di  -  martedì 28 aprile 2009
Molto spesso nei commenti sui post riguardanti il nucleare in questo stesso blog, si è visto come una delle maggiori paure della popolazione sia la gestione politica della nuclearizzazione del paese. Questa paura è sicuramente fondata, basterebbe ricordare gli eventi del 26 Aprile 1986, nell’Unità n. 4 di Chernobyl. Purtroppo, quest’evento così tragico, ma allo stesso tempo istruttivo, viene spesso dimenticato, o sventolato a mo’ di spauracchio sfruttando la disinformazione che da sempre lo circonda. Per ricordare, allo scadere dei 23 anni, le vere ragioni di questo disastro, e per far sì che le vite delle vittime non si siano spente invano, ma che possano servire quale monito per il presente ed il futuro, cercherò in questo post di spiegare cosa è veramente successo nella notte tra il 25 e il 26 Aprile 1986, grazie ai preparati consigli e alla lista di fonti che mi sono stati dati da Alessandro Zivelonghi, lettore di Appunti Digitali e studente di Dottorato del Max Planck Insitut per la Fisica dei Plasmi.

Tutta Europa dormiva sonni tranquilli la notte tra il 25 e il 26 Aprile 1986, visto che le prime notizie riguardanti una quantità fuori dal normale di radioattività non si ebbero che il 28 Aprile, quando la Scandinavia temeva una perdita nella centrale di Forsmark , 150 Km a nord di Stoccolma. Nell’Unione Sovietica, e in particolare a Chernobyl, invece, una serie di eventi portò all’esplosione di cui oggi tutti abbiamo sentito parlare.

Vi sono diversi aspetti da considerare nell’analisi di questo avvenimento. Innanzi tutto il tipo di centrale e le misure di sicurezza messe in atto nell’Unione Sovietica in quegli anni. In secondo luogo la situazione specifica, cosa stava succedendo all’Unità 4 di Chernobyl nei giorni precedenti all’esplosione.

Infine, la gestione della situazione di crisi dopo l’avvenuta esplosione. Tutti questi fattori sono di grande importanza, perché le occasioni per evitare la tragedia ci furono, e si ripresentarono in tutte le varie fasi dell’evento.

Incominciamo descrivendo il reattore, una centrale da 1000 MW di tipo RBMK ad acqua bollente moderato a grafite. Una caratteristica dei reattori RBMK è di essere fortemente instabili a bassa potenza. Se la potenza scende al di sotto del 25% della potenza nominale (esattamente la situazione in cui avvenne l’incidente, come vedremo) il reattore diviene difficilmente controllabile.

In tutti gli altri reattori ogni reazione nucleare che tende all’incremento viene, per le caratteristiche del reattore, automaticamente rallentata. La scelta della grafite come moderatore, inoltre, è molto sfortunata per diverse ragioni. La grafite molto calda, infatti, si infiamma all’aria, vaporizzando i radionuclidi contenuti nel reattore.

Questo fenomeno favorisce enormemente la dispersione di sostanze radioattive nell’atmosfera, ed è per questo che i reattori occidentali ad acqua pressurizzata e ad acqua bollente non contengono né grafite (carbonio) né sostanze infiammabili. In questi ultimi reattori, inoltre, essendo anche la moderazione portata avanti dall’acqua, se la pressione dell’acqua diminuisce, i neutroni non vengono più rallentati, diminuendo così le reazioni di fissione.

Se invece, come nel RBMK, la moderazione è fatta dalla grafite, la diminuizione dell’acqua, che serve solo per il raffreddamento, non disturba in nessun modo la reazione nucleare nel nocciolo, rendendo necessario l’inserimento di barre di controllo per bloccare il processo di fissione. Ed ecco un altro punto debole di questo tipo di centrali.

Il processo di inserimento delle barre è estremamente lento: circa venti secondi contro i due secondi scarsi di tutti gli altri reattori, che usano le barre solo come secondo sistema di sicurezza. Non bisogna dimenticare inoltre, che l’Unione Sovietica prediligeva l’utilizzo di queste centrali principalmente come fonte di Plutonio-239, isotopo usato per scopi militari durante la guerra fredda.

Per estrarre il Plutonio dalla centrale era necessario poter rimuovere in intervalli di tempo regolari le barre di combustibile tramite una gru in cima al reattore. Questo sistema impediva per ragioni di spazio di poter disporre di un edificio di contenimento, sistema di sicurezza considerato di basilare importanza nei reattori di tutto il mondo.

Ma vediamo in che condizioni ci si trovava la notte dell’esplosione.
Il reattore numero 4 era destinato allo spegnimento il 25 Aprile 1986, trovandosi alla fine del ciclo di combustibile. In quell’occasione, si pensò di effettuare un test per verificare i sistemi di sicurezza di raffreddamento durante la fase di spegnimento del reattore.

Non era il periodo migliore per tale esperimento (sarebbe stato più opportuno nella fase iniziale del ciclo), ma vi erano dubbi sul sistema di sicurezza in caso di un’interruzione nell’alimentazione elettica esterna. Precedentemente, un test del genere si concluse con un insuccesso, e il direttore Viktor Bryukhanov si trovò costretto a falsificare dei documenti per giustificare la mancata realizzazione di tale test dopo anni di procrastinazione (Un’importante fonte di informazioni è il libro The Legacy of Chernobyl di Medvedev.Z.).

Per questa ragione, il 25 Aprile 1986 il test doveva avvenire, a qualsiasi costo. Tutto era pronto per l’esecuzione del test: la squadra del turno pomeridiano era stata istruita a dovere e una squadra speciale di ingegneri elettrici era presente per controllare il nuovo sistema di regolazione del voltaggio. Come da programma, la potenza del reattore venne ridotta del 50%.

Subito dopo, inaspettatamente, una centrale elettrica locale smise di funzionare, e la rete di controllo di Kiev chiese al direttore della centrale di Chernobyl di rimandare l’esperimento. Così avvenne, e il via libera per la ripresa del test non fu dato che alle 23:04, ben dopo che la squadra del turno diurno se n’era andata. Il gruppo del turno notturno prese servizio a mezzanotte, a test già cominciato, senza la preparazione adeguata e senza la squadra di inngegneri a supervisionare.

Oltre al capo dello shift Alexander Akimov, era presente Leonid Toptunov, un giovane ingegnere con un’esperienza di appena tre mesi, che si trovò ad essere il responsabile del regime operazionale del reattore, tra cui i movimenti delle barre di sicurezza. In queste condizioni il test cominciò, e il primo errore si verificò immediatamente, durante l’abbassamento della potenza, quando Toptunov per sbaglio quasi non spense l’intero reattore, portandolo ad appena 30MW.

A tale bassa potenza interviene un effetto chiamato “xenon poisoning “, ovvero vi è un anomalo assorbimento dei neutroni da parte dello xenon-135, che causa a un forte rallentamento nella reazione di fissione. A quanto pare, gli operatori non conoscevano tale fenomeno e, pensando che la riduzione della potenza fosse dovuta a un malfunzionamento, ritirarono le barre di controllo, in una configurazione del tutto irregolare sia in situazione di corretto funzionamento che di emergenza.

Seguendo le istruzioni del test, all’1:05 della mattina del 26 Aprile, vennero attivate pompe d’acqua aggiuntive, e il flusso d’acqua superò i livelli di sicurezza all’1:19 minuti. L’assorbimento dei neutroni dell’acqua, causò così un ulteriore abbassamento della potenza del reattore.

A questo punto gli operatori ritirarono manualmente, ignorando tutti i sistemi di sicurezza, tutte le barre di controllo, rendendo il reattore instabilissimo e pronto per una reazione a catena incontrollabile. Ulteriori sistemi di emergenza avevano il compito di portare il reattore ad uno spegnimento di emergenza. Per evitarlo, i due tecnici decisero di disabilitare anche questo sistema di sicurezza. All’1:23:04 si cominciò l’esperimento vero e proprio, spegnendo le pompe dell’acqua.

La parte finale delle barre di controllo, parzialmente ancora inserite nel reattore, è costituita di carbonio, che per qualche secondo ha l’effetto di accelerare la reazione, invece di rallentarla come dovrebbe. Dopo 36 secondi, all’1:23:40, gli operatori premettero finalmente il pulsante AZ-5, che ordinava lo spegnimento di emergenza del reattore (SCRAM ), con il reinserimento di tutte le barre di controllo.

Come già accennato, in questo tipo di reattore le barre impiegano circa 20 secondi per inserirsi nel reattore. Nel frattempo la loro punta di carbonio fece si che la reazione venisse accelerata, creando un picco energetico che riscaldò enormemente il nocciolo. Alcune barre di carburante si ruppero, bloccando le barre di controllo a un terzo del loro percorso. Nel giro di 3 secondi la potenza del reattore di innalzò a oltre 530MW e all’1:23 e 47 secondi la potenza toccò i 30GW, innalzando enormemente la temperatura. Le barre di carburante cominciarono a sciogliersi mescolandosi con l’acqua di raffreddamento.

Dopo 20 secondi dall’inserimento dell’allarme, ci fu la prima esplosione che scoperchio letteralmente il reattore e sparò frammenti di materiale radioattivo all’esterno della centrale. Dopo 2 o 3 secondi una seconda esplosione, ancora più potente della prima, completò il disastro.
Qui comincia la terza fase della tragedia, la gestione della situazione di emergenza nei confronti della popolazione e degli operatori e pompieri coinvolti nell’evento.

Già dalla descrizione degli eventi si capisce che la politica del silenzio sovietico, la mancata informazione e preparazione agli operatori, la fretta cieca, la priorità alla burocrazia del regime piuttosto che alla sicurezza delle persone, ha giocato un ruolo fondamentale, e si può facilmente considerare la principale causa del disastro.

Se solo una delle cose appena descritte fosse andata nel verso giusto, se gli operatori fossero stati preparati scientificamente, se avessero avuto delle istruzioni chiare e coerenti, se fossero stati affiancati da personale adeguato, se le procedure di sicurezza fossero state più ferree, la tragedia avrebbe potuto facilmente venir evitata.

Analogamente, se il regime avesse messo da parte per un momento la politica di segretezza, se avesse dimenticato per un momento la priorità economica legata alla guerra fredda, e la macchina burocratica fosse stata più dedicata alle persone che agli scopi di regime, molte vite perse nei minuti, mesi, anni successivi all’esplosione avrebbero potuto essere salvate. Vi sono alcune semplici regole che andavano applicate all’istante, e che invece furono dimenticate:

  •   informazione immediata alla popolazione della consegna di restare a casa, con porte e finestre chiuse (informazione data 36 ore dopo l’esplosione)
  •   divieto di consumare latte fresco
  •   divieto di consumare tutti i prodotti agricoli locali
  •   distribuzione ed ingestione immediata di iodio stabile
  •   distribuzione di dispositivi di protezione individuale.

Lo iodio 131 (vita media 7,5 giorni) fu, nelle prime settimane, il principale responsabile degli incidenti di irraggiamento e, particolarmente negli anni che seguirono, dei numerosi casi di cancro alla tiroide. L’ingestione immediata di iodio stabile satura la tiroide ed impedisce di conseguenza la fissazione di iodio 131 cancerogeno su questa ghiandola.

Questo basilare intervento di sicurezza era noto alle autorità sovietiche da diversi anni, così come era già a disposizione un medicinale radioprotettore, chiamato “preparato B”, che non è stato assolutamente messo a disposizione della popolazione. Gli organi di informazione dell’URSS ben si sono guardati di informare su questi sistemi di sicurezza di base la popolazione e il personale in opera alla centrale, o di evacuare in tempi solleciti la popolazione dei paesi circostanti.
Questa mancanza di informazione, questo controllo mediatico della conoscenza da parte del regime, è stata la vera causa del disastro, ed è da questa ignoranza che dobbiamo guardarci, questo è quello che dobbiamo temere. La cieca paura del nucleare non ci porterà alla sicurezza, perché il controllo politico può colpire gli ignoranti con mille armi, e nessuna è più pericolosa dell’incoscienza.

Mi auguro quindi che la discussione sul nucleare, sulle fonti di energia alternative, sulla scienza e tecnologia, sul bene e sul male, sulla vita e sulla morte, sia sempre viva tra noi italiani, ma che sia sempre prioritario per ciascuno di noi ricordare che è solo con la conoscenza che si evitano i disastri e che non dobbiamo accontentarci delle informazioni selezionate e confezionate per noi da chi ha già preso le sue decisioni senza permetterci di prendere le nostre.
Fonti: wikipedia , Cause dell’avvenimento di Chernobyl, di J. FROT , Chernobyl di R.Renzetti.

