di  -  lunedì 16 febbraio 2009

Chi acquista un sistema di raffreddamento a liquido lo fa per svariati motivi, tra i quali possiamo annoverare le maggiori capacità di dissipazione del calore, una maggiore silenziosità, oppure un effetto scenico che il normale dissipatore ad aria, pur con ventole con LED ed altri ammenicoli, non riescono ad equiparare.

Per la nostra rubrica settimanale The Hot Spot, invece che parlare di sistemi innovativi e tecnologie “estreme” di raffreddamento per il nostro povero hardware, quest’oggi proveremo a dare una spiegazione logica, decisamente non esaustiva, delle motivazioni che ci spingono a scegliere un mezzo di dissipazione così controverso e dibattuto, piuttosto che scegliere un sistema di tipo tradizionale, decisamente più facile da installare, tendenzialmente più economico, ed ultimamente, visti i progressi fatti dalla tecnologia ad heatpipe, anche molto competitivi in termini di prestazioni.

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Image courtesy of million-dollar-pc.com

Come scritto poc’anzi, sul mercato degli accessori per computer “after market” si possono trovare a poche decine di €uro tantissimi dissipatori ad aria di svariate forme e dimensioni che sono capaci, quasi tutti, di assolvere alle proprie funzioni più che degnamente, raffreddando il nostro processore o la nostra amata scheda video molto meglio del dissipatore con il quale ci vengono inizialmente venduti.

Ciò nonostante, il raffreddamento a liquido suscita prima o poi un fascino irrinunciabile per alcuni, che magari “le hanno provate tutte” e che anche se consapevoli della innovazione tecnica degli ultimi dissipatori ad heatpipe, tanto per citare una tipologia di dissipatori, decidono di fare il grande passo verso il liquido, molti consapevoli di cosa vanno incontro,  altri completamente ignoranti – nel senso classico della parola: che ignorano – di cosa comporti far coesistere acqua e componenti elettronici.

Una risposta alla domanda del titolo è immediata per chi già ha installato almeno un waterblock nella sua vita all’interno del proprio PC: maggiori prestazioni in termini di raffreddamento. Agli inizi del raffreddamento commerciale, così come lo conosciamo oggi, adottare il raffreddamento a liquido era decisamente conveniente in termini di temperature ottenute sul processore, con abbassamenti di oltre 30°C. Chi ha avuto un AMD Athlon, magari overclockato, si ricorda che anche il peggiore dei dissipatori a liquido era capace di battere in estrema scioltezza la controparte ad aria, permettendo overclock ed overvolt fino a quel momento neanche oggetto dei sogni più estremi.

Se il miglior raffreddamento era agli inizi l’obiettivo di chi acquistava un waterblock, non è da sottovalutare un effetto direttamente derivante dall’adozione del sistema di raffreddamento a liquido: la riduzione della rumorosità del proprio PC. La soppressione della ventola del dissipatore sulla CPU (ed anche della VGA, per chi si spingeva oltre) comportava, e tutt’ora comporta, l’abbassamento della rumorosità del sistema di raffreddamento. Infatti, con il liquido si possono eliminare la maggior parte delle ventole all’interno del computer, per utilizzarne in minor numero, e maggior dimensione (e quindi più lente e silenziose) direttamente sul radiatore del sistema a liquido.

Terzo motivo può essere l’aumentata vita lavorativa del sistema informatico nel suo complesso: raffreddando meglio i vari componenti, e non sottoponendoli ai continui stress termici dovuti a repentini abbassamenti ed innalzamenti di temperatura tipici dei sistemi tradizionali ad aria, la vita lavorativa dei chip tende ad allungarsi, seppur di poco, o comunque non rischia di essere compromessa anzitempo a causa di elevati stress termici. In campo domestico e quindi per quanto riguarda i PC che vengono usati per il gaming o per semplicemente navigare sul web, questa motivazione lascia, però, il tempo che trova, considerando che la vita media di un processore, nei nostri PC, non arriva a superare qualche anno di età. Considerando invece un utilizzo professionale del PC le cose cambiano prospettiva, soprattutto se pensiamo che i PC professionali solitamente sono investimenti a medio e lungo termine per moltissime aziende, e quindi salvaguardarli con un ottimo sistema di raffreddamento può rilevarsi decisamente una scelta economica azzeccata.

