di  -  mercoledì 25 febbraio 2009

Ci siamo occupati poco tempo fa della presa di posizione di Mozilla contro Microsoft circa il bundling di IE. La notizia più recente riguardo la disputa, riguarda voci secondo cui la Commissione Europea sarebbe in procinto di ingiungere a MS di integrare nell’installazione di Windows, browser alternativi a IE. Voci che seguono di pochi giorni l’affermazione di un executive di Mozilla, secondo cui il bundling non rappresenta una soluzione valida per l’azienda del lucertolone.

Inutile dire che, qualora la decisione definitiva confermasse questo orientamento, si tratterebbe di un precedente epocale per la storia informatica, assestata su decenni sull’istituzione del bundling.

La soluzione ventilata, riguarderebbe anche le edizioni di Windows per telefoni cellulari e lascerebbe aperto uno spiraglio – oltre che per la scelta del browser da usare alla prima installazione – anche per accordi specifici coi singoli OEM riguardanti quale browser integrare nei propri sistemi.

In attesa della decisione ufficiale, cerchiamo di guardare i più immediati aspetti salienti della questione. A quali condizioni un produttore di software potrebbe richiedere il bundling nel sistema operativo? A quali OS commerciali si applicherà questa misura? E poi, nel caso della scelta delegata agli OEM – mi pare tra l’altro che tuttora sia possibile – saranno disposte delle misure atte a scoraggiare MS dall’incentivare gli stessi a usare IE in luogo dei browser alternativi?

Partiamo dal primo quesito, che mi pare il più importante. La soluzione più semplice consisterebbe nel basare la scelta delle soluzioni da includere nel bundle sulla presente quota di mercato. Vedremmo dunque Firefox, Opera, Chrome e Safari – gli ultimi due pur avendo una quota di mercato irrisoria? O andrebbero forse inclusi solo Firefox e Opera, parte attiva nella discussione? Ma come contenere poi le lamentele degli produttori rimasti fuori? E anche una volta inclusi, siamo certi che non spunterebbero altri produttori di browser alternativi – magari creati all’uopo – per rivendicare il loro posto nel DVD d’installazione di Windows?

Ma, una volta abbracciata la teoria del “bundling aperto”, come tener fuori tutti i software alternativi a quelli che arrivano preinstallati in Windows? Sarebbe probabilmente questa la fine del bundling di applicazioni tout-court?

Secondo quesito: in poche parole, riuscirebbe Apple a chiamarsi fuori per OS X? Da una parte ci sarà chi sostiene che Apple ha una quota di mercato minoritaria, la quale condiziona minimamente la quota di mercato dei software che include, dall’altra qualcun altro che sostiene – come dargli torto – che una disposizione deve valere per tutti i soggetti coinvolti. Un bel vespaio insomma.

Terzo quesito: come impedire a MS, nel caso in cui vada agli OEM l’ultima parola, di incentivarli a usare IE? La Commissione dovrebbe forse entrare nel merito dei rapporti commerciali fra un’azienda e i suoi partner? Anche qui la questione è aperta: ci sarà chi griderà alla morte del libero mercato, chi invece ricorderà che gli accordi commerciali fra titani – inaccessibili a operatori minoritari – rappresentano un’ottima chiave per imporre al mercato condizioni anticoncorrenziali.

In ultima analisi, e nell’attesa del pronunciamento definitivo, c’è moltissima carne al fuoco, e forse poco tempo rimasto per fare le valutazioni ponderate e approfondite che la questione meriterebbe.

In attesa di ulteriori aggiornamenti vi lascio il mio personalissimo parere: non sono un fan del bundling, l’ho detto molte volte, e credo che storicamente non abbia fatto bene al mercato perché ha disabituato l’utenza a scegliere sulla base di una valutazione dei meriti tecnici. Il problema è che dopo lustri in cui il mercato si è assestato sulla pratica consolidata del bundling, è difficile imporne per legge un riassetto, e soprattutto sperare che questo provvedimento dall’alto sortisca gli effetti sperati.

