di  -  giovedì 26 febbraio 2009

 citroen_ax_elettrica_aspo_i.jpg

In un momento di crisi economica e di crisi economica sono in tanti a sperare in un cambiamento che però in pochi si preoccupano di mettere in pratica. Tanta fiducia viene riposta nell’innovazione e così è anche nel settore della mobilità.

Dopo averci appioppato auto con vane promesse di efficienza ed ecologia, che puntualmente si sono dimostrate specchietti per le allodole e averci fatto fantasticare su mirabolanti tecnologie basate sui più svariati carburanti si sta arrivando finalmente alla soluzione più ovvia: l’auto elettrica.

Tesla Motor, al cui capitale partecipa uno dei fondatori di Google , cerca di lanciare la moda elettrica proponendola in una veste super sportiva ed ha in cantiere altre novità su cui torneremo in futuro. Anche la General Motors lancerà la sua seconda auto elettrica. La stessa auto sarà venduta anche in Europa sotto il marchio Opel, sempre che questa non deciderà di sganciarsi dalla crisi nera del colosso statunitense.

Quello che hanno in comune tutti i modelli elettrici di grande risonanza è che non sono mostrati come l’evoluzione della specie e che non sono di fatto ancora reperibili sul mercato. Eppure c’è chi non si è dato per vinto, e piuttosto che arrendersi ha deciso di fare da solo.

Sto parlando dei membri di ASPO Italia , che dopo aver dimostrato che si può trasformare con facilità nell’auto del futuro anche una Fiat 500 (video) degli anni ’70, ora fanno sapere che il Presidente Ugo Bardi ha rimesso in funzione una vecchia Citroen AX elettrica (presentazione) del ’96, aggiornando gli accumulatori con una unità ai polimeri di litio contro le due al nichel-cadmio originali, risparmiando ben 300 chili di peso. Funziona benissimo, e non c’è nulla di strano.


Non so come, ma alcuni di noi sembrano essere decisamente controcorrente in tutto quello che fanno. Io, perlomeno, mi ci trovo spesso. Così, il governo spende i nostri soldi per incoraggiarci a buttar via macchine perfettamente efficienti in nome di un dubbio “vantaggio ecologico”. Viceversa, io e altri di ASPO-Italia stiamo facendo esattamente l’opposto: recuperare macchine non più nuove e farle diventare veramente ecologiche. L’idea e di far del bene non solo all’atmosfera ma anche al nostro portafoglio.

Questo che ho riportato qui sopra, è in sintesi lo stimolo che spinto Ugo Bardi a seguire l’osteggiata strada dell’elettrico.
Il Parlamento nel 2008 ha bocciato quasi all’unanimità (quando si tratta di rovinarmi la giornata lì dentro si mettono sempre tutti d’accordo) un emendamento dei Verdi al DdL Bersani che voleva permettere di riconvertire auto usate a benzina alla trazione elettrica.
Nonostante ciò esistono diverse officine sul territorio nazionale che converto le auto con motori a scoppio alla trazione elettrica (e poi vanno a reimmatricolare i mezzi in Germania, con somma gioia del ministro dell’economia tedesco).

Esistono anche aziende, sempre italiane, che vendono auto e veicoli commerciali con motore elettrico, montata su mezzi del gruppo Fiat . L’unico scotto è il prezzo: come spiega anche Ugo Bardi, non sono giustificati i listini attuali, dai costi di produzione o di conversione, vista la semplicità meccanica. Il risparmio è comunque assicurato dalle irrisorie spese per l’alimentazione.

L’auto elettrica quindi non è soltanto un’incerta prospettiva futura, se siete interessati basta una Googlata.

37 Commenti »

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  • # 1
    Ilruz
     scrive: 

    Se cercate in rete, troverete anche MOLTI progetti di conversione elettrica di vecchie moto, alcune delle quali anche decisamente performanti … e il costo delle conversioni (anche se amatoriale) e’ persino ragionevole, con prestazioni accettabili.

    Peccato che le omologazioni necessarie in italia vanifichino tutto, le potresti usare al massimo in giardino accanto al il triciclo elettrico dei bambini – non che non sia possibile, ma non e’ alla portata di un hobbista. Ora mi domando – ma come mai in Germania invece sembra cosi’ facile? sono dei pazzi scriteriati che mandano degli oggetti pericolosi in strada … o forse sono piu’ avanti di noi di una decina d’anni?

    Sono sicuro che presto bloccheranno anche l’espediente della omologazione in Germania, se il problema e’ calpestare qualche legge europea per curare l’orticello di un amico, non siamo secondi a nessuno.

