di  -  giovedì 23 aprile 2009

Pubblichiamo un guest post di Elisa Baliani

Sebbene se ne parli già da qualche anno, non ancora tutti i progettisti grafici ne hanno preso atto: non basta essere un art director senior per progettare un’interfaccia web.

In questo articolo effettueremo un volo radente alcune delle regole che dovrebbero essere adottate quando si progetta il design di un sito web, per riprenderle ed approfondirle in post successivi:  in una parola, iniziamo a parlare di usabilità.

Si potrebbe partire con disquisizioni su colori, di testi, di link, di grafica o di impaginazione: preferisco tuttavia partire dalla base: l’interfaccia di navigazione. Del resto ci sarà tempo di parlare.

I test di usabilità effettuati dagli psicologi, rilevano difficoltà dell’utente a capire dove si trova l’informazione a lui necessaria. In genere questa difficoltà viene tradotta da Google Analytics come un alto indice di rimbalzo: l’utente entra non trova quello che cerca ed esce dopo pochi secondi.

In genere dunque, una buona navigazione deve rispondere a queste domande: dove sono, dove posso arrivare, come ci posso arrivare e come torno indietro – se l’utente per tornare indietro usa spesso il back del browser il sistema di navigazione ha fallito.

Prima di progettare il design dunque è necessario progettare la propria architettura dell’informazione.
L’architettura più diffusa è quella ad albero o tassonomica. Questo tipo di architettura prevede che ci sia un solo posto per ogni voce menu. Questo modello aiuta a ridurre il rumore cognitivo delle pagine web. L’utente si muoverà dunque in modo più veloce, data la creazione di un ambiente snello e logico. Se pensiamo infatti che posizionare un folto gruppo di link in ogni pagina del nostro sito aiuti a farli notare dall’utente, otterremo il risultato opposto.

Alla rigida architettura ad albero si può sostituire quella multidimensionale. In questo caso la navigazione viene costruita per categorie. Un’ informazione o un prodotto vengono classificati a seconda di categorie prestabilite, che diventano le voci menu.

Questi sono i sistemi di classificazione più diffusi e che certamente funzionano, ma ovviamente non sono gli unici: tutto dipende da cosa tratta il vostro sito web. In generale dopo numerosi studi e articoli pubblicati si può affermare che una navigazione corretta è costituita da icone standard, “briciole di pane”, link evidenti, ma non irrilevanti.
In attesa di ulteriori approfondimenti, vi rinvio a questo sito per saperne di più.

10 Commenti »

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  • # 2
    Baffman
     scrive: 

    La maggior parte degli utenti del web trova difficoltà anche a capire la struttura di un sito come questo, anche se può sembrare abbastanza semplice.
    L’ideale sarebbe fornire una struttura semplificata utilizzando un secondo foglio css e dare all’utente la possibilità di scegliere.
    Per un sito molto complesso sarebbe fondamentale anche l’uso di una sitemap come si deve che elenchi le pagine secondo priorità, o ancora meglio un motore di ricerca integrato.
    Un’altro aspetto importante riguarda i banner pubblicitari; molto spesso si da la priorità più ai banner che alle stesse informazioni del sito.
    Questo atteggiamento, oltre a confondere l’utente, lo scoraggia da visitare il sito una seconda volta.
    Non sono un esperto di web 2.0, ma credo che oltre a degli standard che conformino il codice delle pagine, si dovrebbe pensare anche a standard basilari che indichino al webmaster come organizzare il proprio sito web.

  • # 3
    Elisa
     scrive: 

    Cerco di rispondere.

    di solito si scrivono un foglio stile per IE7, uno per IE6, uno per firfox che in genere comprende opera e safari, uno per i Pc uno per i palmari… e uno per far scegliere cosa?! L’utente può navigare anche senza CSS e leggere solo HTML. Le regole di usabilità servono a semplificare la vita all’utente non a complicargliela ulteriormente.

    E comunque vi assicuro che l’utente medio non ha difficoltà a capire, anzi in alcuni casi ha anche troppa pazienza!!

    Se l’utente fosse costretto ad utilizzare una sitemap per capire come è fatto un sito, quel sito è da buttare!

  • # 4
    D
     scrive: 

    “Se l’utente fosse costretto ad utilizzare una sitemap per capire come è fatto un sito, quel sito è da buttare!”

    C’è una lista lunga così di siti allora…
    Quasi tutti quelli delle grandi aziende, sono degli alveari assolutamente improponibili. Piuttosto che il personal shopper ci vorrebbe un personal navigator.
    Intanto come al solito i migliori siti in termini di usabilità sono quelli porno. Vedi la patata, clicchi la patata, (paghi), ti godi la patata.

  • # 5
    Ciano
     scrive: 

    **** COMMENTO OT MODERATO ****

  • # 6
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ D
    Sei pregato di evitare linguaggio volgare.

  • # 7
    D
     scrive: 

    “Sei pregato di evitare linguaggio volgare.”

    La verità è sempre volgare, fattene una ragione. L’educazione è lo specchio dell’ipocrisia.

  • # 8
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Le regole di correttezza qui valgono per tutti, che si sentano o meno in vena di rivelazioni esistenziali.

  • # 9
    D
     scrive: 

    Invece di arrampicarti sugli specchi trova un controesempio. Ti sfido a dimostrare che esistono siti migliori dal punto di vista dell’usabilità.

    Istituzioni/Aziendali vs Porno = Vince porno
    Blog vs Porno = Vince porno

    Internet è nata con il porno e si sviluppa sempre e solo dietro il porno. Tutto il resto sono solo patetici tentativi di creare delle cose che più si sforzano di risultare semplici e meno ci riescono.

  • # 10
    morphosis
     scrive: 

    si, ma la patata sono un bene che vende più di qulunque altro.
    E venderebbe a prescindere dall’interfaccia del sito.
    …come si dice: “tira più…”

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