di  -  lunedì 2 marzo 2009

freccia_rossa_av.jpg

Nell’inno all’Alta Velocità apparso recentemente su Repubblica.it, firmato da Ettore Livini, si parla di treni sparati a 300 km/h per tutta l’Europa, della nuova fantomatica generazione di TGV (che non esiste), ma sopratutto del grande successo della Freccia Rossa sulla tratta Milano-Roma.

Sì perché l’alta velocità sembra essere la nuova speranza per il traffico su ferro per tutto il vecchio continente, per rivitalizzare un mercato che farebbe fatica a sopravvivere con gli alti costi di mantenimento della rete e la limatura dei prezzi necessaria per far concorrenza ad aerei ed autobus. Ora chi ha paura di volare può starsene tranquillo in un serpentone sparato a 300km/h sotto l’appennino.

Non importa se i lavori per realizzare le linee sono durati dieci anni di troppo e sono costati più del tunnel sotto la Manica. Non importa se sono stati pagati allargando la voragine del nostro debito pubblico e se a guadagnarci non saremo noi. Ora è tempo di gioire, e che nessuno guasti la festa. Quello che non leggo mai da nessuna parte è che esiste un’alternativa ad aerei e missili rasoterra: internet.

Internet esiste e mette a disposizione tutti gli strumenti necessari per controllare e valutare il lavoro da remoto, permette incontri di lavoro e un coordinamento rapido ed efficace tra i membri di una squadra, molto più rapido di un aereo o di un ETR e andrebbe valorizzata. Oltre a permettere un abbattimento dei costi, risparmierebbe a tanti, ore ed ore di viaggio ogni settimana con evidenti vantaggi in termini di qualità della vita, con una minore richiesta di trasporto pubblico e privato, con conseguente abbattimento di emissioni e rumore.

È vero anche che il contatto umano nel lavoro è considerato indispensabile e non lo nego certo. Però tante barriere possono essere superate imparando le buone maniere telematiche, ovvero tutto quell’insieme di regole nato e cresciuto nell’esperienza informatica quotidiana, atto a ovviare ai limiti propri dei mezzi di comunicazione informatici, a partire dall’invenzione dello smiley in poi. Sarebbe già molto, senza parlare di tutti i prodotti a disposizione delle aziende per migliorare la comunicazione telematica.

Va poi detto che, così come il trasporto aereo e quello su rotaia, anche il web ha un suo costo importante in termini di impatto ambientale. Salire su una Freccia Rossa con l’intenzione di sfruttare il viaggio per lavorare connessi ad internet andrebbe considerato una follia. Viviamo in un sistema ecologico finito, che ha i suoi limiti e, il nostro Paese è in assoluto tra i più sovrasfruttati al mondo. Alla luce di questo non è da “spostati” o da visionari chiedere responsabilità nella riorganizzazione razionale ed efficiente del sistema dei trasporti nazionale, secondo criteri di interesse comune, dalla riorganizzazione dei centri abitati fino ai collegamenti tra le città. Un sogno sarebbe vedere il Ministero dei Trasporti lavorare insieme a quello per le Telecomunicazioni.

14 Commenti »

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  • # 1
    Fabio
     scrive: 

    Ottimo articolo, di stampo giornalistico nel senso più indipendente del termine.

    Personalmente poi, dopo aver letto di due spezzamenti di altrettante freccie rosse un treno così non lo prenderei mai. Se succedeva sui 300 orari cosa rimaneva dei passeggieri nei vagoni staccati?

    Preferisco conference con skype e spostarmi fisicamente solo quando non se ne può proprio fare a meno, e ripeto, di certo non in uno di quei treni XD meglio la mia adorata alfotta, che se vecchietta e lenta è molto più sicura di quel coso!

    Tutto IMHO, chiaramente =)

  • # 2
    Tambu
     scrive: 

    SEH! e il manager rinuncia alla trasferta a Roma, a rilassarsi un po’? daaaaaai, viaggiare è bello! :)

  • # 3
    densou
     scrive: 

    I come from Italia
    with a treasure on my account,
    I’m going to somewhere abroad
    my true love for to steal.
    Oh Crapland, oh don’t you cry for me,
    I’ve come from Italy
    with a treasure on my account.

    It rained shit all night the day I left,
    the weather, it was humid,
    the sun so hot, I froze to despair, [note: death solves all problems]
    Crapland don’t you cry.

    W il 4^ mondo!

  • # 4
    Sig. Stroboscopico
     scrive: 

    Bè… internet è solo all’inizio e in Italia non c’è copertura effettiva se non nei grandi centri. Perfino la Padania ne è sguarnita in gran parte del suo territorio (se non totalmente se facciamo le pulci al termine alta velocità di telecom italia).

