di  -  lunedì 6 aprile 2009

Google è sempre stata restia a rivelare informazioni sui datacenter sparsi per il mondo, era persino difficile trovare confermare dell’ubicazione fisica di questi.

Ma in occasione del “Data Center Efficiency”, il colosso americano della ricerca ha svelato alcuni dei suoi meglio custoditi segreti.

Innanzitutto bigG ha dichiarato che per l’housing utilizza dei grandi container trasportabili, che possono ospitare fino a 1160 server, analogamente a soluzioni di Sun e Microsoft.

A differenza di altre aziende che acquistano server da compagnie tipo Dell, Hewlett-Packard, IBM o Sun Microsystems, Google li progetta e li costruisce in casa. BigG non utilizza gruppi di continuità (UPS) in caso di problemi con l’alimentazione principale bensì ogni server ha una batteria da 12-volt; in questo modo si è riusciti a raggiungere un efficienza del 99,9 per cento a differenza del 95 per cento che si ottiene con gli UPS.

Per quanto riguarda l’hardware, viene utilizzata una scheda madre Gigabyte, la GA-9IVDP – un modello non disponibile sul mercato, ma molto simile alla GA-9ILDR. I processori sono Intel o AMD, e nel primo caso si tratta della stessa famiglia dei processori Prescott, gli Xeon Nocona. Una scelta quanto meno singolare, soprattutto considerando la grande attenzione di Google per quanto riguarda l’efficienza energetica. Per il resto 8 banchi di memoria DIMM, due hard disk, il tutto montato su rack 2U.

Google ha infine rivelato i risultati per quanto riguarda l’efficienza energetica dei datacenter, utilizzando uno standard chiamato power usage effectiveness (PUE); con un punteggio di 1 che denota una perfetta efficienza, 1.5 sta a significare che metà dell’energia dedicata al calcolo viene dispersa. L’azienda di Mountain View è riuscita ad ottenere un punteggio di 1.12. L’Environmental Protection Agency spera che una tale livello sia raggiunto da tutti i data center entro il 2011.

Quando è stato chiesto a Google perché avesse tenuto segreto il tutto, Urs Höelzle, ha risposto che: “Non c’era molto vantaggio nel predicare, se le persone non sono interessate ad ascoltarti”; ma considerando che attualmente i datacenter di tutto il mondo consumano circa il 5 per cento dell’energia elettrica prodotta a livello mondiale, con uno spreco che va da 1,8 a 2,3 per watt richiesto, forse Google avrebbe potuto pubblicarli molto tempo fa queste informazioni.

[EDIT la notizia si è dimostrata un pesce d’aprile; siamo tuttavia in ottima compagnia: assieme a noi c’è cascato anche ArsTechnica]

18 Commenti »

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  • # 1
    Andrea R
     scrive: 

    Probabilmente c’è anche qualche magia a livello software per fare consumare così poco.

  • # 2
    rici
     scrive: 

    E la climatizzazione degli shelter / container come e’? Penso che questa impatti non poco sull’efficienza energetica..
    Per me e’molto strana la soluzione usata al posto dell’ups sai quanto lavoro avranno a cambiare tutte le batterie :)

  • # 3
    magilvia
     scrive: 

    Non direi, anzi è una soluzione particolarmente intelligente, infatti sono 10 anni che mi chiedo perchè non facciano un connettore esterno in tutti gli alimentatori da pc per poter collegare una batteria tampone: è assurdo trasformare la corrente della batteria da 12v a 220 per poi ritrasformala in 12v a 1 metro di distanza…

  • # 4
    rici
     scrive: 

    Con una batteria a tampone riesci ad alimentare in pc per qualche microsecondo.. forse

    esistono da anni gli alimentatori con l’ingresso a batteria..

    .. sono piu’ bravi di berlusconi a farsi pubblicità..

  • # 5
    floc
     scrive: 

    e’ da approfondire i ldiscorso batteria, ha ragione rici, non puo’ essere cosi’ Al max puo’ proteggere dagli sbalzi ma non puo’ fare certo le veci di un ups.

    quanto al condizionamento, so che galleggiano sull’acqua fino al pavimento flottante ma non credo ci sia nessuno schema esatto del sistema di raffreddamento

  • # 6
    magilvia
     scrive: 

    [quote]Con una batteria a tampone riesci ad alimentare in pc per qualche microsecondo.. forse[/quote]
    Si infatti è per questo che google li usa no ? -_-
    Cosa credi che ci sia dentro gli ups ? Un generatore a criceti? La stessa batteria che negli ups fornisce energia agli inverter la potrebbe fornire direttamente all’alimentatore e con il vantaggio di evitare una doppia conversione inutile e inefficente!

