di  -  giovedì 5 febbraio 2009

Pompa benzinaLa Sierra Nevada, popolarissima ditta californiana (Chico) produttrice di birre, ha recentemente comprato un dispositivo chiamato MicroFueler per poter alimentare i propri automezzi a… birra.

Questo dispositivo, molto conosciuto nella blogosfera, permette di ricavare etanolo (carburante) dalla fermentazione di zuccheri e nel nostro caso specifico: da acqua, lieviti e zucchero.

Il MicroFueler è prodotto dalla compagnia americana E-Fuel Corporation e, anche se caro all’acquisto, circa 10000 dollari, i costi si possono velocemente ammortizzare vista l’economicità della produzione di etanolo tramite questo sistema.

Essendo una grandissima casa “birraiola”, la Sierra Nevada ha pensato bene di produrre carburante a costo praticamente nullo, utilizzando quella quantità di birra di scarto che normalmente rimane dopo ogni ciclo di produzione/fermentazione. Si stima infatti, che ogni anno la Sierra Nevada produca circa 1.6 milioni di galloni di “fondi di barile”, birra di scarto che attualmente viene venduta ai contadini come concime.

Sierra Nevada birra

Secondo quanto dichiarato dall’azienda, per un primo periodo, l’etanolo prodotto verrà utilizzato solamente per alimentare i propri autoveicoli utilizzati per la promozione e le consegne mentre, in un secondo tempo, verrà donato ai propri dipendenti e distribuito attraverso canali distributivi E-Fuel.

Un altro esempio di come riutilizzare proficuamente materiali di scarto.

Fonte: CrunchGear

20 Commenti »

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  • # 1
    Alimentare le automobili a birra? « RaccoltaBlog
     scrive: 

    […] Here is the original: Alimentare le automobili a birra? […]

  • # 2
    Xian
     scrive: 

    Quando si dice “andare a tutta birra”… :D

  • # 3
    demon77
     scrive: 

    Ho parecchi amici che spenderebbero il doppio in carburante.. un pieno per la macchina e uno per loro!

  • # 4
    daniele
     scrive: 

    io è da una vita che vado avanti a birra!

  • # 5
    James Kirk
     scrive: 

    Beh, anche l’uso come concime è ecologico, forse più che bruciarlo in un motore per ricavare CO2.
    Diciamo che è solo una questione di $$$

  • # 6
    fabio.C
     scrive: 

    hahahahah allora quando ho sete mi attacco alla pompa…. ;-) e non fate battute su dove dovrei attaccarmi…. vi conosco furbetti… ;-)

  • # 7
    Gio
     scrive: 

    Homer già ci aveva pensato.
    Una a te (parlava con l’auto), una a me.

  • # 8
    Gio
     scrive: 

    Eccovi il link
    http://www.youtube.com/watch?v=6jfnyO0pBc0

  • # 9
    BrightSoul
     scrive: 

    Mannaggia Gio, mi hai preceduto XD

  • # 10
    Cronache di Birra » Blog Archive » Sierra Nevada: la birra come carburante
     scrive: 

    […] La notizia sta già rimbalzando sul web molto rapidamente: il birrificio statunitense Sierra Nevada ha annunciato che i propri autoveicoli utilizzati per la promozione e le consegne saranno alimentati a birra. Sì, sembra incredibile ma è proprio così. Questa possibilità sarà percorribile grazie al sistema MicroFueler, messo a punto dall’azienda americana E-Fuel Corporation, che permette di utilizzare come carburante l’etanolo prodotto dalla fermentazione degli zuccheri. […]

  • # 11
    sys
     scrive: 

    Mamma mia, che spreco ;_) !!!

  • # 12
    densou
     scrive: 

    azz mi han già preceduto sulla sega mentale di Homer, lol….

  • # 13
    marcos86
     scrive: 

    @James Kirk
    di per sè non è inquinante, come del resto tutti i biocarburanti. Infatti l’anidride carbonica prodotta dalla combustione dei biocarburanti è l’anidride carbonica che è stata, passatemi il termine, “assunta” durante il ciclo vitale della pianta.
    Quindi l’anidride carbonica che rilascia è la stessa che aveva assorbito, e dunque la quantità non varia. Il problema è che i combustibili fossili rilasciano l’anidride carbonica assorbita milioni di anni fa, per cui aumentano la quantità che ora dovremmo avere.
    Il discorso sull’ecologia dei biocarburanti sta tutto qua. Se noi usassimo solo biocarburanti la co2 resterebbe invariata, è l’emissione di co2 di milioni di anni fa che porta allo squilibrio che ora osserviamo

  • # 14
    undesaparecido
     scrive: 

    @Marcos86
    Il tuo discorso è sensato ma non risolve il problema dell’inquinamento perché la combustione non produce solo CO2.

  • # 15
    Alexander
     scrive: 

    Non esiste la “birra di scarto”… l’uomo non si rende conto del bene prezioso che rappresenta la birra, noi la diamo troppo per scontata, un giorno potremmo ritrovarci senza!

  • # 16
    matic
     scrive: 

    @Alexander
    Suppongo tu non abbia mai visto cosa rimane sul fondo di un fermentatore dopo aver spostato la birra che lo riempiva, allora… :)

  • # 17
    n1
     scrive: 

    Facendo un paio di personalissimi calcoli sembra che 1L
    di E100 abbia un costo energetico di 0.20€ Enel Italia, poi dobbiamo aggiungere il costo del materiale grezzo di partenza e l’esborso iniziale.
    Mi risulterebbe quindi che con un calcolo fatto davvero a spanne! Il risparmio di circa 0.60€ x L di benzina e consumando x intero i 103L promessi a settimana, ci vorrebbero più di 3 anni per il pareggio.

    Se non vado errando mi pare che tutte le auto degli ultimi anni possano “digerire” una abbondante quantità percentuale di etanolo mixato con la benzina.
    L’importante è che sia E100 cioè puro al 100% perché la mistura riesca omogenea.

    Che dite, ci fareste un pensierino?

  • # 18
    Alexander
     scrive: 

    @matic

    AH! Si vede che non hai mai provato la vera seta :D

  • # 19
    Alexander
     scrive: 

    ops… sete !!

  • # 20
    Correre in Formula 3 con carburante al cioccolato - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] l’auto a birra ecco quella a “cioccolata […]

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