di  -  giovedì 16 aprile 2009

Ci siamo occupati diverse volte di argomenti come la censura e violazione della privacy in paesi dove la libertà d’opinione è ancora un miraggio lontano.

L’ultima notizia arrivata dalla Corea del Sud dove la divisione coreana di Google ha deciso di bloccare l’inserimento di nuovi video e commenti su Youtube.

Più precisamente gli utenti sud-coreani non potranno creare account, caricare video e inserire commenti; questa decisione è stata presa dopo l’entrata in vigore di una legge basata sulla “Internet Address Management” che impone agli utenti di inserire il loro codice di residenza, una specie di codice fiscale, e il loro vero nome, su siti web che hanno più di 100.000 visitatori giornalieri, e tra questi c’è appunto Youtube.

Il perché di questo blocco lo troviamo nelle parole di Rachel Whetstone, vice presidente per le pubbliche relazioni, che ha dichiarato:

Freedom of Expression on the Internet, Google thinks the freedom of expression is most important value to uphold on the internet. We concluded in the end that it is impossible to provide benefits to internet users while observing this country’s law because the law does not fall in line with Google’s principles.”

Uno dei motivi che hanno spinto il governo coreano all’approvazione di questa legge, è la volontà di scoraggiare i commenti anonimi volti ad attaccare le cariche istituzionali.

Gli utenti potranno comunque utilizzare altre versioni localizzate del portale di video-sharing per postare i loro video ed inserire commenti; ma se al posto della versione coreana di Youtube ci fosse stata quella cinese, molto più popolare ed utilizzata, Google avrebbe continuato a difendere la libertà d’espressione?

Quella sud-coreana è una scelta comunque discutibile,  in quanto limita ulteriormente la libertà di esprimersi della popolazione; come già segnalato  qualche tempo fa, Google, dopo il caso cinese, insieme ad altri colossi del IT ha deciso di proteggere la privacy dei propri utenti non divulgando dati sensibili: fornirli al governo coreano sarebbe stato un controsenso.

4 Commenti »

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  • # 1
    pao
     scrive: 

    per me queste sono campagne pubblicitarie…

    cmq “observing this country’s law because the law does not fall in line with Google’s principles”… Io non conosco la legge sud coreana (che ignorante che sono:P) e quindi, per quel che ne so, potrebbe essere che google ha “moralmente” ragione. Però mi sembra un tantino esagerato che un multinazionale arrivi a dire apertamente “la tua legge non mi piace, farò a modo mio”… Lol.. se tutti facessero così sarebbe l’anarchia.

    Giuste o sbagliate le leggi vanno rispettate… e se sono ingiuste è il popolo che si deve ribellare…
    Ormai google non guarda in faccia a nessuno.

    Ultima cosa: “insieme ad altri colossi del IT ha deciso di proteggere la privacy dei propri utenti non divulgando dati sensibili: fornirli al governo coreano sarebbe stato un controsenso.” Questa cosa mi fa morir dal ridere.. Un governo non può avere i dati sensibili degli utenti google per rispetto della privacy??? E allora perchè questi stessi dati vengono spudoratamente condivisi con i partner commerciali di google???
    Ma vai a quel paese google :P

  • # 2
    marcos86
     scrive: 

    a parte che pur avendo gmail non mi è mai arrivata pubblicità da google o dai suoi partner commerciali, una cosa è dare il tuo indirizzo email, un’altra è dire chi sei, dove abiti e cosa hai messo su un sito…

    Cmq tornando alla notizia, io la trovo una cosa giusta. Nel momento in cui io (google o altri) vedo che le leggi di un paese vanno contro alcuni principi per me importanti, smetto di offrire quel servizio.
    Ricordo che qualche anno fa, grazie all’aiuto di yahoo, dei giornalisti cinesi sono stati arrestati (yahoo ha dato al governo cinese nome e indirizzo). Questa cosa, per il nostro sistema giuridico (nonchè i vari diritti umani) è inconcepibile.
    E mi fa piacere che google (almeno per ora) tenga a questo.

  • # 3
    pao
     scrive: 

    @ marco

    nel tuo esempio la multinazionale in questione ha collaborato con lo stato dove operava… Non ti sembra un po diverso?

  • # 4
    marcos86
     scrive: 

    Si, ha collaborato con lo stato, e dal punto di vista legale non si può fare nessuna critica (come del resto google, non va contro la legge, ha solo smesso di offrire un servizio). Però dal punto di vista morale è deplorevole… Tutti sappiamo che il governo cinese è più una dittatura che una democrazia, che viola tantissimi diritti e che non dà la possibilità di esprimersi liberamente.
    Quello che voglio dire è che mi sembra giusto che ci sia un pò di coscienza quando si agisce (al di là di questo caso). Secondo me si dovrebbe agire sempre tenendo presente dei principi che non devono essere messi da parte solo perchè ci guadagni.
    Non dico che google sia un santo, ma in questo caso mi sembra abbia fatto una scelta giusta, cioè invece di collaborare per identificare “dissidenti”, ha risolto il problema alla radice togliendo di fatto il servizio. Ha agito legalmente, ma dando comunque un segnale a mio modo di vedere positivo e che dovrebbe essere di esempio per altri, cioè il non pensare sempre ai soldi ma anche alle persone ogni tanto.

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