di  -  giovedì 16 aprile 2009

Pubblichiamo un guest post di Raffaele Fanizzi

E’ fuor di dubbio che il formato MP3 abbia portato forti innovazioni nel mondo dell’audio digitale, non tanto in termini algoritmici, visto che gli studi alla sua base erano noti e già disponibili in forma meno raffinata nel meno conosciuto formato MP2, ma soprattutto per il cambiamento commerciale e sociale che ha comportato, la cui genesi è stata descritta in un precedente intervento.

Alla pari di qualsiasi algoritmo esistente nei nostri computer, anche l’Mpeg 1 Layer 3 ha i suoi limiti e, esattamente come per tutto ciò che concerne l’informatica (CPU, schede video, sistemi operativi, applicazioni, ecc…), esistono dei presunti “successori” che irrompono prepotentemente con la promessa di superarli.

Il successore designato dell’MP3, battezzato senza troppa fantasia Advanced Audio Coding (AAC), è stato sviluppato da un consorzio di aziende tra le quali figurano l’onnipresente (quando si parla di compressione audio) Fraunhofer IIS, Sony , AT&T Bell, Dolby Laboratories e Nokia.

Il suo sviluppo è immediatamente successivo a quello dell’MP3 e nel 1997 viene dichiarato standard internazionale dal Moving Pictures Experts Group. In particolare l’AAC è stato incluso nella sua prima incarnazione nello standard MPEG-2 come Part 7 (ogni standard MPEG è suddiviso in più sezioni), mentre un suo aggiornamento è stato inserito nello standard MPEG-4 Part 3.

Come anticipato, l’obiettivo dichiarato dell’AAC è quello di succedere all’MP3 proponendo una qualità superiore a parità di bitrate e, auspicabilmente, la medesima qualità ad un bitrate inferiore. Parlo di auspicio perché nel campo della compressione audio l’incremento della qualità non è lineare con quello del bitrate e, pertanto, non si può parlare di conseguenze automatiche. In aggiunta al miglioramento qualitativo l’AAC vuole anche imporsi come standard di riferimento per lo streaming audio e per la codifica audio multi-canale.

Per raggiungere il suo scopo l’Advanced Audio Coding abbatte molte delle limitazioni “di forma” del suo predecessore. Innanzitutto il bitrate massimo passa da 320 kbit/s a 512 kbit/s, mentre la frequenza di campionamento massima supportata arriva a ben 96 kHz, contro i 48 kHz dell’MP3. Inoltre l’AAC consente di immagazzinare ben 48 canali per l’intero spettro di banda (fino a 96 kHz), 16 LFE (low frequency effects, fino a 120 Hz) e 16 generici data streams. A confronto l’MP3 arriva ad una massimo di due canali nella sua specifica MPEG-1.

Come l’MP3, l’Advanced Audio Coding si basa su un modello psicoacustico per quantizzare il suono e decidere quali informazioni tagliare e quali conservare. Notevoli, tuttavia, sono le migliorie apportate nell’implementazione dell’algoritmo. Senza entrare eccessivamente nel dettaglio, vi basti sapere che nella conversione del segnale audio dal dominio del tempo a quello delle frequenze, l’MP3 utilizza un banco dei filtri polifasico necessario per mantenere la retrocompatibilità con lo standard MP2. Questa soluzione denominata “Hybrid Filter Bank” introduce imprecisioni non eliminabili nelle fasi successive dell’elaborazione. L’AAC, invece, rompe la retrocompatibilità utilizzando la più semplice ed efficace Trasformata Coseno Discreta Modificata (MDTC).

Un’ulteriore differenza nell’implementazione algoritmica tra MP3 e AAC è nella dimensione dei blocchi di campionamento: in presenza di un segnale stazionario, cioè di un flusso audio che non varia eccessivamente nel tempo, l’AAC prende in considerazione blocchi da 1024 campioni, contro i 576 campioni dell’MP3, il che gli consente di rappresentare questo genere di segnale audio con maggiore efficienza, cioè minore quantità di informazione. Inoltre, in caso di un segnale audio transiente, cioè che varia nel tempo in modo non prevedibile, l’AAC è in grado di spezzare il blocco da 1024 campioni in 8 blocchi da 128 campioni, raggiungendo una granularità descrittiva decisamente superiore all’MP3 che, invece, non può scendere sotto i 192 campioni.