  • # 7
    rici
     scrive: 

    x Magilvia
    il tuo discorso fila..
    se le batterie non si rompessero, se non ci fosse la necessita di caricarle, di controllare.. di sostiuirle.. pensa ai cablaggi.. e non solo.. non penso che le batterie siano collegate in parallelo all’alimentazione senza nessuna protezione..
    sicuramente avranno fatto i loro conti..
    E’ solo che ogni tanto mi sembra di leggere delle notizie un po’ , diciamo, all’acqua di rosa..
    Mi ricordo ancora la notizia della pagina nera di google.. :()
    Sono bravi.. non solo tecnicamente..

  • # 8
    Ilruz
     scrive: 

    mmmm … e se avessero alimentato piastre etc. come se fossero dei portatili? io mio portatile ha un alimentatore da 60w, e a batteria almeno due ore le fa tranquillamente.

    Sono anni che mi domando perche’ nei pc tradizionali non si fa lo stesso. Se togli i duecento watt consumati dalla scheda video, e i sessanta/ottanta consumati dal monitor, forse riesci a ottenere dei consumi ragionevoli: magari se invece di una batteria al litio ci metti una ignorantissima batteria al piombo, un’ora riesci anche a far andare tutto senza ups.

    Magari “il segreto” e’ negli alimentatori & piastre “fattiapposta”, con alimentazioni non standard.

  • # 9
    sim
     scrive: 

    Mah guardare che un rack 2U con quell’hardware li consumerà anche meno di un normale portatile, contando che non ha periferiche da alimentare come porte usb, moduli wi-fi, bluetooth o semplicemente un monitor.
    Con una batteria al litio come quelle per un portatile, un rackettino del genere lo tieni in vita anche per 5-6 ore….
    Quindi con una batteria da 12 volt al piombo, o cmq altre al litio magari fabbricate appositamente e di generose dimensioni, si tengono cariche quando c’è alimentazione normale, per poi sparare anche 500-600Whr a tutto il server.

  • # 10
    CiBa
     scrive: 

    Ma scusate un attimo…utilizza dischi SATA???? O_o
    E’ corretto?

    Buon Lunedì :D

  • # 11
    Endlesscold
     scrive: 

    I sistemi antintrusione da circa 20 anni utilizzano alimentatori con batteria di backup. L’intero circuito “di protezione blablabla” consta in un paio di diodi e poco altro. La stessa batteria che alimenta un ipotetico UPS è AUSPICABILE venga messa direttamente a disposizione dell’alimentatore del PC, per evitare conversioni inutili ed ottenere anche un paio di minuti in più di autonomia. Google non ha scoperto niente, ha solo ingegneri che non hanno paura di usare il cervello (sembra).

  • # 12
    andrew
     scrive: 

    “EDIT la notizia si è dimostrata un pesce d’aprile; siamo tuttavia in ottima compagnia: assieme a noi c’è cascato anche ArsTechnica]”

    questo conferma solo che siete cialtroni quanto ArsTechnica…
    Sempre più in basso…

  • # 13
    Alessio Di Domizio
     scrive: 

    Detto da una persona che usa questi toni, non posso che prenderlo come un complimento.

  • # 14
    nemo
     scrive: 

    prendila come vuoi ma:

    1 il cablaggio del tutto?
    2 il sistema di raffreddamento ?
    3 le dimensioni del rack 2u unito ai punti 1 e 2?
    4 la quantità di ampere assorbita ?

    anche solo dal calcolo sulle grandezze in gioco si capisce che è una bufala.

    Hai toppato Di Domizio, per di più riciclando una notizia che arstecnica ha pubblicato il 2 aprile.

  • # 15
    Teomondo Scrofalo
     scrive: 

    OK professore, ci spieghi un po’ meglio i punti 1 e 2?

  • # 16
    nemo
     scrive: 

    Perchè “teomondo” i punti 3 e 4 ti sono chiari? Se si bastano quelli.

  • # 17
    Teomondo Scrofalo
     scrive: 

    No, nemmeno quelli mi sono chiari veramente… ma mi interessano di più i primi due.

  • # 18
    Componenti per il server, come scegliere il server perfetto - Hosting Talk Forum
     scrive: 

    […] Componenti per il server, come scegliere il server perfetto Google apre le porte dei suoi datacenter:

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