  • # 2
    davide
     scrive: 

    auto del futuro ? ma per piacere… l’auto del futuro non può essere un vecchio bidone con un motore cosiddetto “verde”…. l’energia elettrica viene prodotta usando varie forme di combustibile, lo sapevate, vero? ah si, c’è una piccola parte di energia alternativa… di cui quella solare non la definirei ecologica, visto cosa significa produrre i pannelli solari… quella eolica? mmmm diciamo che è ecologica, ma in che percentuale dell’intera produzione di energia elettrica? idroelettrica? idem…. insomma volete solo spostare l’inquinamento in un posto “lontano” da voi, che poi tanto lontano non è… il tutto per guidare una baracca a 4 ruote che da zero a 100 … neanche ci arriva forse ??

  • # 3
    Gianni
     scrive: 

    Davide, la tua proposta di soluzione quale sarebbe?

  • # 4
    Nenco
     scrive: 

    @davide
    Ma in italia non si produce elettricità tramite centrali idroelettriche? quali varie forme di combustibile??
    Il tuo discorso va bene se fatto in america, o no?

  • # 5
    SILVIO3D
     scrive: 

    veramenre noi italiani siamo cosi furbi che compriamo l’energia nucleare dall’estero invece di produrla in casa

    noi si che siamo oltre!!

    ovviamente la scusa ufficiale è che è pericolosa mentre avere 10 centra subito dopo il confine non è nemmeno un problema

    IRONICO
    tanto lo sappiamo ce in caso di incidente la nube radiattiva vede che in italia non sui puo passare perche abbiamo fatto un referendum

  • # 6
    Enrico Pascucci (Autore del post)
     scrive: 

    Davide (#2) sono in parte d’accordo con te, sono infatti il primo a sostenere che l’obiettivo primario dev’essere quello di abbattere i consumi piuttosto che cambiare fonti e metodi di distribuzione.
    Penso anche che l’autotrazione privata, qualunque possano essere soluzioni adottate non sarà mai una soluzione definitiva.
    Parlando di ecologia dei trasporti il discorso si potrebbe allargare all’infinito, arrivando fino a menzionare locavori (chi mangia solo prodotti alimentari prodotti localmente) fino a ragionare su riorganizzazioni complete delle città e del commercio internazionale.

    Il mio misero intento in questo post era soltanto dare uno spunto a quanti vogliano dare, nella loro piccola individualità un apporto a limitamento dei danni.

    L’auto elettrica è energeticamente più efficiente di una con motore a combustione interna, non appesta l’aria della città e se la si ricarica a casa con un contratto di fornitura elettrica da energie rinnovabili ci si stacca definitivamente dai fossili.

    Hai le tue ragioni anche riguardo al bilancio energetico di alcuni metodi di produzione di energia da fonti rinnovabili. Devi tener conto però che sono campi talmente in evoluzione che si potrebbero definire ancora sperimentali e che le soluzioni in studio avanzato per risolvere i problemi attualmente esistenti, compresi quelli che riporti tu, sono molte, come puoi notare anche scorrendo le pagine di Appunti Digitali.
    L’unico modo per finanziare la ricerca ed aiutare una riconversione necessaria e inevitabile è alimentare il mercato, chiudendo magari un occhio sugli attuali limiti e contraddizioni, anche perché spesso il portafoglio ringrazia.

  • # 7
    Nome
     scrive: 

    @Nenco
    anche in Italia gran parte dell’energia elettrica viene prodotta da centrali termoelettriche, l’idroelettrico riesce a coprire solo una piccola percentuale della produzione; non vorrei dire caxxate ma mi sembra di ricordare che sia intorno a 10%, purtroppo ora non posso controllare, in ogni caso la maggior parte della produzione viene da idrocarburi, per gran parte gas naturale. È vero che in Italia l’idroelettrico pesa più che in altri paesi, ma non è così rilevante come credi

  • # 8
    Giordano
     scrive: 

    Mai sentito parlare di motore di Perendev ? Sono riusciti a creare dei magneti in terre rare schermati, ci fanno gruppi elettrogeni da 100 e 300 KILOWATT a consumo ZERO
    Ora gli stessi stanno progettando un’auto con il motore da 100 kw (130 cavalli), l’auto da qual che ho capito è una picocla utilitaria con prestazioni di tutto rispetto (dovrebbe fare sui 200 all’ora con un’ottima accelerazione). Dettagli di non poco conto sono che i magneti sono garantiti da 30 a 300 ANNI, che l’inquinamento è zero completo e, cosa simpatica, quando arrivi a casa puoi “collegare casa all’auto” (il motore è sempre in funzione)

    http://www.perendev-power.com/

  • # 9
    piper
     scrive: 

    il link di aspo italia non funzia…
    se vogliono risistemarsela ho una saxo elettrica da spender poco…non scherzo, nell’automotive ci lavoro.

    Ma in tutto sto geniale ragionamento, qualcuno ha calcolato a quanto andrebbe il litio se fosse utilizzato su tutte le auto di nuova produzione?

