di  -  martedì 14 aprile 2009

Nave CargoIl Low-Tech Magazine, ha recentemente messo in luce un interessante fenomeno: tutte le grandi navi cargo stanno pian piano riducendo la loro velocità per risparmiare denaro. In poche parole: ridurre la velocità per consumare meno carburante.

Risulta infatti che, in questo buio periodo di recessione, la velocità media di crociera sia globalmente ridotta a 10 nodi, rispetto ai consueti 26 degli anni passati. Quello che Low-Tech sottolinea è che le attuali navi cargo, a causa della crisi economica, risultano essere più lente delle loro sorelle che solcavano mari ed oceani centinaia di anni fa.

Un esempio significativo:

La tedesca Pruessen (vedere immagine qui sotto), la più grande nave a vela mai stata costruita, fu varata nel 1902 per collegare principalmente Amburgo con Iquique (Cile) e la sua velocità media era… di circa 13.7 nodi.

Pruessen

Anche il Wall Street Journal ha recentemente pubblicato un bell’articolo su recessione e rallentamento delle navi cargo e, in particolare, focalizzando l’attenzione sulla Eugen Maersk, la più lunga nave container al mondo.

Secondo quanto esposto dalla Eugen Maersk:

“A circa mezza velocità, il consumo di carburante si riduce a 100-150 tonnellate al giorno contro le normali 350 tonnellate, risparmiando circa 5000 dollari all’ora”.

Inoltre, l’ufficiale capo della Eugen, Christian Hagart ha più volte che la compagnia cercherà, in futuro, di abbassare il più possibile la velocità media di navigazione.

Il trasporto su mare sembra essere non più sostenibile. Sarà l’inizio di una nuova era di navigazione alternativa?

13 Commenti »

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  • # 1
    tonisca
     scrive: 

    Io sapevo che il motivo principale dell’abbassamento delle velocità medie, era dovuto alle nuove norme antinquinamento (protocollo di Kyoto).

  • # 2
    Gas
     scrive: 

    A dire il vero non mi sembra un gran risparmio..
    Se consideriamo i dati citati (risparmio di circa 100-150 tonnellate al giorno, consideriamo 125, su 350) e la differenza di velocita’ (10 nodi contro 26) otteniamo che, a parita’ di tragitto, il risparmio e’ davvero ridicolo (su 1000 miglia un risparmio di 861 T, su 13500.. circa il 6%) che non credo possa controbilanciare le maggiori spese (ad esempio gli stipendi) ed i minori introiti (la merce ci mette piu’ tempo, i clienti pagano meno).
    Per quanto riguarda la “nuova era”.. ben venga, ma dubito che i consumi possano diminuire piu’ di uno 0,x%.
    Spero che saltino fuori altre idee: magari navi piu’ piccole ed efficienti.. oppure altri mezzi di propulsione (magri vento + sole + equipaggio che rema =P )
    -Gas-

  • # 3
    Nihira
     scrive: 

    Le navi di 100 anni fa avranno avuto anche velocità medie maggiori, ma il loro carico pagante è ridicolo se confrontato a quello diuna mercantile moderno. Le velocità si saranno abbassate per qualche motivo, ma certamente gli armatori avranno fatto bene i loro calcoli, cercando di partire solo a nave ultracarica (e si augura entro i limiti di sicurezza).

  • # 4
    Ilruz
     scrive: 

    Se i porti sono scarichi, e non c’e’ merce da trasportare … tanto vale andare piu’ lentamente

  • # 5
    Sig. Stroboscopico
     scrive: 

    Si risparmia solo e unicamente del costo per kg trasportato.

    Benefici eco non ce ne sono, anzi.

    Viene semplicemente ingrandita (raddoppiata) la flotta a spasso visto che non vengono trasportate meno merci ma che si viaggia a meno della metà della velocità operabile.

    Il trasporto via vela è ancora fantascienza, come quello via dirigibile, purtroppo.
    Anche se anche io penso sia fattibile… per alcune cose.

