di  -  martedì 20 novembre 2007

Deutsche TelekomSe fosse uno scherzo e ci si potesse ridere sopra, diremmo che è presto per farsi prendere dal panico: dopo tutto il sistema RGB prevede 256^3 combinazioni, quindi 16.777.216 di colori. Ma siccome uno scherzo non è, e la Deutsche Telekom ha brevettato il magenta (CTM 002534774 per il colore #FF00FF), le cose sono un pochino più serie di quel che sembrano.

In primo luogo: come è possibile che ad una persona sana di mente sia venuto in testa di brevettare un colore? Oppure ribaltando la questione, come è possibile che non sia venuto in testa fino ad ora?

Secondo: come può un ufficio brevetti accettare una domanda simile? Nella mia testa di blogger implume, un brevetto serve a garantire un’invenzione, un’idea, un frutto dell’ingegno. Non si possono mica brevettare cose già esistenti. Altrimenti io brevetto l’aria, voi tutti mi dovete pagare e io divento miliardario. Se qualcuno un giorno dovesse inventare un colore al di fuori dello spettro del visibile allora forse se ne potrebbe parlare.

Terzo: ammettendo per un attimo che la cosa si possa fare (ma non si può, e l’Unione Europea l’ha già ribadito), perché impedirne l’utilizzo? Perché privare il mondo addirittura di un colore? La Deutsche Telekom ha infatti iniziato ad intimare di smettere di usare il magenta nei marchi di aziende olandesi e tedesche.

Questo gioco del “purché se ne parli” inizia a farsi fastidioso, secondo me. Mi è difficile credere che un’azienda del calibro del colosso telefonico tedesco non si renda conto che non ha speranza di spuntarla, e che la pubblicità negativa di una mossa simile è molto più grande di quella positiva. Considerando anche le brutte performance di borsa di questa estate e l’inesorabile dipartita di clienti dell’operatore (si parla di oltre 6000 persone al mese), si rischia di spargere sul campo di battaglia un sacco di sangue. Magenta.

(un sito con vignette e fotomontaggi satirici sulla questione: freemagenta.nl)

6 Commenti »

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  • # 1
    Sig. Stroboscopico
     scrive: 

    Spero che rompano veramente le scatole e che blocchino veramente l’uso di quel magenta.
    E’ assurdo che abbiano accettato quel brevetto e altri XXX.XXX di brevetti analoghi.
    Comprendo benissimo la necessità di tutelarsi, ma il sistema brevettuale globale è da rivedersi dalle basi.

  • # 2
    mattia
     scrive: 

    Il presupposto dell’articolo è sbagliato. Tu, come la stampa generalista che ne ha parlato tempo fa, avete sbagliato. T-Mobile ha sì registrato il magenta, ma solo per loghi legati ad aziende di comunicazione. E’ come dire che se domani tu vuoi aprire un nuovo operatore di cellulari, non puoi usare come colore primario nelle tue pubblicità e loghi il magenta.

    Per la cronaca non è nemmeno una novità: prova a creare un nuovo corriere e usare come colore il marrone. La UPS ti denuncerà in 2 secondi visto che hanno registrato il colore proprio come ha fatto T-Mobile.

    C’era un articolo a riguardo su Engagadget una o due settimane fa :)

  • # 3
    Tambu (Autore del post)
     scrive: 

    può essere sbagliato dire che ha brevettato il magenta, hai ragione. Resta il fatto che se 16milioni di aziende si brevettano ognuna un colore, nessun altro logo potrà mai essere creato :)

    La questione del primario non vale, perché redbull ha brevettato l’uso del 50% rosso e 50% grigio. Capisci bene che se si va avanti così tra un po’ saremo all’impasse…

  • # 4
    mattia
     scrive: 

    D’accordissimo con te, ormai si registrano le più grandi cavolate e la cosa tragica non è che un’azienda ci provi, ma che glielo lascino fare!

    Comunque siamo ben lontani dall’avere un problema perché T-M ha registrato un numero di un pantone, ne restano milioni a disposizione per gli altri operatori futuri. Il problema non penso si porrà mai.

    Ah, ho anche ritrovato l’articolo/FAQ:
    http://www.engadget.com/2007/11/09/know-your-rights-does-t-mobile-really-own-magenta/
    :)
    ciao

  • # 5
    andrea
     scrive: 

    voglio brevettare il nero, il rosso e il blu tenebra (colorazione raggiunta da fantozzi dopo aver mangiato i pomodorini piccanti).

    boh..