Concludiamo questa piccola disquisizione tecnica citando altre due interessanti miglioramenti introdotti nella specifica MPEG-4 Part 3 dell’AAC, denominato High Efficiency AAC (HE-AAC). Parliamo del Spectral Band Replication (SPR) e del Parametric Stereo. L’obiettivo del primo è di riutilizzare le informazioni relative alle armoniche di un flusso audio presenti alle frequenze medio-basse, per descrivere anche le frequenze più alte. Il secondo, invece, esegue il downmix di un segnale audio stereo a mono conservando alcune informazioni aggiuntive che descrivono le differenze di intensità del segnale tra i due canali. Ciò consente di sfruttare il bitrate a disposizione per comprimere con una qualità maggiore il segnale audio derivato in quanto non bisognerà più rappresentarne entrambi i canali, ma solo uno. Entrambe queste tecniche sono rivolte all’ottimizzazione della qualità audio nei casi in cui il bitrate a disposizione è molto basso (16 – 32 kbit/s).

Naturalmente, con tutte queste innovazioni che promettono una qualità superiore all’MP3, ci si sarebbe aspettata una diffusione a macchia d’olio dell’AAC ed invece è sufficiente andare su Amazon per rendersi conto che uno dei più importati siti di e-commerce al mondo vende la musica in formato MP3 a 256 kbit/s. L’unica azienda che ha puntato sull’AAC fin da subito con convinzione è Apple attraverso il suo Apple Store ed i suoi iPod/iPhone. Anche se personalmente non penso che sia lo stesso caso, per un attimo mi è tornata in mente l’antica guerra Betamax vs VHS: il migliore tecnicamente non sempre vince nel mondo commerciale.

A mio avviso esistono differenti spiegazioni a questo fenomeno. L’MP3 sicuramente beneficia dell’effetto novità che gli ha dato un forte impulso iniziale e che ha fatto avvicinare ai PC tante persone fino ad allora poco interessate a mouse e tastiere. Conseguenza di ciò è che ormai si è diffusa l’uguaglianza MP3 = musica e probabilmente non è così semplice far passare lo stesso concetto anche per l’AAC, che tra l’altro è non poco confuso in termini di estensioni dei file visto che se ne possono trovare mp4, m4a, m4v, ecc…

Probabilmente non ha giocato a favore dell’AAC neanche l’associazione, ormai decaduta, con il DRM, voluta a suo tempo sempre da Apple, così come la mancata retrocompatibilità con gli MP3 che obbliga a chi vuole usare il nuovo formato a cambiare il proprio lettore MP3… ops volevo dire il proprio lettore audio portatile.

38 Commenti »

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  • # 1
    D
     scrive: 

    “Parlo di auspicio perché nel campo della compressione audio l’incremento della qualità non è lineare con quello del bitrate e, pertanto, non si può parlare di conseguenze automatiche.”

    Penso che sia proprio questo che frena la gente a cambiare formato di riferimento.
    Se non si possono fare dei confronti precisi in termini di qualità/spazio è evidente che nessuno si prende la briga di cambiare il formato di tutte le sue canzoni soprattutto quando a controbilanciare abbiamo che gli hard disk costano un cavolo, gli impianti audio nella media sono scadenti (schede audio integrate e casse da 30 euro ? per carità…) e poi a volerla trovare tutta, il peso computazionale delle gestione del nuovo formato che a volte offre aumenti di qualità risibili al costo però che un pc ritenuto potente di colpo si ritrova incapace di gestire perfino una canzone (peggio se associata ad un video magari anch’esso in qualche super formato che ha senso di essere solo dai 40 pollici in su)

  • # 2
    floc
     scrive: 

    lossy x lossy, ormai l’mp3 e’ ovunque… credo ci si terra’ quello ancora x un pezzo

  • # 3
    Ilruz
     scrive: 

    Concordo con Floc – l’MP3 ormai e’ ovunque, ho visto accendini tipo zippo con un riproduttore integrato!

    Quel che non ho capito e': quanto mi costa di licenza creare un oggetto che riproduca MP3? e quanto un AAC? la grande diffusione del primo formato e’ anche dovuta a migliaia di modelli di riproduttori cinesi a costo inferiore al dollaro: come fanno a costare cosi’ poco?

    Ho come l’impressione che il problema sia tutto li: non nei DRM ma nelle licenze necessarie.

  • # 4
    sirus
     scrive: 

    È già da qualche anno che appena posso utilizzo AAC invece di MP3 che a livello di qualità è forse il peggiore tra i codificatori lossy. :)

  • # 5
    densou
     scrive: 

    la cosa divertente è che l’AAC è pure + economico da implementare: (vedi qui) http://www.vialicensing.com/Licensing/AAC_FAQ.cfm?faq=5#5

    oramai tutti i riproduttori multimediali presenti sui dispositivi mobile supportano AAC e per fortuna :)

    poi, soggettivamente, non ne metto in dubbio la bontà (preferisco un AAC ad un .ogm) rispetto alle alternative TRANNE che contro l’Atrac3, blindato, chiuso e quasi abbandonato. Quest’ultimo rimarrà sempre il mio formato prediletto, ma è una questione personale anche in virtù delle mie preferenze musicali. (w i minidisc) :D

  • # 6
    Cael
     scrive: 

    Con Sony e Apple come promotori era ovvio che AAC avrebbe fatto questa fine. Aggiungiamoci pure i DRM e la frittata è fatta.

