di  -  venerdì 6 febbraio 2009

censura.jpgOrmai lo sappiamo che quando si tratta di limitare la libertà di espressione nel “nostro” Parlamento c’è un consenso bipartisan (sinistra, destra), quindi non faccio fatica ad immaginare con quanta facilità possa essere passato l’emendamento al ddl 733, propagandato come se fosse la soluzione all’avanzare della “cultura criminale” sul web.

L’illuminazione, da quanto si dice sulle principali testate giornalistiche, al Senatore Giampiero D’Alia (UDC) è arrivata dall’indignazione per la presenza di gruppi inneggianti personaggi di spicco della malavita su Facebook. Il polverone è stato sollevato dalla solita stampa sensazionalista e generalmente incompetente sull’argomento (abbiamo già trattato l’argomento), quello che mi chiedo ora è se il fatto è stato usato per promuovere l’ennesima proposta volutamente liberticida o se Giampiero D’Alia non abbia speso troppo poco tempo a riflettere sulla sua proposta.

Intento analizziamo brevemente (dopo il salto) quali saranno gli effetti di questo emendamento se il ddl dovesse essere approvato. È proprio il caso di dirlo: la Cina è vicina!Riporto per esteso i comma 1 e 2 dell’articolo 50:

1. Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato, previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali, e sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia detta attività di apologia o di istigazione in via telematica sulla rete internet, il Ministro dell’interno,
in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l’interruzione della attività indicata, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.

2. Il Ministro dell’interno si avvale, per gli accertamenti finalizzati all’adozione del decreto di cui al comma 1, della polizia postale e delle comunicazioni. Avverso il provvedimento di interruzione è ammesso ricorso all’autorità giudiziaria. Il provvedimento di cui al comma 1 è revocato in ogni momento quando vengano meno i presupposti indicati nel medesimo comma.

Può bastare quindi una semplice denuncia per chiudere definitivamente un sito su un server italiano o per oscurare un sito su un server straniero. Il Ministero dell’Interno può decidere arbitrariamente se oscurare o meno un sito, mentre chi subisce il provvedimento deve passare per le aule dei tribunali, ma con la lentezza del sistema giudiziario italiano un sito non può avere speranze di sopravvivere.

Siamo quindi all’atto pratico di fronte ad un sistema di oscuramento e di censura, che vieta la pubblicazione di materiale, senza una sentenza di colpevolezza, che sotto le mani sbagliate rischia di diventare un filtro arbitrario per l’informazione online.

L’emendamento non circoscrive l’area d’azione, non specificando quali tipi di reati non possano essere apologizzati o istigati (anche se dai giornali di questi giorni sembrerebbe il contrario) e non è specificato nessun altro criterio per delimitare l’area d’intervento, cosa che in effetti potenzialmente permette un abuso dello strumento.

Se gli articoli in questione poi fossero stati scritti in modo più responsabile, ci sarebbe comunque molto da ridire. Vivere in un Paese che confina con le più grandi democrazie del mondo e che quindi è direttamente confrontabile con queste risulta sempre più frustrante e imbarazzante. Nelle grandi democrazie in questione una proposta susciterebbe solo ilarità o al limite sdegno. In Germania il Cancelliere Angela Merkel, sostiene che i movimenti politici neonazisti non debbano essere repressi, nei Paesi Bassi è stata respinta la richiesta di una parte dei cittadini di bandire quello che è conosciuto come il partito dei pedofili.

La Merkel però non è affatto filo-nazista, così come nella cultura dei Paesi Bassi non è appoggiata la pedofilia. Dove non dilaga l’ignoranza però è ben chiaro che è preferibile un confronto aperto con ogni proposta ed ogni mentalità alla repressione, perché con il dialogo si riesce sempre a ritrovare la via del confronto civile, che per definizione si contrappone ad ogni forma di violenza e di estremismo, mentre con la repressione si rischiano fenomeni di ghettizzazione, che si fomentano col fanatismo, difficilmente controllabili oltretutto per via della condizione di clandestinità.

Ad ogni modo, assodato che una democrazia si basa sul dialogo e il confronto di opinioni, che possono e devono uscire anche dai binari dell’ordinamento in vigore, quindi mi sento di considerare a ragion veduta l’emendamento antidemocratico, cioè eversivo.
Se il ddl 733 dovesse diventare legge mantenendo questo emendamento, sarà mia premura denunciare il sito dell’UDC come vetrina di movimento eversivo alle autorità competenti, proponendone la censura. Posso nutrire speranze, secondo voi, di essere accontentato?

60 Commenti »

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  • # 1
    Andrea
     scrive: 

    Che schifo!
    Internet fa paura ai nostri politici poiché veicola idee libere e prive di censura…
    Non facciamoci tappare la bocca da questi governanti obsoleti e bigotti!!!!

  • # 2
    stetteo
     scrive: 

    Propongo di cambiare il nome del paese, da Italia a Cina2.

  • # 3
    marco
     scrive: 

    andrebbero denunciati allora tutti i siti dei vari partiti!!!!
    è una vergogna!!!!

  • # 4
    etekno
     scrive: 

    Fanno bene a chiudere siti che inneggiano ad apologie di reato, neanche x scherzo andrebbero create certe pagine e non c’è nessun confronto da fare, cos’hai da discutere contro uno che inneggia toto riina? Io lo sbatterei direttamente in galera. Oltre tutto ci sono ben altre cose per cui guaradre germania & compnay non certo il fatto di non chiudere gruppi neonazisti che mi sembra tutto fuorchè una cosa intelligente se non per schedare per bene tutti i neonazi e poi fare un bel raid e prenderli tutti in un colpo.