    Mi ricordo male o c’erano gia’ problemi di fornitura per le batterie dei netbook?

    @davide

    esatto, la saxo ai 100 non ci arriva, si ferma a 80.

    e dimenticatevi aria condizionata, abs e airbag.
    E i costi di manutenzione?
    A memoria la sostituzione del pacco batterie veniva 25 milioni di lire dell’epoca.

  • # 10
    Giovanni
     scrive: 

    dimenticate comunque che l’elettricità è si prodotta in buona parte da centrali termoelettriche, ma queste ultime raggiungono picchi di efficienza neanche lontanamente avvicinabili dai motori a comb interna per autotrazione (che rendono intorno al 30% contro il 60% di una centrale).
    di conseguenza nel complesso, un’automobile mossa da motore elettrico ha un’efficienza che supera il 40% e sarebbe dunque molto più conveniente di un’automobile “classica”

  • # 11
    Alessandro
     scrive: 

    si ma va considerato il fatto che la produzione di energia elettrica in una centrale a gas raggiunge un rendimento di quasi il 70%, un motore di un automobile avrà si e no il 30%, quindi usando auto elettriche sicuramente si inquina meno dato che a parita di energia utilizzata si consuma meno e meglio.

  • # 12
    piper
     scrive: 

    @giordano

    Interessante, non ne avevo sentito parlare.
    Francamente pero’ non e’ la stessa cosa di una ax trasformata amatorialmente,
    Una cosa e’ una nuova tecnologia, altro e’ inseguire l’utopia dell’auto elettrica con le tecnologie citate nell’articolo.

  • # 13
    Giuseppe
     scrive: 

    @Nenco
    Purtroppo in Italia l’elettricità si produce in minima parte con centrali idroelettriche. Per la maggior parte si usano i combustibili (in particolare gas, ma non solo), o la si compra dall’estero. Non vale neppure la pena contare il contributo di fonti rinnovabili (perlomeno in Italia)… la percentuale e’ veramente bassissima…

  • # 14
    AndreaG.
     scrive: 

    figuriamoci… non si riesce a far omologare un cerchio leggermente più grosso dell’originale in Italia… non voglio pensare cosa debba essere chiedere l’omologazione per una vettura così!

  • # 15
    Enrico Pascucci (Autore del post)
     scrive: 

    piper al momento non conosco il costo esatto del pacco batterie, ad ogni modo il costo dell’intera riconversione di un’auto usata, compreso il pacco batteria costa meno dei 25 milioni citati da te.
    L’unità garantisce un numero di ricariche tali da coprire circa 200.000 km prima di dover essere sostituita, senza decadimenti prestazionali significativi nell’arco della vita utile.

    Un valore più che sufficiente per non aver bisogno di sostituzioni nell’arco dell’intera vita del mezzo, visto che le caratteristiche tecniche ne escludono un uso intenso per viaggi di lavoro.

  • # 16
    Leviathan
     scrive: 

    @ davide
    Condivido quello che dici, anche io ritengo che l’auto elettrica non sia la soluzione definitiva per il futuro, proprio xkè l’energia elettrica non viene prodotta in maniera pulita.
    Può essere cmq una soluzione di transito, ma parallelamente ci devono essere due ricerche: la prima deve cercare di rendere il più efficiente possibile questa tecnologia, in modo da massimizzare i rendimenti; dall’altro, cercare modi alternativi di produrre energia (so che magari è inutile, ma non tutte le forme di energia sono state sfruttate).

    @ Nenco
    In Italia l’energia elettrica è prodotta soprattutto con risorse non rinnovabili (carbone, petrolio e gas naturale), poco con quelle rinnovabili, e il resto lo acquistiamo all’estero. (http://it.wikipedia.org/wiki/Produzione_di_energia_elettrica_in_Italia )

    Sembra che per il futuro (2020) ci aspetti il nucleare a qnt sembra, un’altra forma di energia non rinnovabile e non pulita (e costosa, visto che la materia prima tocca comunque acquistarla all’estero, e nel 2020 sarà più scarsa di oggi, suppongo). Centrali nucleari di 3° generazione, qnd per il 2030 circa ci saranno quelle a 4°generazione….

    Se vogliamo sfruttare le auto elettriche, dovremmo almeno imparare a risparmiare energia, se non vogliamo che questo pianeta vada in collasso per la mancanza di energia elettrica (avete idea di qnti veicoli ci sono nel mondo???)

  • # 17
    Ilruz
     scrive: 

    @Giordano
    Ho visto il sito dei Perendev brothers: mi sembra che non ci sia NIENTE di concreto in quello che propongono: e’ un alternatore dalle promesse miracolose, ma che a ben vedere e’ un … normale alternatore a induzione, magari con magneti al neodimio, ma niente di piu’.