  • # 7
    AngeloX
     scrive: 

    Bel post, interessante anche tecnicamente. Un limite dell’analisi è pero prendere in considerazione Amazon come riferimento quale venditore di musica digitale. Vorrei far notare che il primo al mondo, piaccia o meno, è la Apple, che come detto usa appunto AAC.

  • # 8
    phabio76
     scrive: 

    Complimenti, molto bello.
    Personalmente uso l’accoppiata di nicchia: player foobar e formato mpc… e il suono caldo dei Focus sembra quasi un vinile.

  • # 9
    demon77
     scrive: 

    Io non mi lamento dell’MP3.. alla fine un buon MP3 a 160 o 192 Kbit ha una qualità più che buona!
    Fatte salve le esigenze degli audiofili.. non è che ci sia poi tanto da grattare a livello di qualità di ascolto della musica..
    Certo sarebbe bello passare ad un formato evoluto con alta qualità, magari non lossy, con supporto multicanale.. il problema è la diffusione!

  • # 10
    Pio Alt
     scrive: 

    Sempre interessanti questi paradossi tecnologici, ancora nessuno pare aver spiegato il fenomeno generale della preferenza di molti per il “peggio” anche quando c’è un “meglio” disponibile.

    La prossima potrebbe essere quella tra jpeg e jpeg2000, se ancora qualcuno si ricorda della sua esistenza :)

  • # 11
    Simon71
     scrive: 

    Gran bell’articolo…. Finalmente si parla di AAC….
    Senza scendere nella (splendida e chiara) analisi tecnica che ne ha fatto la redazione sono anni che cincischio coi formati audio Lossy… ed ho sempre ritenuto AAC, specie quello di iTunes forse l’unico formato con perdita di dati che equivalesse l’ormai defunto (ahimè) MPC, che per anni ho considerato il miglior Lossy mai creato, tanto buono che a 300 Kbps circa davvero era indistinguibile da un Cd, anche su impianti milionari… AAC riprende la cura che aveva il fu Musepack, e l’interpretazione superiore di un brano musicale….
    Ho altresì notato quanto i nuovi LAME (il famoso codec MP3) siano sicuramente arrivati ad un livello ottimo di compressione, ma che con certi tipi di musica l’ AAC è un altro pianeta… Penso ad esempio al ROCK più complesso, alla classica, al JAZZ, beh….AAC è senza dubbio migliore….Mentre per il Pop, la musica Chill-Out, eccetera l’ MP3 con Lame dal 3.92 in su va più che bene (ovviamente dai 256 kbps in avanti)….
    Usando poi il CODEC AAC della Ahead (Nero) e comprimendo a 450 Kbps davvero anche se si è i più fini audiofili sentire differenze col CD è molto molto arduo…
    Per concludere l’unica parte dell’articolo che non mi trova d’accordo è riguardo il fallimento dell’ AAC…
    Non dimentichiamoci che AAC è il formato “nativo” degli iPod, che continuano malgrado i detrattori ad essere i PMP più venduti al mondo…Anche il più Noob quando comprime con iTunes per il suo iPod (probabilmente senza neanche saperlo) comprime in AAc a 128, perché di default il lettore software Apple comprime in detto formato…Se vuoi comprimere in MP3 devi “sceglierlo” dalla tendina del menu opzioni….Ragion per cui sono convinto che molta gente usa AAC (poddari e iPhonisti) senza neanche saperlo…E vi posso garantire che paragonare un AAC a 128Kbps con un MP3 allo stesso Bitrate è come prendere il compattone del supermercato ed un impianto Hi-Fi da 5000 euro….Un’altra cosa…
    Saluti

  • # 12
    connex
     scrive: 

    L’mp3 è stato il formato che ha segnato la svolta dell’ascoltare la musica, complice anche la rapida diffusione grazie alla rete.
    A me personalmente non dispiace molto, ok so benissimo che non è il top ma direi che da 192Kb in su (meglio se un VBR 128Kbb/320Kb) si può considerare “buona qualità”.
    Probabilmente chi lo considera scarsa non ha mai avuto a che fare qualche anno fa con le cassette audio… :-)
    Quando si diffonderanno i lettori che supportano l’AAC, anche questo formato si diffonderà ma sarà molto più lento il cambiamento.