  • # 5
    Francesco
     scrive: 

    “Può bastare quindi una semplice denuncia per chiudere definitivamente un sito su un server italiano o per oscurare un sito su un server straniero”

    Una “semplice denuncia”?? Ma se poche righe sopra c’è scritto esattamente: “sussistono CONCRETI elementi che consentano di ritenere che alcuno compia detta attività di apologia o di istigazione”! E il comma 2 parla di “accertamenti” della polizia postale …
    Cioè, tra la denuncia e la chiusura passa un iter non da poco (almeno sulla carta), altro che “Il Ministero dell’Interno può decidere arbitrariamente se oscurare o meno un sito”!

    Personalmente la trovo giusta come legge, almeno così come è scritta. Il modo in cui verrà applicata poi, è un altro paio di maniche, d’accordo, ma non iniziamo a parlare di “censura” tutte le volte che qualcuno scrive una legge che riguarda internet …

  • # 6
    fabius87
     scrive: 

    Wow….

    La prossima mossa quale sarà, assegnare ip statici a tutti i pc e verificarne la navigazione? uh…ma lo fanno già per determinate indagini, non è che magari lo faranno come norma?…….

    Bye bye libertà..

  • # 7
    Roberto
     scrive: 

    “L’emendamento non circoscrive l’area d’azione, non specificando quali tipi di reati non possano essere apologizzati o istigati”… forse tutti? Chi istiga a delinquere DEVE essere fermato, ma che senso ha questa tua frase?

    Poi non basta ritenere eversivo un DDL perchè esso lo sia davvero…

    Io non ci vedo nulla di male nel chiudere o oscurare un sito che istiga a delinquere, anzi mi pare la cosa più normale del mondo che chi viola le leggi ne paghi le conseguenze…

  • # 8
    fabio.C
     scrive: 

    ma proprio dall’Unione Dei Carcerati viene questa cosa?aboliamo internet però un mafioso va al governo…

    grande italia!!!!

    ma per favore… e soprattuto per 4 idioti che scrivono cazzate sui siti adesso ci vanno di mezzo tutti.. è un pò come l’alcol. per colpa di 4 strionzi che vanno ubriachi al volante ad ammazzare la gente adesso il limite sarà quasi zero…

  • # 9
    fabio.C
     scrive: 

    ops.. scusa non volevo farti prendere una denuncia cos’ vi chiudonooo.. noooo cancella il poost..!!

    senza parole….

  • # 10
    atomo37
     scrive: 

    Mi sembra un ottimo provvedimento, speriamo che dopo la sua applicazione gli utenti comprendano che pubblicare contenuti in rete non significhi poter dire qualsiasi tipo di fesseria.

    Mi meraviglia la posizione dell’autore di questo articolo invece, che immagino sia un giornalista iscritto all’albo e dovrebbe pretendere che anche gli utenti anonimi prestassero la stessa serietà di un professionista, nel postare contenuti su spazi di accesso pubblico.
    Internet è ormai da tempo una cosa seria e chi pubblica contenuti lo deve fare con coscenza, spacciarsi per altre persone, pubblicare filmati che violano la privacy, bighellonare a più non posso devono diventare attività pesantemente illegali e adeguatamente punite e la giustizia deve avere i mezzi per farlo.

  • # 11
    Tuozio
     scrive: 

    “Internet è ormai da tempo una cosa seria e chi pubblica contenuti lo deve fare con coscenza, spacciarsi per altre persone, pubblicare filmati che violano la privacy, bighellonare a più non posso devono diventare attività pesantemente illegali e adeguatamente punite e la giustizia deve avere i mezzi per farlo.”

    ma che cosa vuol dire? Censuriamo tutto solo perchè il contenuto non è per “gente di un certo livello” . Internet deve restare totalmente libero punto.

  • # 12
    Roberto
     scrive: 

    Tuozio ma dove c’è scritto che si censura tutto? Si censurano siti che istigano a delinquere… lo sai che se istighi qualcuno a commettere un reato finisci in galera? E allora perchè questa regola non dovrebbe valere per Internet? Ma stiamo scherzando? La libertà di parola è una cosa, e nessuno la nega, me non diciamo sciocchezze sulla libertà di istigare a delinquere!

  • # 13
    Enrico Pascucci (Autore del post)
     scrive: 

    cito anch’io atomo37:
    “Internet è ormai da tempo una cosa seria e chi pubblica contenuti lo deve fare con coscenza, spacciarsi per altre persone, pubblicare filmati che violano la privacy, bighellonare a più non posso devono diventare attività pesantemente illegali e adeguatamente punite e la giustizia deve avere i mezzi per farlo”

    I mezzi per farlo già c’erano, questa proposta va ben oltre, sia nelle finalità che nei metodi necessari, la tutela tutela delle persone presenti sul web. Ad ogni modo tocchi anche un altro punto esposto nel post.

    Un uso coscienzioso della rete si può ottenere attraverso la conoscenza e una migliore percezione del mezzo, dubito che la repressione possa essere efficace in tal senso e per due motivi: primo perché la repressione non ha mai funzionato, secondo perché per mettere in galera quanti in questo momento tengono in condivisione materiale coperto da diritto d’autore, bisognerebbe espropriare tutto il Molise e trasformarlo in un gigantesco penitenziario a 3 piani.

