di  -  venerdì 3 aprile 2009

Img courtesy of mobygames.comCi sono giochi – forse la maggioranza – che il tempo cancella dalla memoria dei gamer: trama scarna, grafica povera, collocamento in un genere sovrappopolato e così via. Altri invece, fin dal primo istante, mostrano di avere quel tocco magico che nell’immediato crea dipendenza, e nel lungo termine spalanca loro le porte dell’olimpo videoludico.

In questa soleggiata giornata di primavera, ho il piacere di presentarvi Moonstone, un gioco che arricchisce i canoni del genere videoludico fantasy, con un gamplay multifase coinvolgente, fatto di esplorazioni, combattimenti all’ultimo sangue, appassionanti sfide PVP e, perché no, piacevoli soste in taverna.

Img courtesy of mobygames.comAssieme al gameplay, la grafica di Moonstone rappresenta un  punto di forza del titolo della fu Mindscape (software house che attualmente opera nel settore educational…), contraddistinta com’è, da un approccio piuttosto “realistico” al combattimento, ottimamente illustrato dalla foto qui a fianco.

Il cavaliere, protagonista della missione, durante la magnifica presentazione viene investito dai druidi di Danu – la divinità della luna – del compito di recuperare le quattro chiavi che consentono l’accesso alla valle, dove avrà luogo lo scontro finale col guardiano. L’obiettivo consiste nel collezionare le quattro Moonstone, ciascuna delle quali consente al cavaliere di incrementare le sue caratteristiche fisiche in una delle quattro fasi lunari.

Img courtesy of mobygames.com

La mappa in cui si svolge il gioco è molto ampia e disseminata di mostri che tengono a guardia ricchi forzieri colmi d’oro ed oggetti magici. Sono inoltre presenti due città, Highwood e Waterdeep, rispettivamente a nord ovest e sud est della mappa, nelle quali il nostro infaticabile cavaliere può visitare mercanti, taverne, templi e mistici oltre a curare le sue ferite.

Altre località degne di una visita sono il villaggio natio del cavaliere, la torre del mago Math, che premia chi lo visita – ma non troppo spesso – con un oggetto o l’incremento di una delle abilità, oltre alla valle che ospita lo scontro finale, localizzata al centro della mappa.

Qualche parola in più va spesa sui mostri per i quali, fra copiosi fiotti di sangue, è sempre un piacere fare a pezzi il nostro amato cavaliere: dai nerboruti ma lenti Balok ai velocissimi e letali Troll, per il giocatore inesperto c’è solo l’imbarazzo della scelta su come essere ridotti in poltiglia. Contribuiscono ad innalzare drasticamente le chance di non morire nel proprio letto, i minacciosi sorvoli del temibile drago rosso: un vero sterminatore di avventurieri, che almeno una volta nel gioco, si prenderà il vezzo di abbrustolire il malcapitato cavaliere.

Fortunatamente ci sono mostri più “potabili” coi quali, perlomeno nelle prime fasi, è possibile incrementare la propria abilità e le proprie caratteristiche fisiche, oltre ad acquisire armature, armi ed altri oggetti magici.

Ad aumentare la longevità e il divertimento del gioco, contribuisce la modalità multiplayer. La divisione in quattro aree della mappa, corrisponde infatti a quattro cavalieri selezionabili. In una sessione a giocatore singolo, i restanti cavalieri vengono giocati dal computer ma in multiplayer è possibile assegnarli a un numero di giocatori che arriva a quattro, il che si traduce in esilaranti combattimenti e relativi “looting” dello sconfitto, nella comune rincorsa alla valle per il premio finale.

Sebbene Moonstone non appartenga al filone dei giochi derivati dall’AD&D – come la città di Waterdeep e la mitica Sword of Sharpness lascerebbero supporre – rappresenta forse il vero capolavoro del genere: un titolo in grado di unire la strategia alla lotta più cruenta, il tutto in un’ambientazione fantasy perfettamente resa: per questo dunque in grado di offrire un’esperienza di gioco indimenticabile e un’attrattività che, come nel mio caso, resiste agli anni.