106 Commenti »

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  • # 1
    luca
     scrive: 

    Interessante.
    Ma mi è sfuggito il senso dell’articolo…

  • # 2
    Octane
     scrive: 

    Ricordo come fosse ieri le raccomandazioni di bere solo latte UHT, di non mangiare nè funghi nè verdura…
    Non conoscevo i dettagli della sequenza di eventi che ha portato poi a questo disastro, ma avevo già il sentore che si trattasse di una mancanza di preparazione e di informazione.
    Sono pienamente d’accordo con le conclusioni, la cieca paura del nucleare non è una soluzione al problema energetico; viceversa lo scambio di conoscenze può portarci a superare anche questa pagina nera della nostra storia

  • # 3
    davide
     scrive: 

    In un mondo dove l’unica logica è quella del profitto, tutto questo è tutt’altro che incredibile. Anzi direi sistematico. guardate tutti zeitgeist addendum..

  • # 5
    Nicola Caldera
     scrive: 

    Favorevolissimo al nucleare, mi piacerebbe leggere anche un articolo così ben scritto sulla gestione e smaltimento delle scorie radioattive.
    Complimenti mi è piaciuto un sacco!

  • # 6
    v1
     scrive: 

    si probabilmente il disastro è stato strumentalizzato per influenzare il risultato di quel referendum, sono d’accordo con le conclusioni dell’articolo e personalmente non ho alcun timore della tecnologia nucleare.
    però quest’articolo non può giustificare la nuova politica italiana sull’energia nucleare, secondo me assolutamente avventata e irragionevole, soprattutto per questioni economiche.

  • # 7
    Marco/Cav
     scrive: 

    Avventata? Ma se ci giriamo intorno da anni?

  • # 8
    Eleonora Presani (Autore del post)
     scrive: 

    Mi sono tenuta vaga nel post riguardo la mia posizione personale sui fatti politici di questo periodo perché preferisco comunicare le mie idee e i miei valori al di fuori del quadro politico attuale. Per cui vorrei solo chiarire che non voglio giustificare nessuno, anzi, il senso del post è proprio quello che non importa di che colore o di che partito è chi prende le decisioni per noi. L’importante è sempre essere informati e attivi nella vita che ci circonda. Penso che non sia tutto bianco o nero, ma ogni situazione vada valutata con intelligenza e maturità. In Italia, in questi anni, ciò non accade molto spesso, purtroppo, soprattutto a livello politico….

  • # 9
    AZivelonghi
     scrive: 

    Salve a tutti,

    Vorrei solo aggiungere alcune puntualizzazioni che si possono facilmente verificare dalle fonti linkate nel post:

    1. le unita che componevano la centrale erano 4 reattori RBMK-1000 ognuno da circa 1000 MWelettrici di potenza massima (equivalenti a 3200 MW termici, che sono la reale quantita di potenza che il reattore a regime, ma controllato, poteva fornire. Il picco di potenza che si ebbe appena prima dell´esplosione in regime non controllato supero probabilmente di molto tale valore)

    2.Un’ altra misura di sicurezza mancante fu una spessa muratura in cemento armato (usata in tutte le centrali nucleari occidentali) detto muro di contenimento o “containement building”. Per farvi un idea delle sue dimensioni date un occhiata a questa foto:
    http://www.bhavini.nic.in/images/build12.jpg

    Per farsi poi un ‘idea dell´importanza del muro di contenimento esterno (mancante a Chernobyl) , basti pensare che il secondo piu grave incidente della storia dell´ing. nucleare civile avvenuto nel 1979 a Three Miles Island, e che porto a sua volta allo scioglimento del nocciolo provocó (ufficialmente) zero vittime, grazie al fatto che la barriera di contenimento preveni la fuga di sostanze radioattive sia da melting core che da burning core (vi fu un effettivo rilascio di sostanze radioattive, ma per scelta consapevole umana, quantunque criticabile, di liberare nell´aria le sostanze accumulate nel vessel e alla base del containement building assorbite con delle pompe )

    3. La seconda parte del post forse é un po troppo critica nei confronti dell´URSS. Occorre una puntualizzazione: é doveroso ricordare che l´Unione Sovietica ha anche avuto grandi meriti nella storia del progresso scientifico e tecnologico. Ma i migliori scienziati russi e le migliori universitá russe sono sempre stati a Mosca o in poche altre citta. In uno stato-continente quale era l´URSS prima di disgregarsi, chi andava a finire in paesi sperduti in stati quali l´Ucraina non era certo parte o in stretto contatto con l´elite tecnico-scientifica di Mosca. Il tutto poi farcito da oscurantismo, lotte di potere etc. Voglio quindi dire che un altra concausa fu proprio di carattere logistico/geopolitico, in cui un sistema fortemente centralizzato e gerarchico aveva seri problemi di comunicazione/gestione con le province distanti dell’”impero”. Il risultato fu infatti che il capo della centrale di Chernobyl sembra fosse un ing. con esperienza in centrali a carbone motivato a fare a tutti i costi quell´esperimento di sicurezza alla base del´incidente (che avrebbe dovuto essere rimandato) per ottenere probabilmente un avanzamento di carriera al Cremlino. Tutte le altre questioni, in primis la malgestione del post-accident sono a mio parere a sua riconducibili a motivi di tipo gestionale/politico/organizzativo.

    4. Manca la citazione al progetto per il nuovo sarcofago. Consiglio questo interessante e approfondito studio di LegaAmbiente (in particolare il cap.3)
    http://download.kataweb.it/portale/doc/mai_piu_chernobyl.doc

    da cui é tratto cio`’ che segue:
    “L’attuale struttura non ha mai risposto e non risponde ai requisiti normativi e tecnici di sicurezza, sia in termini di durabilità meccanica, che di integrità strutturale e conservativa: nel caso ad esempio di un terremoto di 4,3 gradi della scala Ricther, l’intera struttura collasserebbe.Il rischio di terremoto non è un allarmismo del tutto ingiustificato, visto che gli scienziati calcolano, per quella zona, la probabilità di un evento sismico pari allo 0,24 l’anno: probabilità considerata incompatibile con la presenza di una simile struttura anche dalla normativa Iaea.”

    5. non voglio prendere assolutamente posizione pro o contro nucleare. Credo sia giusto anche riflettere sul fatto se sia meglio evitare a priori catastrofi tenendo conto della possibile fallibilitá e malafede dell´essere umano. Questa riflessione deve peró sempre tenere in conto anche i rischi sul lungo periodo (in primis la possibile mancanza di approvigionamento energetico stabile su larga scala a grossi agglomerati urbani) derivanti dalle opzioni alternative attuali, in un’ottica che ci deve portare a scegliere il minore tra i mali, ottimizzando un problema complesso a moltissimi parametri.

  • # 10
    Ilruz
     scrive: 

    Ho 39 anni, e ricordo quel giorno come se fosse oggi – ero bambino, e nell’orto di mia nonna crescevano dei ciliegi: tutti gli anni era una gara di velocita’ tra noi e i passeri/storni/merli per raccogliere prima le ciliege; in genere finiva 50 e 50.

    Quell’anno, gli uccelli lasciarono le ciliege sull’albero … e cosi’ facemmo noi. Andarono tutte a terra.

    Sicuramente quell’evento mi ha condizionato, l’articolo racconta di malagestione e menefreghismo nell’applicare delle norme di sicurezza basilari … ma non e’ quello che succede proprio adesso in Italia? il punto fondamentale e’ che io mi fido del nucleare come tecnologia, ma non mi fido assolutamente di chi lo dovra’ gestire e/o smaltire.

    Se il nucleare e le sue scorie sono cosi’ facilmente gestibili, perche’ il primo deposito non lo facciamo ad Arcore? li avrei la certezza che sarebbe trattato in maniera ineccepibile per i millenni a venire, essendo il tempo di emivita del presdelcons minore di quello del plutonio.

  • # 11
    The3D
     scrive: 

    “il punto fondamentale e’ che io mi fido del nucleare come tecnologia, ma non mi fido assolutamente di chi lo dovra’ gestire e/o smaltire.”

    Quote grosso come una casa. E’ proprio questo il problema: mi fa una paura enorme il nucleare all’italiana, avrà costi esorbitanti (come tutte le grandi opere in italia, vedi tav per citarne una) sarà sicuramente realizzato con i piedi (come tutti le grandi/piccole opere in italia, vedi autostrade o per restare in tempi + recenti quello che è successo in abruzzo) e ci sarà un magna magna talmente generalizzato che si e no riusciremo ad arrivare ad un pareggio economico quando sarà arrivato il tempo di dismettere le centrali (e via con le truffe e gli imbrogli per la dismissione e lo smaltimento). Senza contare l’incompetenza di chi li progetterà, sarebbero anche capaci di piazzare una centrale nucleare in zone a rischio sismico 1. Che non mancano in terra italica.

  • # 12
    zando
     scrive: 

    Ma scherzate?? Favorevoli al nucleare?
    Non per le paure di disastri o altro, ma voglio rammentarvi che al mondo non esiste un sito “definitivo” dove stoccare le scorie, e che tale materiale radiattivo e altamente inquinante, per non parlare dei costi di produzione di una centrale, che una volta avviata non renderebbe per più di un tot. tempo; e quando sarà dismessa richiederà altri investimenti in manutenzione. Forse è meglio investire questi soldi in ricerca per altre soluzioni, o sbaglio?
    Vi prego di riflettere su questo.

  • # 13
    Guglielmo
     scrive: 

    Ho visto la gaia scienza con la buttade finale del conduttore che spiegava perchè non fare il nucleare… soprattutto in vista del costo di 4.000.000.000 di euro per la centrale. Ho fattodue conti con i dati che ho reperito…vi prego di corrergerli se li avete più precisi:

    Porto Tolle, consumo orario di 138 Tonellate di Gasolio\oli combustibli…

    Kili/ora 138.000,00
    Litri/Ora 162.352,94
    Costo ind. Gasolio. € 0,38
    Costo ora € 61.694,12
    Costo Giornaliero € 1.480.658,82
    Costo Annuo € 540.810.635,29
    Costo 30 anni € 16.224.319.058,82

    Mi mancano i costi per un “pieno nucleare”, ma penso che dopo trent’anni si possa fare “patta” sempre che il costo dei fossili non decolli.

    Comunque io preferirei piccoli complessi nucleari, con reatori di derivazione militare, come i A4W Westinghouse. Sono “piccoli”, sicuri, facili da gestire e al limite da “smaltire”.

    Mi piacerebbe conoscere le vostre opinioni?

  • # 14
    Gas
     scrive: 

    Articolo davvero interessante e ben fatto.
    Avevo gia’ letto (casualmente) su wikipedia le cause e la (non) gestione dell’incidente .. ma mi ha fatto molto piacere rileggerlo e scoprire alcune cose nuove.

  • # 15
    toniz
     scrive: 

    Sono stato contento di leggere questo articolo soprattutto perche’ ho raccolto alcune informazioni che non sapevo.
    Ma per quanto riguarda il “come” sarà portato avanti il nucleare in Italia, la cosa che mi preoccupa non e’ tanto come saranno gestite le centrali e il personale che ci lavorerà dentro (troppo grandi e troppo pericolose per tutti, che anche i piu’ “maneggioni” cercheranno di farle nei posti adatti, visto che rischiano anche loro) ma come saranno gestite le scorie.
    Visto che alla fine si tratterà di bidoni di roba, ben piu’ piccoli e piu’ facilmente nascondibili… ho paura che 1/2 andranno in discarica e 1/2 se le troverà qualcuno sotto casa.
    Quando partirà la cosa, meglio dotarsi tutti di contatore Giger da tenere sottomano. Non si sa mai.
    Saluti

  • # 16
    Giacomo
     scrive: 

    Il problema con questi disastri tecnologici è che a posteriori è facile analizzare le cause e proporre soluzioni.. tranne che nel frattempo viene presentata una nuova tecnologia, che come tutte le precedenti è assolutamente sicura e migliore delle precedenti.. fino al disastro successivo..