    Mi incuriosisce che te lo vendano per 25mila euro, e dicono che dopo 5 anni devi fare un contratto di manutenzione per 100e al mese. Scrivono che puo’ sviluppare FINO A 100kW/300kW a seconda del modello, ma non specificano cosa lo fa muovere.

    Se gira per forza dello spirito, con me camminera’ poco, che mi stanco subito. Se gira grazie ad un motore elettrico, non e’ una innovazione recente :D

    Non so perche’, ma mi ricorda tanto il motore di schietti, la serpentina di schietti, il vento magnetico di schietti e tutte le keyword di ricerca a quel soggetto associate (12.800 pagine ritornate ad oggi, solo l’adblock puo’ salvarci :D)

  • # 18
    Andrea
     scrive: 

    Scusate ma non avete pensato che se convertiamo tutte le auto in elettriche il consumo di energia aumenta e quindi dovrà esserne prodotta/comprata di più…
    In Italia già andiamo in black out se accendiamo i condizionatori di casa se mettiamo 40 milioni di veicoli a ricaricare che succederebbe?

  • # 19
    L
     scrive: 

    @giordano (#7)
    ho googlato un po’, e il motore penderev è chiaramente una bufala: è fisicamente impossibile ottenere lavoro da magneti permanenti, che è quello che dice di fare penderev.

    @Andrea (#16)
    ok che la domanda di energia elettrica salirebbe, ma scenderebbe quella di petrolio

  • # 20
    patrizio
     scrive: 

    salve a tutti,
    ho visto che si parla di auto elettriche….vi racconto una cosa:
    un anno fa,stanco degli aumenti del carburante e dei blocchi stradali,decisi di prendere un’auto a batterie spinto dalla curiosità per un annuncio che riguardava la vendita di una fiat 600 elettrica (appartenuta alle poste italiane) alla quale serviva solo sostituire le batterie perchè con quelle che aveva l’autonomia era bassa.
    Mi sono recato da un amico che lavora alla fiat e mi ha vivamente sconsigliato l’acuisto perchè il pacco batterie costava tantissimo e le poste italiane (proprio per questo motivo) avevano cercato (dopo acquisto) di restituirle alla fiat stessa senza voler nulla in cambio.
    Io credo che il futuro non sia la batteria,i pro ci sono ma anche i contro anche i più ovvi….fai un viaggio e dove la ricarichi?ok,trovi dove caricarla e poi?quanto tempo devi aspettare per ripartire?stesso ragionamento se sei in città,hai la car scarica,ti serve…e che fai??devi aspettare…e quanto??
    non ci siamo ragazzi, non ci siamo proprio
    e quando le devi buttare?dove e come le smaltisci?costi di energia ecc per smaltirle??
    a mio modesto parere credo che batterie = fesserie.
    è più credibile la storia del magnete anche se, quello di 130cv (96Kw), pesa 1250kg!!!quanto peserebbe una city car?avete visto le dimensioni del magnete??
    non ci s i a m o, ripeto a mio modesto parere
    poi potrò sbagliarmi…
    qualcuno ricorda l’auto ad aria??che fine ha fatto quella?era un fake?qualcuno ne sa nulla?
    saluti a tutti

  • # 21
    Enrico Pascucci (Autore del post)
     scrive: 

    Giovanni e Alessandro (#9, #10)

    Il vantaggio immediatamente tangibile con l’auto elettrica è l’efficienza nell’utilizzo dell’energia disponibile a bordo.

    La maggiore efficienza della produzione energetica da parte delle centrali ad idrocarburi, rispetto ai motori a combustione interna delle auto, deve fare i conti con la dispersione energetica che avviene lungo gli elettrodotti, e purtroppo il bilancio non è sempre positivo.

  • # 22
    Guada
     scrive: 

    Come dice giustamente patrizio (#18) e ancor più giustamente davide (#2) il futuro non è elettrico, e io aggingerei che NON E’ MAI STATO elettrico, ma sempre a combustione: mi spiego.
    Avete mai sentito parlare di acqua, elettrolisi e un bel motore rotativo wankel???
    Quei pazzi della mazda hanno fatto una RX8 perfettamente funzionante ad idrogeno: acuqa nel sergatoio -> con elettrolisi (elettricità fornita dall’alternatore del motore a combustione) si ricava idrogeno -> si mette nel motore e questo gira -> come scarto si ha del purissimo ossigeno che esce dalla marmitta.
    QUESTO è il futuro, non l’elettrico, che (come sottolineavano) già scarseggia e costa caro per le case, figurarsi anche per le macchine!!!