Sempre in ambito domestico, oltre alla riduzione della rumorosità, alla potenziale aumentata vita media dei componenti e quindi degli interi sistemi computazionali, alle migliorate prestazioni di raffreddamento dei sistemi a liquido, non possiamo non citare l’impatto estetico che un sistema di raffreddamento ha su di un PC. Vedere un sistema a liquido propriamente installato ed integrato all’interno di un case per computer, con magari qualche liquido colorato illuminato da LED o neon UV, riesce sempre a strappare anche al più tradizionalista e scettico un commento di ammirazione. Tantissime aziende del settore purtroppo però si focalizzano esclusivamente sull’effetto scenico del sistema di raffreddamento a liquido, magari tralasciando gli altri aspetti altrettanto fondamentali, e quindi ci si ritrova con sistemi esteticamente validi ma dalle prestazioni solo discrete e dalla rumorosità elevata.

Ed ora veniamo al sottoscritto. Oltre a tutte le motivazioni di cui sopra, posso elencarne tante altre, tra cui la possibilità di riutilizzare i componenti di alcuni kit a liquido anche cambiando hardware (cosa che molte volte non è possibile con i dissipatori ad aria, progettati per raffreddare un particolare chip o marca), la possibilità di effettuare upgrade del sistema con relativa facilità, ed anche la tranquillità intrinseca che un ottimo sistema di raffreddamento liquido riesce a dare, lasciando il computer acceso per settimane e non preoccupandomi minimamente di dover effettuare periodici controlli sulla quantità di polvere risucchiata dalle ventole all’interno del PC (il mio radiatore è esterno…).

E voi, gentili lettori, perchè avete installato un sistema di raffreddamento a liquido nel vostro PC? Oppure, se è vero il contrario, quali motivazioni vi hanno spinto ad escluderne completamente l’utilizzo? Postate tranquillamente i vostri pro e contro nei commenti, motivando se possibile le vostre scelte.

34 Commenti »

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  • # 1
    stetteo
     scrive: 

    Solo il prezzo trattiene dal passaggio a liquido, e comunque per ora mi trovo bene con il mio dissi Zen.

  • # 2
    Gas
     scrive: 

    La mia vecchia configurazione era raffreddata a liquido (solo cpu).
    Quando ho cambiato scheda madre e processore (sono passato da e6300 a un q6600) avrei dovuto cambiare i tubi e prendere un radiatore piu’ grande.. e mi e’ mancata la voglia (anche perche’ trovare tubi “seri” e’ un impresa!).
    Ho risolto predendo un dissipatore da 30 euro con HP e con una ventola silenziosa:
    Ho temperature un po superiori rispetto al liquido (ma all’equilibrio non di molto), in compenso non ho il rumore della pompa (usavo una 220V) e non devo stare attento a non toccare nulla tutte le volte che devo cambiare qualcosa dentro al case.

    Alla fine dei conti.. non credo ci sia un vero vincitore: il liquido prestazionalmente e’ sicuramente superiore, ma bisogna stare piu’ attenti, costa notevolmente di piu’ e non sempre e’ davvero piu’ silenzioso.

    Ovviamente il mio e’ un caso particolare: se dovessi fare OC spinto il liquido sarebbe praticamente obbligatorio (a meno di non rischiare tenendo temperature folli sulla CPU).

  • # 3
    phabio76
     scrive: 

    Che bello!
    Usare dei futili e vezzosi orpelli da maniaci come base di un quesito sociologico…
    Un pc teoricamente a 0db, fanless, ma con dissipatore a liquido produce comunque rumore avvertibile (15/20db o anche sibili avvertibili) a causa della pompa che mette in circolo il liquido.
    Ho ripiegato su un heatpipe con ventola da 12cm downvoltata…

  • # 4
    karplus
     scrive: 

    Non sono d’accordo sull’affidabilità dei kit a liquido. Ne ho avuto uno di Lunasio che ho usato per 2/3 anni, una volta la pompa (sicce nova) mi si é rotta mentre il pc faceva encoding e io ero fuori. Fortunatamente avevo una 12*12 che soffiava sulla zona cpu/mosfet…

    Le pompe si possono rompere/bloccare com’è sucesso a me, solo che se si rompe la ventola della cpu il dissipatore dissipa molto meglio rispetto a un waterblock con l’acqua ferma.

    Quanto al rumore, beh non sembra ma anche la pompa fa rumore, seppure sia un tipo di rumore diverso. Togliendo la ventola alla cpu ti ritrovi a dover sopportare il rumore della pompa (ma ce ne sono di silenziose) e a barcamenarti lo stesso con un’altra ventola, ossia quella del radiatore, che di solito non fa rumore perchè essendo una 12*12 la si fa girare downvoltata.