    Le manganellate non hanno mai portato ad una crescita, il dialogo sì.

  • # 14
    Arriva dall’UDC l’emendamento per censurare la rete « RaccoltaBlog
     scrive: 

    […] Read the original post: Arriva dall’UDC l’emendamento per censurare la rete […]

  • # 15
    Enrico Pascucci (Autore del post)
     scrive: 

    Roberto (#13) punire l’istigazione al reato è un conto, dare libero arbitrio ad un Ministero (e non ad un organo della magistratura), senza nemmeno l’accertamento legale e, all’atto pratico, senza alcuna possibilità di difendersi (visti i tempi della Giustizia italiana) è decisamente un altro.

  • # 16
    Roberto
     scrive: 

    Enrico, non è proprio così.

    Cito:
    “1. Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato, previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali”

    Quindi la premessa è che si procede per reati previsti dal codice penale

    “e sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia detta attività di apologia o di istigazione”

    La seconda premessa è che sussistano concreti elementi di questa attività

    “il Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria”

    Il Ministro procede a seguito di segnalazione dell’autorità giudiziaria, e non su propria iniziativa.

    Se l’autorità giudiziaria segnala un sito al Ministro significa che ha già rilevato concreti elementi che qualcuno stia compiendo atti di rilevanza penale, significa che per la magistratura il sito sarebbe da chiudere. Non è che il Ministro si sveglia una mattina, sfoglia qualche sito e decide di chiuderne un paio: c’è tutta una serie di accertamenti a monte.

    Il Ministro, al massimo, può non chiudere il sito e su questo forse concordiamo perchè anche io non darei questo potere al Ministro, ma per chiudere d’ufficio i siti che istigano a delinquere, non per lasciarli aperti in attesa di giudizio.

    Circa le lungaggini della giustizia, basta non istigare a delinquere, no? In questo caso il problema è di ordine generale, allora non dovremmo tollerare nemmeno la carcerazione in attesa di giudizio degli stupratori di Guidonia che fino alla sentenza devono essere considerati innocenti…

  • # 17
    wedro
     scrive: 

    beh, se è nato tutto qeusto per oscurare fb e i gruppi ineggianti alal mafia, beh li attende un bel contraccolpo… negli ultimi 6 mesi la crescita degli account su fb in italia è stata del 1067%, esatto PIU DEL MILLE PERCENTO, da poco + di 400 mila a 6 milioni…. sapete che risate se lo oscurassero? :D

  • # 18
    Enrico Pascucci (Autore del post)
     scrive: 

    Roberto l’Autorità Giudiziaria può essere rappresentata da un PM, che in sostanza è l’avvocato dell’accusa per conto dello Stato.
    Da una denuncia fatta, magari dalle forze dell’ordine, il PM nel ruolo che ricopre è incaricato di usare ogni mezzo procedurale a sua disposizione contro il denunciato, poi le accuse possono cadere durante il processo, nel frattempo un sito è morto.
    Già sarebbe molto diverso se a decidere le sorti di un sito fosse il giudice che segue le indagini o il processo.
    Con questo emendamento si trasforma in giudice chi giudice non è e non dovrebbe esserlo, per il conflitto d’interesse politico che se ne genera, ed è una grave “anomalia” questa.

  • # 19
    atomo37
     scrive: 

    x enrico

    scusa enrico non avevo considerato l’opzione dialogo!
    Del sano dialogo con l’utente che mette su youtube il filmato della minorenne nel bagno della scuola, con l’utente che fa il mafia fans club su facebook o con i 5 rumeni che hanno stuprato una ragazza a guidonia è proprio quello che ci porterà lontano.
    In Olanda hanno telecamere dappertutto, la gente non ha le tende alle finestre perchè hanno la cultura del “tutto alla luce del sole, non ho niente da nascondere”, puoi farti le canne, ma se infastidisci il prossimo in un nanosecondo arriva un robocop di 2 metri e 20 e ti fa passare la voglia.
    Noi invece siamo per la privacy, la libertà su internet e per il “mio Dio no, ti prego, prendere le impronte digitali agli extracomunitari è troppo razzista, se il prezzo da pagare è qualche stupro si può sopportare, oh ma se poi capita a mia figlia gli faccio vedere io eh!!!”.
    Il nostro è il paese della simpatia! A noi ci piace scherzare (liberamente).

  • # 20
    Enrico Pascucci (Autore del post)
     scrive: 

    atomo37 ho già risposto ad affermazioni simili alle tue nel commento #15

  • # 21
    Notty
     scrive: 

    concordo con la legge.. che non dice di chiudere un sito ma di filtrare i teppisti che usano internet per fini illegali.. inoltre parla di concreti presupposti e non di fisime..

    concordo con la legge e mi spiace vedere nuovamente un articolo in cui non si fa giornalismo ma di nuovo si prende un pezzo per trarre una conclusione errata e fuorviante.

    sempre IMHO

  • # 22
    claude
     scrive: 

    Come fare?
    Siamo alla frutta della democrazia, se cosi’ si puo’ dire.
    Eppure troviamo gente che supporta questo perverso controllo sulle liberta’ personali.
    Il ns governo si dimostra per l’ennesima volta inadeguato, eppure trova supporto da tanta gente che non sembra vedere oltre il proprio naso (o l’apparenza).
    Beh, come al solito… ci meritiamo chi ci governa allora…

  • # 23
    Enrico Pascucci (Autore del post)
     scrive: 

    Credo che l’accettare di avere qualcuno che semplicemente elimini quello che non approviamo (non importa neanche come magari), piuttosto che cercare un confronto da cui ricavare una crescita per entrambe le parti sia già di per sé al di fuori di un contesto democratico.

