di  -  martedì 31 marzo 2009

La class action statunitense contro Google va avanti, alla ricerca di un accordo definitivo tra il servizio Google Books, gli autori e gli editori.

Si procede per la ricerca di un accordo e sono stati invitati a dire la propria i detentori dei diritti di tutto il mondo, o almeno quelli che hanno pubblicato opere attualmente indicizzate da Google Books. Tra queste ci sono quelle tutelate dalla SIAE, società che si sta impegnando nella promozione della conoscenza dell’azione legale in corso, spiegando ai diretti interessati i termini dell’accordo.

Google, mentre inizia la distribuzione, insieme a Sony, di vecchie edizioni libere da diritti d’autore gratuitamente, sembra tuttavia cercare di mantenere dei buoni rapporti con gli autori ancora in vita, i quali hanno tempo fino al 5 maggio per decidere se accettare o meno la proposta.

Il servizio Google Books, mantiene digitalizzato e indicizzato l’intero contenuto di uno sterminato numero di pubblicazioni editoriali presenti sul mercato statunitense, in cui naturalmente figurano i testi pubblicati da autori ed editori di tutto il mondo, anche italiani. Il servizio prevede la possibilità di compiere ricerche all’interno di tutti i libri indicizzati, permettendo una preview di un numero limitato di pagine.

Quello che non è mai andato a genio alle controparti della carta stampataè il non essere mai stati interpellati e, naturalmente, non guadagnare nulla dal servizio offerto da Google.

L’accordo prevede il pagamento di 60 dollari per ogni libro indicizzato, fornendo poi a chi detiene i diritti di pubblicazione il 63% dei guadagni ottenuti dall’utilizzo di ogni opera da parte degli utenti.
Google però non regalerà niente: attualmente il servizio ha la sola funzione di anteprima per i libri coperti da copyright, ma a Mountain View pretendono di sfruttare commercialmente le opere, permettendo la consultazione di libri ritenuti non più reperibili all’interno delle biblioteche, attraverso formule di abbonamento per la consultazione dell’intero archivio da parte di varie istituzione (scuole, biblioteche, università ecc.) e tramite la vendita di ebook ai consumatori privati.

Una proposta che non piace a molti, poiché è vista come un ulteriore atto di forza da parte di Google, che dopo aver digitalizzato le opere senza aver chiesto alcun consenso ora propone un accordo che implicitamente mirerebbe a dettare le regole del mercato dell’editoria futuro, scostando le case editrici dall’importante compito della distribuzione dei testi.

8 Commenti »

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  • # 1
    Alessio Di Domizio
     scrive: 

    Finora la forza di Google è sviluppare servizi utili agli utenti e riuscire, perlomeno in parte, a monetizzarli. Questa condizione, assieme alla dimensione di Google, assume per i soggetti coinvolti il peso della classica “offerta che non si può rifiutare”.

  • # 2
    medeste
     scrive: 

    questo succede quando un’idea – che sarebbe positiva di per se – si scontra con gli interessi di una casta regnante. e spesso succede perchè la casta non ha saputo cogliere per tempo i segnali di un cambiamento. purtroppo a me pare che molti editori abbiano smesso di fare gli editori, ma cercano il profitto e basta.

    tuttavia non si capisce bene il fulcro del problema, se in futuro il tuo libro non sarà indicizzato nei motori di ricerca esso non esisterà. perciò sarebbe interesse degli editori e scrittori far parte del gioco. solo che gli editori hanno molta paura. ma secondo me sbagliano approccio, dovrebbero essere loro stessi a fornire i servizi e comunque a mio avviso non si rendono conto che al momento il servizio di google è una buona pubblicità.

  • # 3
    Iro
     scrive: 

    tutto quello che può dare noia alla SIAE ben venga, ben gli stà con la loro ottica miope per non dire “mafiosa”.

  • # 4
    Pio Alt
     scrive: 

    Penso che questi hanno imparato bene le strategie monopoliste, proprio dagli ex monopolisti che ora diventano i ricattati…

    Interessante come fenomeno ma qui si passa da un oligopolio condannabile a un monopolio criminale, uguale ad altri dello stesso tipo che a differenza di questo vengono bersagliati quotidianamente…

    Non ci si può illudere che multinazionali di ogni tipo diventino benefattori dell’umanità, abbiamo creduto ancora una volta che questa fosse diversa e invece è uguale: “sono solo affari” come diceva…

  • # 5
    Fede
     scrive: 

    Ancora una volta viene sottolineata l’attività truffaldina di google al fine di incrementare i propri proventi (penso che google sia fra quelle multinazionali che hanno creato l’attuale crisi), di nuovo sottolineo come google ambisce ad incrementare i propri guadagni senza far nulla, nella più totale ignoranza e senza innovazione tecnologica. QUALCUNO MI SA DIMOSTRARE SCIENTIFICAMENTE LE INNOVAZIONI TECNOLOGICHE PRODOTTE DA GOOGLE? QUESTE MULTINAZIONALI CHE SENZA LA RICERCA E SENZA INNOVAZIONI SFRUTTANO IDEE ALTRUI PER INCREMENTARE I PROPRI CAPITALI VANNO ANNIENTATE DISTRUTTE, SE AVESSI AVUTO POTERE E’ DA TEMPO CHE AVREI SEGATO LE GAMBE A GOOGLE.. NON HA DIRITTO DI ESISTERE

  • # 6
    Enrico Pascucci (Autore del post)
     scrive: 

    cito Fede:
    “QUALCUNO MI SA DIMOSTRARE SCIENTIFICAMENTE LE INNOVAZIONI TECNOLOGICHE PRODOTTE DA GOOGLE?”

    Ci si potrebbe scrivere un libro :-D

  • # 7
    daniela
     scrive: 

    Concordo con voi.
    Google sarà domani la microsoft di ieri?

  • # 8
    Contro Google anche gli organi di informazione - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] , rivendicando una fetta degli introiti del motore di ricerca. Dopo esserci occupati dei problemi tra editori e Google Books, oggi è tempo di parlare dei difficili rapporti tra Mountain View e […]

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