  • # 13
    Caterpillar
     scrive: 

    Boh io ormai vado avanti solo a FLAC

  • # 14
    v1
     scrive: 

    bah.. mpc e ogg mi sembrano migliori tra i lossy ma purtroppo ho l’impressione che aac sia già più diffuso.
    spero che nel futuro i formati lossy verranno relegati a compiti di nicchia e che i lossless riescano ad affermarsi per l’audio pc e portatile. tifo wavepack :D

  • # 15
    Tudhalyas
     scrive: 

    AAC secondo me non ha futuro in quanto formato proprietario, se non all’interno dei dispositivi creati dalle aziende che hanno contribuito a sviluppare l’algoritmo stesso.

    Io ormai sul PC vivo solo con gli OGG e i FLAC, peccato che pochissimi lettori portatili li supportano, costringendomi così ad una conversione al volo in MP3 ogniqualvolta desidero ascoltare la mia musica in mobilità.

  • # 16
    Vin1
     scrive: 

    Non sono d’accordo sul fatto che l’AAC stenta a decollare,iTunes è il primo negozio di musica digitale online al mondo e vende solo AAC. La qualità di questi è indubbiamente superiore all’mp3,un 256 VBR (iTunes Plus preset in iTunes 8.1) è a mio avviso indistinguibile dall’originale. Non dimentichiamoci inoltre che questo formato è ormai lo standard della PS3 e di altre console. Persino lo Zune di Microsoft ormai lo legge e Windows 7 lo supporta nativamente,segno che sta decollando e come.

  • # 17
    Vin1
     scrive: 

    ah dimenticavo. @Tudhalyas: l’AAC NON è un formato proprietario,è stato creato dagli stessi creatori dell’mp3,non di certo da Apple,che lo supporta ampiamente.

  • # 18
    Griso
     scrive: 

    Anche io vado avanti con FLAC e MPC, un emarginato dal mercato :P

  • # 19
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Temo che le dimensioni dei file compressi in lossless porterebbero i costruttori di lettori portatili o a dover integrare buffer molto più ampi e/o ad utilizzare batterie più capaci (sempre nel caso di lettori con HD). Sempre che formati lossless siano adeguatamente fruibili da un lettore portatile di prezzo accettabile, cosa di cui dubito. Forse è a questo che si deve la loro relativamente scarsa popolarità.

  • # 20
    ||dav1de||
     scrive: 

    Sul mio lettore ormai l’AAC (320kb/s VBR) ha preso il sopravvento, per quanto non sempre percepisca particolare differenza con un mp3 a basso bitrate 128-160, in vari casi la differenza di qualità c’è e si sente, il che per me è sufficiente a giustificare il tempo necessario a rifarsi la libreria in questo formato (partendo ovviamente da un lossless come il flac).

  • # 21
    nexor
     scrive: 

    @ Vin1 : ma come non è proprietario, certo che lo è, e l’mp3 altrettanto! Si pagano licenze per entrambi!
    Per questo ad esempio LAME viene ufficialmente distribuito solo in codice sorgente, ed è uno dei motivi che spinge molti produttori di lettori musicali a non usarlo per risparmiare (mannaggia a te, Cowon!).

  • # 22
    blackshard
     scrive: 

    Comunque per chi è interessato su http://www.hydrogenaudio.org spesso vengono fatte delle belle comparative. Di solito a bitrate intorno agli 80-96 kbps Vorbis (nelle recenti incarnazioni di aotuv) e AAC sono quelli che si comportano meglio.
    MP3 ormai vive di rendita e di nome, come succede con tutte le cose date in pasto a chi non ne capisce un fico secco.

  • # 23
    andrea
     scrive: 

    Fra chi si propone come successore di mp3 c’è pure ilmrecente mp3hd di Thomson… ma la questione è un’altra…
    Il problema è che la qualità di ascolto medio, negli ultimi 10 anni è molto peggiorata… la gente è abituata ad ascoltare la musica di livello infimo dai video di YouTube…
    Gli impianti stereo di fascia bassa e media che vendono nelle catene di negozi di elettronica sono di qualità pessima, molto molto peggiori di quelli di una quindicina di anni fa…
    Manca una cultura dell’ascolto musicale, chi è appassionato compra i CD e magari sceglie poi il formato in cui riversarli su computer, gli altri semplicemente non distinguono… circuiti come Emule sono pieni di mp3 di bassissima qualità che tantissimi apprezzano…

  • # 24
    floc
     scrive: 

    io mi chiedo se davvero chi scrive di “apprezzare” l’aac riesca sul serio a distinguerlo da un mp3. Saro’ sordo io ma o hai un impianto con i fiocchi oppure e’ tutto identico su, non parliamo in cuffia normale mentre sei x strada o al lavoro sulle casse da 10 euro. E se hai un impianto coi fiocchi a quel punto perche’ stai usando un lossy? sei matto? o vuoi solo sentire quale e’ meglio?:) Ha proprio poco senso la questione secondo me