  • # 17
    floc
     scrive: 

    mi complimento per l’articolo, fa riflettere su come siamo stati vittima di strumentalizzazioni per diventare schiavi del petrolio

  • # 18
    Ajeje
     scrive: 

    Io sono favorevole al nucleare. Prenderei volentieri a “pale” di fichi d’india sui cocones le persone che hanno costretto alla dismissione della centrale di Caorso, ad esempio. Un impianto all’avanguardia, sicuro, costato uno sproposito e poi “spento” grazie a chi non si sente sicuro con cintura e bretelle addosso. Bella roba! Questo è stato, insieme ad altri, uno degli sprechi di denaro e risorse umane ai massimi livelli nel nostro Paese, da vergognarsi! Il petrolio finirà, e prima di allora ci scommetto quel che si vuole non si troveranno comparabili fonti energetiche. Allora qualcuno, paventando i disordini e la barbarie, converrà che il nucleare non è poi così male… Se il buonsenso non prevarrà sui preconcetti e sull’gnoranza, spero proprio di non esserci.

  • # 19
    FabioFLX
     scrive: 

    Sono felice di veder raccontata la vera storia del disastro di Černobyl’ in questo sito dove il tema del nucleare tiene le discussioni ben accese.
    Il punto è che sulla rete è possibile trovare molti documenti che provano, anzi direi documentano quanto descritto in questo articolo, correlati anche dai filmati originali in cui è ripresa la stanza di controllo e i monitor con i dati per tutta la durata del test.
    Dunque è vero che l’informazione sia stata strumentalizzata.
    E’ con ulteriore piacere che non trovo una dichiarazione netta di posizione da parte dell’autrice in questi tempi dove l’informazione pura è sempre più rara. Chiaramente la sua posizione è per certi versi deducibile, ma questo è tutt’altro che un aspetto negativo.
    L’utilizzo dell’energia nucleare in quanto tale non è certamente una cosa diabolica a priori, ma appena le considerazioni si fanno più ampie del lato puramente tecnico, ad esempio la sconvenienza economica a fronte della messa in esercizio, diventa palese quanto sia più conveniente cercare una soluzione alternativa a lungo termine, non tanto nel sistema per fornire sempre più energia, quanto nell’evitare che la nostra vita dipenda sempre più da essa.

  • # 20
    Banjo
     scrive: 

    E’ ovvio che un nucleare costruito e gestito da italiani farà certamente scomparire la vita dal pianeta terra.
    (Fondamenta con sabbia di mare, ferro arrugginito al posto di acciaio, costruzione su regioni sismiche, assunzioni di personale incapace per via clientelare, il tutto sotto la supervisione della malavita organizzata e dei politici, che poi è la stessa cosa)

  • # 21
    mav
     scrive: 

    A me quello che fa paura è che nessuno mette in bilancio i costi di smantellamento e gestione scorie. Bella favoletta che con un po di nucleare si dimezzerebbe la bolletta. Bella favoletta.

  • # 22
    ArgusMad
     scrive: 

    Ma chissà come ci guarderanno le generazioni future????

    LOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOL

    Un pò come noi che guardiamo la generazione dell’industrialiazzazione dell’800 a carbone.

    Hehe poveri noi!!! anzo poveri noi Caxxi loro!

  • # 23
    n0v0
     scrive: 

    io sono assolutamente a favore del nucleare.

    sono però del tutto contrario a farlo fare in italia, men che mai in questo momento di crisi economica, e ancora meno con l’ attuale governo.

    come altri hanno detto non è il nucleare ad essere pericoloso, ma la gente che gli sta intorno.

  • # 24
    The3D
     scrive: 

    #13: “(troppo grandi e troppo pericolose per tutti, che anche i piu’ “maneggioni” cercheranno di farle nei posti adatti, visto che rischiano anche loro)”

    ne sei proprio sicuro? Non c’è limite alla stupidità e all’ingordigia umana (= italiana?)

  • # 25
    kliffoth
     scrive: 

    parlare di nucleare non vuol dire essere pro o contro certi personaggi politic che dicono (dicono, si badi) di rappresentare certe idee.

    Io ero pro nucleare una volta, ma ora non so: ci sono campi, come il transgenico, in cui le decisioni possono solo essere prese dagli esperti, mentre purtroppo vanno in pasto ai politici e all’opinione pubblica.

    nessuno di noi può dire che il prodotto naturale sia migliore del geneticamente selezionato (discorso a parte per il transgenico), e senza il creso, il caro grano radioattivo oggi moriremmo di fame…

    quello che mi auguro è che nel prendere certe decisioni si considerino i costi, i rischi di incidente, la reperibilità di uranio, i siti per lo smaltimento…ma soprattutto che di questo si occupi una commissione SERIA di TECNICI e SCIENZIATI SERI, non di politici e tanto meno che finisca in mano all’opinione pubblica

    io sono laureato in giurisprudenza…il giornalista del corriere che mi informa ne sa quanto me di reazioni nucleari…

  • # 26
    Mario
     scrive: 

    Suggerisco a tutti la lettura del seguente libro, scritto da una ambientalista ex-antinuclearista che ha voluto analizzare con degli esperti tutto il ciclo di vita del nucleare (dall’estrazione dell’uranio fino allo smaltimento delle scorie)

    “Il nucleare salverà il mondo. La verità nascosta su un’energia pulita”
    di Cravens Gwyneth
    ISBN-13: 9788804580102
    ISBN:8804580100

    Circa 15€ ottimamente spesi, chiarisce con dati oggettivi e obiettivi (ci sono kg di citazioni di studi) qualunque domanda si possa avere su tutto il ciclo del nucleare.

  • # 27
    daniele
     scrive: 

    ma il costo dell’energia tiene conto dei costi di smaltimento dei rifiuti tossici, e costruzione / smantellamento del reattore? no perchè se si dovesse giudicare dalle informazioni della tv, sembra che dalle centrali nucleari fuoriescano margherite e farfalle, e che l’energia prodotta verrebbe costa pochissimo….
    secondo me ormai il treno nucleare, giusto o sbagliato che sia, lo abbiamo perso. rimontarci ora mi sembra un po’ controcorrente

  • # 28
    Guglielmo
     scrive: 

    Questo è molto interessante…

    http://it.wikipedia.org/wiki/CANDU

    Soprattutto considerando che anche i reatori a fusione… costosissimi, pur non producendo scorie, diventano radioattivi…

  • # 29
    AlexSwitch
     scrive: 

    Finalmente, dopo 23 anni, si leggono delle cronache degli avvenimenti e dei commenti veritieri e attinenti alla realtà di fatti accaduti.
    Chernobyl, nella sua tristissima storia che ha mietuto più di 2000 morti nei primi 5 anni dall’incidente, e ne sta continuando a mietere, è importante perchè mette in luce come la produzione di energia nucleare è legata oltre che a fattori tecnici e tecnologici, ma anche a quelli di carattere sociale ed economico.
    Ospitare sul territorio una centrale richiede grande capacità di controllo e di gestione, d’informazione e di consapevolezza, e soprattutto di una estrema chiarezza su quanto c’è da sapere.
    Le centrali nucleari, se ben progettate, costruite, controllate e gestite, non potranno mai esplodere come quella di Chernobyl. Questa è una prima grande verità che affiora dopo 23 anni di silenzi, segreti e disinformazione terroristica.
    Per fare un esempio, in occidente già negli anni ’70, era assolutamente impossibile costruire una centrale con reattori progettati con quella tecnologia ( già ritenuta vecchia e pericolosa da 10 anni ). Inoltre il personale tecnico di controllo dello spessore di quello che gestì l’esperimento e provocò la fusione del nocciolo, non verrebbe nemmeno utilizzato per condurre una semplice e banale caldaia a vapore.
    Nella notte tre il 25 e il 26 Aprile del 1986, questo cocktail micidiale di “improvvisazione”, tecnologia obsoleta e pericolosa, difetti di costruzione, negligenza e ignoranza è sfuggito di mano, come è naturale che fosse.

  • # 30
    toniz
     scrive: 

    Se le informazioni a riguardo del nucleare sono solo quelle che si ricevono dalla Tv, stiamo freschi!!!
    Quello e’ intrattenimento, non informazione ormai. Se si vuole informazione bisogna andare a cercarsela, e poi farsi un’idea propria. Anche perche’ si parla di decisioni politiche che nel senso piu’ alto del termine avrebbero anche un senso, ma se poi si scopre che anche i politici sono in mano alle grandi aziende, allora siamo a posto.
    Sono loro che pilotano le decisioni politiche, altro che l’opinione pubblica…
    Se in Italia ci fosse una lobby forte per l’eolico, vedreste ventole girare su tutte le colline piu’ alte di 50 metri. Si vede che e’ piu’ forte quella pro nucleare… :-/

    ps: per caso avete visto su La7 Atlantide la settimana scorsa che sono andati sui terreni in Nevada dove facevano i test nucleari??? Dopo 50 anni sono terreni sicuri??? Chi ne sa qualcosa? Grazie. :-)

  • # 31
    pierluigi
     scrive: 

    complimenti ad Eleonora Presani per il suo articolo veramente ben realizzato….

  • # 32
    Piero I.
     scrive: 

    Articolo molto interessante…
    Quoto tutti quelli che non hanno paura del nucleare in generale ma del nucleare all'”italiana”.
    Comunque sia, avrei un paio di cose da aggiungere, rivolte a quelli che vedono il nucleare come l’alternativa al petrolio e a quelli che lo considerano stra-sicuro:
    -l’uranio non è infinito, e anzi, tuttora si sta utilizzando quello derivato dallo smantellamento delle testate nucleari perchè estrarlo costa un’infinità, cifre che possono essere spese solo per motivi militari come fu fatto; ergo, per ora che costa “poco” va bene, ma tra non più di una decina d’anni la situazione si ribalterà… e guarda te: nessuno ha più in programma nuove centrali nucleari! Un caso? NO! Tra non molto sarà sconveniente, aspettate e vedrete!!!

    -circa 40 anni fa venne creato un deposito di 140.000 barili di scorie nucleari ad Asse, in Germania. Il sito era considerato sicurissimo, niente movimenti sismici, per di più in una ex salina il cui sale avrebbe dovuto assorbire eventuali infiltrazioni d’acqua. Si pensava persino di utilizzare quel sito per uno stoccaggio definitivo, fino alla fine dei tempi. Fatto stà che le infiltrazioni ci sono state e che anzi, il sale ha contribuito all’erosione dei fusti… Vi lascio immaginare il putiferio, anche perchè il tutto è stato tenuto nascosto fino all’anno scorso! Ora, considerando che tutti avrebbere messo la mano sul fuoco per assicurare la sicurezza del sito (in buona fede! E come non biasimarli? NESSUNO poteva prevedere!), l’incidente NATURALE E DEL TUTTO CASUALE può sempre succedere. Per ulteriori approfondimenti: http://www.fedimpianti.it/index2.php?option=com_content&do_pdf=1&id=849

    Io sono contro il nucleare per questi motivi… E ricordate che non esiste una centrale esente da rischi al 100%, come non si può prevedere un tornado o un terremoto, non si può sapere se in MILIONI DI ANNI potrà accadere un qualche evento che porterà ad un danneggiamento del sito. Pensate anche alla centrale giapponese ritenuta la più sicura al mondo… proprio in questo periodo dell’anno scorso ha avuto una perdita. Certo, era irrilevante, ma è ineluttabile che l’uomo non può avere il controllo di tutto, il caso è sempre in agguato.

  • # 33
    AZivelonghi
     scrive: 

    Salve di nuovo,

    nel mio commento #9 (pubblicato solo ora), ho dimenticato di ringraziare Eleonora e AD per aver accettato di parlare e dare visibilitá a questo delicato argomento, che é un bel punto di partenza se uno vuol poi approfondire maggiormente.

    Vorrei inoltre far notare come la maggior parte delle grandi testate giornalistiche italiane abbiano inspiegabilmente ignorato il 23esimo (ma anche il 21esimo e il 22esimo) anniversario di Chernobyl (sebbene é pure doversoso ricordare che la RAI in occasione del 20simo anniversario se ne usci con un bellissimo special di Superquark, davvero ben fatto)

    Segnalo inoltre:

    -un link della IAEA sul fondo per il progetto del nuovo sarcofago (shelter)
    http://www.iaea.org/NewsCenter/Features/Chernobyl-15/shelter-fund.pdf#search=%22Chernobyl%20Shelter%20Fund%22

    – la foresta rossa, di interesse biologico-evoluzionistico

    http://www.sciencemag.org/cgi/content/full/308/5725/1106?ck=nck

    http://it.wikipedia.org/wiki/Foresta_Rossa

    “La biodiversità in questa area è aumentata in seguito all’assenza di ogni attività umana[10]. Negli anni che seguirono il 1986, la flora iniziò a mostrare segni di gigantismo. Le piante, infatti, pur mantenendo la loro forma originale, si erano ingrandite a dismisura[11]. Ciò nonostante, l’area ha dimostrato di essere un rifugio molto efficace per alcune specie a rischio in quanto l’evaquazione totale dell’area ha permesso la creazione di un’area completamente dimenticata dalla civiltà.”