    Personalmente ho rimosso il kit a liquido perchè mi piangeva il cuore a vedere tutto quell’accrocchio (avevo integrato dentro il case) e poi passare il 70% del tempo a navigare sui forum, oltre al fatto che alla seconda volta che si é bloccata la pompa mi sono stufato. E inoltre non sono più i tempi in cui l’overclock valeva la candela, un duron600@1ghz faceva faville e valeva da solo tutto l’ingombro, ma con le cpu moderne anche se si overcloccano moltissimo mi hanno dato l’impressione che serva solo per i benchmark.

    saluti

  • # 5
    aceto876
     scrive: 

    Io ho un case LianLi come quello della foto. Bellissimo, ma di sicuro inadatto al liquido, a meno di non mettere dischi rigidi e unità ottica. La mia domanda è: è un impanto vero o è una immagine fantasiosa?

  • # 6
    Aesyr
     scrive: 

    La foto è spettacolare però, è veramente curato, soprattutto nei colori…

  • # 7
    Alessio F.
     scrive: 

    NON è proprio vero che un dissipatore ad aria vada peggio di uno a liquido, prova ne è che attualmente si sta qualche grado sopra con aria rispetto al liquido.

    Il liquido è per appassionati e per OC.

    Ma ultimamente va sempre più di moda l’Underclock per il risparmio energetico.

    Se fosse il liquido la soluzione ottimale perchè i maggiori produttori di PC non lo propongono come soluzione di default. Perchè non è affidabile ed ha un rapporto prezzo prestazioni troppo alto. Io ho ancora un PC con 11 anni acceso 5/7 a ci ho cambiato diversi pezzi negli anni x danneggiamento (sch. video, alimentatore) ma mai il dissipatore. Manutenzione? prossima allo zero, quando l’ho aperto per cambiare l’aimentatore ho soffiato il tutto. Sfido un impianto a liquido a durare 10 anni.

  • # 8
    demon77
     scrive: 

    Direi che la storia che l’aria sia più performante del liquido non sta proprio in piedi!
    Per carità, se paragoniamo un sistema aria titanico al più sfigato dei sistemi a liquido “all in one” pavete ragione ma se parliamo di un sistema a liquido ben fatto allora un sistema aria non sarà MAI in grado di dissipare la medesima quantità di calore!

    Ricordo poi che un sistema a liquido ha come carta principale quella della grandissima efficacia e solo secondariamente il fatto di essere più silenzioso..

    Non a caso un sistema a liquido è indicato per chi ha intenzione di fare overclock altrimenti direi che una scelta simile è scomoda e assolutamente poco sensata!

  • # 9
    Notty
     scrive: 

    io ho optato per quella ad aria perchè in un mini non era facile metterci una soluzione ad acqua efficiente..

    su quello nuovo che farò sono molto tentato dal liquido.. ma a me piace ficcarci le mani e quindi non faccio testo..

    circa le pompe.. beh.. ho acquari da mooooolti anni.. e so che ci sono pompe di serie B (Sicce…) e pompe di serie A (Eheim, AcquaBee, etc..) le prime si rompono.. le seconde no..

    ho pompe sul marino (acqua salata…) che viaggiano ininterrottamente da quasi 10 anni.. a volte penso che dovrei farci manutenzione :-D ma sono pigro..

    l’unico motivo che mi frena sul liquido è che non è sempre migliore del sistema ad aria quando fa molto caldo.. e che è più difficile fare un buon bilanciamento fra pompa/tubi/piastre di contatto/dissipatori..

    inoltre il costo è molto superiore.. se penso che con un banale true 120 thermalright e una noctua ho potuto uppare il C2Q9550 senza problemi di qualche 100 MHz mentre con un sistema ad acqua non sarebbero bastati 50 euro per partire..

    ma in futuro.. si sa mai.. tutto sommato un sistema ad acqua è potenzialmente più silenzioso.. (e delocalizzabile… cosa molto buona..)

  • # 10
    Joey
     scrive: 

    Salve,

    io ho notato un problema su diversi sistemi di raffreddamento a liquido in prossimità del processore: vicino spesso ci sono i regolatori di tensione che tendono a scaldarsi in maniera più marcata rispetto al classico raffreddamento ad aria.

    Mi spiego meglio: con il raffreddamento ad aria la ventola del processore “soffia” anche sui regolatori di tensione, facendone abbassare la temperatura di esercizio evitando la formazione di sacche d’aria calda. Con il raffreddamento a liquido non c’è movimento d’aria e in assenza di ventole si formano delle zone di ristagno d’aria calda che fanno scaldare più del solito i regolatori. Il problema è risolvibile comunque utilizzando almeno una ventola di ricircolo nel case (ma a scapito della rumorosità).

    Qualcuno ha notato questo problema? Mi è capitato di vedere alcune schede madri “cotte” a causa di questo inconveniente.