  • # 6
    Pirovano
     scrive: 

    Non si possono registrare i colori !
    Si possono registrare come MARCHI loghi e segni distintivi.
    Nel caso di UPS non è che hanno registrato il marrone, avranno registrato un Marchio figurativo in cui è presente il nome dell’azienda e per essere più specifici per definire l’oggetto della tutela (che chiaramente non è il colore Marrone) ma che il marchio registrato presenta la scritta (ad esempio UPS) con un determinato tipo di carattere fantasia e con un certo colore posta su uno sfondo di un determinato colore.
    Chiaramente quello che viene registrato è tutto il marchio figurativo non certo il colore marrone per servizi di consegna di buste e pacchi.
    Viene fatto per evitare che dei concorrenti possano scrivere per servizi analoghi ad esempio una scritta leggermente diversa utilizzando gli stessi caratteri e con lo stesso sfondo.
    In alternativa potrebbero aver registrato come design per quel tipo di servizio L’aspetto esteriore complessivo della parte laterale dei camion con la scritta “UPS”, per evitare che un concorrente utilizzi un nome diverso, coppiando tutto il resto, ossia lo stesso sfondo, lo stesso tipo di caratteri e lo stesso tipo di colore dei caratteri.
    Da questo spero risulti un pò più chiaro che i marchi, i design e anche i brevetti sono strumenti per tutelarsi, e che soprattutto in Europa non proteggono le idee, o i colori.
    In altri termini non sono PERFETTI, non danno una protezione ASSOLUTA e TOTALE.
    E’ scrivendo cose del tipo “hanno brevettato il colore magenta”, o il marrrone che create un falso allarmismo, e soprattutto fate il gioco i chi sulla base della Vostra poca conoscenza, deposita brevetti anche su cavolate, perchè tanto anche se gli forniscono una protezione debole Voi non lo sapete e pensate che proteggono Tutto.
    Io personalmente credo che ciascuno sia libero di poter scegliere però la cosa importante è che ciascuno abbia una corretta informazione per poter decidere.
    In America si possono proteggere software “ASTRATTI”, quindi relativi a brevetti che in Europa non vengono concessi e se concessi lo sono in forma estremamente limitata.
    Per fare un esempio i brevetti del click e del doppio click non sono relativo a qualsiasi operazione di commercio elettronico, e nemmeno a siti di aste online, sono relativi alle esatte fasi di svolgimento dei siti delle società che hanno depositato i brevetti.
    Quelli sono due esempi (mi pare che oltretutto uno dei due in EUROPA non sia nemmeno stato concesso) di brevetti deboli che agli occhi degli utenti di internet diventano brevetti insormontabili perchè, non sapendo leggerli, si pensa che proteggono addirittura l’idea, e ovunque in qualsiasi stato.
    Invece ogni privativa brevettuale ha una valenza territoriale.
    Al giorno d’oggi in molti settori della tecnica si avvalgono di strumenti informatici per aumentare l’efficienza di prodotti, di sistemi e di metodi produttivi.
    Questo anche grazie all’elettronica e alla automazione industriale.
    Nei brevetti per invenzione è possibile proteggere anche i procedimenti e i metodi che espressi in termini di azioni (di fasi) consentono di risolvere un problema tecnico.
    Infatti un brevetto è una SOLUZIONE TECNICA ad un PROBLEMA TECNICO.
    Ci deve essere però una innovazione rispetto a quello che è noto nell’arte.
    Non può essere una soluzione banale ad un problema. La soluzione deve essere NUOVA e INVENTIVA.
    Le azioni e le fasi possono essere anche quelle che vengono eseguite, realizzate mediante un calcolatore.
    Il software puro è solo una minima parte di queste invenzioni poichè è quello che fa funzionare una macchina, un impianto, o un dispositivo in un determinato modo, interagendo con elementi, sensori e dispositivi.
    Infatti a livello Europeo si parla di SOFTWARE IMPLEMENTED INVENTION, ossia INVENZIONI implementate mediante un programma.
    Negli Stati Uniti invece il discorso è diverso, l’importante è che sappiate che un brevetto Statunitense concesso vale negli Stati Uniti.

    Se avete domande al riguardo posso cercare di risponderVi chiarendo anche magari aspetti sui quali cè molta disinformazione.

    Cordiali saluti

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