di  -  martedì 3 febbraio 2009

Secondo alcuni psicologi, un’eccessiva discussione e rielaborazione in contesto amicale dei propri problemi personali – definita co-rumination – può incoraggiare la depressione.

A questa teoria si affianca un recente studio condotto da Joanne Davilla e Lisa Starr della Stony Brook University, condotto su circa 80 ragazze di circa 13 anni d’età, che ha evidenziato come l’uso massiccio delle nuove tecnologie di comunicazione agevoli i processi deleteri innescati dalla co-rumination.

Il riflesso che questo studio ha su alcuni media britannici, porta tuttavia il marchio dell’incompetenza con cui  spessissimo la stampa generalista approccia i problemi tecnologici. Vediamo perché.

Su quotidiani inglesi di qualche fama, troviamo infatti titoli come “Why chatting too long on Facebook can get a girl down” o “Excessive chatting on Facebook can lead to depression in teenage girls”, come se le funzionalità di Facebook si riducessero all’instant messaging, come se l’IM lo avesse inventato Facebook e non appartenesse invece agli albori del Web.

Il motivo di questa conveniente mistificazione è molto semplice: Facebook è il mantra del momento, attira traffico e interesse, magari da parte di genitori che non vedono l’ora di trovare una soluzione semplice a problemi che semplici non sono.

14 Commenti »

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  • # 1
    Andrea
     scrive: 

    Eh, sì, i titoli dei giornali servono soltanto ad attirare l’attenzione… Oggi facebook è una sorta di amuleto che attira alla grande.

  • # 2
    Iro
     scrive: 

    oddio, questa me la devono spiegare davvero…. nel senso che la co-rumination è definita come potenzialmente danno da parte di alcuni, non vi sarebbero che alcuni studi a suffragare tale tesi, e da qui si dice: “facebook fa male” quando il messaggio corretto sarebbe “facebook secondo alcuni potrebbe anche fare male”….in pratica non si sostiene nulla di certo e lo si fa passare per verità di fatto….ah già chi legge certe riviste crede pure nelal astrologia che appunto afferma cose vaghe e le fa passare per verità…!

  • # 3
    paul
     scrive: 

    @ Iro

    è scritto col condizionale anche nei titoli inglesi:P

    l’unica cosa che penso di Facebook è che gli si da troppa importanza. Io sono per il vivi e lascia vivere. Se una persona vuole passare un po del suo tempo su un social network (che sia questo o quello non credo faccia differenza), per me ha tutto il diritto di farlo.

    Chiaro poi che se resti li a “bighellonare” per 10 ore di fila fa male alla salute. Ma come tutte le cose quando si esagera, e quindi si torna daccapo: vivi e lascia vivere :)

  • # 4
    VinDiesel
     scrive: 

    a quel buon uomo di Paolo Corsini tante cose da dire in poco spazio era un piacere leggerlo con quel suo dialetto tecnico ma comprensibile ai più incolti in materia….trattava gli argomenti senza premunirsi di eventuali commenti vi ha lasciati allo sbaraglio.
    nn parlo dell’autore in questione dell’articolo ma in generale di tutto appuntidigitali… notizie di poca sostanza molto ma molto discorsive per una notizia di 2 righe ne vengono spese 50… cercate di condire gli articoli con piu informazioni riguardo all’argomento preso in esame e diminuire eventuali opinioni pubbliche e personali.
    thanks

    1 vekkissimo lettore di hwupgrade

  • # 5
    Alessio Di Domizio
     scrive: 

    @ VinDiesel
    Guarda, arrivi puntualissimo. Qui ogni tot salta fuori un nuovo “caporedattore”. Ti rispondo come rispondo agli altri: se hai voglia di sporcarti un po’ le mani e pensi di avere qualcosa da dire, fammi un fischio.
    Niente di personale eh ;-)

    PS Nel blog i commenti personali non sono solo accettati ma richiesti. Non siamo qui per replicare HWU.

  • # 6
    Banjo
     scrive: 

    Un mondo di pecore…

  • # 7
    roberto
     scrive: 

    va beh
    a mia sorella2.0 ho messo 2 ore di internet al dì, altrimenti stava tutto il giorno… saltando anche scuola…

  • # 8
    Facebook nuovamente sotto processo mediatico « RaccoltaBlog
     scrive: 

    […] See the original post:  Facebook nuovamente sotto processo mediatico […]

  • # 9
    Doraneko
     scrive: 

    Premetto che sono abbastanza a favore delle cose nuove…
    Spero pero’ che Facebook venga chiuso e bon.
    Io sono stato iscritto e me ne sono tirato fuori.
    E’ una mina per la privacy che meta’ basta, un sito di phishing e’ nulla in confronto.
    Io mi ci ero iscritto solo per i giochetti, senza postare nessuna foto.
    Benche’ avessi ridotto avvisi e tutto il resto al minimo, Facebook continuava a mandare inviti senza il mio consenso.Mi son ritrovato amici che mi dicevano “Ma mi sono iscritto perche’ me lo hai detto tu!” e ogni tanto quando facevo il log-in scoprivo che “Tizio ha accettato di diventare tuo amico”, senza che io avessi chiesto niente a nessuno (ripeto, il mio scopo erano solo i giochini).Il bello e’ che una persona indesiderata che accettasse l’invito di Facebook spedito in automatico a nome mio, puo’ avere accesso ai dati del mio profilo, alle foto, ecc… finche’ io non ri-accedo a Facebook e lo blocco.