  • # 25
    Simon71
     scrive: 

    Non è necessario avere un superimpianto High-End per percepire differenze tra un Lame 3.96 (poniamo) e un aac… Basta un iPod con cuffie decenti come molte Sennheiser, Akg et similia, oppure un discreto sistemino 2.1 da 100-200 euro… Poi, naturalmente il risultato nella riproduzione di musica è dato da fattori diversi: che brano si è utilizzato, come esso sia stato rippato dal Cd, che scheda audio o Dac si utilizza, eccetera…In ultimo certo influiscono l’amplificazione e i diffusori (o cuffie), ma ripeto non c’è bisogno di impianti milionari se le regole basilari della DAE (Digital Audio Extraction), della compressione…(e a monte la bontà dell’incisione del brano stesso) sono rispettate..
    Saluti

  • # 26
    ST
     scrive: 

    Secondo me ci vorrà parecchio prima che mp3 possa venire soppiantato dalla massa.
    Prima devono diffondersi (parecchio) lettori che li supportino: sono i produttori che devono creare prodotti che li leggano; da questo punto di vista si è diffuso parecchio wma: molte autoradio e molti lettori mp3 li leggono entrambi (già il mio primo mp3 player comprato 6 anni fa li leggeva); e deve esserci il tempo per il “ricambio generazionale”: non è che cambio autoradio, lettore portatile e stereo (non esistono solo gli gli ipod) solo per poter fruire dell’AAC: mi accontento dell’mp3, al max uso bitrate elevati.
    Una volta che si sono diffusi alla grande, la gente potrà decidere se usare l’AAC (e se lo si vuole spingere, si impostano i software sull’AAC di default, come itunes).
    Ma io non farò mai un AAC se poi gli stereo in casa non me lo leggono, se l’autoradio in macchina non me lo legge: mp3 ad elevato bitrate, messi su un cd li leggo ovunque (per il lettore portatile non serve il cd)

  • # 27
    D
     scrive: 

    Il punto è questo.

    Una volta i computer non avevano l’audio quindi se si voleva ascoltare della musica si comprava la scheda audio. C’era chi la comprava scarsa perchè gli bastava sentire qualche cd al volo ma c’era anche chi la comprava buona. Adesso qualsiasi computer la integra al suo interno, chiaramente di qualità appena accettabile per risparmiare sui costi e poter dire “che il computer suona” quindi chi adesso compra una scheda audio lo fa solo se è fissato con la qualità.
    Se a questo ci aggiungiamo che il costo medio di un paio di case si aggira sui 20 euro (quelle care fanno 40 e spesso non si trovano in giro perchè a quella cifra i supermercati piazzano le 5.1) possiamo ben dedurre qual’è la qualità media del suono che viene percepita.
    In queste condizioni un mp3 o un aac sono esattamente la stessa cosa. Non si sente alcuna differenza !
    E’ vero che un mp3 per suonare come un aac deve pesare di più, ma quando ci tirano dietro 1TB a 80 euro chi ci fa più caso….

  • # 28
    Simon71
     scrive: 