    Poi è tutto da vedere il resto di quello che dici.
    Mi ricorda molto quando si parla di lavoro coi miei amici milanesi.
    Vivono in una fogna a cielo aperto ma ne sono soddisfatti perchè viaggiano in metro (mi chiedo perchè non prendano la bicicletta…) e trovano qualunque lavoro che gli interessa accanto a casa loro.
    Il problema è che l’italia è lunga 1.500 km e si deve lavorare con altre aziende che di aprire un ufficio a milano non ci pensano proprio.
    Il mondo poi si è rimpicciolito, occorre spesso parlare con gente all’estero.
    Ognuno, grazie a Dio, la pensa diversamente a questo mondo. Purtroppo assai spesso per combinare qualcosa si deve discutere con il tuo interlocutore, fargli vedere il tuo prodotto. Sono cose che non fai in remoto purtroppo.
    Altra grossa sfiga è che la freccia rossa o qualunque treno ti porta solo in centro città, e andare “fuori” è quasi impossibile e ti obbliga ad andare in giro in auto… per un appuntamento di un’ora magari 3 di auto… questo è un problema.

    Comunque molto si sta muovendo in questa direzione che proponi. Certo non si può pretendere che ci sia un passaggio epocale in breve tempo su una cosa del genere, ma a me pare già molto avanti, molto di più di quello che avrei pensato solo 5 anni fà.

    Comunque sui costi delle infrastrutture italiane è giusto parlarne ma ci dobbiamo anche guardare di più allo specchio quando lo facciamo.
    Basta ripensare ai costi FS e perchè sono tali.
    Basta chiedersi perchè i rigasificatori non ci sono o costano un botto.
    Basta chiedersi perche si fanno proclami contro i standby ma nessuno grida allo scempio dell’eccesso di illuminazione pubblica (non si parla MAI di quanto costa/consuma un lampione, chissà come mai…).
    L’immondizia di Napoli.
    Bologna senza metro.
    Ecc…

    Altra cosa bella sarebbe andare a rileggere gli annunci del Club di Roma sulla TV a colori (e altre stronzate vere e proprie). Sono cose che se ne parla da secoli con nomi diversi ma uguali nella sostanza ogni volta che si ha la pancia piena e pochi problemi reali con cui raffrontarsi e nessuna voglia di risolverli.

  • # 5
    teodelux99
     scrive: 

    quanto costa 1km di ferro,massicciata,cavi elettrici,centraline?
    quanto costa 1km di cavo in fibra?

    più costi=percentuali di magna magna più alte=più magna magna per tutti(loro)

  • # 6
    Amilcare
     scrive: 

    n sogno sarebbe vedere il Ministero dei Trasporti lavorare insieme a quello per le Telecomunicazioni.

    … un sogno sarebbe vederli LAVORARE!!!

  • # 7
    densou
     scrive: 

    [quote]Ognuno, grazie a Dio, la pensa diversamente a questo mondo[/quote]

    Sig. Stroboscopico posso solo citare una famosa frase al riguardo: “Il mondo è vittima di tre malfattori: Mosè, Cristo e Maometto.” e potrei anche aggiungere con “Per quale motivo i Romani ebbero infrastrutture migliori delle nostre ? Semplicemente loro non andarono in giro gridando che era per volontà di Dio.”

    Pensare diversamente può far più danni che bene:
    “Noi siamo da secoli
    Calpesti, derisi,
    Perché non siam popolo,
    Perché siam divisi.”

    La storia insegna e ce ne fa ancor portare i segni….

    W il 4^ mondo!

  • # 8
    Daniele
     scrive: 

    Questo articolo è pari a quello di Repubblica.

    Scritto senza la benché minima conoscenza tecnica dell’argomento e senza dati.

    A cominciare dal fatto che la nuova generazione dei TGV della Alstom esiste e si chiamano AVG.

    Gli AVG a differenza dei TGV (dal Sud-Est al Duplex) avranno potenza e trazione distribuita. (Si ritorna ai tempi dell’Etr 209 dove l’Italia era il top nel settore).

    Lo stesso record mondiale delle SNCF è stato ottenuto con una configurazione ibrida di due motrici Duplex e un unità sperimentale AVG.

    Buonanotte
    Daniele

  • # 9
    Daniele
     scrive: 

    Aggiungo, lo spezzamento a 300 km/h è tecnicamente impossibile. E quello che è avvenuto ha avuto come causa scatenante un uso improprio del freno di emergenza.

    La Freccia rossa è frequentata principalmente perché non c’è alternativa, Alitalia è morta, ma è frequentata addirittura oltre le aspettative.

    Poi sul magna magna dei lavori concordo in toto.

    Nel resto d’Europa _si va_ a 300 km/h e non si viaggia male. In Francia (TGV) e Germania (ICE) sulle tratte da 600-700 km è più usato il treno. E avendoci viaggiato spesso capisco il perché.

  • # 10
    Flare
     scrive: 

    Ma no, investimenti Internet in Italia significa portali da far costare non-si-sa-come decine di milioni di euro! :D Anche se il risultato potrebbe sfigurare di fronte ad un lavoretto fatto da un ragazzino nel tempo libero.

