di  -  mercoledì 4 febbraio 2009

Da qualche giorno è disponibile la versione 5.0 di Google Earth che porta con se parecchie novità, tra le quali la possibilità di esplorare anche gli oceani, “tornare indietro nel tempo” ed infine creare dei propri tour da condividere con altri utenti.

Nonostante sia un prodotto che permette di navigare tra le stelle, grazie alla partnership con la NASA, sulla terra e come detto anche negli oceani, sul blog di Google possiamo leggere che “è ancora ben lontano dall’aver raggiunto la sua maturità. Per questo continuiamo a raccogliere i vostri commenti, i suggerimenti e le opinioni essenziali per farlo crescere e migliorare.”

Ma perché Google spende tempo e risorse in un progetto che ad una prima occhiata potrebbe sembrare poco remunerativo?

Come sottolineato da un post di Cnet, i motivi sono tanti. Innanzitutto si delineano due strategie di marketing una a corto e l’altra a lungo termine. Nel primo caso bigG tenta di monetizzare mediante la vendita di account Pro, immagini, spazi pubblicitari mirati grazie alla geo-localizzazione. Google Earth inoltre è una piattaforma che si avvale di innumerevoli informazioni messe a disposizione da utenti, che molto spesso non vengono pagati da Google.

Nella strategia a lungo termine, il colosso di Mountain View ha in mente di creare un prodotto che possa essere utilizzato per scopi didattici da giovani studenti, i quali possono cosi prendere confidenza con i prodotti offerti da Google e scegliere questi quando saranno nel mondo del lavoro; un po’ come avviene attualmente nelle scuole dove s’insegna agli studenti a familiarizzare con Windows e Office. Nei piani futuri Google prevede anche di inserire locali, bar, ristoranti, servizi, etc. all’interno del software cosi da poter essere un valido sostituto alle guide cartacee.

E da vedere anche in quest’ottica la scelta di bigG di far approdare sul browser Google Earth mediante apposite API (Che ironia della sorte per Chrome non sono disponibili). In definitiva, con questa quinta versione, Google sta portando avanti un progetto ambizioso che pur non avendo economie immediate, promette un grande cambiamento nell’approccio didattico alla geografia.

7 Commenti »

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.

  • # 1
    D
     scrive: 

    Sono i classici personaggi che hanno capito come funziona l’open source.
    La gente sgobba e loro contano i soldi. La gente è felice perchè si sente parte di qualcosa di importante (e poi ha aiutato san google contro microsoft, il grande satana, il drago della leggenda) e quelli di google pure perchè si fanno l’aereo nuovo.

  • # 2
    Alessandro
     scrive: 

    Si, però l’atteggiamento di Google ha un non so che di piacevole che gli altri non hanno: prendi proprio come esempio il fatto che le API non funzionino ancora con Chrome… Piuttosto che far aspettare anche per gli altri che fossero pronte, le hanno rilasciate per tutti, tranne che per Chrome. (certo a loro conviene, ma se pensi che fino qualche tempo fa, se non fosse per le multe dell’Unione Europea, microsoft chiudeva qualsiasi innovazione proponesse al suo Explorer solamente.)Inoltre non è vero che è un sistema in cui gli altri sgobbano e G guadagna, poichè, proprio per i meriti dell’OS, quei vantaggi sono per tutti, anche riutilizzabili per propri prodotti e lavori…

  • # 3
    Notty
     scrive: 

    brava Google.. riesce a passare per un’associazione no profit e c’è anche chi la difende :-D

    hehehe

  • # 4
    D
     scrive: 

    “Inoltre non è vero che è un sistema in cui gli altri sgobbano e G guadagna, poichè, proprio per i meriti dell’OS, quei vantaggi sono per tutti, anche riutilizzabili per propri prodotti e lavori…”

    Non mi risulta che google rilasci i sorgenti dei suoi programmi. Non trovo sorgenti di google earth o del famoso algoritmo di indicizzazione quindi se domani volessi farti il tuo mappamondo, IDE c++ e comincia pure dalle basi

  • # 5
    Nat
     scrive: 

    Personalmente riconosco a Google una grande professionalita’ e lungimiranza, sia a livello tecnologico sia economico.
    Tuttavia nn vedo mai di buon occhio quando un colosso inizia a dominare incontrastato in uno o + settori… cosi come e’/era per Microsoft.

    Non voglio entrare nel campo delle paranoie perche’ nn mi pare proprio il caso, pero’ e’ un dato di fatto che senza una seria concorrenza e con a disposizione fondi e risorse mooolto sostanziose ci vuole poco per decidere di cambiare rotta e cominciare a fare i propri comodi a spese di qualcun’altro.
    Dico solo che e’ sempre meglio guardare nel bicchiere dove si beve anche se e’ il Gigante “buono” a darcelo xD

  • # 6
    Notty
     scrive: 

    dubito seriamente che la concorrenza sia sempre positiva (e ne ho esempi nel mio lavoro da decenni..) così come dubito fortemente che il monopolista sia un male in tutti i casi..

    solo gli estremismi di chi scrive sono sempre e comunque un male inutile..

    per il resto.. personalmente.. non mi frega niente se google monopolizza il sistema di google earth… fra 10 anni diventerà a pagamento ?.. amen.. ho usato altri sistemi per molto tempo senza soffrire.. io non sono dell’idea che il lavoro altrui debba essere fruito gratuitamente da tutti.. per mangiare devo pagarlo il cibo.. e quindi se google fa google earth decida quello che vuole.. è suo.. io lo uso fino a che mi serve e per quello che serve e se posso.. sennò amen..

    fino a che il “gigante buono” mi da da bere e non mi sta avvelenando a me fa piacere che paghi lui..

  • # 7
    Nat
     scrive: 

    @notty nn mi pare di aver fatto estremismi, ho semplicemente espresso il mio pensiero con tutte le riserve del caso. Tuttavia il mio pensiero andava leggermente oltre al solo caso di google earth e alla possibilita’ che diventi a pagamento. Quando parlavo di cambiamento di rotta mi riferivo al rispetto della privacy e delle liberta’ degli utenti.

    Per concludere, anch’io sono ben contento se il “gigante buono” mi da da bere senza avvelenarmi e paga lui… sono meno contento all’idea di trovarmi nella condizione di poter bere solo da lui… cmq forse questa e’ una preoccupazione solo mia; ed e’ lungi dal voler essere una condanna nei confronti di google ne una catastrofica previsione :)

Scrivi un commento!

Aggiungi il commento, oppure trackback dal tuo sito.

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.