  • # 11
    Tony73
     scrive: 

    Sono “a liquido” da quasi 6 anni, oramai per me è lo standard e non tornerei mai indietro, adoro anche overcloccare quindi sarei a piedi senza.

    @Karplus

    La pompa da te citata (la sicce nova) e scarsa anche per quello per cui è stata creata, ovvero per gli acquari, figuriamoci per raffreddare un waterblock!

  • # 12
    Gyxx
     scrive: 

    Ad acqua dall’ ottobre del 2000, non siamo proprio a 10 anni, ma quasi ;)…..

    …su CPU, Chipset e scheda video …..

    …in tuti uesti anni ho cambiato soloil WB della CPU, il resto sempre riadattato …..

    …tutto sommato direi che x me è stato anche molto economico …..

    Una sola volta mi si è rotta una pompa, ma grazie al BIOS che permette lo spegnimento della CPU oltre una certa temperatura (io ho settato 60 gradi, adesso sono a 30.5 CPUcon il sistema a 31), complice anche l’elevata inerzia, non è mai successo nulla di grave ;)….

    X quanto riguarda i Mosfet : basta metterci su i dissy passivi dei chi delel schede video, magari in rame, e non si ha + alcun problema di cottura, d’altra parte un po di aria calda la smaltisce la ventola dell’ ali ….

    .. saluti SILENZIOSI a tutti

    Gyxx

  • # 13
    MauroMR
     scrive: 

    Io ho un pc completamente raffreddato a liquido.

    Il motivo?
    IL SILENZIO ASSOLUTO.
    Provate voi ad abitare in una zona no ADSL, e scaricare tutta la notte un files, con qull’odioso ronzio di ventole di sottofondo.
    Ora, con 2 tubi porto il calore sul balcone, dove ho pompa e dissipatori, e, se non facendo ben attenzione ai led, il pc non si sa mai se è acceso o no.
    Senza contare che, non avendo il pc in overclock, le temperature sono bassissime!

    Di contro c’è, se si vuole un lavoro ben fatto (dall’alimentatore alle ram, agli HDD), da mettere in conto l’esborso di una cifra a dir poco sbalorditiva.

    Ma il risultato vale più di mille parole, e se ci si aggiunge che da quel momento non si hanno più problemi di overclock, etc… E’ il massimo.

    Ovviamente, questo per il mio utilizzo. Non è assolutamente un sistema per tutti!

  • # 14
    karplus
     scrive: 

    Curioso che le sicce nova e idra erano praticamente le uniche che venivano vendute insieme ai vari kit “artigianali” (lunasio,ybris,oclabs ecc) nel 2002, visto che mi confermate che erano così scarse.

    Anche a me sarebbe piaciuto avere il sistema a liquido ma tenendo dissipatore e pompa fuori in balcone, solo che aldilà dei problemi di condensa che ne deriverebbero (ma qui basta coibentare i tubi), d’estate la temperatura fuori é alta e si perderebbero i vantaggi di questa soluzione un po’ estrema (rad+pompa in balcone).

    Quanto ai risultati nulla da dire, io rispetto a un sistema ad aria di quelli standard (non boxed, ma i classici dissipatori cooler master in alluminio con 6*6) avevo ottenuto 15C° in meno, che mi avevano fatto guadagnare un 300mhz su un athlon xp 1700+ thoro B.
    Solo che anche in sto caso, poi lo tenevo undervoltato a 1.2 a frequenza originale e mi chiedevo a cosa ce l’avevo fare un raffreddamento a liquido :(

  • # 15
    karplus
     scrive: 

    ah dimenticavo, un’altra soluzione per avere silenzio estremo consiste semplicemente nel mettere la postazione pc vicino a un muro e mettere il pc dall’altro lato del muro.
    Poi si fa passare dal muro il cavo del monitor, un bell’hub usb per mouse tastiera masterizzatore dvd floppy lettore di schede ecc… oltre ovviamente a mettere due interruttori (magari a muro) che siano collegati al reset/accensione del pc.

