti) che in tempo di crisi non smette di pedalare. E’ un esempio di dirigenza per tutti.

  • # 41
    Cael
     scrive: 

    @Edgar

    Perfettamente d’accordo sul peso dell’Auto però una piccola precisazione, devi vedere anche il suo indotto. La fiat pesa sul Pil nazionale (che per questo 2009 sarà di 1229 Miliardi di €) per il 4,8% (il fatturato 2008 è stato di 58 Miliardi di €), ma si porta dietro anche tutto l’indotto e cosa importante, e vale per tutte le aziende Auto, anche il settore siderurgico. In Italia, tra Fiat, indotto (che vuol dire tutti i fornitori, le officine, le concessionarie etc etc), e siderurgico si arriva a % ben più elevate.

    @Andrea

    Perfettamente d’accordo al 100%. Finalmente, almeno per una azienda ci si può vantare di essere italiani (lo stesso non si può fare per chi ci governa)

  • # 42
    Edgar
     scrive: 

    Hai ragione Cael, in effetti ho sballato un attimino con le percentuali ;)
    In ogni caso, il peso dell’industria automobilistica e siderurgica, toccherò all’inrica il 10% del PIL, ad essere ottimisti? Beh, certo, per questo è giusto che il governo sostenga quel 10%, chi dice il contrario.
    Negli USA è tantopiù vero visto che le percentuali saranno forse maggiori.

    Tuttavia innanzitutto bisognerebbe sostenete, in un paese come L’ITALIA, le piccole aziende, che rappresentano la stragrande maggioranza del PIL.
    Cosa facile? TUTT’ALTRO! Sostenere tante piccole aziende anche solo LOGISTICAMENTE è ben + difficoltoso e dispendioso che sostenerne di grandi! In paesi come gli USA o anche la Francia infatti ciò non avrebbe senso ;)
    In italia invece ci vorrebbe!

    Certo, bisogna rendersi conto che al politico fa molto + comodo dire “noi per combattere la crisi diamo soldi alla FIAT e a qualche banca” piuttosto che “creeremo leggi, agevolazioni fiscali, e combatteremo la mafia (di cui in Italia le piccole aziende sotto i 20 dipendenti risentono, nelle zone del sud,in maniera pesante) per sostenere le tantissime aziende nostrane che rappresentano la maggior parte del PIL”.
    Purtroppo attualmente la cosa non funziona così ;)

  • # 43
    ulisse
     scrive: 

    Frode brevettale da Fiat. La tecnologia ibrida doppia frizione con motore elettrico nel mezzo è stata “mutuata” da un brevetto che la Fiat non ha mai voluto acquistare, ma soltanto spudoratamente copiare. Questa soluzione ibrida sarà un’architettura basica nel programma automobilistico elettrico e ibrido della Chrysler. Invito nel mio blog dove “vitalità” e disinvoltura dei progettisti Fiat appaiono in piena evidenza: http://propulsoreibridosimbiotico.blogspot.com/. Se le industrie possono permettersi impunemente di copiare le idee, in quanto per difenderle occorrono cause costosissime, a cosa servono i brevetti? Come difendere i diritti degli inventori privati? Come possono i nostri giovani trovare coraggio intellettuale se i potentati economici schiacciano i diritti dei singoli? Se vi accingete a richiedere un brevetto oppure proporlo ad un’azienda, la mia esperienza con la Fiat può esservi utile per muovervi con migliore circospezione. Grazie e buon tempo a tutti! Ulisse Di Bartolomei

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