    Saluti da Monaco

    Alessandro

  • # 34
    luca
     scrive: 

    PER TUTTI QUELLI FAVOREVOLI AL NUCLEARE:

    LE SCORIE VE LE METTETE NEL VOSTRO MATERASSO VERO???

    p.s.
    vista la puntata di Report di alcune settimane fa???

  • # 35
    Bellaz
     scrive: 

    Ottimo articolo devo dire, sull’ argomento c’è molta ignoranza, e una spiegazione di come è andata veramente può essere solamente d’aiuto.

  • # 36
    Patrizio
     scrive: 

    Ottimo articolo, peccato che chi certe cose non le vuole capire continuerà a non capirle

  • # 37
    ArgusMad
     scrive: 

    Caro Patrizio alias 36 certe cose non le capirai te! c’è chi non vuole vivere vicino ad una centrale nucleare ed io sono il primo, mi metto anche nei panni chi ci si ritroverà, un domani non voglio crescere dei figli con il rischio del 99,9% di un incidente, che messo nel contesto italiano caro mio scende drasticamente, ed io non voglio neanche pensare che un domani la mia vita i miei consumi abbiano generato scorie che dovranno gestire le prossime generazioni anche tra 1000 anni, la nostra generazione e l’esempio lesivo di ciò che hanno fatto le vecchie! vogliamo fare altrettanto? ora ci laviamo la bocca con sicurezza e statistica ma il numero di centrali nel mondo rapportate a tutti gli incidenti che ci sono stati e altissimo, e anche se fosse basso nessuno conta mai l’impatto ambientale, questi sono i risultati quando il motore delle idee e l’arroganza!

  • # 38
    andrea
     scrive: 

    Complimenti, davvero un bell’articolo!
    Ma i responsabili poi sono stati puniti?? (non i tecnici intendo i megacapi)

  • # 39
    Daniele D.C.
     scrive: 

    Faccio i miei complimenti per questo articolo, sono sempre stato molto critico sugli articoli di AD sul nucleare, che mi sembravano solo propaganda più che informazione.
    Questa è informazione, e anche molto tecnica. Complimenti.
    Andate avanti così.

    Posso richiedere informazioni o link sul preparato B?mi interessa capirne la formulazione, il modo di funzionamento… grazie mille!

    Una puntualizzazione:
    attualmente le centrali sono progettate in modo da essere intrinsecamente sicure: nel senso, oltre a fare in modo che tendano a spegnersi se ne viene perso il controllo, ora sono anche a prova di stupido, nel senso, le operazioni pericolose non sono più fisicamente possibili.

  • # 40
    Yari
     scrive: 

    Tante parole sono state spese in questo tema e altrettante ne verrano spese. Concordo con Eleonora e faccio i complimenti per il bell’articolo, la conoscenza è vitale ma aggiungo una cosa estremamente importante: accertatevi sempre, quanto possibile, della fondatezza e dell’autenticità delle fonti! non prendete per oro colato tutto quello che leggete, che vi dicono o ancora quello che volete leggere e quello che volete sentir dire! non accontentatevi mai di quello che sapete per non creare a vostra volta disinformazione.
    Ci saranno sempre due o più campane che suonano in modo diverso quindi ascoltatele tutte.
    Questo concetto è puramente neutrale e universale.

  • # 41
    arkanoid
     scrive: 

    Se chi va in TV a sventolare la bandiera dell’ignoranza lo facesse riportando le vittime (purtroppo solo “stimabili”) dovute all’inquinamento da centrali a combustibili fossili, il dibattito si porrebbe sul piano della convenienza economica, che purtroppo, invece, arriva solo dopo tre o quattro altre questioni di “minore” importanza.

  • # 42
    norbertom
     scrive: 

    Io continuo a non capire una cosa.
    Lo smaltimento delle scorie radioattive pare che abbia costi e rischi abbastanza elevati (in relazione a lungo periodi e soprattutto leggendo le spese che dovranno venire effettuate in Germania per il problema di infiltrazione). In vista di un possibile futuro tutto al nucleare, mi chiedo: accumulando scorie giorno dopo giorno nei vari centri di stoccaggio, ma poi dove le mettiamo, per le strade?
    O come sempre si dirà “problema di chi verrà dopo”?
    A me non sembra un problema da tenere sottogamba, o forse ignoro qualcosa…

  • # 43
    D
     scrive: 

    2In vista di un possibile futuro tutto al nucleare, mi chiedo: accumulando scorie giorno dopo giorno nei vari centri di stoccaggio, ma poi dove le mettiamo, per le strade?”

    Beh si spera non in un Napoli bis (o in qualche suo emulo come ci mostra striscia ogni sera). Di sicuro, come dice l’articolo, per quel giorno ci vorranno misure di sicurezza serie, fatte rispettare scrupolosamente senza alcun perdono ne buonismo nei confronti di chi si permetterà di sgarrare perchè una tonnellata di pneumatici abbandonati al sole non è massimo ma una infinitesima parte di scorie radioattive è la fine di tutto.

  • # 44
    D
     scrive: 

    @ArgusMad

    “ed io non voglio neanche pensare che un domani la mia vita i miei consumi abbiano generato scorie che dovranno gestire le prossime generazioni anche tra 1000 anni”

    Capisco la tua posizione ma ti chiedo semplicemente questo: sei (te e tutti coloro che la pensano uguale) veramente disposto a tagliare un giorno i tuoi consumi rinunciandone alle conseguenti comodità in nome di questo ideale ?
    Sono tutti bravi a dichiararsi amici della natura, ma vuoi per necessità o anche solo per pigrizia, non rinunciano a nulla. Potrebbero prendere il treno, o usare la bici ed invece vanno di suv per andare al supermercato. Potrebbero usare un nettop per navigare su internet e scrivere due letterine, ma sia mai che rinunciano al quad core carrozzato come Cray. D’estate per tenersi freschi potrebbero stare all’ombra, usare un ventaglio, invece hanno un condizionatore per stanza, tutti a regime anche quando dentro non c’è nessuno (vuoi mettere che se si spostano da una stanza all’altra non vogliono rinunciare al fresco ?).

    Le parole e le belle intenzioni, pretendono, esigono anche dei seguiti concreti. Voglio solo ricordare che il futuro vedrà sempre più un maggiore sviluppo di paesi come la Cina e l’India. Se per adesso sono ancora due nazioni dove la maggior parte delle persone vive nella miseria, un giorno anche loro conosceranno una qualche forma di benessere e quindi peseranno ulteriormente sulle già deficitarie risorse energetiche.

    O quel giorno scopriremo il santo graal dell’energia o tutti dovremo darci un taglio.

  • # 45
    zap
     scrive: 

    ALCUNE PRECISAZIONI SULL’ARTICOLO

    1) la grafite è usata anche in reattori occidentali. Per esempio tutti quelli inglesi, un certo numero di quelli francesi, e lo era anche nella centrale italiana di Latina.

    2) anche future centrali di 4° generazione sono moderate a grafite. Vuol dire che sono insicure?!? :-p

    3) il contenimento NON era presente in tutti i reattori occidentali. In parecchi ma non in tutti.

    4) Chernobil dimostra che la stupidità umana può superare qualunque fattore di sicurezza previsto dai progettisti. Una banda di deficienti potrà sempre causare incidenti catastrofici.

  • # 46
    Eleonora Presani (Autore del post)
     scrive: 

    @zap
    1 e 2) Si, ma le RBMK sono le UNICHE che vi associano un raffreddamento ad acqua. In particolare in quelle di nuova generazione moderate a grafite (che non sono tutte) usano un gas inerte che raggiunge temperature bassissime per il raffreddamento. La tecnologia in gioco è totalmente diversa, come lo è l’uso della grafite.
    3) La stragrande maggioranza dei reattori occidentali, e molti di quelli sovietici, avevano un contenimento. O almeno dei filti per le fuoriuscite radioattive, cosa che invece mancava a sua volta a Chernobyl.
    4) Non è vero. Chernobyl dimostra che bisogna ridurre la libertà di operazione dell’uomo. Nella maggiorparte degli aeroporti del mondo è vietato ai piloti di atterrare in pilotaggio manuale in caso di maltempo o di vento forte. Se una cosa è progettata per funzionare in un certo modo non bisogna cambiare le condizioni di funzionamento. Per questo nelle centrali moderne si parla di sicurezza intrinseca. Un incidente come quello di Chernobyl sarebbe fisicamente impossibile nelle centrali di progettazione più moderna.

    Io non sono favorevole al nucleare a scatola chiusa, anzi, però sono contraria a chi lo rifiuta a scatola chiusa, perché penso siamo in una situazione economica ed energetica in cui bisogna darsi una mossa e fare qualcosa.
    A chi dice che non vuole far crescere i suoi figli con un riscihio dello 0,01% di contaminazione, chiedo se allora li porta mai a scuola in macchina. O in vacanza guidando per le autostrate intasate… Perché lì il rischio di incidente mortale, vi assicuro, è molto molto più alto.

  • # 47
    Sig. Stroboscopico
     scrive: 

    Grazie per il bel riassunto.

    Per i soliti fobici del nucleare: se foste onesti chiedereste il distacco dalla rete enel (tanto una percentuale di quello che usate è fissa da centrali straniere non tanto distanti…) e andreste magari solo col “conveniente” fotovoltaico.

  • # 48
    ArgusMad
     scrive: 

    D io sono semplicemente contro all’energia prodotta dal nucleare ;) e per tutte le conseguenze che ne porta, non dico di bruciare ne carbone ne petrolio, ma se tutti gli investimenti dirottati sul nucleare (studi, sperimentazioni, costruzione, progettazione, e chi più ne ha pi ne metta) verrebbero dinfirizzati verso una alternativa non si troverebbe??

    E parliamo Miliardi di Euro non di milioni….

    Ora e OFF topic ma credimi che esistono le alternative, solo che vengono infossate da i soliti noti perchè conviene di più il nucleare per mangiarci.

  • # 49
    Raleigh
     scrive: 

    Io non sono contrario al nucleare, oggi molti parlano di ambiente o di danni ambientali, ma pensiamo a quello che hanno fatto i poli petrolchimici italiani, alle centrali termo-elettriche a carbone (o peggio a pet-coke), alle raffinerie… in 50 anni abbiamo “avvelenato” intere generazioni e continuiamo a farlo con il tacito consenso dei governi indipendentemente dai colori, ed ora stiamo a fare gli ambientalisti?

    Vivo con una centrale termoelettrica sotto il sedere, se fosse una centrale nucleare non mi sentirei ne meglio, ne peggio.

  • # 50
    arkanoid
     scrive: 

    Per i fanatici dell’alternativo, perè di FANATISMO si tratta: fanno messi dei paletti per le questioni dell’approvvigionamento energetico, ed uno di questi, il primo, è che l’alternativo NON BASTA, può comprire piccole quote di fabbisogno energetico, e nulla più. In Italia l’idroelettrico è saturo, l’eolico (che offre garanzie limitate più dell’idroelettrico) è osteggiato dagli stessi che vogliono le rinnovabili, il solare termodinamico attualmente non ha rese sufficienti ed ha problematiche intinsecamente sfavorevoli (ad esempio la necessità di avere specchi motorizzati e sempre puliti), il fotovoltaico è una tecnologia energeticamente dubbia (in termini di bilancio complessivo) ed economicamente zoppicante.
    Deviare centinaia di milioni in ricerca per migliorare la qualità delle fonti energetiche che sfruttano rinnovabile significa, inderogabilmente, peggiorare sul breve e medio termine la situazione energetica italiana, con il rischio no tanto piccolo che tutto questo ritardo non venga ripagato da risultati redditizi sul lungo termine.
    Già il fatto di essere contro il nucleare a prescindere è sintomo che si è ignoranti.

