di  -  martedì 24 febbraio 2009

Rob SpenceAltro appuntamento con la rubrica Videodrome – ai confini del video. Oggi parleremo dell’Eyeborg.

L’Eyeborg è una rivoluzionaria videocamera dal nome davvero azzeccato; appositamente voluta (e in fase di perfezionamento) da un regista canadese, questa speciale telecamera ci “fara vedere il mondo” attraverso gli occhi dell’autore stesso anzi, per essere precisi, attraverso uno dei suoi occhi.

Il canadese Rob Spence, non vedente da un occhio (perso giocando con una pistola all’età di 11 anni), ha infatti deciso di inserire all’interno della sua cavità oculare, precedentemente occupata da una protesi, una microtelecamera funzionante via wireless.

Il nuovo occhio “bionico” permetterà a Rob, non di riacquistare la vista dall’occhio mancante, ma di poter girare dei film muovendo semplicemente la testa. Quello che il regista intende fare è di cercare di avere, come mai fatto prima, una nuova visione del mondo attraverso le immagini da lui riprese; senza che le persone che interagiscono con il film sentano la pressione psicologica della telecamera.

“Quando ti porti dietro una videocamera, le persone cambiano”.

Eyeborg

Spence sta attualmente collaborando allo sviluppo della camera, da inserire all’interno della protesi oculare, con il mitico professor Steve Mann, esperto di cyborg dell’Università di Toronto. Entrambi sono infatti interessati al concetto di sicurezza e videocamere di sicurezza legate alla privacy dei cittadini; Mann da anni sta sviluppando un progetto, non solo video, sulla “sorveglianza delle videocamere di sorveglianza”.

Rob Spence, già regista affermato con “Let’s All Hate Toronto“, utilizzerà questa nuova videocamera per realizzare un documentario chiamato Eye 4 an Eye, film che avrà come tema principale la società sotto controllo e la reazioni umane durante un intervista. Una sorta di eye-contact simile a quello ottenibile con il già visto Interrotron di Errol Morris.

Il progetto sembra sia già stato finanziato dall’onnipresente Channel 4 e dalla National Film board of Canada. Inoltre, sul suo attivissimo blog, tra poco Rob posterà degli “Eyecast”, spezzoni di vita quotidiana visti attraverso l’occhio-videocamera.

6 Commenti »

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  • # 1
    Ilruz
     scrive: 

    E’ una “sperimentazione” artistica, e come tale puo’ apparire una pazzia. Solo il tempo dira’ se e’ veramente tale.

    Ok, e’ passato del tempo. Era una pazzia. Bastavano un paio di occhiali con telecamera incorporata ed evitava quel ripugnante espediente. Ora attendiamo che l’affermato artista inscatoli qualcosa.

  • # 2
    Andrea2001
     scrive: 

    Quoto Ilruz in toto!

  • # 3
    ech0s
     scrive: 

    Beh, una telecamera wireless nel cranio non può che far bene alla salute! Comunque, a parte gli scherzi, è un colpo di genio che potrebbe avere ottimi risultati.

  • # 4
    battagliacom
     scrive: 

    magari potrebbe diventare una buona idea se il regista vedrebbe quello che filma, in questo modo può cambiare inquadratura, ecc., in questo modo però il regista vede la registrazione un po’ spostata.

  • # 5
    bob
     scrive: 

    @battagliacom

    …potrebbe diventare una buona idea se il regista VEDESSE quello che filma…

    Italiano 4+

  • # 6
    lodo
     scrive: 

    @battagliacom

    ..potrebbe diventare una buona idea se il regista VEDESSE quello che filma..

    Italiano 4+

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