  • # 16
    floc
     scrive: 

    scusate ma leggo di liquido su sistemi professionali che “solitamente sono investimenti a medio e lungo termine per moltissime aziende, e quindi salvaguardarli con un ottimo sistema di raffreddamento può rilevarsi decisamente una scelta economica azzeccata.”
    Ora, alzi la mano chi ha mai visto workstation professionali in funzione in aziende raffreddate a liquido :) Per carita’, sono soluzioni che esistono, ma in modo numericamente irrilevante a dir poco, per una semplice questione di manutenzione: si rompe una ventola, allarmi e PROC_HOT che al 90% salva la macchina, una perdita di liquido e addio :P

    Tra le argomentazioni valide dell’articolo insomma mi sembra che si siano trascurate un po’ la fault-tolerance e la manutenzione

  • # 17
    George Clarkson (Autore del post)
     scrive: 

    @ floc

    I sistemi a liquido sulle workstation professionali ovviamente non dovrebbero adottare kit a liquido che normalmente trovi dal negoziante sotto casa…

    E poi sinceramente la questione della perdita di liquido è più una paura congenita che una realtà: in fase di installazione è buona norma, consigliato anche da chi produce kit commerciali e quindi non destinati ad un uso professionale (che come da te specificato esistono eccome, ed in misura ben superiore a quella che tu immagini) effettuare prove di perdita da tutti i componenti a pc spento, alimentando esclusivamente la pompa per far circolare il liquido all’interno del circuito. I più coscenziosi, e non posso che suggerire altrettanto, solitamente prima ancora di installare il kit a liquido, che sia commerciale o professionale, effettuano prove di tenuta per almeno 24/48 ore con il kit fuori dal pc. La componentistica usata è più che sicura, le tubazioni sono a tenuta stagna, i raccordi hanno tutti oramai filetti o altrettanto validi sistemi di tenuta, e se i waterblock perdessero anche solo una goccia microscopica il produttore vedrebbe le sue vendite calare in maniera più che vistosa, quindi credimi che prima di immettere sul mercato un prodotto, effettua tutte le prove del caso a pressioni decisamente superiori di quelle in cui si troverà a lavorare il componente una volta installato.

    Se installato a dovere, seguendo le istruzioni a corredo e facendo un minimo di attenzione, non vi è alcun rischio di perdita. Ovviamente se non ti metti a giocare a calcio con il computer o lu butti dal secondo piano. Ma qui dubito che anche un PC con raffreddamento tradizionale potrebbe essere salvato da un semplice allarme o dal PROC_HOT.

    E poi chi lo dice che un raffreddamento a liquido professionale non è dotato di sistemi altrettanto validi di allarme e autospegnimento in caso di malfunzionamento? Anche in ambito ci PC domestici, qualsiasi scheda madre oramai adotta da bios lo spegnimento del sistema in caso di malfunzionamento della ventola del processore (che viene sostituita magari dalla ventola del radiatore, ma sfrutta lo stesso attacco quindi è sempre e comunque monitorata) o in caso di superamento della soglia della temperatura del processore stesso. E questo copre sia la ventola rotta, che la pompa rotta. O qualsiasi altro problema che ti possa venire in mente.

    In PC professionali questi sistemi non solo devono venire abilitati e settati correttamente dall’utente, ma è il produttore stesso che lo deve fare ed eventualmente attraverso il manuale d’uso deve dare tutte le informazioni necessarie per poter intervenire in caso di necessità. Ma questo, come ben saprai, deve essere fatto sia se il pc è raffreddato a liquido, sia se è raffreddato ad aria.

    La probabilità che un tubo perda liquido è pari a quella che un alimentatore faccia cortocirctuito e quindi ti mandi lo stesso al “creatore” il tuo PC, professionale o meno.

  • # 18
    ally
     scrive: 

    …non mi vedo concorde con l’articolo…il raffreddamento a liquido è sicuramente valido come prestazioni ma il costo e la manutenzione è di gran lunga superiore ad un sistema tradizionale ad aria…che con heatpipe e ventole di generose dimensioni hanno ormai raggiunto ottime performance mantenedo la rumorosità a livelli ottimi…ricordo inoltre che le ventole da 12 una volta prerogativa dei soli radiatori sono ormai comunemente usate anche per i dissipatori da cpu eguagliando appunto la bassa emissione sonora…sinceramente non ho mai visto una workstation in commercio raffreddata a liquido come non penso sia possibile che una cpu raffreddata ad aria possa morire o deteriorarsi nel giro di un paio d’anni…

    …ciao Andrea…

  • # 19
    George Clarkson (Autore del post)
     scrive: 

    @ ally

    Se avrai notato non ho minimamente toccato gli argomenti manutenzione e costi, per determinati motivi (futuro articolo), ed ho anche scritto all’inizio del mio articolo qui sopra che cercavo di trovare una motivazione, non esaustiva, per installare un kit a liquido quando i sistemi ad aria tradizionali sono decisamente più semplici da installare, sono nettamente più economici, e con le ultime tecnologie non solo sono alla pari dei kit a liquido, ma in alcuni casi li superano a livello di prestazioni. Quindi la mia era una riflessione del perché, nonostante tutto questo, molti (e ti assicuro che sono tantissimi) continuano a puntare sul liquido, proprio come me. Anche a livello professionale: che tu non lo abbia mai visto non significa che non esista, visto che lo progettai io stesso per una azienda tedesca… e non sono stato né il primo né l’unico: la Apple ha sfornato una serie di workstation grafiche a liquido che tutt’ora lavorano alla grande – a parte quella serie di workstation che, ahimé, per un errore BANALE di progettazione, hanno avuto problemi. Ma il concetto rimane lo stesso: esistono eccome.