  • # 24
    Andrea Demartini
     scrive: 

    Non sto a discutere tanto sul bisogno o meno di un tale decreto, come si nota dai commenti è semplicemente un’opinione.
    Quello su cui va posto l’accento, e l’autore l’ha fatto ma quasi nessuno ne ha colto lo spirito, è che con questa norma il potere esecutivo dello stato invade l’area di competenza del potere giudiziaro.
    Ora, come chiunque si interessi di politica sa, è da Platone e Aristotele in poi che il fondamento della democrazia (repubblica) è la separazione dei poteri. Se tale separazione viene a mancare, tecnicamente non si è più in democrazia. In tal senso il decreto in oggetto è giudicato eversivo dall’autore (giustamente a mio avviso)e tale non è un’opinione ma una constatazione.
    Mi scuso se ho voluto “interpretare” il pensiero dell’autore e ne ho travisato il senso, ma credo che quanto detto sia essenziale per capire il funzionamento di uno stato e di conseguenza quando si è dinanzi a una stortura democratica.

  • # 25
    Aigan
     scrive: 

    Il dialogo funziona la dove ci sono 2 (DUE) persone da entrambo i lati, che abbiano la mentalità del dialogo, altrimenti finisce esattamente come dimostra la realtà dei fatti stessa: una grandissima presa per il culo verso chi cerca il dialogo, le cose vanno purtroppo così nella realtà, almeno in quella italiana.
    Aggiungerei che proprio per lasciar fare quel che cazzo pare a piace alla gente (wow che libertà), ci ritroviamo in un paese con la merda fin sopra al collo proprio a partire da certi simpaticoni alle alte cariche del governo che si fanno leggi ad personam per salvarsi il culo dalle loro minchiate.

  • # 26
    Giulio
     scrive: 

    Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato, previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali, e sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia detta attività di apologia o di istigazione in via telematica sulla rete internet, il Ministro dell’interno,

    Scusa ma questo per voi cosa significa? Io non vedo nessun tentativo di censura nei confronti dei comuni mortali, ma solo in caso di reato.

  • # 27
    Giulio
     scrive: 

    E cmq l’area d’azione è il codice penale, parla espressamente di reati previsti dal codice penale.

    Questa io la chiamo disinformazione da parte vostra.

  • # 28
    Giulio
     scrive: 

    Aggiungo che io credo che molta gente prima di scrivere su internet dovrebbe riflettere e rileggere più volte quello che scrive.

  • # 29
    Notty
     scrive: 

    Giulio ti quoto ^^

    nonostante il febbrone da cavallo che mi ritrovo ho visto che c’è ancora gente che legge quello che viene scritto ^^

    big respect

  • # 30
    Andrea Demartini
     scrive: 

    Semplificando il discorso, il punto è semplicemente uno: a procedere per un reato, non può essere il ministero dell’interno, ma la magistratura. Il decreto in oggeto dà invece questa facoltà al ministero. Ora, il ministero fa parte del potere esecutivo, la magistrature di quello giudiziaro. La competenza per la notifica dei reati è del potere giudiziaro, non dell’esecutivo. Il problema è solo questo.
    Guardate che la magistratura ha già fra le sue facoltà di azione ogni singolo punto del decreto, che bisogno c’è di attribuire tale funzione all’esecutivo?
    Detta in altre parole, tale norma è anticostituzionale.

  • # 31
    Notty
     scrive: 

    se il problema è solo il fatto che visto che la magistratura non fa un cavolo allora hanno dato quel potere anche al ministero allora sono d’accordo.. lo diano al ministero..

    per motivi personali ho cause aperte .. penali.. e non riesco a vederne la fine da 4 anni.. (neanche l’inizio…) e ho amici che ne hanno aperte da 8 anni aspettando godot..

    se questo è quello che fa la magistratura ben venga se danno quel potere a qualcuno.. speriamo che lo amministri.. visto che la magistratura non fa un cavolo (a parte prendere lo stipendio..)

    io cmq avevo capito che il problema era la limitazione della libertà di pensiero delle persone che vogliono commettere reato o che istigano altri a commettere reato.. cioè quelle persone che dovrebbero stare in carcere.. dove credo abbiano limitazioni della libertà.. toh guarda..

  • # 32
    asdo
     scrive: 

    apologia di reato.. basta un avatar con una foglia di marjuana per passare dei guai, se dico che fumare erba mi rilassa e non fa male verro’ perseguitato ?
    per aver espresso delle considerazioni avallate da ricerche scientifiche ma osteggiate da ignoranti, lobbisti e mafiosi.
    la situazione in italia è terrificante, è la fine della libertà di espressione, chi può vada a vivere all’estero, non c’è futuro.

  • # 33
    Andrea Demartini
     scrive: 

    @ Notty
    “avevo capito che il problema era la limitazione della libertà di pensiero delle persone che vogliono commettere reato o che istigano altri a commettere reato.. cioè quelle persone che dovrebbero stare in carcere.. dove credo abbiano limitazioni della libertà.. toh guarda”

    Questa è semplicemente una possibile conseguenza, ma non il problema.
    Tutto sta nel fatto che se un governo ha la facoltà, senza nessun controllo e senza nessuna possibilità di appello, di oscurare arbitrariamente un mezzo di comunicazione, allora non esiste alcuna garanzia volta a proteggere chiunque da eventuali abusi. Per questo esiste la magistratura con i suoi vari gradi di giudizio, che tra l’altro ha proprio la funzione di “cane da guardia” nei confronti del potere legislativo, cioè è propri chi deve controllare e far “rigare dritto” i politici.