  • # 51
    ArgusMad
     scrive: 

    Credimi che l’ignorante sarai te! e pure zoticone visto l’arroganza che hai, investire ora non vuol dire “disastro economico” per il futuro visto che già l’acquistiamo l’energia da gli altri paesi, quello che l’attuale governo ora vuole investire sul nucleare si potrebbe rendirizzare verso chi già studia
    fonti di energia alternative visto che al giorno d’oggi scienziati e studenti hanno ottimi risultati con le briciole che il governo eroga…..
    Con investimenti massicci potrebbero fare MOLTO di più, cmq ripeto ci sono interessi che vanno anche al dilà della convenienza ed l’ambiente.

  • # 52
    minuz
     scrive: 

    *** IMPORTANTE ****
    PER QUELLI CHE SONO A FAVORE DEL NUCLEARE, visto vi piace tanto, perchè non vi comprate un bel reattore chimico e ve lo installate sotto casa?
    http://www.appuntidigitali.it/544/toshiba-propone-un-reattore-nucleare-da-salotto/

    e per tutti quelli invece che dicono che E’ IMPOSSIBILE CHE ACCADANO INCIDENTI CON IL NUCLEARE OCCIDENTALE spero abbiano il coraggio di leggere questo link

    http://solleviamoci.wordpress.com/2008/07/29/nucleare-nuovo-incidente-in-francia-esce-polvere-radioattiva-dal-reattore/

    non si parla di incidenti di decine di anni fà, bensì di un anno fà e con reattori recenti, senza contare altri incidenti precedenti dove vi sono state perdite di URANIO nei corsi d’acqua circostanti

  • # 53
    D
     scrive: 

    “ma se tutti gli investimenti dirottati sul nucleare (studi, sperimentazioni, costruzione, progettazione, e chi più ne ha pi ne metta) verrebbero dinfirizzati verso una alternativa non si troverebbe??”

    Mi pare che giusto poco tempo fa avessero dimostrato che usando l’energia eolica, ogni casa dovrebbe montare sul proprio tetto un elica degna di un film di fantascienza, altrimenti in caso contrario a scelta o la tv o la lavatrice o il frigo.
    La matematica ha ben poco da spartire con chi vuol piegare la verità dei numeri a proprio uso e consumo quindi ti rifaccio la domanda: visto che di energia ce ne sarà sempre meno (e tali livelli precipiteranno il giorno che il petrolio sarà finito e non si userà il nucleare), sarai disposto a tenere spenta buona parte degli elettrodomestici che ora usi abitualmente ?
    Collegherai una dinamo alla tv e pedalerai insieme ai partecipanti del tour de france dall’altra parte dello schermo ?

  • # 54
    ArgusMad
     scrive: 

    Non esistono solo le ricerche sull’energia eolica o fotovoltaica….. e possibile che pur esistendo esempi di case auto sufficenti costruite da privati con fondi personali non si riesca a cogliere lesempio e perfezionare con le risorse economiche del nucleare? la mia opinione potrà sembrare utopistica ma di certo non e sbagliata il tempo c’è per cambiare ma come al solito……….Ciupa!!!

  • # 55
    D
     scrive: 

    Argus nel tuo caso la casa perfetta dovrebbe essere costruita a valle di una diga per sfruttare l’energia idroelettrica prodotta (ma scommetto che non andrebbe bene perchè non è il massimo della sicurezza se la montagna in alto frana), però allo stesso tempo in alto, senza barriere per sfruttare con una serie di ventoloni il vento che arriverebbe. Dovrebbe quindi trovarsi in montagna sulle alpi ma allo stesso tempo all’equatore, così piazzi specchi in tutto il giardino e fai il pieno di energia solare e fotovoltaica. Dovrebbe trovarsi però anche ad un passo dal mare, in una zona dove le maree siano abbastanza forti da produrre altra energia, il tutto per far si che dove non arriva una fonte, viene compensata subito dall’altra così potresti continuare con le comodità di sempre.
    Ammesso e non concesso che esista una locazione geografica ideale in tal senso ti rendi conto dei costi esagerati che sarebbero inammissibili perfino in un sogno di fanta-economia ?
    Qui c’è bisogno di 1 fonte sicura non di un mix di cose che per soddisfare il fabbisogno attuale dovrebbe sconvolgere tutto.
    Intanto però si deve accettare l’idea di darci un taglio con i consumi, quanto meno per farci l’abitudine o il giorno che saremo tutti costretti a razionare la dose quotidiana di corrente e gas, quel giorno sarà veramente brutta.

  • # 56
    Flare
     scrive: 

    D’accordo che la vicenda era stata strumentalizzata. In generale mi preoccuperei per la salute di più a vivere nei pressi di una centrale a carbone o in un centro cittadino molto trafficato. Però…

    …In Italia facciamo già macelli con la spazzatura e i rifiuti tossici e abbiamo continui esempi di “furbizie” e cose fatte ad minkiam a discapito della sicurezza, di cui i fatti a L’Aquila sono il più recente.

    Voi a gente del genere fareste gestire la spazzatura nucleare (scorie) e la sicurezza di una centrale? A me qualche dubbio viene. Aggiungiamo poi i costi, i tempi di pareggio economico (il tutto moltiplicato per mille, come molte opere italiche, fra sprechi e furberie)

    Poi anche l’uranio non è infinito.

    Infine andatevi a cercare la storia della centrale nucleare del Garigliano.

  • # 57
    ArgusMad
     scrive: 

    D Invece la tua casa perfetta e distante dalla centrale nucleare dove puoi vivere felice sapendo di avere sempre energia per accendere quello che vuoi in casa, invece per chi vive vicino alla centrale la magia della casa perfetta sparisce, perchè andrà a letto la notte con la paura che un giorno un suo famigliare scopra di avere la leucemia, dove quando camminerai per strada ti domandi quante radiazione hai in torno ed ogni volte che guarderai un fiume o fosso ti domanderai se l’acqua e inquinata, però te da li in poi alla costruzione di una centrale avrai la fonte sicura e disponibile, invece chi si ritrova la centrale nelle vicinanze verrà condizionata la sua vita finchè vivrà lì, e sempre stata questa l’obbiettività all’italiana.

    Se ci sono paesi come la Francia che hanno il nucleare da anni ed ancora oggi intorno alle centrali Francesi spesso “spesso inteso per la criticità” ci sono eventi di fuoriuscite ed inquinamento ambientale, quì come minimo nel giro di 2 generazioni ci ritroveremo l’uomo del nuovo millennio con un testicolo in più!

    A giusto ci penserà l’enel a costruirle le centrali qui in Italia la stessa società che acquista le centrali di vecchia generazione dismesse da altri paesi all’estero, una mano di vernice e le fà ripartire spacciando le centrali sicure.

  • # 58
    Alessandro
     scrive: 

    Argus a mio parere la verità sta’ sempre nel mezzo.. e sinceramente mi sembri un po’ troppo polemico, come altri d’altronde.

    Cordialmente,
    A.L.

  • # 59
    ArgusMad
     scrive: 

    Non accettare un idea ed averne un altra vuol dire essere polemico, allora accetto volentieri questo aggettivo, Grazie

    –_–

  • # 60
    FabioFLX
     scrive: 

    Per quanto sia assurdo doverlo ripetere spesso, l’unica alternativa alla futura carenza di energia è l’abbattimento dei consumi, e non la sovrapproduzione.
    Produrre di più vuol dire estrarre più risorse e produrre più rifiuti, ovvero realizzare uno scenario completamente illogico e inefficace al lungo termine.
    La disponibilità dell’uranio a fronte di una presenza maggiore di centrali nucleari, e di conseguenza una maggiore quantità di scorie da stoccare, rendono la scelta poco idonea alla soluzione del problema energetico, a prescindere dalla sicurezza offerta dalle centrali nucleari a venire.
    Se il traguardo non sarà quello di ridurre i consumi, produrre più energia, che sia nucleare, alternativa o fossile, servirà solo a far slittare il problema di una misera cinquantina di anni, per ritrovarcelo poi ancora più grande.
    La visione completa del problema deve considerare tutto ciò, perché solo a quel punto si potranno vedere proposte realmente logiche.

  • # 61
    fx123
     scrive: 

    Sarebbe interessante un articolo in cui si analizzano i costi del nucleare tenendo conto di tutti i fattori.

    Questi sono quelli che ho fatto io, come potete vedere sono stato molto largo di manica apposta per fugare ogni dubbio, in modo che non ci siano ambientalisti che si inventano la scusa dei costi nascosti.

    Ad esempio il costo di costruzione di una centrale da 1000MW è stimato in 2 miliardi di €, io ne ho messi 3; idem per gli altri dati:

    Megawatt 1.000
    Durata impianto 60 anni
    Fattore di utilizzo 90%
    Costo costruzione € 3.000.000.000
    Spesa annua € 20.000.000
    Smantellamento € 1.000.000.000
    Riprocessamento scorie € 320.000.000
    Stoccaggio annuo scorie € 100.000
    Sito stoccaggio € 50.000.000

    Alla fine dei 60 anni:

    Totale spese € 24.460.000.000
    Energia prodotta 473.040.000 MWh

    Vendendo l’energia prodotta a 10 centesimi al KWh si ricavano 47.304.000.000€, le spese di costruzione si ammortizzano in 4 anni e alla fine dei 60 anni si guadagnano € 22.844.000.000.
    Per pareggiare i costi invece il costo al KWh è di 0.52€

    Come si vede in modo inequivocabile una centrale nucleare è vero che costa tanto ma nell’arco della sua vita produce una quantità di energia enorme, che se venduta ai prezzi attuali permette di rientrare dall’investimento e anche di guadagnare.

    Se si cerca una fonte di energia che produce decine di TWh all’anno in modo garantito e continuo esistono solo il petrolio o il nucleare, non ci sono fonti rinnovabili che tengano (se non l’idroelettrico ma è già al completo).
    Visto che si vuole eliminare l’uso del petrolio a causa delle emissioni di CO2 allora l’unica via è il nucleare.

    Riguardo le scorie, una centrale EPR da 1000MW in un anno produce 1,2 tonnellate di scorie, che se riprocessate occupano un volume di 3 metri cubi.
    Una quantità cosi modesta di scorie è facilmente stoccabile per un tempo indeterminatamente lungo.
    Nel mio calcolo ho supposto di realizzare uno scavo a 20KM di profondità e buttarle dentro: facile, sicuro ed economico.

  • # 62
    D
     scrive: 

    ArgusMad la mia casa ideale, si può costruire a dispetto della tua

  • # 63
    D
     scrive: 

    @fx123

    Te non pensi al habitat della Bavosa Sgalbedrata del Sottosuolo… Assassino !! Domani mattina ti troverai sotto casa i verdi ed il wwf che ti romperanno le scatole :P :P :P

  • # 64
    ArgusMad
     scrive: 

    D la tua idea non fà una grinza ;)

  • # 65
    ArgusMad
     scrive: 

    E cmq Io dico di indirizzare su altro non di costruire case autosufficenti con le odierne tecnologie io parlo di investimenti per il domani…..

    Ma si sa la ricerca non e redditizia come la costruzione di una centrale :|

    –_–

  • # 66
    D
     scrive: 

    Di sto passo non avremo neanche la corrente per tenere acceso il frigo, altro che mantenere accese le lampade alle due di notte per i ricercatori

  • # 67
    ArgusMad
     scrive: 

    Grande questo e lo spirito giusto! ;)

  • # 68
    fx123
     scrive: 

    Senza enrgia non direi…. :D 4 centrali EPR da 1600MW producono 50 TWh di energia in un anno, non è poco considerando che il fabbisogno energetico dell’Italia è di 350 TWh all’anno.

    Per soddisfare interamente il fabbisogno nazionale di 350 TWh all’anno con il nucleare basterebbero appena 28 reattori da 1600MW, a fronte di ZERO emissioni di CO2 e solo 140 metri cubi di scorie all’anno da stoccare in tutto.

    Anche se considerando l’idroelettrico e altre fonti che abbiamo già ne basterebbero pure di meno.