    Caro “D”, mi permetto di dissentire…
    La qualità media delle schede audio negli ultimi 3 anni è drammaticamente aumentata, specie nel settore “consumer”..
    Basti pensare a prodotti come le varie Creative X-FI, Auzentech, Asus Xonar, Onkyo, eccetera… E la maggior parte degli utenti che investono oggi in una scheda audio “buona” sono di solito Gamers, e quindi ragazzini post adolescenti o adolescenti…Va da sè che detti ragazzini oltre all’audio surround con dette schede ci ascoltano anche i famigerati “MP3″…Quindi direi inconsapevolmente ascoltano bene la musica partendo da uno scopo diverso: sentire bene gli SFX dei giochi…Paradossale mi viene da dire…
    Il resto dell’utenza da ormai molti anni si affida alle schede audio Pro come Presonus, Esi, Rme, Lynx, Echo, Digidesign e tante altre, ottenendo risultati che (prove fatte da esperti) rivaleggiano, se non superano in molti casi Cd Player anche da svariate centinaia se non migliaia di Euro…
    Negli ultimi 2 annetti infine si è pure aggiunta una nuova schiera di “audiofili” che ha abbracciato “L’ Hard Disk Playback” (come amo chiamarlo io) portando in esso la loro infinita conoscenza dell’ alta fedeltà, e naturalmente il vil danaro per attaccare a valle del Pc-Mac di turno amplificatori e diffusori Hi-End…Questo perché (sono ancora in corso esami, studi e approfondimenti) è emerso che un file rippato correttamente su una memoria solida (e non su di un supporto) e riprodotto da un Pc (o un apparecchio simile…vedere, Nas server oppure sistemi a disco in streaming) “suona” meglio rispetto ad un brano inciso sul Cd fisico e riprodotto dal CdPlayer Stand-alone…
    Come vedi oggi ascoltare musica con un Computer è diventato un affare serio, molto serio…esite in rete già una quantità notevole di “letteratura” che sino a pochissimi anni fa era assente.
    Per quanto concerne il discorso “casse 2.1″ anche qui c’è stato un incremento qualitativo che ha dell’incredibile negli ultimi 3 o 4 anni…Cito solo per dovere di menzione i sistemi della Klipsch (il leggendario IFI per iPod e computer), le Logitech z2300, alcuni modelli di Altec Lansing, la italo-canadese Empire, la Blue Sky, eccetera, eccetera….
    Tutti i marchi citati producono sistemi 2.1 o 2.0 (stereo) ben sotto i 500 euro (una cifra irrisoria tenendo presente i parametri dell’alta fedeltà) eppure regalano una qualità sonora (se ben interfacciati con schede audio, dac, file di qualità, e quanto sopra accennato) che molti impianti cosiddetti “compatti” 15 anni fa si sognavano di offrire…E che si sognano spesso pure oggi, malgrado le agevolazioni tecnologia-costo della classe T e derivati…
    Concludendo, si può ben vedere quanto ormai il “file” è una traccia, la traccia che per molti sta soppiantando il CD, una traccia che se conservata (fermo restando la DAE ed il resto di cui sopra) sul nostro amato Computer può essere duplicata N volte, spostata, copiata, restando inalterabile nel tempo e “incredibile dictu” ben più solida di un pezzo di plastica argentata (facilmente ossidabile e deperibile) come un Cd-Sacd, DVD o quel che si vuole….
    Ecco perché da ora non si può e non si deve più “scherzare” con i file, siano essi Lossy o Lossless…
    D’altronde a casa mia la psicoacustica è una scienza, non una partita a scopone….
    Saluti

  • # 29
    D
     scrive: 

    Ma dove sono tutti questi acquirenti di schede audio, dove li vedi…

    La stragrande maggioranza delle persone attacca le casse nel buco che trova e via, quello che esce, esce…
    Certi sistemi poi, dotati sia di connettori analogici che digitali HD, usano questi ultimi per far funzionare il modem invece che fornire una qualità uditiva migliore.

    Quelli che intendi te non sono gamers, ma entusiast. I primi si limitano ad avere la scheda video sborona.

  • # 30
    niubbo
     scrive: 

    scusate, ma un encoder AAC che non mi faccia impazzire ? Quello presente in Nero mi dà in output solo .mp4 (cosa che preferirei evitare per associazione di tale estensione al Media Player Classic invece che a Foobar) mentre con MediaCoder si riesce ad eseguire una conversione ok anche se senza alcuna TAG nel nuovo file (come fare per importarle dai file in input ? SENZA l’ausilio di programmi 3^ …. col cavolo che installo MP3booklet o roba simile :P )

  • # 31
    Arguggi
     scrive: 

    è ovvio che stenta a decollare, quelli che non sanno cosa sia un codec audio, la differenza tra lossy e lossless ecc ecc ascoltano la musica nel formato in cui lo trovano. E quelli un pò più “esperti” sanno che esistono altri codec , magari open source come l’OGG Vorbis o Musepack che sono stati riconosciuti come migliori per qualità a parità di bit rate.

    Poi se ci aggiungiamo anche la (ormai passata per fortuna) questione dei DRM anche sui file Audio non si può certo dire che abbiano fatto molto per pubblicizzarla/favorirla.

  • # 32
    Giulio
     scrive: 

    L’argomento è privo di senso secondo me. Ascoltare musica in formato mp3 256, AAC 128 o FLAC / APE / WAVE su riproduttori musicali portatili e auricolari di piccole dimensioni non fa alcuna differenza, sia per motivi puramente meccanici (dimensioni ridotte degli auricolari, scarsa potenza del preamplificatore integrato nel dispositivo) sia per motivi ambientali (rumore in treno, in strada, vociare). L’unica differenza la si può sentire con impianti di alta qualità per i quali, tuttavia, l’uso di formati lossy è completamente paradossale. Aggiungo, inoltre, che la loudness war di certo non aiuta a creare cd audio di musica pop – rock di qualità con le conseguenze che tutti conosciamo…

  • # 33
    Simon71
     scrive: 