  • # 23
    Alberto
     scrive: 

    “Come dice giustamente patrizio (#18) e ancor più giustamente davide (#2) il futuro non è elettrico, e io aggingerei che NON E’ MAI STATO elettrico, ma sempre a combustione: mi spiego.
    Avete mai sentito parlare di acqua, elettrolisi e un bel motore rotativo wankel???
    Quei pazzi della mazda hanno fatto una RX8 perfettamente funzionante ad idrogeno: acuqa nel sergatoio -> con elettrolisi (elettricità fornita dall’alternatore del motore a combustione) si ricava idrogeno -> si mette nel motore e questo gira -> come scarto si ha del purissimo ossigeno che esce dalla marmitta.
    QUESTO è il futuro, non l’elettrico, che (come sottolineavano) già scarseggia e costa caro per le case, figurarsi anche per le macchine!!!”

    Cazzo!.. Che genialata!
    Carburante->Combustione->produzione di corrente->Elettrolisi->Combustione->Moto.
    Peccato non averci pensato prima.. avremmo potuto finire ancora prima il petrolio.. :asd:
    Magari riesci anche a vedere che la catena e’ piu lunga di:
    Carburante->Combustione->Moto.

  • # 24
    vasco
     scrive: 

    @guada (#20)
    Il processo che indichi non è possibile, perché viola il secondo principio della termodinamica.
    L’energia che devi spendere per ricavare idrogeno dall’acqua è maggiore dell’energia che puoi ricavare dalla combustione dell’idrogeno ricavato, perché nei processi di trasformazione una parte dell’energia, inutilizzabile, andrà soltanto ad incrementare l’entropia del sistema. Siccome l’energia di combustione devi usarla per muovere l’alternatore e anche la vettura, ne consegue che non potrai ricavare idrogeno usando l’energia dell’alternatore.

  • # 25
    Guada
     scrive: 

    @alberto -> noto con estremo piacere che non hai capito quello che volevo dire….

    @vasco -> infatti il prototipo era munito di batterie ausiliari, per compensare questo fatto. Quindi la parte elettrica è sempre presente, sono il primo a dirlo, ma secondo me il mezzo di propulsione del futuro non è SOLO elettrico, era a questo che volevo arrivare.

  • # 26
    Ilruz
     scrive: 

    @Guada
    L’idrogeno e’ un vettore energetico: si chiama “vettore” perche’ e’ un sistema come un’altro di trasportare energia e immagazzinarla.

    L’energia puo’ essere generata altrove con qualsiasi sistema (petrolio, gas, nucleare, eolico, fotovoltaico, animale, schiere di “volontari” che muovono manovelle, etc), e accumulata sotto forma di gas.

    Il rendimento della catena da te proposta e’ MOLTO inefficente, rispetto ad esempio usare l’idrogeno in una pila a combustile con cui alimentare un motore elettrico … anche accenderci una turbina non e’ cosi’ male, i rendimenti sono buoni lo stesso, se non fosse che nelle turbine in fase di “decelerazione” si innescano fenomeni di autoaccensione e si possono danneggiare facilmente.

    Il wankel e’ un motore molto promettente da quasi ottant’anni, adoperato in genere per le basse vibrazioni e l’alto numero di giri – i consumi, pero’, sono decisamente piu’ alti di un motore tradizionale, e gli attriti particolari fanno si che ci siano parti da cambiare … o al degrado delle prestazioni (perde di compressione).

    L’idrogeno non e’ la soluzione – e’ parte della soluzione, al pari di altri gas o liquidi. Ha l’innegabile vantaggio di essere molto abbondante.

    Comincio a pensare che ci siano dei trigger automatici che segnalano a gruppi ben organizzati dove e come disinformare, utilizzando delle keyword specifiche: o forse siamo solo degli autolesionisti.

  • # 27
    Simone
     scrive: 

    WANKEL
    Il problema del Wankel è in gran parte dovuto alle tenute, se hai presente la geometria del pistone rotante, quando questo va a “chiudere” la camera di combustione si ritrova a poggiare su due punti…una tenuta in questo modo è molto complessa da ottenere e sono inevitabili trafilamenti…ovvio che in Mazda ci lavorano da tanto e sicuramente adottano accorgimenti ad hoc, ma cmq come motore pur non essendo niente male ha cmq i suoi difettucci.