Ritengo indispensabile il ruolo dell’antitrust e degno della massima attenzione il caso MS. Mi piacerebbe tuttavia vedere la Commissione Europea entrare più nel merito dei fatti tecnologici, istituire autorità qualificate e indipendenti, capaci prima di elaborare – al netto dell’influsso di lobby economiche, politiche ma anche ideologiche – condizioni di partenza uguali per tutti circa standard, interoperabilità, competizione e poi, solo poi, applicarle con il rigore che serve.

32 Commenti »

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.

  • # 1
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Sarebbe una decisione assurda e liberticida quella dell’antitrust. Un precedente mostruoso per imporre a un produttore cosa e in che modo commercializzare il PROPRIO prodotto, addirittura obbligandolo a includere software della concorrenza.

    Questa è gente fuori di testa, ma soprattutto che non ha ben chiaro in che modo funziona il mercato del software. Ed è gente che paghiamo noi, tra l’altro.

    Se l’antitrust deve funziona in maniera così irrazionale, meglio abolirlo.

    Il mercato è libero. Se una software house non è in grado di piazzarvi il proprio prodotto, è per sua incapacità, e non vedo perché la legge dovrebbe tutelare gli incapaci.

    Oggi si è perfettamente in grado di sviluppare s.o. alternativi a chi detiene la maggior quota di mercato, addirittura realizzando dei cloni degli stessi.

    Non ci sono, pertanto scuse: la concorrenza, se si vuole e si hanno le capacità, si può fare benissimo a qualunque livello.

  • # 2
    Phire
     scrive: 

    sarebbe come imporre a sony di fare macchine fotografiche che oltre alle memory stick usino anche le SSD ecc ecc.
    Allo stato attuale, sui pre-installati, tutto il software “fuffa” viene installato dagli oem, non da microsoft. microsoft produce un sistema operativo ed il browser ne fa parte. Tempo fa Dell pre installava la suite di google, se non sbaglio, quindi significa che andare da ms a lamentare la non installazione del browser concorrente è sintomo di profonda ignoranza (e qui mi associo all’idea di un’istituzione indipendente e soprattuto competente che analizzi la faccenda PRIMA che la UE vada a cercare di fondi a destra e a manca).
    Secondo me l’unica cosa che dovrebbe/potrebbe fare l’UE è verificare che non ci siano accordi sleali (o illegali) atti ad impedire che gli OEM installino browser alternativi, alla fin fine solo loro che quando progettano un prodotto scelgono cosa installarci e cosa no.

  • # 3
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Phire
    Facciamo un’ipotesi: l’azienda A dà all’azienda B il prodotto X a uno sconto del 5% se B assieme ad X integra anche il componente X1. È un accordo sleale? In sé no.
    Ma se tutte le aziende che producono prodotti competitivi col componente X1 non operano nel mercato in cui è presente il prodotto X, se dunque sono tagliate fuori per definizione da questo genere di trattative – non possono de resto offrire sconti – l’accordo diventa perlomeno “interessante”.

    La materia è complessa e non si presta a tagli d’ascia e giudizi univoci.

  • # 4
    Tudhalyas
     scrive: 

    Così come è definita ora, la soluzione dell’antitrust fa schifo. Se dovessero fare il bundling di IE + qualsiasi altro browser, dovrebbero inserire in Windows *tutti* i browser alternativi, anche quelli con un market share

  • # 5
    Tudhalyas
     scrive: 

    Così come è definita ora, la soluzione dell’antitrust fa schifo. Se dovessero fare il bundling di IE + qualsiasi altro browser, dovrebbero inserire in Windows *tutti* i browser alternativi, anche quelli con un market share minore dello 0.01%: perché Firefox ed Opera sì e gli altri no?

    La cosa più pulita da fare è permettere la disinstallazione di IE da Windows e di Safari da MacOS X, altre soluzioni non le vedo.

    (scusate per il doppio post, ma WordPress mi ha tagliato inspiegabilmente il testo).