    Che poi in Italia, per vari e innumerevoli motivi, la giustizia faccia schifo (non in tutto, ci mancherebbe) e sia una tragica parodia di se stessa, è un dato di fatto e ci troviamo assolutamente d’accordo.

  • # 34
    Notty
     scrive: 

    li non c’è scritto che oscurano il sito.. ma solo l’istigazione a delinquere..

    ;-)

    cosa che trovo giusta

  • # 35
    Gianni
     scrive: 

    Aprite gli occhi questa legge la useranno per imbavagliare l’informazione,hanno capito che molte persone,soprattutto i giovani, non riescono più ad essere influenzate dalla TV di partito (vedi il blog di grillo che sarà il primo ad essere oscurato).
    Così quando costruiranno un bel inceneritore oppure una centralina nucleare di fianco a casa saremmo tutti contenti.

  • # 36
    Notty
     scrive: 

    gli inceneritori non si fanno più da mo’… adesso l’immondizia i paesi intelligenti la usano per produrre energia elettrica.. mica come noi scemi che facciamo le discariche a cielo aperto..

    se si potesse fare una centrale nucleare e goderne dei benefici sarei il primo ad appoggiarla.. ma vorrei che chi non la vuole pagasse l’energia elettrica per il vero costo che ha.. e non per quello politico.. vorrei vedere quanti ecologisti resterebbero :-D

    cmq è OT.

    il sito di grillo non va oscurato.. fa solo comicità.. non è istigazione a delinquere.. solo comicità.. e li è scritto.. si parla di reati penali.. prendere pe ri fondelli la gente come fa grillo non è reato penale (credo)

  • # 37
    Roberto
     scrive: 

    Andrea Demartini, forse non hai letto bene. Al Ministro viene semmai riconosciuta la possibilità di NON oscurare il sito.

    A parte il fatto che si parla di interruzione dell’attività e filtraggio, non di oscuramento del sito, quindi il sito può rimuovere la pagina incriminata e continuare a vivere (in risposta alla #18)

    Mi spiego. Essendo l’autorità giudiziaria preposta a dare comunicazione al Ministro circa siti che istigano a delinquere, è l’autorità giudiziaria a decidere quali siti vanno oscurati, non il Ministro.

    Esempio pratico: il Ministro non può oscurare o far rimuovere questa pagina da Appunti Digitali, deve attendere che sia l’autorità giudiziaria a segnalare questa pagina.

    Di questi siti, che l’autorità giudiziaria dovrebbe oscurare perchè ha rilevato “concreti elementi” di istigazione a delinquere, il Ministro decide quali oscurare ovvero, vista in un’ottica meno prevenuta, quali NON oscurare. Perchè anche l’autorità giudiziaria può sbagliare.

    Quindi quando dici:

    “Tutto sta nel fatto che se un governo ha la facoltà, senza nessun controllo e senza nessuna possibilità di appello, di oscurare arbitrariamente un mezzo di comunicazione, allora non esiste alcuna garanzia volta a proteggere chiunque da eventuali abusi.”

    non tieni in considerazione il fatto che non è il Governo senza controllo ad oscurare un sito o rimuovere una pagina, ma è l’autorità giudiziaria a segnalare al Ministro che quel sito andrebbe chiuso.

    In quest’ottica il Ministro assume addirittura la funzione di garante poichè può NON oscurare un sito segnalato dall’autorità giudiziaria, la quale per segnalarlo ha già ravvisato elementi concreti di attività dai risvolti penali che dovrebbero condurre all’oscuramento… non so se è chiaro, l’oscurameno o la rimozione di una pagina che istiga a delinquere dovrebbe essere il comportamento naturale…

    Forse una persona che istiga a delinquere può farsi 4 anni di galera e il blogger no? E arrestare il blogger senza oscurare il sito o rimuovere la pagina che senso ha? L’istigazione rimarrebbe comunque in rete, alla portata di tutti, e quindi l’arresto non metterebbe fine all’attività.

    Cosa succede se istigo a delinquere e la persona mi denuncia? Mi lasciano tranquillo e beato a fare i cavoli miei? Di solito ti mettono minimo agli arresti domiciliari, perchè su Internet ciò non dovrebbe avvenire? E’ o non è previsto l’arresto in flagranza? E in rete ciò non vale?

    Se poi la legge risulterà incostituzionale, e lo diranno personaggi che ritengo un filino più esperti in materia di noi tutti (senza offesa eh, magari qui c’è nascosto un illustre costituzionalista), se ne occuperanno gli organi competenti.

    Mi pare che si sia un po’ troppo prevenuti verso qualsiasi legge che tocchi Internet…

  • # 38
    Giulio
     scrive: 

    Se il decreto è anticostituzionale Napolitano non la firmerà di certo.

    Secondo quanto si legge ad ogni modo i siti web che non commettono i reati previsti del codice penale NON VERRANNO TOCCATI.

    Quindi cerchiamo di vedere le cose con la dovuta serietà.

  • # 39
    Enrico Pascucci (Autore del post)
     scrive: 

    Giulio purtroppo quello che dici è vero solo in teoria.