    Giulio, non sai quanto sia d’accordo con quanto da te affermato!
    Quando leggo molte recensioni di cuffie, ad esempio (la maggior parte) per Lettori portatili e leggo che il parametro sul quale si basa la critica inorridisco…
    Inorridisco anche per questo nuovo Trend delle Cuffiette In-Ear (alcune hanno costi proibitivi) che per quanto buone, portano in sè difetti enormi, Imho… E quelle poche che sono “naturali”, Bilanciate (ad esempio le nuove Apple) vengono stroncate senza pietà…
    Recensioni che alla fine mi hanno fatto comprare un paio di AKG (non il Top delle emotyc, ma neanche fetenti) che Detesto cordialmente…Oltre al fatto che danno sempre problemi di inserimento, quell’orrido effetto “tappi nelle orecchie”, e per giunta sono estremamente pericoloso per l’udito….Eppure oggi esiste questa Gara assurda per questa tipologia di Cuffie, quando anche un paio di AKG o Sennheiser da studio da 100 euro (semiaperte) suonano 1000 volte meglio di alcune In-Ear che arrivano a costare anche 400-500 euro!! Ma oggi pare che la “fisica” sia materia appannaggio di pochi…E come una volta uno dei miei mentori audiofili mi disse: l’alta fedeltà è soprattutto questione di fisica, non di pizza e fichi e filosofia….E un paio di auricolari grandi come una capocchia di spillo da sparare fin quasi al condotto dell’orecchio medio, siano essi pure Dual-Drive,Canal o qualsiasi altra diavoleria NON possono competere con Cuffie semiaperte o chiuse da studio con altoparlanti grandi 10 volte, membrane e filtri di ogni sorta…E’ FISICAMENTE impossibile….
    E poi fior di recensori stanno lì a disquisire sui bassi di una cuffietta In-Ear…Quando parametri come il dettaglio, l’equilibrio tonale, la sensibilità, la risposta in frequenza vengono tralasciati….Allucinante….
    E come giustamente tu sottolinei tutto questo per cosa? Per attaccarle ad un PMP, sia esso iPod, Cowon, Walkman o vattelapesca (spero non inizino i soliti flame) che (spero) la gente usi all’esterno, in mezzo al traffico, sui mezzi, distrattamente quando si va al lavoro o quando si fa jogging oppure una scampagnata in bici….Non vedo francamente il punto….
    Così come sfido sempre su suddette sorgenti (con suddette cuffie) ad accorgersi della differenza tra un AAc a 320Kbps ed un Wav, Ape, Flac o lossless che sia
    Molti sedicenti audiofili, alla “prova del 9″, su impianti seri sono caduti come pere cotte, figuriamoci con un PMP…Temo che come per l’alta fedeltà tradizionale, anche in questo caso il gusto, i vari effetti Placebo la giochino da padrone, al posto di una presunta superiorità di un Codec rispetto ad un altro, di un PMP rispetto ad un altro….
    Posso dire che “per i miei orecchi” un AAc testato con la mia scheda audio Professionale con le mie cuffie professionali suona meglio (a parità di bitrate e solo su alcuni campioni, e cioè brani) di un MP3…Ma non mi sento lo stesso di dire che in assoluto è meglio…Da alcuni cd ho realizzato MP3 che suonano magnificamente musica anche abbastanza complessa, piena di strumenti e transienti “pericolosi” senza che io noti particolari artefatti…questo naturalmente a Bitrate elevatissimi…

  • # 34
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    La mia personale esperienza con auricolari in-ear è molto positiva. Essendo previsti per un uso in mobilità e non certo per sostituire monitor o cuffie professionali, mi hanno consentito di abbassare notevolmente il volume di ascolto che invece, con soluzioni tradizionali, si tende a tenere alto per coprire i rumori esterni.

    È vero che nella maggioranza dei casi, rip lossless o buoni rip lossy di buone registrazioni (un rip FLAC di un bootleg potrebbe essere meno sensato di quanto non lo sia nel caso di un CD della Deutsche Grammophon) non sono fruibili attraverso lettori portatili, così come non lo sono con impianti di bassa qualità, particolarmente se collegati direttamente all’uscita cuffie di PC e non a un DAC esterno, ma è pur vero che la tendenza è quella a centralizzare le librerie musicali e che quindi per molti utenti è preferibile avere un solo buon rip da utilizzare in tutti gli scenari d’ascolto, sull’ipod così come nello stereo di casa.

  • # 36
    tulli
     scrive: 

    io la penso molto semplice…che chi dice che non è come i cd è una cagata,perchè nulla è meglio del vinile…la qualità audio è inebriante…non c’è paragone

  • # 37
    Simon71
     scrive: 

    Questo naturalmente lo sostieni tu, TULLI….

