di  -  venerdì 16 novembre 2007

caviC’è un articolo nella finanziaria in discussione in questi giorni che dice che dal 1° gennaio tutte le pubbliche amministrazioni centrali dovranno passare al VOIP, la tecnologia che permette di trasmettere su internet la voce e le telefonate, tra PC o tra PC e telefoni tradizionali. E’ una tecnologia di cui un po’ tutti ormai abbiamo sentito parlare grazie a Skype, il programma più famoso – ma non l’unico – per telefonare dal PC a prezzi ridotti. Noi siamo ovviamente contenti che la res publica cerchi di contenere i costi, e spingere sul Voice over Ip è sicuramente sensato perché la tecnologia è ormai matura e ci sono buone opportunità di business per le aziende che hanno deciso di investirvi risorse. Nei casi di grossi apparati, pubblici o privati, infatti non basta installare un programma o mettere un telefono apposito, spesso è necessario hardware aggiuntivo e modifiche e configurazioni. In breve, soldi che vanno (si spera) ad attori un po’ diversi dai soliti nomi.Dall’altro lato anche le aziende stanno iniziando a pensare di veicolare su internet il proprio traffico voce, non è certo una novità, e i player più noti del settore fanno a gara per accontentarle: sto parlando ad esempio del recente Microsoft Unified Communications, ma anche dell’accordo Skype-H3G per lo skyphone. Alla fine quindi, pare che tutto il traffico voce della pubblica amministrazione e delle grandi aziende viaggerà mischiato ai nostri bit, al feed RSS di questo blog, ai miei post sui forum. Anzi, siccome di solito si tende a dare una certa importanza ai pacchetti “voce”, è facile che il resto delle comunicazioni verranno rallentate da questo flusso (tecnicamente si chiama traffic shaping , dare priorità a certi protocolli a scapito di altri). E’ abbastanza evidente infatti che se una mail può essere spacchettata e fare anche il giro del mondo (virtuale) prima di arrivare a destinazione, magari dopo 3 o 4 secondi, con la voce questa cosa diventa intollerabile. Figuriamoci poi in ambito aziendale.

Questa norma è molto intelligente, ma si rischia di ingolfare le già abbastanza sofferenti infrastrutture di rete italiane. Per non collassare saranno necessari investimenti, e qua si gioca la partita: se è auspicabile che a montare gli apparati all’utente finale siano attori nuovo del mercato, è altrettanto vero che non tutti hanno la possibilità di posare delle fibre ottiche in giro per il paese per aumentare la velocità delle reti. Gli operatori telefonici si possono accontentare dei soli costi di terminazione (i soldi che fanno pagare agli altri gestori per veicolare una chiamata sulla loro rete)? o preferiranno essere della partita a tutto tondo? avranno voglia di investire nella rete dopo aver perso molti euro di traffico telefonico?

In sintesi, non pensate che avrebbero convenienza ad investire direttamente nell’abbassamento dei costi della telefonia tradizionale?

4 Commenti »

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.

  • # 1
    Alberto
     scrive: 

    Il traffico generato dal VoIP è estremamente contenuto: non c’è rischio che intasi la rete.
    E’ vero invece che per far migrare al VoIP realtà grandi c’è necessità di rivoltare come calzini le infrastrutture di rete interne: a partire dal cablaggio fino ad arrivare ai router.
    L’ideale sarebbe che in contemporanea si ampliasse enormemente la banda di accesso dell’ultimo miglio (fibra ottica) ma non è l’unica soluzione. E’ anche possibile usare una connessione meno performante e aggiungere un robusto traffic sharping interno.
    In definitiva la questione del VoIP per grandi strutture è disgiunta dalla (seppur importante) questione della rete di nuova generazione.

  • # 2
    Sig. Stroboscopico
     scrive: 

    Sul problema delle rete concordo in pieno.
    Poi c’è sempre omnipresente problema della effettiva copertura nazionale con reti adeguate a queste nuove esigenze (faccio notare che la banda larga copre solitamente i quartieri popolari urbani e non le zone industriali/produttive).
    Altro problema tutto italiano è quando la legge verrà resa operativa/applicata e con che soldi.
    Nel senso… qust’anno sono stati resi operativi dei decreti del 1979… ripeto decreti.
    Molti ministeri continuano coi budget mensili, molti comuni mettono a bilancio multe non fatte. In più non hanno un’idea di cosa sia il voip, magari pensano che sia quello offerto da Telecom Italia assieme ad Alice da 640kb…

    Quindi buona l’iniziativa, anche se temo che a breve termine sia difficilmente realizzabile su larga scala.

    Ciao

  • # 3
    Tambu (Autore del post)
     scrive: 

    traffico contenuto moltiplicato per migliaia di utenti (la sola amministrazione centrale con cui ho a che fare io ha 4000 dipendenti) fa tanto traffico :)

  • # 4
    Rubberick
     scrive: 

    Si… credo anche io che la strada sara’ nel potenziare le infrastrutture nel nostro paese..

    Si parla di 10gigabit su rame, multiplexing avanzato su fibra, sempre maggiore larghezza di banda ma bastera’ questo per reggere lo sviluppo di un paese come il nostro?

Scrivi un commento!

Aggiungi il commento, oppure trackback dal tuo sito.

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.