    Napolitano è finito al centro di polemiche che poi sono sfociate anche in denunce proprio per questo motivo.

    Purtroppo il Presidente della Repubblica è intrappolato da una pratica meschina continuamente utilizzata da questo Governo, che approva leggi complesse, che in alcuni punti sono necessarie per il Paese, ma in altri costituiscono chiare derive incostituzionali.
    Il Presidente Napolitano è costretto a scegliere tra l’immobilità legislativa del nostro Paese o il chiudere un occhio su questi sotterfugi.
    È una storia che si è ripetuta più volte e spesso il Presidente, dal suo criterio di giudizio, si è visto costretto a cedere a questa forma di ricatto.

  • # 40
    Andrea Demartini
     scrive: 

    Scusa Roberto, ma perchè dovrebbe essere il Ministero? Quello che infastidisce la mia coscienza civile e costituzionalista, è proprio questo. Un ministero non dovrebbe avere tali facoltà, esse sono delegate alla magistratura.
    Giro a 180° la questione: perchè la magistratura non può procedere di per se all’inibizione del sito? Perchè deve darne comunicazione al ministero e poi questo decide il da farsi? Non ci si rende conto che è grave rimettere al giudizio dell’esecutivo l’attività giudiziaria? Nel bene e nel male, sia che si decida di oscurarne uno e lasciarne visibile un altro.
    In caso di omicidio o di altro reato penale, il giudice comunica al ministero chi dovrebbe essere arrestato e poi quest’ultimo agisce a sua discrezione? Oppure è il giudice che comunica agli organi di polizia competenti (polizia, carabinieri, gdf) di eseguire il mandato del giudice? A cosa serve tale passaggio aggiuntivo ministeriale? Che bisogno c’è?
    Poi, parliamoci chiaro, è ovvio che un reato di apologia o istigazione vada perseguito, questo non si discute nemmeno!
    Una democrazia (si leggano a tal proposito gli scritti di Montesquieu “Spirito delle leggi”) è divisa in 3 poteri diversi:

    – Legislativo: il parlamento, il quale approva le leggi

    – Esecutivo: governo e pubblica amministrazione, questi hanno la funzione di amministrare, cioè di far funzionare, lo stato

    – giudiziario: la magistratura, che applica e fa rispettare le leggi ANCHE ai due poteri prima elencati.

    A me sembra ovvio che il decreto in oggeto dia funzioni giudiziare ad un organo esecutivo: “il Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l’interruzione della attività indicata”.
    Il soggeto è il ministero dell’interno e la disposizione dell’eventuale decreto è appunto a giudizio del ministero stesso.
    Senza contare che quel “può” è veramente aberrante. Non si deve lasciare una tale discrezionalità in materia giudiziaria. Quali sono i principi del può o non può, dov’è il confine, il limite? Chi lo stabilisce e quando?

    Non sono un costituzionalista e non ne ho le velleità, ma ciò non vuol dire ceh non possa conoscere la ns costituzione e i principi di separazione dei poteri propri di ogni democrazia che vuole definirsi tale.

  • # 41
    Enrico Pascucci (Autore del post)
     scrive: 

    “Mi pare che si sia un po’ troppo prevenuti verso qualsiasi legge che tocchi Internet…”

    Roberto sono prevenuto verso vincoli che limitano la libertà di comunicare e confrontarsi sul piano intellettuale.
    L’ignoranza, la ghettizzazione e l’isolamento fanno sicuramente molte più vittime di qualsiasi messaggio comunicato sotto forma scritta, verbale o artistica.

    È anche vero che dal confronto aperto e indiscriminato possono sorgere delle derive, ma le derive non sono sempre nocive, in più anche quando lo sono, contribuiscono a rappresentare un riferimento negativo al percorso di crescita che una civiltà sceglie di percorrere.

    Quando si limita il confronto invece, si limita parimenti la civiltà.

  • # 42
    Notty
     scrive: 

    @Enrico Pascucci ..

    ma di che cavolo di libertà di comunicazione stai parlando ??

    li parlano di istigazione a delinquere.. e questa tu la chiami liberta di espressione ?

    quando si limitano queste cose si migliora la civiltà.. non la si limita.. io trovo che se non ci sono siti che istigano a delinquere questo non possa che essere un vantaggio per la gente..

    dimmi che vantaggio da un sito che istiga alla violenza di gruppo verso le donne.. o che istiga a bruciare vivi gli extracomunitari..

    dimmi che cavolo di civiltà denota il lasciare online simili siti secondo la tua logica che limitare o chiudere questi siti limita la libertà personale..

  • # 43
    Enrico Pascucci (Autore del post)
     scrive: 

    Dico che davanti ad una provocazione, la risposta deve essere appropriata, e la semplice repressione generalmente non lo è.
    Leggi che puniscono atti di violenza, e che quindi dimostrano anche che il senso comune è contrario a queste azioni, esistono già.
    Punire le intenzioni significa punire un pensiero, il che da qualsiasi punto di vista lo si guardi non ha molto senso.
    Punire un’intenzione significa rafforzarla, sminuirla con la forza della ragione significa eliminarla.