  • # 6
    Phire
     scrive: 

    @Alessio

    non ho detto che tutti gli accordi tra fornitori e produttori sono sleali, ma che in certe codizioni POSSONO esserlo (vedi AMD contro Intel). Quello che intendevo è che verificare la sussistenza di queste pratiche è l’unica cosa che dovrebbe fare la UE per tutelare l’europea Opera.
    da un punto di vista squisitamente pratico, se io compro windows mi aspetto che Microsoft sia responsabile di tutto quello che è compreso nel dvd. Ma se ci sono software terzi che MS è obbligata ad inserire posso ancora pretendere che sia Redmond a rispondere di eventuali problemi? Adesso si formatta per avere un “sistema pulito”, in questo modo il sistema non lo sarebbe di fatto mai più a meno che MS non possa fare una review del codice di tutto quello che è obbligata ad inserire con i binaries di windows; questo potrebbe non essere un problema per Firefox, ma ad Opera andrebbe bene?

  • # 7
    BrightSoul
     scrive: 

    Anziché distribuire TUTTI i browser in bundle, secondo me è suffiente che Microsoft espanda le funzionalità del suo “Installazione applicazioni” in modo da mostrare una lista di programmi che l’utente può scaricare e installare gratuitamente.

    Quando ci si connette per la prima volta ad internet, all’utente viene mostrato l'”Installazione applicazioni” sulla categoria “Browsers” e da lì scarica ciò che preferisce in base a un giudizio e a una breve descrizione di ciascuno.

    Per i computer che non sono connessi a internet, i documenti HTML potranno comunque essere visualizzati mediante Esplora risorse, che si avvale della libreria mshtml.dll che fa parte del sistema operativo.

  • # 8
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    @Tudhalyas: IE e Safari sono prodotti di MS e Apple rispettivamente, esattamente come Windows e OS X. Per quale motivo non dovrebbero inserire delle LORO applicazioni nei LORO prodotti?

    Per il resto, l’unica cosa di cui si potrebbe discutere nell’ottica della concorrenza, secondo me sono gli accordi di esclusiva.

  • # 9
    Enrico Pascucci
     scrive: 

    A mio avviso l’UE al problema reale ci sta girando intorno: piuttosto che ragionare sul bundling dei browser nei sistemi operativi sarebbe ora che ponesse delle regole sul bundling dei sistemi operativi stessi nei pc.

    Invece di ritrovarmi un pc nuovo con dentro una vagonata di software che non mi serve preferirei fare da solo, installando solo ciò che gradisco, senza ritrovarmi il registro di configurazione di Windows incasinato prima ancora del primo avvio.

    Concordo con Alessio sul fatto che debbano essere sviluppate delle direttive tecniche da parte della Comunità Europea a cui i browser debbano attenersi per poter essere distribuiti.
    In questo modo Microsoft sarebbe costretta a integrare nel SO un browser decente (altro che web slice e web accelerator :-P ) e smetterebbe di essere una palla al piede nell’evoluzione dei servizi web. Così la questione della spartizione del mercato dei browser, non avrebbe più alcuna importanza.

  • # 10
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Sull’obbligo dell’aderenza dei browser agli standard sono d’accordo.

    Non sono d’accordo sul vincolare gli OEM per quanto riguarda il bundling di software che ritengono di voler installare sui PC che commercializzazione, perché rappresenta, ancora una volta, un’interferenza sulla libertà di piazzare sul mercato i PROPRI prodotti nella maniera che ritengono più opportuna.

    Un PC non è costituito soltanto dall’hardware e dal s.o.: le applicazioni che si trovano installate sono un valore aggiunto non indifferente, anche se inserite a titolo puramente gratuito, e di questo Apple ne ha fatto da anni una bandiera, ripresa comunque anche dalle distro Linux.

  • # 11
    Globus
     scrive: 

    Obbligo di aderenza dei browser agli standard… PER LEGGE? Questo si che è “fuori” dal mondo del software…

  • # 12
    Roberto
     scrive: 

    Che dire del software di anteprima delle immagini? Che dire di Wordpad? E Windows Mail? E i corrispettivi software Apple? Togliamo tutto e torniamo alla riga di comando? Microsoft offre un “pacchetto”, Apple offre un “pacchetto”, se ti basta lo usi così com’è altrimenti installi software aggiuntivi, dov’è il problema?