  • # 69
    Flare
     scrive: 

    Le centrali a carbone e petrolio producono ben di peggio, per la nostra salute, della tanto sbandierata CO2: la CO2 è un’altra cosa strumentalizzata, con campagne politiche (Al Gore in primis) a suon di catastrofisimi ed allarmismi, basati su cose molto meno certe di quel che si vuol far credere, senza contare che il clima è un sistema complesso e ci sono una miriade di fattori in gioco. Sarebbe molto meglio preoccuparsi innanzitutto di sostanze tossiche e cangerogene… poi la CO2 è un gas che fa bene al verde (le piante respirano quello) :P

    In realtà il nucleare ce l’abbiamo già sotto il sedere già pronto, basterebbe raccoglierlo. Per giunta senza scorie e pericolo di radiazioni. Il calore all’interno della Terra è in gran parte prodotto da processi di decadimento nucleare di isotopi di uranio, torio, potassio ecc. come un gigantesco RTG (poi credo contino anche le forze mareali della nostra enorme luna). Il magma fuso, con moti convettivi, porta poi il calore verso la superficie. Prendiamo il calore e abbiamo energia pulita, affidabile, costante, con durata pressoché eterna. La geotermia, di cui non si parla mai… in futuro forse potremmo vederne delle belle. Intanto già funziona.

    http://www.enel.it/azienda/sala_stampa/notizie_territorio/Toscana/ss_notizieterritorio_articolo.asp?IdDoc=1587736

  • # 70
    Raleigh
     scrive: 

    Il Geotermico mi affascina lo ammetto, forse è la fonte rinnovabile più seria (e per questo è anche la meno considerata).

    Mi dispiace ma credo che il monopolio dell’energia resterà agli Idrocarburi ancora per luuungo tempo, seguito in buona misura dalla fissione nucleare ed in coda le rinnovabili.

    Forse la fusione nucleare risolverebbe tutto, ha le caratteristiche per essere l’unica alternativa di “sistema”.

  • # 71
    fx123
     scrive: 

    fx123 – Postato Giovedì 30 Aprile 2009 alle ore 14:00
    Per pareggiare i costi invece il costo al KWh è di 0.52€

    correggo: 0.052€
    seno era peggio del fotovoltaico :P

  • # 72
    FabioFLX
     scrive: 

    Belle parole, ma come sempre piene di disinformazione e, permettetemi il termine, idiozie.
    Quale sarebbe questo portentoso (ed esistente!) metodo utilizzato per convertire tonnellate di scorie radioattive in pochi metri cubi di rifiuti da stoccare?
    E poi, mettere le scorie sotto terra pensate che costi un’inezia? Negli U.S.A. il deposito dello Yucca è costato finora 8 miliardi di dollari ed è ancora tutt’altro che completo.
    Senza considerare che persino il sito più sicuro del mondo è stato dichiarato “fallito” in termini di sicurezza ed isolamento dalle falde. In pratica è filtrata dell’acqua che nel passaggio s’è portata dietro elementi radioattivi. E se arriva al mare? Se raggiunge una falda potabile? Se affiora in superficie? “Chissenefrega?”
    Qui nessuno mette in dubbio l’efficienza della produzione energetica di una centrale nucleare, che è chiara a chiunque, ma la logica che muove verso una scelta con dei compromessi troppo elevati per essere ragionevoli.
    Ogni tanto un po’ di cervello andrebbe usato, invece di fare i nuovi esaltati del futurismo a venire.

  • # 73
    fx123
     scrive: 

    Ahahaha, con questa uscita dimostri chiaramente che non sai nulla di questo argomento, nemmeno le cose di base!
    Comprati un libro di ingegneria nucleare e torna a studiare!

    Una centrale nucleare da 1GW produce 1,2 tonnellate di scorie ad alta densità all’anno che occupano circa 12 metri cubi in tutto, che sono POCHISSIMI e già cosi non ci sarebbero problemi a stoccarli.

    Queste scorie possono essere riprocessate, ovvero si estrae l’uranio e il plutonio ancora presenti che occupano il 70% del volume, e i resti arrivano ad occupare 3 metri cubi in tutto.

    In 60 anni di attività una centrale produce quindi solo 180 metri cubi di scorie riprocessate, a fronte di una quantità di energia immensa prodotta senza immettere sostanze nocive nell’ambiente e senza dover occupare centinaia di kilometri quadrati di costosissimi pannelli solari che dopo 30 anni sono da cambiare.

    Quello in Germania non era il sito più sicuro al mondo, era solo uno dei tanti e comunque non è successo niente di grave, è solo entrata un po di acqua nell’impianto ma non è entrata in contatto con le scorie che sono stoccate in robusti barili per cui non c’è alcun problema! Basta prendere i barili e spostarli da un’altra parte.

    Al momento non c’è nessuno che si preoccupa dei depositi definitivi delle scorie perché una centrale inizia a produrle dopo 20 anni che è entrata in funzione ed occupando pochi metri cubi non ci sono problemi a tenerle anche dentro alla centrale.

    Quello dello Yucca è un deposito con i controcazzi che conterrà in modo definitivo tutte le scorie degli USA, con solo 8 miliardi si sono risolti il problema e quella cifra non è che una misera percentuale rispetto a tutto quello che hanno guadagnato vendendo l’energia!
    Decine di centrali in quaranta anni e passa avranno prodotto migliaia di terawattora, migliaia mi miliardi di dollari!

    Le scorie sono un problema complesso da trattare ma ci sono modi per risolverlo in modo ottimale, non è impossibile come volete far credere voi ambientalisti marci che state facendo una disinformazione vergognosa!

  • # 74
    FabioFLX
     scrive: 

    Dimmi quello che vuoi, ma sei tu che resti uno dei tanti, soliti ciechi che guarda la tecnologia senza considerarne l’impatto generale.
    Purtroppo trattare con persone come te è quasi del tutto inutile, perché non volete ascoltare chi non parla di mera tecnica, ma considera aspetti un po’ più lungimiranti.
    Per la terza volta, non metto in dubbio che tecnicamente una centrale nucleare sia un’ottima fonte di energia (per quanto sia falso, e mi spiace per le tue convinzioni), ma che il problema da risolvere non è assolutamente quello di come produrne di più, bensì è come consumarne di meno.
    Finché non abbracci questa visione qualsiasi avanzamento sarà sempre e solo un rimandare il problema nel futuro, aumentando i rischi di una risoluzione forzata e dunque ingestibile.

  • # 75
    fx123
     scrive: 

    Non è necessario ridurre i consumi (che è diverso da eliminare gli sprechi) se esiste una fonte di energia in grado di soddisfarli.
    Quella fonte esiste ed è il nucleare, in ogni caso un paese come l’Italia con meno di 300 TWh all’anno non lo fai andare e un modo per produrli lo devi trovare (di sicuro non con degli specchietti che riflettono la luce del sole…).

    I dati parlano chiaro: il nucleare non è antieconomico e quello delle scorie non è un problema impossibile da risolvere. A parte questo non ci sono altri problemi insormontabili per sfruttarlo.

    Dici che è falso che una centrale nucleare sia un’ottima fonte di energia, senza spiegare il perché, quando nel post precedente invece ti stupivi che una centrale EPR produce solo 3 metri cubi all’anno di scorie riprocessate: questo dimostra chiaramente quanto ne sai per cui hai poco da sparare sentenze senza motivarle.

    Se hai qualche dato tecnico per confutare i calcoli che ho postato bene, altrimenti stai solo arrampicando sugli specchi.

    Se cerchi argomentazioni approfondite puoi trovarle qua:
    http://www.progettoenergia.org/
    vedrai che dopo averlo letto tutto ti ricrederai sul nucleare.

  • # 76
    FabioFLX
     scrive: 

    Che non conosco la natura tecnica dietro la produzione energetica con processi nucleari non l’ho mai negato, ma non vedo perché dovrei conoscerli visto che sto parlando solo dell’impatto economico, politico, sociale e ambientale legato alla realizzazione di nuove centrali nucleari.
    Piuttosto, se dici che non serve ridurre i consumi vuol dire che non conosci assolutamente niente della moltitudine di implicazioni che ha la produzione energetica a livello globale, che invece è il mio campo di studio. Insomma, potrai anche conoscere alla perfezione come funziona una centrale nucleare, ma se ignori (per presa di posizione?) completamente tutto quello che gli ruota intorno il tuo discorso tecnico diventa fine a se stesso, senza sbocchi reali e a volte, persino, fazioso.

  • # 77
    alejet
     scrive: 

    @FabioFLx
    non so cosa intendi per impatto economico, politico e ambientale, ma capisco che il tuo approccio e molto fazioso: indovina da chi la compra l italia l energia? dalla francia. allora occhio a quando accendi la luce di casa tua, potrebbe esplodere come chernobyl.

    ridurre i consumi è una politica sbagliata: semmai equipararli. non è giusto dire che il poveraccio deve comprare le lampade a risparmio energetico pagandole 15€ l una, quando il ricco per sfizio va in giro in ferrari.
    è lo spreco non il consumo delle risorse che dovrebbe scandalizzare. si deve produrre più energia e per tutti, solo così l economia globale ne gioverà. e, attualmente, il modo più conveniente e meno inquinante per farlo sono le centrali nucleari.

  • # 78
    alejet
     scrive: 

    cmq bell’ articolo, proprio appassionante.

    scusate il doppio post

  • # 79
    FabioFLX
     scrive: 

    @alejet: l’Italia acquista l’energia dalla Francia perché questa la vende sottocosto; infatti, produrre da soli la quota di energia che acquistiamo all’estero ci costerebbe molto di più.
    A questo punto la domanda che viene spontanea è “perché la Francia vende l’energia sottocosto?”, e dunque “come è possibile che le società che forniscono energia nucleare non vadano in bancarotta?”
    La risposta è alla portata di tutti, perché il bilancio energetico di quelle società è pubblico da che la Francia ha decretato la copertura statale dei mancati profitti.
    Dunque, lo stato copre i buchi economici che avrebbero fatto fallire tutte le società che gestiscono le centrali nucleari francesi, ed esse sono costrette a produrre energia in eccesso da vendere sottocosto agli stati esteri per limitare il regime di perdita costante.
    A questo punto, considerando che grazie alla pessima situazione economica della loro produzione energetica nucleare possiamo acquistare dalla Francia energia sottocosto, e considerando il fallimento dell’investimento nel nucleare francese, vorrei proprio sapere in base a quale logica economica c’è gente che ritiene conveniente costruire anche noi delle centrali nucleari.

  • # 80
    alejet
     scrive: 

    la realtà è ben diversa: non so che idea abbia di come funzioni il mondo dell energia, ma la francia non ci fa beneficenza: l italia acquista energia di notte, quando la richiesta dalle utenze francesi è minima, quindi altrimenti andrebbe sprecata. da cui il relativo basso prezzo. le centrali, infatti, continuano a produrre una quantità di energia in modo più o meno costante durante il suo funzionamento (anche se ci sono margini di controllo), spegnere e riaccendere un reattore richiede tempo.
    la questione che è importante capire è questa: se non ci fosse il nucleare, hai idea di quanto costerebbe l energia? di quanto inquinamento in più ci sarebbe? di quanti tumori?
    e anche: avere in mano la tecnologia ci consentirebbe di esser meno dipendenti dal petrolio e carbone. che non significa soppiantarli, o non investire nel rinnovabile, ma creare più fonti da cui dipendere in modo che la nostra esistenza non sia influenzata dagli umori di uno sceicco che un giorno si sveglia e, toh, 10 dollari in più al barile. se avessimo in mano questa carta in più non saremmo in balia di queste assurde logiche, o comunque meno di quanto succede ora. come in tutte le cose bisogna trovare il giusto mix, la verità stà sempre in mezzo.

  • # 81
    FabioFLX
     scrive: 

    Certamente l’ideale sarebbe evitare di dipendere da un altro stato, ma a parte che la situazione della Francia non è come dici tu (la mia descrizione è documentata perché pubblica), diventare schiavi dell’Uranio è una mossa completamente priva di senno.
    Se l’utilizzo di questo elemento raddoppiasse per l’avviamento di nuove centrali, le scorte (che sono comunque in mano a stati esteri) si esaurirebbero in appena 40 anni. E poi che facciamo? Scopriamo il Plutonio 186?
    Invece, per il discorso tumori, prova a parlarne con la gente di Garigliano e poi mi racconti…
    Non ha senso fare polemica su queste pagine, la sola cosa sensata è trovare una soluzione che sia davvero tale, e non semplicemente un rimandare a domani la soluzione dei problemi che non sappiamo affrontare oggi. Il rischio di non riuscirci nemmeno domani è davvero troppo grande.