  • # 44
    Notty
     scrive: 

    istigare a delinquere non è provocare..
    e la risposta appropriata deve essere il carcere..

    un pensiero rimane tale fino a che non è pubblico..
    quando il tuo personale pensiere diventa di pubblico domino ecco che non è più un pensiero.. è un esternazione.. e punire l’istigazione a delinquere, da qualsiasi punto lo si guardi, è giusto e sacrosanto.

    punire chi istiga serve a evitare che altri lo facciano.. o che peggio perseguano quanto detto nell’istigazione..

    tu invece mi pare di capire che, ad uno che apre un blog chiedendo a tutti di violentare donne, vorresti parlare e fargli capire che sbaglia.. e come fai a evitare che chi legge quel blog non metta in atto quello che c’è scritto mentre tu perdi il tuo tempo con uno che ha scritto tali affermazioni ?.. parti dal presupposto che chi legge è intelligente e non lo fa ?.. se tutti fossero intelligenti nessuno su facebook aprirebbe clan simili a brucia l’extracomunitario, etc …

    quindi non ho capito come, il parlare a gente simile, eviti che avvengano atti simili..

    resto dell’idea che è meglio che chi istiga finisca in carcere e che tali siti o sezioni di siti vengano oscurati al fine di evitare che persone giovani o sensibili possano imbattersi in tali oscenità.

    il dialogo non puo’ esistere la dove si sta minacciando la libertà altrui.. e questi siti minacciano la libertà di molti per la gioia di chi ha generato il blog.. la libertà di espressione di un pazzo a scapito della libertà di vita di migliaia di persone..

  • # 45
    Roberto
     scrive: 

    Dai Enrico, ora pure la storia che il Presidente è sotto ricatto… ora capisco il senso del tuo articolo, è tutto molto più chiaro.

  • # 46
    Roberto
     scrive: 

    Andrea, se leggi meglio i miei post troverai quello nel quale dico: “Il Ministro, al massimo, può non chiudere il sito e su questo forse concordiamo perchè anche io non darei questo potere al Ministro, ma per chiudere d’ufficio i siti che istigano a delinquere, non per lasciarli aperti in attesa di giudizio.” (#16)

  • # 47
    Roberto
     scrive: 

    Enrico, Internet e dialogo nella stessa frase non suonano bene. Non siamo in piazza o ad un dibattito dove io dico la mia e tu la tua, io posso fare il mio sito dove istigo a delinquere e NON consentire il dibattito. Poi ci finisce il ragazzino, legge cose che sembrano fighe e le mette in pratica.

    No, la libertà è una bella cosa ma a tutto c’è un limite, in questo caso stabilito dalla legge che punisce tale comportamento (sia che avvenga in casa, in piazza o in rete).

  • # 48
    Alessandro Monopoli
     scrive: 

    Capisco chi dice che il provvedimento è buono, ma sappiamo benissimo come sarà usato.

    Non sarà usato per chiudere i siti che inneggiano al compiere reati.

    Sarò usato per chiudere i siti che danno fastidio al governo, esattamente come in Cina.

    Non ci stupiamo quindi se vedremo scomparire un po’ di blogger perchè scrivevano che il tal politico è un mafioso, con prove a riguardo: si dirà che c’è una qualche istigazione di far male a quel politico e si chiuderà.

    Riflettiamo: le leggi in Italia sono utlizzate solo per difendere i nostri politici dalla giustizia e per fare in modo che il popolo non sappia niente, per evitare che facciano la fine di Ciausescu, Mussolini o Bettino Craxi.

  • # 49
    Joey
     scrive: 

    Purtroppo oggi in internet sembra “la calata dei barbari”… non c’è più rispetto per nessuno, pochi conoscono la netiquette, tutti inneggiano alla libertà e alla neutralità della rete, ma in pratica pochi ne conoscono effettivamente i fondamenti.

    Essere liberi e nello stesso tempo neutrali non significa permettere tutto, ma garantire l’espressione del pensiero di tutti nei limiti della legalità, decenza e rispetto indipendentemente dalla razza, nazionalità, estrazione sociale e schieramento politico.

    La libertà assoluta non esiste: la nostra libertà non può ledere la libertà di un altro individuo chiunque questo sia. Questo è il principio che deve ispirare la democrazia e nella rete la sua neutralità. Chi compie e incita reati attraverso la rete lede comunque la libertà di un altro individuo; non c’è nulla di democratico nel permettere cose di questo genere e non si tratta di libertà di pensiero.

    Diverso è il discorso di quando si parla di protesta non violenta e civile, dove non viene leso il diritto di nessuno (ricordate Gandhi?) che deve essere garantito dalla costituzione e a sua volta dalla neutralità della rete.

    Per questo in linea di principio mi trovo d’accordo con la Proposta di Legge, perché parla solo di reati penali accertati. Non mi ispira la questione che l’ultima riserva sull’oscuramento spetti al Ministro.

    Purtroppo l’articolo che ho letto, con dispiacere visto che seguo con piacere il blog,
    è fuorviante e un tantino tendenzioso. Purtroppo quando si parla di rete e leggi, tutti pronti a fare la classica alzata di scudi, senza poi cercare di approfondire.

  • # 50
    Notty
     scrive: 

    @ Alessandro Monopoli … mi sa che hai una visione un pelino limitata della vita

    …..
    tu riesci a vederci la censura di siti che vanno contro i politici italiani in quella legge ?…

    ROTFL…

  • # 51
    Joey
     scrive: 

    per il post #48

    purtroppo in Italia è diventato la consuetudine dell’insulto libero, che spesso va a sfociare in calunnia, diffamazione e offesa all’onorabilità della persona (che poi sono reati di rilevanza penale).