  • # 13
    tck
     scrive: 

    Diciamo la verità: a Mitchell Baker brucia ancora il c**o dai tempi di Netscape, quando Microsoft (giustamente) la annichilì facendola fallire (dico giustamente, poichè Marc Andreessen se l’è cercata, spalando m***a sulle varie riviste di settore circa Microsoft, i suoi prodotti e Gates stesso. Ovvio che l’unica reazione scatenata sia stata l’ira funesta di Bill), e adesso cerca vendetta.

    Che la piantassero una buona volta. Chi vuole un altro browser che se lo scarichi e se lo installi. (a me non piace Firefox su Ubuntu, scarico e installo Opera e finisce lì), ma l’eliminazione radicale di IE solo “per ripicca” la trovo di una stupidità disarmante (cosa dovremmo dire di Safari su OSX? o di Firefox su Ubuntu allora?)

  • # 14
    Phire
     scrive: 

    la questione dell’aderenza dei browser non è così scontata e semplice, non fosse altro perché ogni browser interpreta gli standard quindi ce ne sono che lo fanno meglio e ce ne sono che lo fanno peggio.
    Non bisogna poi dimenticare che c’è un mondo che spesso (purtroppo) su queste pagine viene ignorato e mi riferisco alle aziende. Ci sono una miriade di applicazioni business che necessitano di un browser per essere fruite e queste applicazioni semplicemente non funzionano con tutti browser. Non mi riferisco ai soli Sharepoint, OWA ed altri applicativi microsoft ma anche ad una miriade di applicativi commerciali anche blasonati che semplicemente supportano una ristretta varietà di browser. Tanto per fare un esempio, un blasonato applicativo gestionale non supportava nemmeno (almeno fino all’agosto dello scorso anno) ie7 ma solo il 6, questo comportava che i computer della lan non potessero neppure essere aggiornati al nuovo browser ed imponeva che i laptop (che quindi potevano anche collegarsi da casa, con adsl o altro non gestite dall’azienda e magari senza firewall) avessero 2 browser. Il problema nasceva proprio dal fatto che il secondo browser (firefox 3) non era gestibile da policy (e quindi in maniera centralizzata) in quanto i template erano amatoriali e funzionanti solo con la versione meno aggiornata (la 2). Il fatto di avere di default un browser che si possa gestire centralmente su n-mila macchina con pochi click non è cosa da poco per gli amministratori di rete.
    Quello che ha fatto in questi anni l’UE è cercare di regolamentare un settore sul quale non ha una visione di insieme rischiando quindi di applicare norme potenzialmente “devastanti”

  • # 15
    schwalbe
     scrive: 

    E quando la crociata contro i produttori di masterizzatori che includono Nero Express?

    E perchè UE invece non si preoccupa della attivazioni online, ovvero di quando hai comprato una licenza d’uso, e se va fallito il produttore, non lo riesci più a usare?

  • # 16
    davide
     scrive: 

    Premettendo che io sono con Microsoft perchè se lei vende un SO, giustamente lo vende con integrato il suo bel Browser ed è quello che fa anche Apple, di conseguenza a prescindere…sto casino mi pare una stronzata…
    Dicevo…
    Io non uso I.E. perchè mi sta un po sulle palle e non mi ci trovo moltissimo quindi mi da un po fastidio averlo nell’SO…però vabbè dai ci può stare…
    Però se mi integrassero Mozzilla, Chrome, Safari e chi più ne ha più ne metta….ONESTAMENTE MI FAREBBE AMMATTIRE E LO TROVEREI PEGGIO DI PRIMA!

  • # 17
    Mister24
     scrive: 

    Secondo me una buona soluzione potrebbe essere quella di creare una sorta di repository (come su linux) accessibile tramite Windows Update su cui porre vari software come browser o altri che ne faranno richiesta.

    In questo modo appena installato windows si dovrebbe aprire Windows Update e si può scegliere quale browser e quale altro software installare.