  • # 20
    ally
     scrive: 

    …ciao…

    …apple ha introdotto il raffreddamento a liquido per alzare le frequenze del G5 e sopperire alla lentezza di IBM nell’aggiornamento dei processori…il sistema in questione ha dato diversi problemi di affidabilità…link : http://www.xlr8yourmac.com/systems/G5_coolant_leaks.html#pana o http://www.macmedics.com/smashed-powerbook-repair.htm …casi estremi o no i danni che emergono da un malfunzionamento sono tutt’altro che minori…non ricordo poi prodotti Dell o simili raffreddati a liquido…hai qualche link?…

    …ciao Andrea…

  • # 21
    Mj
     scrive: 

    Personalmente mi affascina il sistema a liquido ma a mio avviso la soluzione non trova alcun altra motivazione se non per l’estetica. Attualmente con una cpu AMD da 125w e una 4870oc (di defoult) utilizzo un sistema assolutamente fanless posizionato sotto la scrivania e grazie al nuovo disco sdd intel appena montato non emette alcun tipo di rumore con una temperatura di soli 18 gradi superiori alla solzione reference del produttore. Per noi “normali” utenti che non ce la meniamo dell’oc ma che abbiamo piacere in un sistema funzionale e performante con le impostazioni di fabbrica dei relativi componenti e’ la soluzione migliore. Come il migliori kit liquido anche i componenti fanless sono multisoket riadattabili ad altre soluzioni, al max acquistando il kit di montaggio ex novo per la nuova vga/cpu come credo facciano anche gli utenti dei kit a liquido. Per quelli che credono possa dare problemi a lungo termine l’utilizzo di questa soluzione per la temperatura + elevata posso dire che una svolta e’ arrivata dalla gigabyte e le nuove schede madri ES3 o superiori che con una doppia metallizzazione al rame hanno drasticamente ridotto a 0 le problematiche di stabilita’ relative ad alcuni chipset ( intel della serie 3 e 4 ) dovute alla temperatura.

  • # 22
    floc
     scrive: 

    che esistano sistemi a liquido in ambito professionale lo so bene, e’ la percezione data dall’articolo che secondo me non e’ coerente con la realta’ e lavorando da anni in questi ambiti credo di essermene fatto piu’ o meno un’idea. Paure congenite o no come dite, ne’ io ne’ nessun collega metterebbe mai una goccia di liquido in una delle sue macchine. mai. Raccontatemi quello che volete ma e’ una soluzione molto piu’ complicata della semplice ventilazione e va da se’ che sia meno sicura, non si scappa. E rischiare di piu’ per avere (forse) una vita leggeremeeeente piu’ lunga x un componente (visti i progressi della ventilazione standard) non ha senso per nessun sistemista dotato di buon senso
    Poi per amor dei tecnicismi e per originalita’ e prestazioni estreme si puo’ fare quello che volete, ma da qui a farla passare come la prassi in ambito professionale… :)

  • # 23
    George Clarkson (Autore del post)
     scrive: 

    beh, floc, che non sia la prassi, lo condivido. Che tu non voglia mettere il liquido nelle macchine che amministri, è tua scelta, e comprensibile anche. Ma da qui a dire che i sistemi a liquido, se professionalmente progettati e realizzati e dedicati a sistemi professionali non sono sicuri, perché a rischio perdita, scusami ma lascia un po’ il tempo che trova. In ambito domestico, a parte qualche errore dell’utente stesso in fase di installazione, o difetto di fabbricazione (ma anche un sistema ad aria può uscire difettoso dalla fabbrica, lo sai benissimo), difficilmente ci sono perdite. Ed i tempi di manutenzione non sono quelli che molti paventano: un kit ben progettato può non essere manutenuto anche per un anno o più. Esattamente come un normale sistema ad aria. Quindi siamo lì.

