di  -  martedì 24 febbraio 2009

Fatti altrui?Uso Gmail da quando è nato, l’ho visto crescere fin dalla sua più tenera età. Ho perlopiù sempre ignorato le cicliche denunce contro la privacy policy di Google: ritengo ci sia molto più da esser preoccupati per quello che accade in casa nostra, il caso Telecom per esempio.

Da qualche settimana a questa parte tuttavia sono vittima di qualche preoccupazione. Vi spiego perché. Una delle chiavi del funzionamento di Google, consiste nel tener traccia di alcune nostre attività, in modo da presentare advertising più pertinente e contenuti più rilevanti per l’utente, come per esempio, risultati delle ricerche personalizzati in base alla cronologia.

Tutto questo è ovviamente possibile, o comunque molto più facile, quando le attività che svolgiamo sui servizi Google, avvengono mentre siamo autenticati p. es. a Gmail: in quel caso, pur aprendo un altro tab del browser, Google intercetterà il nostro account e userà tutte le nostre attività cui ha accesso – anche la cronologia è in fase di sperimentazione – per personalizzare contenuti e advertising.

Questa premessa è indispensabile per introdurre un dubbio che da tempo mi assilla: non sarà che Gmail personalizza l’advertising anche in base a quel che sa del nostro interlocutore, e che quindi manda ai nostri contatti advertising basato su quel che sa di noi?
Sono arrivato a pormi questa domanda osservando che, in ogni mail da parte di un mio contatto che ha dei problemi di fonazione, mi arriva advertising contestuale (nella striscia in alto, oltre alla fila di pulsanti superiore “archive”, “report spam” etc.) relativo alle terapie contro la balbuzie – non ne abbiamo mai parlato via mail prima.

A distanza di tempo la questione mi ha insospettito e ho iniziato a tener d’occhio tutte le mail in arrivo. Devo dire che non ho riscontrato evidenze consistenti – d’altro canto potrebbe trattarsi di una funzione sperimentale, o semplicemente di mancanza d’informazioni da parte di Google – salvo alcuni casi di contatti in presenza dei quali, ogni volta, vedo visualizzati messaggi pubblicitari sullo stesso identico tema.

Con uno specifico contatto, per esempio, vedo in ogni mail che mi arriva, advertising relativo a “linguaggio del corpo” e “seduzione”. È una donna. Sarà il caso di invitarla a prendere un caffè?

9 Commenti »

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  • # 1
    ST
     scrive: 

    Ma con il tuo amico balbuziente hai parlato del suo problema nelle vostre corrispondenze?

  • # 2
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Giusta osservazione, l’ho inserita nel post. Comunque no, mai.

  • # 3
    Flare
     scrive: 

    Se si hanno dubbi, si può sospendere o eliminare la “cronologia web”, che tra l’altro dovrebbe essere collegata anche al numero di visite ad un link mostrato durante le ricerche con google (funzione che può essere comoda, ma che può creare qualche problema di privacy).

  • # 4
    D
     scrive: 

    Se si hanno dei dubbi si utilizza una mail professionale a pagamento che come tale non ha assolutamente bisogno di adv per tirare avanti.
    Google è tanto bello perchè gratis ma in verità gratis è morto

  • # 5
    Federico
     scrive: 

    Dio mio si parla sempre di problemi di privacy, ma nessuno tiene ben presente che la propria privacy la si costruisce, vedo molti PC in cui i browser sono stracarichi di toolbars di google, usano messenger live e senza saperlo espongono alla rete le proprie cartelle, le proprie conversazioni private, usano account di amministratore per accedere ad internet; non ho mai visto, come faccio io, PC con Vista o XP configurati con più account uno da amministratore e gli altri con restrizioni da User o al più da Power user.
    poi installano applicazioni prediligendo le installazioni automatiche mai quelle personalizzate, quasi sempre girano in background programmi di aggiornamento automatico, non conoscono minimamente i servizi che girano in background, per esempio nessuno sa che il servizio “Registro di sistema remoto” viene configurato di default per avviarsi automaticamente all’accesso a windows esponendo il registro agli attacchi di rete (nel registro ci è scritto tutto del PC).
    Windows è facile ed intuitivo ma proprio questa sua caratteristica lo espone espone a rischi, perché la sua facilità ed intuitività lo avvicina anche a persone che non sanno nulla delle cose fondamentali dell’informatica, aprire e chiudere le finestre installare i programmi non significa saper usare il computer.
    Io non ho mai avuto problemi al riguardo della mia privacy e tanto meno di virus

  • # 6
    Flare
     scrive: 

    Mah, «nessuno regala niente» non è nulla di nuovo: lo dicevano già molto prima di Internet, soprattutto quando si parla di aziende. Chi vuole una soluzione radicale, userà anche un’e-mail a pagamento, ma esistono diversi livelli di accettabilità e per altri può andare benissimo GMail con qualche accorgimento. Allo stesso modo può non fregarmene nulla di cosa i server di Google “sappiano” di me, ma può darmi fastidio che possa essere facilmente accessibile a qualche conoscente cosa cerco con Google.
    La cronologia web di Google riguarda il motore di ricerca (e, a differenza delle mail, non conosco motori di ricerca “professionali a pagamento”, né francamente nessun motore migliore di Google): ogni tua ricerca viene memorizzata. Non è sempre gradevole, per esempio, che un tuo familiare vada in internet col pc di casa e veda nei risultati di una ricerca quante volte hai cliccato un certo link. Potresti anche fare il logout, ma è noioso e comunque potresti dimenticarlo. Potresti anche non registrarti affatto, ma Google, oltre a GMail, ha una serie di svariati servizi e molti si registano comunque.
    A me, personalmente, va bene così, con la cronologia bloccata e cancellata.

  • # 7
    Nick Rostell
     scrive: 

    Alè, ora che torni possiamo metterci d’accordo e stabilire di scambiarci periodicamente delle email su due/tre temi concordati (stabiliremo meglio a voce le modalità), e vedere quante volte Google ci propone un advertising mirato; che ne dici?

  • # 8
    norbertom
     scrive: 

    Nel libro “Perché il software fa schifo” di David Platt, c’è una scommessa tra due che sperano che google-sense pubblicizi il film “il silenzio degli innocenti” nella barra di gmail senza che loro dicano il titolo, ma solo spedendosi tra loro delle allusioni…
    Comunque a me arrivano certe pubblicità tipo “cimiteri rimini” o “Messaggi per cari estinti”, nonostante io non ne faccia menzione. BUAHAHAHAHAH!!!

  • # 9
    conrad
     scrive: 

    interessante! da oggi chi presterò attezione :)

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