A chi lo avesse scordato in un angolo buio della sua memoria videoludica, consiglio un’immediata terapia a base di UAE: pochi titoli come Moonstone hanno mantenuto, a distanza di quasi vent’anni, una così alta capacità di incollare il giocatore allo schermo.

15 Commenti »

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  • # 1
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Non posso che condividere. Moonstone è, se mi passi il gioco di parole, una vera e propria pietra miliare che mantiene ancora intatto il suo fascino.

    Ore e ore liete assicurate.

  • # 2
    phabio76
     scrive: 

    Si, bellissimo, è nella mia personale top ten,
    ma in quanto ad atmosfere, Another World non si batte.

  • # 3
    michele
     scrive: 

    ho amato sto gioco…troppo bello :D

  • # 4
    gigi
     scrive: 

    lo voglioooo!!!!! l’avevo sull’amiga ma mi si bloccava al boss finale…..
    per favore se potete indicatemi dove prendere la versione pc……..

  • # 6
    Max
     scrive: 

    @ phabio76
    Come non quotarti….
    Another World per me rimane il miglior gioco per Amiga…
    l’ambientazione insuperabile ….

  • # 7
    ekerazha
     scrive: 

    Per me invece il miglior gioco per Amiga 500 rimane forse “Wings”, gioco di aerei da guerra (biplani) ambientato nella prima guerra mondiale.

  • # 8
    Loris
     scrive: 

    Io ce l’ho per il dos, ma non mi parte con dosbox perchè vuole l’installazione e non riesco a installarlo :°(

  • # 9
    Benedetto
     scrive: 

    Quanto tempo speso con Marco e Simone a splatterare giganti blu, palle di pelo con la coda e altri allegri mostriciattoli. Il multiplayer di Moonstone regalava ore di sano divertimento. E, se non sbaglio, se rompevi troppo le scatole ai monaci, ti tramutavano in una rana; ma non ne sono certo al 100%.
    Anche a noi la versione Amiga si piantava allo scontro decisivo con il drago. Sono riuscito a terminare il gioco solo qualche tempo dopo sul mio 486.

    Riallacciandomi all’off-topic, concordo in pieno, l’atmosfera di Another World è una delle più suggestive che abbia mai incontrato. Gioco molto difficile tra l’altro.

  • # 10
    saggio78
     scrive: 

    Mi sono commosso…non ho più le impronte digitali per quanto ho giocato a Moonstone, Sword of Sodan e Another World I e II. Che tempi…

  • # 11
    diciamocelo
     scrive: 

    Un videogioco da cardiopalma… Mi ricordo che quando usciva il mostro di fango dal terreno mi prendeva ogni volta un colpo, altro che Fear 2, Doom 3 e compagnia…

  • # 12
    Carlo
     scrive: 

    Io invece non me lo scordero mai. E’ stata una droga fin da piccolo e ora che non ho l’amiga ne sto ancora in astinenza, ho un emulatore e ho provato diverse rom appartenenti a moonston ma tutte non funzionanti. Sto continuando con ossessione la ricerca di questo da me bramato videogioco. Se qualcuno è riuscito nell intento mi facci sapere. Aiutooooo!!!!

  • # 13
    stefano enea
     scrive: 

    come non ricordare il mitico moon stone! lo scontro col drago, i pazzi col martello e con le asce, gli orchi col tronco gigante, stoneenge, ecc. ma soprattutto la valle degli dei. chi è riuscito a battere medusa? ragazzi, quanto gracchiare facevano le testine del floppy dell’amiga per caricare quella quantità di grafica e di suono, per non parlare dell’introduzione, dove si vedeva il cavaliere sull’altare druidico. chi è d’accordo con me? che per quanto riguarda gli effetti sonori e le musiche, era molto meglio la versione amiga di quella del 486?

  • # 14
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Non ho mai giocato la versione 486 ma ad occhio solo un PC molto ben equipaggiato poteva rivaleggiare con la grafica e il sonoro della versione Amiga!

  • # 15
    Federico
     scrive: 

    CIAO A TUTTI! Che ne dite se mi mettessi a creare la versione da tavolo di Moonstone? A quanti interesserebbe averla? Per la suspense basterebbe usare delle carte e dei dadi che celano sempre un poco di mistero e suspense.

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