    FABBIASONO ENERGETICO
    Il fabbisogNo energetico in Italia viene soddisfatto in parte mediante produzione (una percentuale inferiore cmq al 50% del totale) ed in parte acquistando l’energia dall’estero…quella prodotta è per la maggior parte generata con combustibili fossili, ma non ricordo che utilizziamo granchè di gas naturale, posso verificare ma ho ricordi differenti…usiamo in gran parte carbone e olii combustibili…

    RENDIMENTI
    I rendimenti di un impianto termoelettrico dipendono prima di tutto dal tipo di impianto…un impianto a vapore non ha un rendimento del 60% bensì un rendimento che varia tra il 30 ed il 40% (più teorici che reali), lavora per il carico di base ed è scarsamente regolabile, però il fatto di essere un impianto a combustione esterna consente di utilizzare combustibili solidi (carbone, ma anche rifiuti) od olii combustibili piuttosto “pesanti”, un impianto con Turbina a Gas necessita di combustibili più pregiati (gas o olii combustibili a basso tenore di zolfo e “leggeri”) e presenta (in ciclo semplice) rendimenti dell’ordine del 30%…però si presta all’uso in ciclo combinato (ma anche all’uso cogenerativo) con un generatore di vapore a recupero allo scarico ed allora i rendimenti crescono di parecchio raggiungendo anche valori dell’ordine del 65%…le TG si usano per livelli di potenza piuttosto variabili, dalla taglia piccola (per la regolazione dei picchi) alla grossa taglia per produzioni di base…cmq il loro rendimento dipende essenzialmente dalla temperatura che si riesce ad avere nel ciclo, e siccome si è fortemente limitati dai materiali (anche le superleghe per le palettature hanno i loro limiti…), cmq la ricerca è costante (anche se in campo aeronautico militare si ha sempre un vantaggio di qualche anno a riguardo) ma le temperature in gioco sono estreme e non è facile avere palettature resistenti e con lievissimi deformazioni…

  • # 28
    atomo37
     scrive: 

    c’è un unico vero grande problema alla base del nostro sistema sociale ed economico: può funzionare solo se pil, produttività, redditi, spesa e tutti gli altri indici sono in perenne crescita, insomma la nostra società è una macchina che deve andare sempre più veloce, e ovviamente un oggetto in continua accelerazione prima o poi si schianta orizzontalmente, oppure frena e si schianta verticalmente.
    dico questo per giustificare il fatto che dobbiamo continunare a comprare macchine nuove e buttare le vecchie, il reciclo non è contemplabile perchè significherebbe frenare il pil, tagliare posti di lavoro e via dicendo.
    Il giorno che potremo veramente effettuare scelte ecologiche come quelle citate nell’articolo, prima dovremo aver modificato radicalmente il sistema economico attuale.

  • # 29
    arkanoid
     scrive: 

    le auto elettriche sono CACCA, possibile che si confonda il futuro con la CACCA?

    E tutte le volte che qualcuno presenta una macchian elettrica segue una chiosa di articoli come questo, portati dal vento per fare disinformazione.
    Fino a che non si capisce che l’auto elettrica ha degli ostacoli sia dal punto di vista energetico, legato alle 6 conversioni energetiche petolio–>ruote, alle perdite di trasporto, all’autoscarica delle batterie, alla durata delle batterie ed al loro costo energetico sia per la produzione che per lo smaltimento, sia dal punto di vista pratico (bisogna rifare tutte le cabine di trasformazione d’italia per poter reggere linee civili da 10 kW (minimo) per poter permettere la ricarcia di auto con autonomia ragionevole in un tempo decente), si sarà senza futuro.
    Il futuro passerà, certamente, senza possibilità di scampo, verso l’utilizzo di combustibili con maggiore efficienza, ma sempre in vettura, come è il caso delle auto elettriche a fuel cell, oppure mediante l’utilizzo di combustibili (idrogeno) di piccolo impatto ambientale quando bruciati e la cui produzione può essere ottimizzata sia dal punto di vista del rendimento energetico complessivo sia dell’inquinamento in appositi impianti di conversione da idrocarburi con altri metodi.

    Tutto il resto è fuffa e non ne posso più di continuare a leggere sta roba.

  • # 30
    Andrea Pinti
     scrive: 

    Gli incentivi per l’acquisto di nuove automobili hanno fini principalmente economici piuttosto che ambientali.

  • # 31
    Flare
     scrive: 

    Indipendentemente da come viene prodotta l’eletticità, se ci fossero solo auto elettriche, l’aria delle strade nelle nostre città, quella che respiriamo noi, sarebbe MOLTO più pulita, con GROSSI vantaggi anche per la salute. Scusate se è poco…

  • # 32
    SAND
     scrive: 

    Io invece credo che l’elettrico possa avere futuro. Non con il ciclo di produzione dell’elettrico attuale che se non sbaglio ha un rendimento del 35% circa medio di produzione in italia dal potere calorifico dei fossili misto rinnovabili misto idroelettrico. Medio insomma: Kwenprimaria=Kwe*0,35 circa.

    E’ però difficile prevederlo in quanto si auspica una ottimizzazione della produzione energetica senza la quale le auto elettriche (così come pompe di calore e tutto quanto va ad elettricità) perde di senso perchè dal pozzo alla ruota il rendimento diventa inevitabilmente basso.