    Che poi sia più complesso, poiché implica l’utilizzo di più componenti interconnessi tra di loro, invece di un solo corpo dissipante ed una ventola, come nella maggiorparte dei dissipatori ad aria di stampo tradizionale, è ovvio. Ciò non toglie che oramai i kit, professionali o commerciali che siano, hanno raggiunto standard qualitativi altissimi, e anche se non esiste, purtroppo, ancora uno standard né sulle dimensioni né sulla tipologia dei connettori, le singole aziende di fatto tendono ad utilizzare, per ovvi motivi, componenti perfettamente compatibili tra di loro e decisamente facili sia nell’installazione che nella manutenzione. E chi non ha ancora fatto passi in questa direzione, credimi, non potrà non adeguarsi, per poter rimanere sul mercato.

    E poi dimmi, se è proprio così tanto complicato e “pericoloso”, perché moltissimi produttori (thermaltake, corsair, coolermaster solo per citare i più grossi, tralasciando la miriade di piccoli artigiani e piccole aziende specializzate) hanno incluso nei loro cataloghi almeno un sistema di raffreddamento a liquido? Se fosse così pericoloso, perché mai dovrebbero mettere in gioco la propria reputazione, il proprio buon nome, e quindi il proprio fatturato per il semplice rischio di una misera goccia di acqua? Il gioco non dovrebbe valere la candela, in fondo. Eppure investono fior di centinaia di migliaia di €uro in questa tecnologia, migliorandosi ad ogni anno, ed addirittura proponendo soluzioni miste tec/liquido, come la canadese CoolIT. La quale ti rammento è partner della ATI per le soluzioni estreme di raffreddamento a liquido con peltier per le schede video da gaming di fascia alta. Se il rischio di perdita di un kit a liquido fosse così alto come sospetti, dubito che una azienda come ATI, già in acque non buone, continui a mantenere una partnership con un produttore di kit a liquido. E come ATI, anche EVGA, con la appena presentata GTX 285 a liquido. Non credi?

  • # 24
    ally
     scrive: 

    …ciao…

    …stai sempre parlando di prodotti di nicchia per pubblico di nicchia…al pari del modding…il raffreddamento a liquido resta una soluzione per appassionati…non per un uso normale…se ssi esculudono soluzioni estreme alla X1…che non è propriamente un raffreddamento a liquido…tutte le soluzioni professionali ripiegano su raffreddamento ad aria…ripeto…non ho visto soluzioni rack/blade a liquido…

    …ciao Andrea…

  • # 25
    floc
     scrive: 

    @georgeclarkson (mitico nick!)

    non so quanto tu sia stato dentro un sistema aziendale, ma ti posso assicurare che il minimo componente che x sbaglio possa far perdere anche un solo secondo di operativita’ e’ scartato a priori. E nonostante le rassicurazioni possano essere ragionevoli in ambito home NON lo sono per un qualsiasi panorama dove il fermo macchina significhi perdere sicuramente soldi. Le mie considerazioni lasceranno anche il tempo che trovano e non nego di essere un tradizionalista, ma e’ una naturale deformazione professionale e la situazione in essere credo di conoscerla :) Che i kit a liquido siano sicuri puo’ anche essere un dato di fatto, ma che la ventilazione tradizionale a fronte di un marginale (non si parla ovviamente di overclock in ambiti come questo) peggioramento delle prestazioni lo sia di piu’ credo sia un innegabile dato di fatto.

  • # 26
    George Clarkson (Autore del post)
     scrive: 

    @ floc

    premetto che quello è il mio nome e cognome, e non un nickname…

    E’ vero che in ambito aziendale la sicurezza è tutto, e che il minimo stop è causa di ingenti perdite di danaro, potenzialmente e realisticamente parlando. Ma anche qui, proprio per evitare problemi, si usano sistemi ridondanti per l’alimentazione, per il raffreddamento (moltissimi se non quasi tutti i rack adottano un doppio sistema di ventole, o moduli che dir si voglia, che al malfunzionamento del primo, subentrano garantendo quindi la continuità di raffreddamento necessaria e sufficiente fino al ripristino della situazione originaria. Giusto?

    Non penso che fare un sistema simile con un raffreddamento a liquido, a prova di perdita (non usando quindi componentistica che trovi nel negozietto sotto casa, ma che sia progettata per questo utilizzo specifico) con un sistema ridondante di pompa e tubazioni (in caso di ostruzione del circuito primario) sia poi così tanto impossibile. E’ solo una questione di voglia, di investimento iniziale, e soprattutto di voler abbattere certi preconcetti che fino ad ora hanno regolamentato il settore.

    Ovviamente ci sono ostacoli da superare, ma non la vedo così impossibile questa strada. Anche in un mercato così tradizionalista come quello dei server, fermo a standard concepiti più di un ventennio fa, come sovrastrutture e tecnologia di raffreddamento.