  • # 11
    Enrico Pascucci (Autore del post)
     scrive: 

    Daniele ho visto anch’io la corsa sperimentale dell’AVG, che non è altro che un TGV con dei carrelli modificati per ospitare altri motori sotto ai vagoni passeggeri e ruote dal diametro maggiore per aumentare la velocità massima.

    Non ci trovo alcun progresso tecnologico in questo, né tanto meno le basi per la messa in uso concreta di treni di nuova generazione, viste le spaventose vibrazioni generate a quelle velocità che mettevano in crisi lo stabilizzatore d’immagine che inquadrava gli occupanti, che soffrivano anche loro vibrazioni tollerabili soltanto da ingegneri in un viaggio sperimentale. Proprio a quel viaggio fa riferimento l’articolo su Repubblica.

    Salvo nuovi sviluppi di cui eventualmente non sia a conoscenza, non si può certo parlare di una nuova generazione di treno, ma solo di fenomeno da Guinness.

  • # 12
    Sig. Stroboscopico
     scrive: 

    x Enrico Pascucci

    Bè dire che guardando un filmato su youtube e leggedo un articolo di Repubblica si riesce a dire se c’è o meno progresso scientifico o degli studi in atto che stanno portando a nuovi risultati mi sembra un tantinello azzardato e campato in aria.
    Su questioni del genere non si può paragonare lo sviluppo tecnologico in ambito consumer con quello professionale. Sono mercati totalmente diversi con tempistiche completamente di verse. Se con la prima si farla di durata vita di un prodotto anche solo di 6 mesi, con la seconda si parla di durate di vita anche decennali con ricambi moolto lenti.
    TAV, ponti vari, autostrade, cablaggi, ecc. sono da programmare in ottiche lontane nel tempo.
    La stessa A1 era condannata ai suoi tempi, come buona parte delle vecchie tangenziali (che adesso sarebbero impossibili da fare).

    Comunque l’ho già detto diverse volte. Queste discussioni sono le stesse che si fanno ogni volta che si parla di programmazione a lungo termine. Il bello è che le critiche sono sempre le stesse.
    Andiamoci a rileggere anche gli articoli sul nucleare prima del referendum (…) a farci 4 risate… (o meglio a versare 4 lacrime…).

    Ciao

  • # 13
    Daniele
     scrive: 

    Carrelli modificati?

    Forse il primo record, quello dei 515 km/h, ma questo è ben altro di “carrelli modificati”

    Si tratta di motori _sincroni_ di nuova concezione, una completa nuova struttura rispetto al TGV classico.
    Non so per fartela considerare un evoluzione tecnologica cosa avrebbero dovuto fare? Farlo volare?

    Per le vibrazioni, beh concordo con chi scrive che da un video su youtube non si può scrivere un articolo (anche se va di moda).
    C’è in edicola un interessante DVD che mostra il record “dall’interno” e mostra tutto il lavoro di messa a punto.

    Era un test e non una velocità commerciale, gli AGV non viaggeranno a 570km/h ma a 350, ho viaggiato su TGV e ICE 3 a 300 km/h e sul nostrano ETR 500 a 280 km/h (bisogna scendere a spingerlo per i 300) e ti assicuro che, dentro, si viaggia molto meglio che su un auto di buona categoria, altro che vibrazioni. (E allora un aereo? Non è tecnologia perché dopo due ore di volo su un 737ng diventi sordo se sei sull’ala?)

    Nessun progresso tecnologico? Un AGV, ma anche un ICE3 che è in servizio da qualche anno è il 35-40% più efficiente in termini di consumi, capacità di trazione e comfort, grazie alle minori sollecitazioni longitudinali.

    Il futuro dell’AV è sono gli elettrotreni a potenza distribuita, noi lo capimmo nel 1930, i giapponesi negli anni ’60, i tedeschi nel ’98, i francesi ora. Peccato che giusto per fare i bastian contrari ora che tutti fanno elettrotreni, noi abbiamo deciso di puntare sugli ETR500, che spacciati per tali non lo sono (come TGV, ICE 1/2, AVE, Acela). Lenti, costosi, malconci e mangiasoldi grazie al classico consorzio truffa all’italiana. Questa si che è non tecnologia.

    Ultima nota, parte della tecnologia dell’AVG ha origini italiane, grazie al fatto che FIAT Ferroviaria di Savigliano fu (pur essendo in quel periodo forse l’unico settore Fiat in attivo insieme all’Iveco) svenduta alla Alstom.
    (ndr anche il sistema di pendolamento degli ICE-T è stato costruito su licenza Fiat e poi Alstom. Quando i tedeschi (Siemens) provarono a fare un sistema di pendolamento da loro fu un disastro come non mai nella storia delle DB, leggasi gli ICE-TD).

    Nei treni c’è molta più tecnologi di quanto un qualsiasi utente non veda. Il fatto di avere una forma simile non vuol dire che è “uguale con i carrelli modificati”.

    Saluti; peace && love
    /bin/bash: love: command not found

  • # 14
    Daniele
     scrive: 

    E non leggetemi ICE come “ais”, si legge “izze eee” son crucchi! :D :D

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