    Il vinile ha problematiche meccanico/megnetiche a monte che il digitale NON ha…Da tarare è difficilissimo, e per avere un “giragira” che suoni decentemente devi investire palate di denaro in Bracci e testine, non solo certo nella meccanica..Non parliamo poi del supporto, delicato, e dell’azione di detta testina su di esso che creando SFREGAMENTO, lo CONSUMA! E questa è sempre fisica, non filosofia…anche fisica terra terra se vogliamo…

    Se poi aggiungiamo che da 20 la musica viene acquisita, editata, masterizzata “in digitale”, riversare detto master in ANALOGICO oltre che anacronistico è idiota…

    La verità è che i limiti (che indubbiamente esistono) del “Red Book” Sony/Philips creato 32 anni fa potevano essere SUPERATI negli anni, ma così non è stato, se non per varie “truffe” come HDCD, SACD, DVD-Audio….

    Solo una cosa la discografia avrebbe dovuto fare: rendere disponibile su supporto il MASTER ORIGINALE. Master che viene di solito realizzato a 24 (oggi 32) Bit e 192Khz (in futuro saranno 300 e passa)….

    Con un FILE AUDIO è “tecnicamente” possibile….Ma non viene fatto….

    Perché non so se te lo hanno spiegato, ma il 99% della musica OGGI (e per oggi intendo 15 anni) sono FILE AUDIO….Il cosiddetto MASTER è un File, e stesso discorso dicasi per il “Mixdown”…
    Sono tutti FILE….Manipolati, spippolati da programmi digitali, hardware (spesso, ma non sempre) digitale, ed infine “messi” su FILE, così come una volta si mettevano su nastro….

    Negli anni ’70 gli audiofili VERI, non ascoltavano manco i GIRAGIRA (tu probabilmente si), ma ascoltavano i NASTRI, i vecchi bobinoni REVOX!!!

    Non confondere l’analogico (che in fondo mai è morto in quanto i nostri orecchi comunque ascoltano un segnale transcodificato in analogico pure sul PC) con il SUPPORTO….

    Il Vinile certo non è mai stato il miglior supporto ANALOGICO…Il NASTRO lo batteva alla grande…

    Possiamo fare un paragone: Il NASTRO è come dire oggi un FILE WAV ad ALTA RISOLUZIONE (192/24), il vinile è come un FILE AUDIO LOSSLESS (WAV, FLAC) a 44/16, la MUSICASSETTA era l’equivalente di allora dell’ MP3…

    Ecco, come vedi ti ho citato tre sorgenti e supporti analogici, eppure quanta differenza!!!!
    Con il digitale è la stessa cosa…

    Saluti….

    PS (chiedi a George Lucas, il primo ad usare il digitale al cinema, senza di esso cosa sarebbe successo a Guerre Stellari…)

  • # 38
    Simone
     scrive: 

    I DVD audio e i sacd non sono truffe e proprio i DVD audio usano l’alta risoluzione audio 192/24 e i gli sacd la superano alla grande e di preciso non so di quanto ma è di gran lunga superiore ai 192/24 infatti è il supporto definitivo,mentre i DVD audio sono stati abbandonati,ma ti posso garantire che suonano da Dio,diciamo che le nuove generazioni sono un tantino ignoranti,e le vecchie generazioni non sono state in grado di trasmettere il senso dell’alta fedeltà.
    La musica comunque nasce analogica inviata a pacchetti per una buona conservazione e mantenimento della sorgente,ma poi sempre è comunque spacchettata e ascoltata in analogico non ascolti mai in digitale,il digitale sono numeri,poi ci sono i vari stadi di conversione che ricompongono la sorgente originale (analogica)
    La mia non è una critica,anzi: il digitale ha risolto tanti problemi,perché i master rimangono archiviati e in ottimo stato di conservazione,mentre i bobinoni magnetici (master) venivano tenuti in camere a temperature costanti e lontano da campi magnetici,addirittura le custodie delle bobine erano schermate contro eventuali magnetismi esterni o correnti statiche,che alteravano la conservazione dei master.
    In quanto al vinile ho un giradischi revox del 1982 pagato carissimo all’epoca,è molto pesante e ben costruito,il suo designer non sfigura affatto su un impianto moderno e il suono non sarà come i bobinoni revox ma a me da tanta soddisfazione,l’ultimo disco dei daft punk uscito a maggio di quest’anno suona veramente bene,e il fatto che il vinile non è ancora morto,lo dimostrano le statistiche di mercato,il vinile in un tempo di crisi come oggi sta guadagnando terreno e le vendite dal 2007 a oggi crescono la media di 1,5/2% all’anno a livello europeo e del 3% negli Stati Uniti infatti gli amplificatori di fascia medio alta prevedono ancora l’ingresso phono MM,e addirittura quelli di fascia alta hanno il selettore MM/MC.

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