    Interessante a questo punto diventa il discorso della generazione distribuita dell’energia E alla fine del ciclo macchina elettica. Giusto il contrario ci apprestiamo a fare in italia con il nucleare: siamo gli unici oramai che puntano al nucleare col prezzo dell’uranio in impennata, costi di produzione elevati, costi in soldi e ambientali immani di dismissione (perchè prima o poi una centrale finisce la vita utile o diventa obsoleta e non la puoi buttare nel cestino dell’umido!), oltrechè per quanto ne dicono con ancora il problema irrisolto delle scorie.

    Ok all’elettrico ma con generazione distribuita dell’energia in modo da ridurre drasticamente la catena e ottimizzare i rendimenti. Contemporaneamente ovviamente abbassare i consumi, prima cosa da fare, più veloce, più intelligente.

  • # 33
    Giordano
     scrive: 

    Allora: il sito di Perendev c’è da anni (io lo conosco da almeno 2), se cercate e perdete un pò di tempo, le info sul loro accordo con una casa svizzera per creare un’automobile le ho lette su un video di youtube (ce ne sono una marea), i magneti sono piccoli, “schermati” (non so di preciso che significa, ma ad occhio e croce dovrebbero sviluppare il campo magnetico solo in una direzione, è tutto qui il trucco), il peso del motore è chiaramente indicato nel sito ufficiale (189 kg, un peso non eccessivo, mi chiedo dove hai letto 1250kg, quello è il peso del gruppo elettrogeno….). Nell’auto dovrebbe venirci montato sia il generatore di Perendev (quello a campi magnatici, sempre in funzione, generatore di energia elettrica), sia un altro motore da 100 kw o meno, ancora non ho capito di preciso. mettete il tutto su una smart o una 600 e credo proprio che come prestazioni/durata siamo messi fin troppo bene.

    Il fatto che sia una bufala l’ho letto piu volte in giro, ma controllando e valutando attentamente quanto scritto sul sito, visto sui video, l’idea appare molto ben credibile

    La batteria sul gruppo serve probabilmente solo a spostare l’asse del rotore a magneti, in modo da poter avviare tutto o fermarlo.

    Certo che a parlare tutti so bravi, ma a informarsi meglio no eh ? C’avete mai pensato a prendere 8-10 magneti, metterli in tondo angolati in un certo modo e mettergliene altri intorno fissi ? “casualmente” quelli in mezzo ruotano ma di poco, perchè il campo magnetico del magnete successivo ferma tutto (chi ha le idee chiare sul funzionamento capisce, sennò è arabo). se questi so riusciti a creare un tipo di magnete che genera campo solo frontalmente e non lateralmente, hanno risolto tutto. i magneti in terre rare sono piu potenti di quelli al neodimio ma hanno vita breve, per questo gli fanno un trattamento (nichelatura ??) e li garantiscono, come scrivevo sopra, dai 30 ai 300 anni. io c’ho perso delle ore a leggere tutto, a valutare “se era possibile”, non solo 1 minuto per vedere la prima pagina e basta, andate a vederlo e cercate “perendev” su youtube, funziona, è una rivoluzione vera questa

  • # 34
    Ilruz
     scrive: 

    @Giordano
    Il fatto che Perendev sia a piede libero da piu’ di due anni non vuol dire che sia un salvatore dell’umanita': sarebbe interessante se citasse poi il brevetto, cosi’ invece di far cultura su youtube, ci andiamo tutti a vedere cosa muove l’asse di quell’alternatore … perche’ quel che a te puo’ sembrare magico e meraviglioso, ad altri puo’ sembrare una cosa molto banale, al piu’ un “attiratore di finanziamenti” o spargere keyword qui e la su internet … ormai in troppi hanno capito come funge google e come taroccarlo.

    Tornando in topic – l’auto elettrica a batterie e’ ancora lontana, anche se non lontanissima. Sara’ un po’ diversa dalle vetture attuali, ma nemmeno tanto: es. spariranno i freni (ohmygod), i motori saranno 4 e non saranno sotto il cofano, non ci saranno solo batterie ma anche dei bei condensatori per accumulare l’energia di frenata e caricare le batterie senza “bruciarle”: le batterie non saranno per alimentazione ma per riaccumulo! Il carburante su cui si punta di piu’ e’ l’idrogeno ma non per metterlo in un pistone (soggetto ad attriti e inefficente come combustione), ma dentro una fuelcell …

    Chi dice di “lavorare nell’automotive” e’ un po’ sul vago – progetti vetture o le costruisci? son due cose moooolto diverse.

    Mettere una batteria su una panda e dire che “e’ elettrica” significa aver mandato per strada un prototipo frutto della modifica di un progetto completamente diverso, magari realizzato su commessa “concordata” o per acchiappare qualche fondo per lo sviluppo di quel settore, anche qui erogato magari grazie agli amici di amici.