    Includere altri software su DVD non mi sembra realizzabile, mentre il repository mi sembra più flessibile.

  • # 18
    FabioFLX
     scrive: 

    Il fulcro del problema è quello di tutelare ogni produttore in maniera eguale, senza penalizzare nessuno in particolare.
    In questa logica può essere deciso di non obbligare la Micrsoft a togliere IE da Windows, anche se credo che sia più giusto analizzare la questione come si è sempre fatto:
    La Microsoft vende un sistema operativo e “spaccia” tramite esso i suoi software. Visto che il prezzo del sistema include ogni elemento aggiuntivo, l’organismo di tutela dei consumatori richiede la possibilità di acquistare quel sistema senza i programmi aggiuntivi, proponendolo per questo a un prezzo più basso.
    Insomma, la Microsoft non sarà comunque obbligata a togliere IE dal suo sistema, bensì a vendere anche una versione di Windows che non contenga IE, MediaPlayer, ecc.
    Così Windows può continuare a vendere come prima, ma i produttori di PC potranno scegliere di installare un Windows ridotto diminuendo il costo dell’hardware al quale lo allegano, il tutto a favore del consumatore finale.
    Ubuntu non è un sistema operativo ma una raccolta (detta distribuzione) di software, quindi il suo scopo è già parte delle sue scelte e non ha senso inserirla come confronto in questo discorso.

  • # 19
    D
     scrive: 

    Non possono obbligare il bundling dentro windows, al massimo devono cercare degli accordi con i singoli oem (preinstallazione, cambio di preferenza sul browser predefinito e tutti sono contenti).
    Microsoft è sanzionabile unicamente se cerca di bloccare simili accordi verso gli oem o se introduce dei blocchi artificiosi dentro il suo sistema (però mi pare che open office, gimp, firefox e company si installano tranquillamente quindi…)

  • # 20
    alberto
     scrive: 

    Spero per davvero che non approvino un provvedimento del genere, sarebbe assurdo.

    Il bundling è una cosa positiva, ha permesso a un unico OS di diffondersi ovunque e uniformare il mercato, riducendo i costi sia per gli sviluppatori che per gli utenti e ha portato molti altri vantaggi.

    C’è solo un sistema da imparare a usare invece di tanti, quindi riduce il tempo necessario per l’apprendimento e facilita la circolazione delle conoscenze. Se tutti usano lo stesso sistema è piu facile aiutarsi, mentre se ogni dieci persone otto usano un sistema diverso è piu difficile, nonche piu cosotoso, ottenere assistenza.

    In qualunque parte del mondo tu vada trovi lo stesso sistema. Non è una cosa da poco, permette di lavorare piu facilmente in varie zone del mondo e di avere un’economia su larga scala. Pensate se Russia, Cina, India, Brasile, USA, UE, avessero tutti un OS diverso: vi rendete conto di quanto aumenterebbero i costi in generale per l’IT? Pazzesco.

    Inoltre è possibile coprire il 90% dei propri utenti con una sola versione del software senza ricorrere a soluzioni multipiattaforma poco ottimizzate e che non si integrano ene col sistema, oltre che piu costose da sviluppare.
    Gli standard non funzionano, basta vedere co’è successo negli anni 80 con POSIX: i vari Unix non sono neanche riusciti a mettersi d’accordo tra di loro, molti dgli standard POSIX dopo 20 anni sono ancora delle bozze (come quello per le ACL per esempio).
    Oppure per tornare ai giorni nostri, Linux, con le sue decine di distribuzioni diverse, impossibili da supportare tutte insieme.

    Inoltre è assurdo pensare di progettare uno standard si un OS a tavolino in modo astratto e poi lasciare che i vari produttori implementino le specifiche col loro codice, sarebbe un lavoro immesno e inutile.
    Come dice il saggio, gli standard si comquistano sul campo e quelli che perdono che si levino di torno senza storie.

    Il fatto che quasi tutti i PC del mondo usino lo stesso sistema è stata una svolta epocale per l’informatica, è un bene che sia cosi e cosi restera perche nessuno ha voglia di frammentare il mercato in tanti OS diversi e poi vedere i costi di sviluppo e assistenza schizzare verso l’alto in modo esponenziale.

