di  -  venerdì 17 aprile 2009

Sinclair PC 200Per la delizia degli appassionati di archeologia digitale del venerdì pomeriggio, oggi ci prepariamo ad esaminare un computer che nella sua totale insignificanza estetica, tecnologica, prestazionale, ha segnato uno dei capitoli più oscuri nella storia della gloriosa Sinclair, dopo l’acquisizione da parte di Amstrad.

Ecco a voi il PC 200, classe 1988: un computer che, dal punto di vista stilistico, apre la strada oggi trafficatissima dei rip-off di computer più desiderati, costosi e performanti.

Visivamente era in effetti quasi identico all’Atari ST e molto simile allo stesso Amiga 500.

Sotto cotanta scocca, non pulsava tuttavia un Motorola 68000, magari corredato di custom chips, ma un 8086 a 8Mhz, accompagnato da una miserrima CGA/MDA, un comparto sonoro affidato al classico beeper, 512KB di RAM e lettore floppy sul lato destro. In altre parole, un Amstrad PPC 1512 infilato in un form factor simil Amiga 500/Atari 520ST.

Quelli che venivano considerati i “plus” tecnici del prodotto – equipaggiato con MS-DOS 3.3 e la GUI GEM di DR – ossia la disponibilità di software PC in ambiente home e la possibilità di collegarlo alla TV, non risollevarono le sorti di questo sventurato esperimento. Il formato simile a macchine reputate – a torto – semplici home computer, non deve aver incoraggiato all’acquisto il padre di famiglia, alla ricerca di un “vero” computer da usare in casa.

D’altro canto, con Amiga ed ST disponibili a prezzi competitivi, un computer così configurato (nel 1988 la CGA era ampiamente obsoleta) non avrebbe potuto in nessun caso interessare il pubblico giovanile, già ipnotizzato dalle mirabili capacità grafiche e sonore dell’ultima generazione di sistemi Commodore o Atari.

Il sistema era inoltre eccezionalmente mal progettato: equipaggiato con due soli slot ISA per l’espansione, non consentiva l’inserimento di schede standard, a meno di non smontare la parte superiore della scocca o segarla in corrispondenza degli slot.

Ciononostante fu posizionato dalla Amstrad (che ancora annoverava nella sua disordinata griglia di prodotti, la serie CPC) come competitor diretto dell’Atari ST, il che accelerò l’inevitabile destino del PC 200, facendone il più fulmineo flop della storia dell’home computer: secondo una testimonianza riportata su Old-Computers.com, la campagna marketing di supporto ebbe la durata record di appena 3 mesi.

Sconosciuto ai più, rappresenta oggi una rarità assoluta nel mercato del collezionismo tecnologico: una sorte dopotutto benevola per un prodotto scadente, che temo non toccherà ai molti rip-off che popolano l’attuale mercato PC.

12 Commenti »

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  • # 1
    KONEY
     scrive: 

    Ma da dove salta fuori questo? sicuri ke non e’ un’Atari ST verniciato di nero? :D

  • # 2
    Alex
     scrive: 

    Non capisco: nel titolo è un Siclair, in fondo all’articolo si dice che viene posizionato dalla Amstrad.
    Ma chi è la madre di questo sventurato figlio?
    Dalla scritta rossa sulla tastiera direi che è un Sinclair…

  • # 3
    arkanoid
     scrive: 

    sinclair fu comprata da amstrad, come detto nell’articolo

  • # 4
    Benedetto
     scrive: 

    Come sempre ti ringrazio per questi interessanti post del venerdì, che spulcio solitamente prima di andar via dal lavoro.
    Tornando in-topic, non ho capito bene neanche io chi ha prodotto questo misconosciuto computer. È stato sviluppato da Sinclair prima dell’acquisizione Amstrad e poi in messo in commercio da quest’ultima? Oppure è stato sviluppato proprio nel periodo Amstrad?
    Comunque, una macchina obsoleta sul nascere. Forse accantonata da Sinclair e poi rilanciata dopo l’acquisizione per sfruttare (male) ogni briciola del settore sviluppo.

  • # 5
    Reset
     scrive: 

    di Sinclair c’era solo il nome, sotto c’era la solita schifezza by Amstrad :(

  • # 6
    Lobo
     scrive: 

    Alessio,

    A quando un articolo sui Lemon (cloni Apple II) e gli Apricot (con i suoi tentativi di eliminare i cavi tra Computer mouse e tastiera)?

    Ciao e grazie per queste chicche.
    Ti sevi dell’ enciclopedia Il Mio Computer anche?

  • # 7
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Ciao Lobo, ho vari argomenti in coda ma i suggerimenti sono sempre benvenuti. Per il reperimento delle fonti mi servo principalmente di Internet e della mia biblioteca.

  • # 8
    kakko
     scrive: 

    mai visto! ho ignorato l’esistenza fino ad oggi nonostante di home anni ’80 ne abbia conosciuti molti °_°
    che perla gli slot isa non utilizzabili hahah

  • # 9
    Massimo
     scrive: 

    Io invece mi aspetto un “articoletto” sigli MSX – MSX2, che reputo un’altro flop (soprattutto i secondi!). oi su Archimedes, molto caro, motlo di nicchiam, ma montava un ARM, microprocessore RISC che ne ha fatta di strada! Di cui si dicevano mirabilie (addirittura sentii che emulava al 100% amiga!).
    Poi uscirono altri tentativi sempre su Z80 di cui ho perso nomi, articoli e riviste intere causa trasloco. Tutti furono stroncatio da Amiga ( … beh, secondo me anche Atari lo fu, ma riuscì a ritagliarsi una fetta considerevole tra i musicisti tramite l’interfaccia MIDI di serie …)

  • # 10
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Su MSX sto facendo un pensierino ma l’argomento è enorme e da tempo cerco di capire da quale direzione approcciarlo.

    Di Archimedes abbiamo già parlato:
    http://www.appuntidigitali.it/1908/acorn-archimedes-risc-per-tutti/

  • # 11
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    @Massimo: l’Amiga è già difficile da emulare adesso, figuriamoci per un Archimedes all’epoca. :D

  • # 12
    Marco
     scrive: 

    Per espandere il pc200 non era necessario segare alcunche’ !

    Era sufficente lavorare col cofano aperto !

    era presente uno sportellino (collocato spora il floppy sulla dx mi pare) in corrispondenza dei famosi slot isa.. eventualmente poteva essere tolto lasciando le schede in bella vista ! :-)

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