    Non voglio certo giustificare i nostri politici che sicuramente santi non sono, ma il cattivo gusto che dilaga oggi non ci rende migliori di loro (ricordate che sono i nostri rappresentanti eletti da noi, che rispecchiano ahimè la nostra attuale società) e accusarli senza mezzi termini di essere delinquenti, mafiosi, corrotti in maniera colorita non aiuta.

    Dobbiamo riscoprire la nostra pacatezza, imparare a esprimere la nostra rabbia e il nostro disappunto senza insultare nessuno con calma e fierezza, dobbiamo smetterla di urlare per voler avere ragione a tutti i costi. Mettiamo da parte la nostra arroganza e cominciamo ad ascoltare. (è questo il principio che deve ispirare la rete).

    E quando potremo essere in grado di costruire una critica verso il mondo politico, e non solo, senza odio e senza insulti, qualcuno ci potrà ascoltare, anche più volentieri e nessuno potrà chiuderci la bocca finché ci sarà democrazia. Gli strilloni e i cafoni non sono mai durati molto…..

  • # 52
    Giordano
     scrive: 

    Se uno ha la coscienza pulita non ha nulla da temere

    Se uno ce l’ha sporca ha tutto da lamentare

  • # 53
    maumau138
     scrive: 

    La magistratura ha sempre avuto il potere di oscurare siti internet sui quali venisse compiuto un qualsiasi tipo di reato, non solo quelli che riguardano l’istigazione a delinquere, vedi oscuramento di “The Pirate Bay”. Questa legge fa semplicemente in modo che il giudizio ultimo sull’oscuramento di un sito internet, o anche di una sola pagina, passi dalle mani della magistratura a quelle del governo. Ora un giudice emette una sentenza basandosi su quella che è la giurisprudenza e orientandosi in base a quelle che sono le sentenze passate. Il governo, nella persona del ministro dell’interno, decide solamente in base a quelle che sono le sue idee politiche.
    Ad esempio, poniamo che la magistratura vuole disporre la chiusura di un sito che istiga le persone a bruciare gli extracomunitari, il Ministero ha l’ultima parola al riguardo; mettiamo caso il sito sia gestito dalla Lega Nord, il Ministro, guarda caso di quel partito può decidere di non concedere l’autorizzazione.
    Lo stesso può valere per un sito inneggiante alle B.R. con un ministro comunista.
    Gli esempi sono forse un tantino esagerati, ma non senza fondamento.
    E’ in questo che la legge è sbagliata, non nell’intenzione di punire chi commette reato.

  • # 54
    Notty
     scrive: 

    qui la legge è molto più permissiva :-D

    viva la libertà

    quindi se prima il 100% delle chiusure disposte dai pigri magistrati erano effettuati dopo la legge alcuni saranno lasciati aperti..

    quindi grazie a quella legge ci saranno più siti illegali aperti :-D

    ottimo

    rotfl

  • # 55
    Franz
     scrive: 

    Non hanno nient’altro da fare stì politici.

    Sempre più spesso, mi vergogno di essere italiano…non mi sento più rappresentato da nessuno.

  • # 56
    Botty
     scrive: 

    Scusate, non ho letto tutta la lista dei commenti e me ne dolgo…. Volevo solo segnalare come, curiosamente, dalla stesura originale dell’articolo (che gia` e` aberrante in se`, a mio modo di vedere) al testo approvato sia sparita proprio la definizione dei tipi di reati che si andavano a colpire… Il testo originale dell’articolo 1 recitava

    “Salvo che il fatto costituisca reato, il Ministro dell’interno, quando accerta che alcuno, in via telematica sulla rete internet, compie attività di apologia o di incitamento di associazioni criminose in generale, di associazioni mafiose, di associazioni eversive e terroristiche, ovvero ancora attività di apologia o di incitamente della violenza in genere e della violenza sessuale, della discriminazione o dell’odio etnico, nazionale, razziale o religioso, dispone con proprio decreto l’interruzione dell’attività indicata, ordinando ai fornitori di servizi di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.”

    Qui (http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/testi/31554_testi.htm) il testo completo, andatevi a vedere l’articolo 50

  • # 57
    FF
     scrive: 

    Nessun tipo di restrizione fà bene,ma dare dei limiti a Facebook,Youtoube e simili è un provvedimento necessario.Non c’è nulla di sano in siti che ti permettono di pubblicare ogni tipo di porcheria e di inneggiare alla violenza senza alcuna restrizione.Provate ad essere fidanzato o genitore di una ragazza che magari potrebbe essere violentata da uno di quegli appartenenti a quegli assurdi gruppi di Facebook…come vi sentireste,e soprattutto,cosa ne pensereste a quel punto del fenomeno del momento Facebook?

  • # 58
    Google si schiera contro l’emendamento che vuole censurare la rete - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] ha deciso di esporsi e di far sentire la propria voce sul celebre emendamento 50.0.100, che ho già trattato in un precedente post. Diplomatico nel tono, ma molto meno nei contenuti delle sue risposte, Marco […]

  • # 59
    Livio
     scrive: 

    Il controllo dell’informazione e la censura cominciano così. Mi stupisco di chi ancora li giustifica. Comportamenti criminali vanno puniti rintracciando i colpevoli, non oscurando i mezzi. E’ chiaro che la libera informazione comincia a far paura. Niente da stupirsi, probabilmente la legge passerà sotto il solito silenzio o timide manifestazioni di protesta all’italiana. Il terzo mondo si sta avvicinando da un pezzo.

  • # 60
    Federico
     scrive: 

    Articolo ben scritto e molto chiaro, bravo!

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