  • # 21
    D
     scrive: 

    “nessuno ha voglia di frammentare il mercato in tanti OS diversi e poi vedere i costi di sviluppo e assistenza schizzare verso l’alto in modo esponenziale.”

    Ma se te fossi uno di quelli che pensa di creare un business sulle assistenze, ti inventeresti qualsiasi cosa pur di portare acqua al tuo mulino.

  • # 22
    blackshard
     scrive: 

    @alberto:

    quello che dici è come dire “evviva l’inglese”, perchè permette a tutti di comunicare. Magari tutti parlassero solo inglese, non ci sarebbero più incomprensioni, non dovremmo pagare gli interpreti, non ci sarebbe più bisogno di fare traduzioni, etc… etc… ma dal punto di vista culturale sarebbe un’immensa perdita, non ti pare?

    Riproponi la stessa cosa in campo informatico e ti puoi rendere conto che quella che tu reputi alfabetizzazione informatica in realtà è perlopiù abitudine. Prova a chiedere ad uno dei tanti cos’è una directory: il 99% non sa che è un sinonimo di cartella.

  • # 23
    Flare
     scrive: 

    Per me la cosa più sensata è garantire la *libertà* dell’OEM di scegliere quale browser inserire, così come possono preinstallare un antivirus o altri prodotti.

    Temo però che “incentivi” o accordi da parte degli interessati, per condizionare la scelta, vanificherebbero questa libertà: non sarà la qualità tecnica, ma il peso economico a far pendere l’ago della bilancia, senza altre leggi in materia. Sarebbe comunque già meglio IMHO.

  • # 24
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    @FabioFLX: è una strada già tentata dall’antitrust, che ha portato alla “famosa” versione N di Windows XP, senza WMP, ma venduta… allo stesso prezzo di XP.

    Questo perché nessuno, nemmeno l’antitrust, ha il potere di imporre un preciso prezzo a un prodotto. L’antitrust ha potuto soltanto imporre la vendita di Windows XP N “non a un costo più elevato di XP”. E MS l’ha messo allo stesso prezzo, vanificando, di fatto, la sanzione ridicola dell’antitrust.

    IE, WMP, notepad, ecc., rappresentano un VALORE AGGIUNTO per Windows che MS può benissimo decidere di proporre GRATUITAMENTE.

    Per quanto riguarda gli standard, ricordo che esiste la legge Stanca http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_Stanca e gli “Obblighi per l’accessibilità” che, quindi, dovrebbero imporre, sebbene indirettamente, il loro rispetto.

  • # 25
    Jacopo Cocchi
     scrive: 

    indirettamente per modo di dire, è il frutto dell’elaborazione delle WCAG che si basano sugli standard ratificati dal W3C.

    Il rispetto degli standard non è una sola richiesta di uniformità ma anche l’unica via possibile per non dare luogo a disabilità.

    Per quanto riguarda i browser alternativi mi sn già espresso nell’altro articolo. Trovo difficile questa possibilità e in ogni caso si finirebbe comunque per scontentare qualcuno (ovvero chi tra gli “alternativi” non è presente di default nel SO)

  • # 26
    Giulio
     scrive: 

    Chiaramente sarebbe una decisione assurda da parte dell’UE… sarebbe meglio aspettare e capire le intenzioni di MS con Windows 7, in build successive alla Beta è possibile rimuovere i componenti come Windows Media Player, Windows Media Center e Windows DVD Maker.

    Credo che MS potrebbe fornire come opzione la disinstallazione del client di IE e di conseguenza i vari OEM potrebbero semplicemente scegliere a quel punto quale browser montare di default.

  • # 27
    IRONMAN72
     scrive: 

    E’ un grossa cretinata..nn vedo perche’ Microsoft debba togliere parti del suo sistema operativo per fare un favore agli altri!!! Dovrei quindi scaricare un browser alternativo? si ma con quale browser se nn c’e’?!! cavolo nn posso vedermi i filmati o sentire musica.. devo scaricarmi il player!! ma sapete che piu’ di meta’ del paese nn dispone di banda larga e scricare pochi mb e’ un supplizio!!!
    Se voglio poi usare altri programmi per fare determinate cose lo scelgo da me.. l’ue su queste cose nn ci prende proprio.. assurdo!!!