  • # 82
    fx123
     scrive: 

    Non è vero che se raddoppiassero i consumi di uranio le riserve si esaurirebbero in 40 anni. Con le centrali EPR e la possibilità di riprocessare le scorie recuperando l’uranio che occupa il 70% del volume si può andare avanti migliaia di anni.
    Inoltre il costo dell’uranio incide molto poco sul totale, l’università di Pisa ha calcolato che una triplicazione del prezzo dell’uranio porterebbe il costo del kWh nucleare appena ad un aumento del 16%!
    Qua trovi tutte le analisi approfondite:
    http://www2.ing.unipi.it/~d0728/GCIR/Costi.pdf

    I problemi del nucleare li sappiamo risolvere già adesso e la sola cosa sensata è quella di smettere di bruciare petrolio e immettere migliaia di tonnellate di sostanze tossiche e cancerogene non che CO2 nell’ambiente.

  • # 83
    FabioFLX
     scrive: 

    Visto che si è sordi da un orecchio, allora proviamo un’altra strada.
    Di quante centrali nucleari abbiamo bisogno per soddisfare il 25% del fabbisogno della nostra nazione?, cioè la quota che manca per sopperire al fabbisogno nazionale.
    Quanto costa realizzare tale numero di centrali?
    Dove mettere tutte quelle centrali? (Considerando il fabbisogno di acqua corrente e di terreni antisismico).
    Dove sta in Italia una zona così poco abitata da rispettare l’incidenza minima prevista a fronte della densità abitativa?
    Dove stocchiamo i rifiuti? Se non fosse in Italia, dov’è che ci costerebbe così poco da renderlo conveniente?
    Tra quanti anni entrerebbero in funzione? E considerando questo tempo, che potrebbe essere di 20 anni, come sopperiamo nel frattempo alla continua crescita della richiesta energetica?
    Visto che continuate a decantare le qualità tecniche delle centrali nucleare, facciamo un’ipotesi che volessi adottare questa tecnologia. A quel punto le domande diventano queste che ho fatto. Ma ci sono risposte altrettanto favorevoli?
    Per me no, ma vorrei sentire voi su tutti i punti che ho trattato.
    Se ne saltate anche solo uno, vuol dire che non conviene e fine dei giochi.

  • # 84
    alejet
     scrive: 

    Le centrali saranno costruite da privati coi soldi di privati…. se non conviene sarebbero scemi a volerle realizzare, ma forse tu sai fare i conti meglio di loro. quanto alla collocazione non esiste alcuna fantomatica esigenza di densità abitativa, e comunque l’ italia è piena di territori scarsamente abitati.
    sarei molto curioso di capire cosa intendi per terreno antisismico: se è un nuovo prodotto ti proporrei di contattare gli abruzzesi, così da usarlo per ricostruire in sicurezza. no dai scherzo, ho capito cosa intendi, solo cerca di usare termini tecnici nel modo giusto. la questione non è strettamente vincolate: abbiamo la tecnologia per realizzare edifici resistenti al più terribile dei terremoti, inoltre la sardegna, la lombardia sono a basso rischio.
    ma poi sogno o son desto: chiedi dove collocare le centrali per avere acqua corrente? IN ITALIA? forse sarebbe ora di aprire un libro di geografia….

    costruire una centrale nucleare richiede gli stessi identici tempi della costruzione di una qualsiasi altra centrale di produzione di energia, anzi forse pure meno dato che occupano relativamente poco spazio.

    coprire il 25% del fabbisogno mancante solo col nucleare è sbagliato: si devono avere fonti diversificate di energia.

    boh, io ho provato a risponderti.

  • # 85
    DaniloS
     scrive: 

    Nucleare? ma per favore…
    La tecnologia nucleare può aver avuto tutti gli sviluppi che volete ma ha pur sempre 50 anni, praticamente a livello tecnologico è di un’altra era.
    Non sarebbe meglio sfruttare fonti di energia più potenti e praticamene inesauribili come il solare termodinamico? Cavolo se lo dice Rubbia un fondo di verità ci sarà…
    http://it.wikipedia.org/wiki/Pannello_solare_a_concentrazione
    Sicuramente non può essere l’unica fonte di energia ma come sicurezza credo che ci guadagnamo tutti.
    Nulla in contrario al nucleare ma io una centrale a meno di 10 km non la vorrei. Sbaglio? Forse, ma la mia opinione assieme a quella di altri milioni di Italiani non può venire ignorata

  • # 86
    marzolo
     scrive: 

    Il fotovoltaico e il solare a concentrazione sono scoperte antecedenti al nucleare, se è per quello ;)
    Il problema è farle funzionare con dei rendimenti decenti, ancora non ci si è riusciti, cosa che invece il nucleare fa già da 50 anni.

    Le centrali solari a concentrazione costruite finora hanno potenze installate al massimo da qualche centinaio di MW, hanno dimostrato parecchi limiti e costi tutt’altro che abbordabili e se producono un TWH di energia in un anno è già un miracolo.
    La strada è lunga ancora….

  • # 87
    fx123
     scrive: 

    83: le risposte ci sono per tutte le domande che hai fatto, ma non è che tu da completo disinformato (si vede dalle inesattezze tecniche che scrivi) puoi dire “il nucleare fa schifo, adesso dimostratemi che non è vero”.
    Prima ti studi un buon libro di ing. nucleare, poi con i dati alla mano trai le conclusioni.
    Sul sito che ti avevo linkato e che ovviamente non hai letto ci sono già abbastanza dati per cominciare:
    http://www.progettoenergia.org/

    Ad esempio di quante centrali nucleari abbiamo bisogno per soddisfare tutto il fabbisogno della nostra nazione, pari a 350TWh annui, il loro costo e un confrotno con le altre fonti:

    – 44 reattori nucleari da 1.000 MW di potenza (costo 88 miliardi di €)

    – 255 centrali solari da 1.000 MW di potenza (costo 1.650 miliardi di €)

    – 130 centrali eoliche da 1.000 MW di potenza (costo 150 miliardi di €)

    questo riguarda solo il costo di installazione, se si considera anche la manutenzione e il resto il nuclare guadagna ancora di piu, visto che costa molto meno stoccare 12 metri cubi all’anno di scorie che non cambiare ogni 30 anni milioni di costosissimi pannelli solari (si, ce ne vogliono cosi tanti).

  • # 88
    FabioFLX
     scrive: 

    Toh, Tremonti per mezzo di Scajola ha appena ammesso che l’impatto economico di una centrale nucleare in Italia è controproducente perché i cittadini invece che un risparmio avrebbero dei costi maggiori …
    Alla resa dei conti l’evidenza di ciò che ho sempre sostenuto viene finalmente a galla.

  • # 89
    Bellaz
     scrive: 

    anche qui ripeti le stesse cose ? :D

  • # 90
    FabioFLX
     scrive: 

    Sì, sono due notizie distinte anche se dello stesso argomento, e comunque lette da persone differenti.

  • # 91
    gaia
     scrive: 

    sono una studentessa di 18 anni di un liceo scientifico e quest’anno ho conosciuto personalmente il fotografo Paul Fusco,della MAGNUM,che 15 anni dopo l’esplosione si è recato a Chernobyl in quanto fotoreporter…vi consiglio dunque di vedere le sue foto,perchè spesso cifre,dati,sigle e numeri non rendono l’idea del disastro che è stato…un saluto,Gaia

  • # 92
    Paulus
     scrive: 

    NO AL NUCLEARE, semplice e diretto, date soldi a chi fa ricerche sulla fusione, anzichè continuare a costruire centrali a fissione. Poi le scorie dove le mettete?Le spediamo in Germania? Russia?..ed in quale sito? devono poter stare tranquille per migliaia di anni, e prima di dire: “…di siti sicuri ce nesono, vedi le miniere di sale in Germania…” significa che non avete visto Report,ottimo programma, cosi avreste saputo che in Germania nelle miniere di sale in questione, si sono accorti di aver fatto un errore, e le scorie sono arrivate ad inquinare la falda acquifera, complimenti davvero. No, l’unica vera strada è la fusione, se riescono a raggiungere l’ignizione ed a mantenerla, questo tipo di reattore si autoalimenta, producendo calore con il quale produrre vapore ad alta pressione per alimentare le turbine e quindi produrre elettricità. E produrrà una quantità insignificante di scorie. NON FATEVI ABBINDOLARE DAI POLITICI, PENSATE CON LA VOSTRA TESTA !!!

  • # 93
    trade
     scrive: 

    salve a tutti,
    chi parla di nucleare sicuro non lo conosce, chi parla di centrali nucleari sicure in Italia (poi fortunatamente convertite) non sa come erano state costruite; a tutti quelli favorevoli al nucleare chiedo se sono disponibili ad ospitare una centrale nel giardino di casa (o anche solo un deposito di scorie radioattive) e ricordo a loro che l’Italia deve ancora smaltire tutte le scorie accumulate nel periodo precedente al referendum (che sono rimaste dov’erano)

    per eventuali chiarimenti (a tutti quelli che non erano presenti, non si ricordano o pensano al nucleare come unica fonte di soppravvivenza) guardate qui e meditate http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E1080736,00.html

    http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E1084794,00.html

    saluti

  • # 94
    Bellaz
     scrive: 

    Io ho visto Report

    E rimango delle mie opinioni (se vogliamo dirla tutta quella trasmissione è stata criticata per l’inesattezze da diversi esperti in merito alla puntata sul nucleare).

    La fusione è ancora lontana. Prima o poi si riuscira sicuramente a padroneggiarla, ma fino ad allora quanto tempo ci vorra(considerando investimenti massicci sulla ricerca che IN OGNI CASO ci dovrebbero essere)? 40 – 50 – 100 – 200 anni? Non si può dirlo con certezza, ma quello che sappiamo e che sicuramente fino ad allora avremo bisogno di energia, dall’ accendere un frullatore al riciclo del acciaio con arco voltaico(e in particolare l’ultimo non può essere fatto con le rinnovabili).

    PS ( per la cronaca io non sono di dx, ma ragiono ‘con la mia testa’)

    PPS( le scorie non sono un problema. Sono in quantità di ordini di grandezza inferiori rispetto ad altri inquinanti prodotti dall’ uomo, e in ogni caso a breve verranno messe a punto le tecnologie per ridurle ulteriormente di due o piu’ ordini di grandezza ricavando ulteriore energia utilizzabile)

  • # 95
    alejet
     scrive: 

    @Gaia

    ho purtroppo presenti le foto di Fusco, però attenzione: una foto dice tutto e non dice nulla. fa vedere le cose da un obiettivo privilegiato, nel senso che a priori mostra solo quello che il fotografo vuol far vedere e dal suo punto di vista. hai presente la campagna elettorale di berlusconi? se dovessimo badare a quel che ci fan vedere l’ italia è un paese di gente bella giovane e ricca. non voglio assolutamente paragonare un intellettuale come Paul Fusco ai promoter di berlusconi, però l’ idea che c è dietro è la stessa. quel che voglio dire è che immagini come quelle delle foto volendo le puoi vedere andando in un qualsiasi cottolengo anche in italia. non nego che chernobyl sia la causa di migliaia di tumori, mutazioni e simili. nego l’ uso strumentale discriminatorio. è troppo comodo additare al cattivo di turno. perchè alla magnum non fanno foto alle vittime di incidenti stradali? eppure ce ne sono di più e, ti posso garantire, di purtroppo messi peggio. perchè non fanno foto dei malati di tumore ad esempio in italia, chessò a varese, dove di centrali non ce ne sono ma ci sono più tumori alla mammella che nel resto d europa.

    la cosa migliore come dice Paulus è pensare con la propria testa. però bisogna farlo oltre che dirlo. il problema delle scorie è fortunatamente un problema. le scorie sono poche e localizzate, essendo solide. per questo trattarle è un ‘problema’ non problema: una volta stoccate non costituiscono più pericolo. l’ alternativa sono milioni di tonnellate di residui di combustione di carbone e scarti di petrolio, che ci respiriamo ogni giorno senza dire nulla. perchè siamo razzisti nei confronti delle scorie se con le smog ci conviviamo benissimo? i tumori ai polmoni sono meno pericolosi di quelli alla tiroide? non mi risulta…. per tutte le cose bisogna valutare il trade off tra bene e male, questo vuol dire pensare con la propria testa e non con quella di gheddaffi.
    firmato: una specie in via d’ estinzione, ovvero uno di sinistra, nn verde e disilluso. (fortuna che forse c è anche bellaz tra ‘sti ominidi, se no’ m sarei sentito proprio solo :)

  • # 96
    alejet
     scrive: 

    ehm ominidi era riferito autoironicamente alla categoria di gente in cui mi sono collocato (e quindi a me stesso), rileggendo il commento vedo che non si capisce molto bene, e non vorrei assolutamente che si fraintendesse… scusate il doppio post

  • # 97
    Bellaz
     scrive: 

    X Trade, per te valgono le stesse considerazioni fatte a Paulus. Io sono disposto a accogliere una centrale nucleare vicino a casa(qualora naturalmente il luogo fosse idoneo, non mi voglio sostituire agli ingegneri). Te invece sei disposto ad accogliere una grossa centrale a carbone vicino a casa, o ‘alternativamente’ a rinunciare a istruzione/sanità/assistenza sociale/qualità della vita decente/equità sociale e molto altro ?