  • # 6
    Carlo
     scrive: 

    Da quel che si legge qui:

    http://petrolio.blogosfere.it/2009/03/i-containers-non-servono-piu.html

    dubito che ci sarà un aumento della flotta, però tenendo le navi più tempo in navigazione evitano che stiano più tempo ferme in porto/rada con un conseguente se pur modesto, risparmio in carburante.

  • # 7
    WarfoX
     scrive: 

    @Carlo
    peccato che petrolio spesso e volentieri legga i dati come vuole solo per darsi ragione. Poi oh.. magari hanno capito tutto loro nella vita.

  • # 8
    minatore
     scrive: 

    Non è come dice l’articolo, la diminuzione di velocità è dovuta alla mancanza di merce da trasportare, al costo aggiuntivo che avrebbe partendo con navi troppo vuote ed il costo che ha mantenere le navi ferme in porto/rada. La crisi ha portato una diminuzione del materiale trasportato navi meno cariche velocità minori anche per sopperire al seno’ troppo alto costo di trasporto non aumentabile per la troppa concorrenza tra le compagnie.
    Certo sarebbe bello vedere dei carghi spinti da turbovele ed energia solare, sono già stati fatti dei prototipi in merito (tipo la solarsailer) ma le compagnie sembrano non un gran che interessate al non inquinamento l’interesse maggiore è sempre solo il guadagno monetario e la facilità di gestione.

  • # 9
    Carlo
     scrive: 

    @WarfoX

    Non metto in dubbio l’orientamento di petrolio, però guardando i link che riportatava avevo capito che il commercio marittimo internazionale avesse avuto un flessione negli ultimi mesi, per cui avevo ventilato l’idea che la diminuzione della velocità fosse dovuto ad una ottimizzazione del sistema per rientrare in parte delle spese e tenere il meno possibile le navi inutilizzate in rada/porto, come fra l’altro mi pare di capire dica anche minatore.

    Ho riportato l’articolo di Petrolio, che non nego di leggere regolarmente, solo perchè aveva riportato qui dati tempo addientro.

  • # 10
    WarfoX
     scrive: 

    @Carlo
    A leggere il nudo Baltic Dry come riportato da Petrolio pare che il mondo sia crollato. Come riportava invece qualche altro lettore pare che il Baltic non sia il solo indice.. e pare che mentre esso sia crollato (ma cosa lo ha fatto cresce esponenzialmente in meno di due anni?) altri indici dei trasporti afferenti a porti diversi pare abbiano dinamiche differenti.
    Ora… che con la crisi circolino meno merci mi pare ovvio.. che chi ha una nave cerchi di tenerla impegnata il piu’ possibile anche. Che cerchino anche di ottimizzare i consumi idem

  • # 11
    Lay
     scrive: 

    @ Gas

    guarda che hai capito male.

    Il carburante si riduce A 100-150 non DI 100-150.

    quindi in media consuma 125 tonnellate al giorno a 10 nodi
    contro 350 tonnellate al giorno a 26 nodi

    facendo i conti giusti, ottieni che a 10 nodi vai a una velocita del 38,5 % rispetto a prima, mentre consumi il 35,7 % di carburante.

    qunidi oltre al risparmio di carburante intrinseco al fatto che vai piu piano hai un guadagno anche nel rapporto velocita/carburante guadagnando un ulteriore 3% circa ( la relazioen non è lineare per via dell’attrito con formula quadratica ). e la storia dei clienti che pagano meno praticamente non esiste, si sa che con i trasporti marittimi a lunga tratta ci vuole tempo, e non sara certo qualche giorno in piu a fare la differenza.

  • # 12
    floc
     scrive: 

    il risparmio c’entra poco, la colpa e’ della mancanza di merce come sottolineava qno… e basta

  • # 13
    arkanoid
     scrive: 

    Stefano ti fai prendere un po’ molto spesso dalla foga del “green” e dell’ “eco”, ti consiglio di pensare un po’ di più prima di scrivere gli articoli, spesso contengono imprecisioni macroscopiche.

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