  • # 28
    Giulio
     scrive: 

    @ironman: infatti basterebbe rendere disinstallabile il solo client di IE e far fare la scelta di quale browser montare di default all’OEM di turno.

  • # 29
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Cesare Di Mauro
    Interessante notare che MS abbia integrato prestissimo IE in Windows mentre abbia aspettato il 2001 per integrare un firewall, aggiornato solo con l’SP2 (prima tra l’altro era disattivato di default se non sbaglio). Pensiamo a quante infezioni i clienti si sarebbero risparmiate… Questo a proposito di “valore aggiunto”. Non è che integrare IE sia prima di tutto convenuto per stracciare la concorrenza?

  • # 30
    D
     scrive: 

    @Alessio Di Domizio

    Interessante notare come windows è sempre stato considerato da concorrenti e fanatici una schifezza ma nonostante questo costoro non sono mai riusciti a proporre qualcosa di valido.
    E’ una vita che si leggono storie sull’anno che verrà, su linux e open source che domineranno la scena ma nel frattempo quando le occasioni per dominare sul serio si erano presentate (vista) non c’era un cane che è stato capace di proporre qualcosa di serio.
    Forse, invece di perdere tempo in aule di tribunale a rosicare ed immaginare scenari fantascientifici, sarebbe il caso che certa gente si desse veramente da fare.

  • # 31
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    @Alessio: vogliamo vedere quando ha integrato anche il Windows Movie Maker? E il Windows Media Center?

    Da utente Windows di lunga data ho visto MS sopperire alle mancanze dei suoi s.o. man mano che venivano fuori nuove esigenze del mercato e della gente.

    Penso non sia necessario ricordare che lo stesso Gates derise internet perché era convinto che non avrebbe avuto futuro, e che la gente avrebbe utilizzato invece il suo MSN. Accortosi dell’enorme buco dell’acqua ha cercato di provvedere velocemente mettendo in piedi Internet Explore e Outlook Express.
    Ma questo s’è verificato, lo ribadisco, perché le esigenze della gente c’erano già ed erano molto forti. Non poteva più ignorarle, insomma.

    La stessa cosa si può dire del firewall? Non mi sembra che prima del 2001 fosse uno strumento indispensabile.
    Il malware che faceva uso di internet e delle porte del protocollo IP s’è diffuso alla stessa velocità con la quale si andavano diffondendo le connessioni veloci a internet.
    Nel 2001 c’era poca gente connessa, e per lo più si utilizza il modem, quindi utilizzando internet modello “toccata e fuga”.
    La sicurezza non era ancora un’esigenza. Se n’è parlato ben dopo il 2001, e ancora oggi c’è gente che se le chiedi “cos’è il firewall” non sa rispondere. Ma un browser bene o male lo sanno tutti cos’è.

    Poi, per carità: è vero che, al contempo, IE le è servito anche per schiacciare la concorrenza. Mai negato questo. Ma era un SUO prodotto, e aveva tutto il diritto di infilarlo nei SUOI s.o. a costo zero per l’utente. Proprio perché è un valore aggiunto, di cui tra l’altro da un po’ di anni NON si può fare a meno.
    Fermo restando che nella guerra dei browser non c’era solo MS, ma anche una certa Netscape, che non ha risparmiato colpi, per quel che poteva (tanti tag fuori standard all’HTML sono farina del suo sacco, e anche JavaScript).

  • # 32
    Microsoft rende IE8 rimovibile da Windows 7? - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] notizia sembra confermare – almeno parzialmente – l’intenzione di Microsoft di adeguarsi alla volontà della Commissione Europea, ma la soluzione adottata, nella sua rozzezza, riporta in superficie il tema della reversibilità […]

Scrivi un commento!

Aggiungi il commento, oppure trackback dal tuo sito.

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.