    Ma chiudiamo questa polemica qui, floc, rischiamo di annoiare solo i lettori. Interessante comunque il tuo punto di vista in proposito, utile perché “dall’interno dell’ambito professionale”.

  • # 27
    George Clarkson (Autore del post)
     scrive: 

    @ ally

    Uno tanto per dire: l’HP xw9400 Workstation

  • # 28
    battagliacom
     scrive: 

    Domanda stupida: ha senso creare un sistema di raffreddamento a liquido per i portatili? Magari con tubi più piccoli rispetto ad un normale desktop.
    sarebbe una bella idea di mettere il dissipatore, invece che fuori al balcone, sotto la scrivania e appoggiarci sopra i piedi d’inverno…ahhh godo già….

  • # 29
    Gyxx
     scrive: 

    Un piccolo commento tecnico da biochimico quale sono per i detrattori del liquido : se usate acqua osmosi grediente ultrapura da laboratorio per raffreddare (18.6 MOHM cm-1, date un occhio ai sistemi Helix della millipore se cvolete altri dettagli)+ tracce di Etanolo o PEG x evitare la comparsa di muffe o alghe, come fo io, azzerate i rischi di corto anche in caso di perdita. L’acqua senza sali è costosa da ottenere ma è anche un ottimo isolante, solo i sali che trasportano le cariche ;)……

    Non è solo teoria : parlo di materiale che per lavoro utiizzo tutti i giorni per circuiti di raffeddamento di apparecchiature (di altro tipo) sotto tensione superiore alla tensione di rete …… Oltre ad essermi capitato anche, 2 annio fa, di aver staccato per mio grossolano errore dei tubi interni al case a PC acceso con conseguente perdita di litri di refrigerante del tipo descritto … anche qui nessun danno, solo l’alert termico e conseguente shutdown termico del sistema ……

    se non ricordo male alcuni anni fa uscì anche una parte di articolo di hwupgrade su di un tentativo di far andare un PC di questo tipo completamente sottacqua, tentativo poco funzionale per la parte pratica ma che si concluse senza alcun corto circuito….

    saluti

    Gyxx

  • # 30
    Fabio
     scrive: 

    Una bella vasca di olio e il pc è apposto!
    http://www.youtube.com/watch?v=PtufuXLvOok

  • # 31
    floc
     scrive: 

    per carita’ nessuna polemica, si chiacchiera, mi e’ solo sembrato un po’ stonato vedere data x assodata una realta’ che nei fatti vedo ben diversa. Come “rappresentante della categoria” mi sento di poter dire che ne passera’ di acqua sotto i ponti (battuta sqaullida ma non ho resistito:) ) prima di vedere il liquid cooling stabilmente in azienda

    quanto al nick/nome… sorry, e’ che somiglia molto a quello di un famoso giornalista inglese (conduttore di topgear sulla bbc) e pensavo venisse da li’ :P

  • # 32
    George Clarkson (Autore del post)
     scrive: 

    @ floc

    Conosco bene Jeremy Clarkson, e sinceramente è uno dei miei conduttori anglosassoni preferiti ;) ma torniamo in topic.

    So bene che il raffreddamento a liquido non è ancora ben visto in ambito professionale, per tutti i motivi da te citati e anche qualcuno in più. Ma ciò non vuol dire che un giorno, spero non molto lontano, il liquido si ricavi una fetta nel mercato del raffreddamento in ambito professionale.

    Anche perché la tecnologia del raffreddamento a liquido ha fatto passi da gigante negli ultimi 4-5 anni, eccetto proprio in questo particolarissimo settore.

  • # 33
    ally
     scrive: 

    …grazie del link…non avevo mai visto una workstation raffreddata a liquido…

    …ciao Andrea…

  • # 34
    Stefano
     scrive: 

    Sicuramente il raffreddamento a liquido puo’ certamente divertire di piu’ l’appassionato modder ma non e’ un sistema che trova molti piu’ vantaggi per la maggior parte degli utenti. La sola idea di pensare che dentro il case circoli del liquido di raffreddamento mi fa venire il terrore che una inaspettata perdita puo’ mandare in corto dei componenti. Io il liquido lo utilizzerei solo se mi piace moddare o se sono un tipo hi-end che ha soldi da spendere perche’ mettere un liquido su sistemi di medie prestazioni non ha assolutamente senso in particolare raffreddare una CPU comune con un liquido non ha assolutamente senso almeno che non si compri ad esempio un intel extreme edition in cui non ci sono limiti tecnici sul moltiplicatore di clock, a quel punto un CPU da 4,8Ghz sarebbe impensabile farlo girare con ventola e dissipatore.

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