    I forum, i blog, il messenger di msn (esempio), ecc… penso che siano anche utili e divertenti, secondo me pero’ con Facebook si e’ esagerato.Ripeto, spero che sti “processi mediatici” facciano da volano e che Facebook o chiuda o venga fortemente limitato.
    Qua non si tratta di liberta’ di espressione (che grazie a internet ne abbiamo a volonta’), qua si tratta di mettere in vetrina la vita delle persone e di lucrarci sopra…

  • # 10
    Flare
     scrive: 

    Prima era il momento di Second Life, ora è il momento di Facebook; due cose diverse, ma che attraggono in maniera uguale le perverse attenzioni dei media sensazionalistici.
    Prima ancora era il computer stesso in sé su cui veniva puntato il dito.
    Ovvio che le cose vanno usate nel modo adeguato, ma l’allarmismo di fondo (nenche tanto di fondo) va in tutt’altra direzione.

  • # 11
    BrightSoul
     scrive: 

    In realtà questo studio non mi sorprende… i teenagers hanno da sempre la tendenza – loro malgrado – ad ingigantire i loro sentimenti. Questo lì porta già di per sé a provare profondo rammarico anche per i più banali problemi (di cuore). Il fatto che Facebook gli permetta di unirsi al fanclub dei “tredicenni delusi dalla vita” li puà portare in una spirale di abbrutimento.

    Il problema non è tanto Facebook quanto le persone incaricate a prendersi cura di questi tredicenni. Così come un tredicenne ha bisogno di mangiare, vestirsi e studiare, ha ulteriore importante bisogno di essere guidato a comprendere i sentimenti che sta sperimentando per la prima volta. Alcuni riescono a cavarsela da soli, altri invece no. Lo psicologo si può evitare se i genitori si sforzassero di comprendere cosa sta passando di là in camera sua il proprio figlio/a.

  • # 12
    Wolf01
     scrive: 

    Il problema di facebook e altri IM, diari personali o quant’altro è fondamentalmente uno: ci si affeziona troppo.
    Come descritto nell’articolo, specialmente le ragazze adolescenti sono fortemente predisposte ad usare questi media per fare nuove amicizie, chattare e menarsela, però non riescono a capire che amicizie di questo genere sono virtuali, che si fanno e si rompono in continuazione… e vanno in depressione quando questo succede.
    Se la tua face-amica-del-cuore non ti risponde entro 15 minuti al post che le hai lasciato non è che non vuole essere tua amica, ma magari ha anche altre cose da fare.
    Su facebook, ma anche in tantissimi altri posti quali forum, irc, blog, è facilissimo mettere anche in atto scambi di identità supportati dal fatto che IO non so chi sei TU che stai scrivendo dall’altra parte del filo di rame.
    Quest’ultima cosa è successa ad esempio a mia sorella, ha fatto amicizia con una famosa attrice e questa adesso è decisamente incavolata perchè della gente tra gli “amici” di mia sorella ha “rubato” e modificato delle foto dal profilo.
    Bhe? Fai a meno di postare certe cose, oppure mettiti in testa che quando metti una cosa nel web non è più tua ma del web.
    Torno a parlare col mio chatbot su irc va, che almeno sono sicuro che non è un deficiente come molta gente, mi dà sempre retta ed è sempre disponibile quando voglio io.

  • # 13
    paul
     scrive: 

    In effetti il problema della privacy non è da trascurare. Ma purtroppo, secondo me, facebook è solo l’ultimo dei tanti modi di farsi gli affari degli altri. La gente da sempre spettegola, dicendo fesserie e cattiverie sulle altre persone. Con la differenza che la chiacchera viene spesso dimenticata, mentre se diffusa sul web rimane li… e questo è brutto.

    Ma non si può chiedere a 150 milioni di persone (gli utenti di facebook) di rinunciare ad un loro passatempo perchè questo gli da la possibilità di infrangere la mia privacy…. Esistono altri mille sistemi per infrangerla, e le persone da sempre li “sfruttano”.

    La mancanza di privacy che ci avvolge non è nata con facebook, è nata quando è nato il primo uomo.

    Sono un po pessimista direi :P Tutto il discorso è ovviamente IMHO e rimango della mia idea iniziale. Vivi e lascia vivere

  • # 14
    Wolf01
     scrive: 

    No bhe certo che non si può chiedere questo a 150 milioni di persone, ma si chiede almeno di non trasformare facebook in una nuova televisione dove se è lì allora ci si deve credere per forza.
    Sinceramente a facebook preferisco di gran lunga blog come questo dove almeno si possono fare critiche costruttive e anche confutare la correttezza delle informazioni postate dai blogger.
    Su facebook, come in molte altre parti, è molto difficile se non impossibile dimostrare l’affidabilità della persona con cui si sta parlando o si vuole diventare amico.
    In sostanza basta un po’ di senso critico, verso gli altri e verso se stessi, tipo se io faccio X che reazione potrebbe scatenare? Se io metto online i miei fatti privati e una persona molto in gamba si spaccia per me, chi delle due sono io?

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