    Poi e’ facile dire “le vetture elettriche non funzionano”. Ovvio. Hai messo su strada un prototipo – un prodotto di serie rimaneggiato: che ti aspetti?

    Anche io “lavoro nel settore dell’automotive”, nel campo del trasporto di massa – e’ roba che ha percorrenze di milioni di chilometri, non “centomila e la butti” come una vettura per trasporto urbano, quel che ho detto e’ frutto delle sperimentazioni che vedo in azienda.

    Alla base di tutto pero’, c’e’ la generazione dell’energia … nn il vettore. Allo stato attuale delle cose l’energia viene presa da sottoterra, dove esiste in forma di energia chimica – raffinata e poi messa nelle nostre vetture, etc. Finche’ questo ciclo non cambia (e qui si che la vedo dura, se non impossibile in questa era della terra di mezzo) e si punta su vettori energetici (che sia idrogeno o superbatterie o spirito santo non e’ importante) – e’ perfettamente inutile stare a discutere se una vettura elettrica “funziona o meno”. Per funzionare funziona, e anche troppo bene; manca il dettaglio di cosa mettiamo nel “serbatoio”.

    Anche se funzionasse, non sapremmo con cosa mandarla avanti: il problema della generazione dell’energia e’ fondamentalmente politico, e non tecnologico. Chi controlla l’energia controlla il mondo – se ci svincolassimo dal petrolio o dal carbone sarebbe un disastro dalle proporzioni apocalittiche per questioni economiche et politiche: immaginate gli stati uniti senza piu’ scopi militari o l’africa ad usare il petrolio solo per materie plastiche, o i cinesi che usano il carbone solo per i barbecue.

    Bon, sono andatofin troppo offtopic.

  • # 35
    FabioFLX
     scrive: 

    Se il motore di perendev funzionasse l’universo sarebbe già collassato per effetto dei campi magnetici monodirezionali.
    Per ammettere l’esistenza di un motore infinito dobbiamo dimostrare che le leggi della termodinamica sono errate. Non mi pare l’abbiamo fatto, quindi se rispetta le leggi attuali i casi sono due: o il motore produce più energia di quanta ne ha in partenza finché avrà prodotto così tanta energia da far collassare il campo magnetico terrestre, o più verosimilmente… il motore non esiste.

  • # 36
    Giordano
     scrive: 

    “Il fatto che Perendev sia a piede libero da piu’ di due anni non vuol dire che sia un salvatore dell’umanita’: sarebbe interessante se citasse poi il brevetto, cosi’ invece di far cultura su youtube, ci andiamo tutti a vedere cosa muove l’asse di quell’alternatore … perche’ quel che a te puo’ sembrare magico e meraviglioso, ad altri puo’ sembrare una cosa molto banale, al piu’ un “attiratore di finanziamenti” o spargere keyword qui e la su internet … ormai in troppi hanno capito come funge google e come taroccarlo.”

    Scommetto che manco hai cercato informazioni. Auguri, andate avanti a batterie, quando vi siete stufati prendete due calamite e mettetele una di fronte all’altra.

    “Se il motore di perendev funzionasse l’universo sarebbe già collassato per effetto dei campi magnetici monodirezionali.
    Per ammettere l’esistenza di un motore infinito dobbiamo dimostrare che le leggi della termodinamica sono errate. Non mi pare l’abbiamo fatto, quindi se rispetta le leggi attuali i casi sono due: o il motore produce più energia di quanta ne ha in partenza finché avrà prodotto così tanta energia da far collassare il campo magnetico terrestre, o più verosimilmente… il motore non esiste”

    Altra scommessa vinta.

    http://www.youtube.com/watch?v=OM4tjEnVFlc&feature=PlayList&p=4A4ACAF701855A2D&playnext=1&index=7

    http://www.youtube.com/watch?v=wqk6qZN75pc&feature=PlayList&p=4A4ACAF701855A2D&index=11

    http://www.youtube.com/watch?v=Jc9rbysrv24&feature=PlayList&p=64F791FE951986BB&index=4

    http://www.youtube.com/watch?v=txYnzn1tGnA&feature=related

    http://www.youtube.com/watch?v=s0Y2xzjty3U&feature=related

    E magari leggete pure i commenti (sono in inglese)

  • # 37
    FabioFLX
     scrive: 

    Giordano, puoi fare quello che vuoi, ma se prima non dimostri che la seconda legge della termodinamica è errata, non puoi presentare un progetto che qualsiasi fisico alle prime armi scarterebbe senza indugi.
    Una qualsiasi quantità finita di magneti tenderà sempre all’equilibrio, a meno che non si introduca lavoro. Visto che il lavoro è quello che si vuole ottenere, si evince che il sistema non ha rendimento.

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