    Cmq come ho detto ad altri: se qualcuno ha dei sistemi FATTIBILI E REALIZZABILI che possono farci evitare di fare il nucleare senza tornare agli inizi dell’ 800′, ben venga, sono disposto ad abbandonare ogni appoggio a questa fonte. Purtroppo quel qualcuno non è ancora arrivato, e piu’ passa il tempo piu’ l’idea che la ‘gente’ non sappia di cosa parla o non si renda conto della criticità dell’ argomento diventa piu’ forte.

    X alejet

    In via di estinzione mi pare appropriato! Al giorno d’oggi non si può dire una cosa contro corrente e si viene tacciati di essere dei ‘cretini servi di X’ .

  • # 98
    FabioFLX
     scrive: 

    Per la cronaca, il “contro corrente” è sfiduciare le centrali, non appoggiarle, invece l’opposto si chiama revisionismo.
    Ieri sono stato alla Fiera per le Energie Rinnovabili (qualcun altro c’è stato?) C’erano decine e decine di alternative al nucleare, sebbene tutti fossero dell’idea che il fotovoltaico sia (ancora) troppo costoso, l’innovazione tecnologica che sta trainando il termico-solare è invece evidente.
    Alla fine, tutti erano della stessa idea: il nucleare è inutile, perché il problema dell’Italia non è la carenza di energia, ma gli sprechi.
    Intervenire sugli sprechi è essenziale per la riorganizzazione delle necessità nazionali, mentre parlare di centrali nucleari senza pianificare una riduzione dei consumi è solo propaganda a favore dei consorzi multinazionali energetici, perché chi è in buona fede deve ammettere che ad oggi non esiste alcuna pianificazione di tipo nucleare che si possa definire “investimento”.

  • # 99
    Bellaz
     scrive: 

    Fabio,si ritorna al solito discorso

    Non è un discorso solo di costi(anche se solo questo rende svantaggioso il PV), ma anche di limiti fisici delle fonti.

    Con il fotovoltaico puoi produrre l’acciaio?
    Con il fotovoltaico puoi produrre l’alluminio?
    Con il fotovoltaico puoi produrre cemento?
    Con il fotovoltaico puoi produrre plastiche?
    Con il fotovoltaico puoi alimentare le centrali di riciclo?
    Con il fotovoltaico puoi produrre _inserisci_qui_prodotto_industriale?

    Finchè il fotovoltaico e le altre rinnovabili avranno quuesti limiti fisici(instabilità, impredicibilità, bassadensità di potenza) , limiti che è improbabile verranno risolti a breve anche con massicci investimenti alla ricerca, bisogna decidere :

    O termoelettrico, o nucleare o rovina-della-società.
    Mi sembra di averti fatto già questa domanda.

    Come ti ho già detto non sono contro il PV e le rinnovabili e il risparmio eletttrico,solo che al giorno d’oggi pensare che queste possano coprire ogni tipologia di utilizzazione dell’ energia elettrica è impensabile nonchè impossibile(in senso fisico! Poi i politici possono dire quello che vogliono).

    Per la cronaca: dal referendum l’energia nucleare è stata demonizzata, e non ho mai sentito nessun ‘uomo della strada’ parlare a favore delle c.nucleari, nonostante questi non avessero nessun dato oggettivo su cui basare le proprie opinioni. Di conseguenza non mi sembra il caso di usare la parola ‘revisionismo’ (qualora questa fosse appropriata nel contesto) , visto che persone di sx che pensano che il nucleare non sia il male assoluto sono la minoranza.Oppure non è così?

  • # 100
    FabioFLX
     scrive: 

    Ma perché continui a guardare i benefici senza considerare mai i difetti della deriva nucleare?
    Ad esempio, ad oggi le centrali di quarta generazione non esistono, sono solo teorie, e il tempo medio per la messa in esercizio di una centrale nucleare attuale è di circa 10-12 anni: che facciamo nel frattempo? E che ne facciamo dei rifiuti nucleari che sono fortemente radioattivi e attualmente destinati a siti di stoccaggio che sono praticamente tutti inadeguati dal punto di vista della sicurezza e delle infiltrazioni?
    Per quanto riguarda la produzione di materie, è un dato fazioso. Oltre il 90% delle aziende/industrie italiane ha meno di 5 dipendenti, e praticamente tutte queste aziende non hanno bisogno di più energia di quanta ne potrebbero autoprodurre con fotovoltaico ed eolico.
    Ecco che per il restante 10% il nucleare diventa superfluo perché le rinnovabili attuali sono già in grado di sostenere oltre il 20% del fabbisogno nazionale.
    Se vogliamo aggiungere dell’altro, andrebbe pure considerata la quantità di acqua corrente necessaria; si parla di oltre il 50% dell’acqua corrente di tutto il Paese: a chi la sottraiamo? Senza contare che se siamo pure un Paese a rischio siccità…
    Insomma, come al solito ci sono tante belle premesse dal punto di vista tecnologico, ma è necessario guardare in faccia il fatto che il nucleare, per quanto potente, efficiente e risolutivo, nel contesto italiano è semplicemente inadeguato se non addirittura inutile e dannoso.

  • # 101
    Bellaz
     scrive: 

    “Se vogliamo aggiungere dell’altro, andrebbe pure considerata la quantità di acqua corrente necessaria; si parla di oltre il 50% dell’acqua corrente di tutto il Paese: a chi la sottraiamo? Senza contare che se siamo pure un Paese a rischio siccità…”

    Dimmi un po, ma secondo te le centrali disintegrano acqua? E poi anche se fosse (ed è una cavolata, perchè l’unico effetto è il riscaldamento) le centrali possono essere costruite in riva al mare e scambiare calore con questo.

    “Ma perché continui a guardare i benefici senza considerare mai i difetti della deriva nucleare?”

    Nossignore, io li considero pregi e difetti, sei te che non li consideri, pensando che si possa mandare il nostro tessuto industriale solo con fonti alternative.

    “Per quanto riguarda la produzione di materie, è un dato fazioso. Oltre il 90% delle aziende/industrie italiane ha meno di 5 dipendenti, e praticamente tutte queste aziende non hanno bisogno di più energia di quanta ne potrebbero autoprodurre con fotovoltaico ed eolico.”

    Scusa ma che cavolo c’entra?
    1) la tipologia di richieste energetica si basa sul tipo di processo industriale, non “quante persone ci sono dentro”

    2) In ogni caso questo 90 % necessita delle materie prime fatte dal 10%. Se questo 10% viene eliminato come farà l’altro 10 %?(e in ogni caso 10 % di cosa? del numero di imprese, del pil prodotto o degli impiegati nel secondario? Dove hai preso questi dati?)


    Ecco che per il restante 10% il nucleare diventa superfluo perché le rinnovabili attuali sono già in grado di sostenere oltre il 20% del fabbisogno nazionale.”

    Come già detto prima,apparte il fatto che il rinnovabile copre il 14% di cui 10.7% da idro, in ogni caso per i discorsi fatti prima questo non è un discorso valido.

  • # 102
    Bellaz
     scrive: 

    “Ad esempio, ad oggi le centrali di quarta generazione non esistono, sono solo teorie, e il tempo medio per la messa in esercizio di una centrale nucleare attuale è di circa 10-12 anni: che facciamo nel frattempo? E che ne facciamo dei rifiuti nucleari che sono fortemente radioattivi e attualmente destinati a siti di stoccaggio che sono praticamente tutti inadeguati dal punto di vista della sicurezza e delle infiltrazioni?”

    Io ti ho già risposto a questi punti in precedenza.

  • # 103
    Bellaz
     scrive: 

    PS

    Ho letto un po i dati

    all’ incirca il 70-80% delle imprese hanno 5 o meno dipendenti.
    Queste però producono del totale industriale ‘solo’ il 25 %.

    Questo vuol dire che il restante 30-20% produce il 75 % di pil industriale.

    Inoltre spero che tu non abbia pensato che l’1% delle imprese con meno di 5 impiegati consumi come l’1% di imprese con più di 5 impiegati, perchè questo in linea di massima non è mai vero.

  • # 104
    Dany
     scrive: 

    Vedo purtroppo, come sempre quando si parla del nucleare, molta disinformazione, molta approssimazione e tanti luoghi comuni. Ottima trasmissione Report, ma sul nucleare purtroppo ha prevalso molto il fattore ideologico ed un’informazione forse incompleta. Comunque sia, per chi vuole farsi un’opinione seria, precisa e documentata, scevra da qualsiasi faziosità, e soprattutto documentata, andate tutti quanti a leggere il “Dossier sul Nucleare” di Sergio Manera, al link seguente: http://www.laconca.org/links/nucleare/01_nucleare.htm#top
    … poi tornate a discutere.
    Per la cronaca, oltre che fisico serio, Manera pur proveniendo dall’area “politically correct” non si è fatto prendere la mano dalla rozzezza ideologica, tipica di coloro i quali sono i più ignoranti in materia ed ovviamente anche i più agguerriti anti nuclearisti. Conoscere per imparare a valutare i vari aspetti positivi e negativi di ciascuna tecnologia di produzione dell’energia, questo dovrebbe essere l’atteggiamento giusto per valutare se e in quale modo il nucleare possa interessare il nostro futuro oppure no.
    Davvero, ragazzi, fate lo sforzo di leggere quel Dossier, ne vale davvero la pena.
    Un saluto a tutti, Danilo

  • # 105
    carletto
     scrive: 

    Io sono favorevole al nucleare. Se ben gestita e ben cosruita, una centrale non dovrebbe generare problemi. Il problema è, come ha già sollevato qualcuno nei precedenti post, la gestione degli impianti e della sicurezza ad essi connessa. andatevi a vedere la puntata del programma di rai3 “report” sul nucleare. roba da mettersi le mani nei capelli! in italia a causa degli intrallazzi tra malavita e politici, non siamo in grado di gestire alcunchè. secondo me allo stato attuale delle cose, il treno nucleare in italia è stato perso. anche perchè la materia prima (l’uranio) costa parecchio e costa ancor di più “quello buono” (l’isotopo 235). quindi in definitiva io investirei sulla diversificazione delle fonti del metano (con i rigassificatori) che comunque producono gas serra ma meno del petrolio; punterei sul “carbone pulito” cioè con inmpianti in grado di abbattere il percolato nei fumi con alta efficienza; investire in ricerca con le fonti rinnovabili (vento, sole, geotermico). ma in italia facciamo poca ricerca… insomma preparatevi a tirar fuori le candele, le biciclete e i cavalli! o a sperare che tirino fuori la fusione fredda…

  • # 106
    Sergio Manera
     scrive: 

    Sono capitato qui per caso, buongiorno!

    Purtroppo credo abbiano oscurato il link e non si riesce più a leggere il mio famoso Dossier. Non ne conosco le ragioni.

    Vorrei però fare i complimenti a molti qui per la interessante discussione e a Eleonora Presani per l’attualità del suo messaggio. Costruirsi un’opinione è meglio che usarne una preconfezionata. Diffidare sempre di chi ha solo certezze mi ha spesso aiutato nella vita.

    Però in un paese normale lo stato, la scuola, i media e anche direttamente l’industria a volte, non nascondiamocelo, investono denari per aiutare i cittadini a sviluppare un’idea propria. In ambito di cultura scientifica, prima ancora che della tematica specifica “nucleare” nel nostro paese siamo in grave ritardo e i recenti tagli/ristrutturazioni operati negli ultimi anni male si sposano con il cambio di rotta annunciato con tanta eco dal ministro Scajola.

    Ero perplesso dopo il decreto su Scanzano ionico per il sito di stoccaggio nazionale, sono perplesso adesso.

    Saluti
    Sergio Manera

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