di  -  martedì 17 febbraio 2009

The Life of BirdsContinuando a parlare di sperimentazioni tecniche in campo cinematografico, oggi vedremo, all’interno della rubrica Videodrome – ai confini del video, come è nata la Starlight-camera.

Tutto iniziò nel 1999 con un documentario o meglio, una serie di documentari da 50 minuti ognuno, girati dal mitico David Frederick Attenborough con un team BBC: The Life of Birds. Un programma che è costato più di 12 milioni di dollari e, per la realizzazione, ha richiesto 3 anni e 48 operatori di camera.

Ancora adesso questo prodotto rappresenta uno dei più complessi esempi di documentari naturalistici (Attenborough è vero un pioniere del genere), complesso soprattutto a livello tecnico e logistico. Si narra che la troupe BBC abbia filmato qualcosa cosa come 9000 diverse specie d’uccelli, effettuando la bellezza di 70 viaggi in 42 diversi stati sparsi in tutto il mondo.

La creazione di nuove macchine da presa:

Per la realizzazione del programma sono state utilizzate (e create) delle tecnologie uniche, rivoluzionarie, che hanno permesso di filmare in maniera totalmente innovativa. Per esempio, mentre la maggior parte dei documentari venivano filmati in 16 mm usando, solitamente, macchine da presa standard Arriflex high-speed super-16mm, i produttori della serie hanno deciso di usare videocamere sperimentali per poter riprendere, come mai fatto in precedenza (per impossibilità tecnologica), il comportamento notturno di alcune rare specie di volatili.

“La più grande difficoltà è stata capire come filmare alcune di questi particolari comportamenti” Dichiara Mike Salisbury, produttore esecutivo per la BBC. “Noi sapevamo che per spingerci in quella direzione sarebbe stato necessario utilizzare un gran numero di macchine da presa ad altissima velocità per il lavoro di slow-motion, e sapevamo che sarebbe stato necessario utilizzare alcune micro-camere comandate in remoto per filmare all’interno dei nidi, cose che adesso è quasi diventata la tecnologia standard. Però capire come catturare immagini nitide di attività notturne, dove l’uso della luce era semplicemente non praticabile, è stato ancora più complicato”.

The Life of Birds:

 

 

I produttori hanno risolto il problema assoldando, per sviluppare una macchina da presa sperimentale, un gruppo di esperti: i due ingegneri elettronici inglesi Arnoldo Bellis e Martin Dorn, che hanno realizzato in breve tempo una macchina da presa notturna in grado di filmare in alta risoluzione anche in condizioni di poca o pochissima luce.

immagine notturna

“L’abbiamo chiamata starlight camera”, dichiara Salisbury. “Gli ingegneri hanno realizzato per noi tre camere. Ognuna può catturare un immagine molto definita usando solamente la luce delle stelle”.

Queste camere sono state costruite appositamente per documentari naturalistici (wildlife) e possono garantire sempre una buonissima risoluzione in condizioni di luce notturna, producendo delle immagini molto nitide completamente diverse da quelle militari estremamente sgranate.

Partendo da zero, queste videocamere sono state create utilizzando come “case” delle videocamere Sony e lavorando, come è ovvio, sulla risoluzione di cattura sul supporto e sulla luminosità delle ottiche.

Per dire la verità, il primo vero documentario che ha ripreso il comportamento animale notturno senza l’utilizzo di luci, non è “The Life of Birds” ma “Mara Nights”, 1996, filmato all’interno del parco nazionale Mara in Kenya. Le immagini però non sono paragonabili alla serie di Attenborough ed inoltre, la necessità di avere la luna piena diventa quasi fondamentale per le riprese.

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