di  -  martedì 27 gennaio 2009

Omicidi efferati se ne verificano in continuazione nel mondo, purtroppo. Negli ultimi giorni è balzato agli onori della cronaca della stampa italiana e mondiale quello commesso da Wayne Forrester ai danni della moglie. Perché proprio quello? Sostanzialmente perchè nella confessione, Wayne ha detto di aver commesso l’omicidio in seguito al cambiamento dello status da “sposata” a “single” della moglie.

cluedo

Questo ha offerto immediatamente alcuni non trascurabili vantaggi:

  • semplicità ne creare un titolo ad effetto: uccide la moglie per colpa di Facebook
  • possibilità di chiamare in causa uno dei fenomeni del momento, il più popolare, conosciuto ed utilizzato social network al mondo, con immediati effetti di immedesimazione
  • richiamo alle paure nascoste di tutti gli uomini, soprattutto di chi, conoscendo poco lo strumento, vede Internet in generale come un luogo pericoloso, che espone a rischi maggiori, come se si trattasse di una periferia degradata, un luogo oscuro, dove la mossa sbagliata puoi pagarla a caro prezzo

Chi conosce e frequenta Internet sa o dovrebbe sapere che ci sono dei comportamenti che possono esporti a dei rischi, ad esempio possono ridurre la tua privacy, ma il pericolo maggiore, continua in realtà a venire dal mondo reale. Sembra sciocco doverlo dire, ma il signor Wayne Forrester non avrebbe mai potuto nuocere fisicamente alla moglie, solo tramite il social network.

Ed è quasi irrispettoso che di un omicidio si debba parlare in merito alla sua relazione con uno strumento di svago e relazione online, e non per quello che è: il gesto folle di un uomo nei confronti di una donna con cui è stato sposato. Irrispettoso nei confronti della donna e nei confronti dei lettori, che vengono attratti da quel titolo ad effetto a leggere una storia del famoso modello “uomo morde cane”, quella che fa molto più notizia del banale “cane morde uomo”.

Basta, questo tipo di giornalismo ha stufato. Dateci i fatti, raccontateceli in maniera non banale, se volete, e se potete, ma non prendeteci in giro: se un uomo, sotto l’effetto di droga e alcol uccide la ex moglie con la mannaia, dopo averla minacciata numerose volte, non lo fa perché lei ha cambiato status su Facebook. Rispetto.

[foto credit: so it goes]

9 Commenti »

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  • # 1
    connex
     scrive: 

    In ogni caso Facebook ha davvero rotto… non se ne può più di sentirlo nominare dappertutto! Ha raggiunto i livelli dell’iPhone… bah…

  • # 2
    Paganetor
     scrive: 

    be’, la notizia del corriere non mi sembra sbagliata… dopotutto è andato “fuori di testa” perchè lei aveva esternato la sua condizione di single… che poi in molti ci “marcino” contro internet sono d’accordo, ma non ho letto “uccide la moglie per colpa di internet”.

  • # 3
    Gustavo
     scrive: 

    sicuramente può essere stata la goccia che ha fatto trabbocare il vaso, il fatto è che ormai il solo nominare facebook fa tendenza, ad esempio non c’è programma tv o radio di tipo giovanile che non citi almeno una volta facebook, anche se non centra niente

  • # 4
    v1
     scrive: 

    io sono d’accordo al 100% con Markingegno

  • # 5
    claude
     scrive: 

    Concordo.
    Sembra che i media tradizionali trovino di maggior effetto la notizia se condita di qualcosa di relativo alla rete (facebook, youtube ecc…).
    Peccato che facciano diventare questo “qualcosa” il protagonista della notizia(o comunque gli danno troppo peso), invece che una parte spesso scarsamente rilevante della notizia.

    La notizia dell’omicidio, molto probabilmente non sarebbe mai arrivata in Italia se non ci stato Facebook di mezzo! Eppure e’ resa famosa e’ importante proprio da FB, invece che sottolineare la gravita’ del delitto.

  • # 6
    Jacopo Cocchi
     scrive: 

    x claude

    credo che una spiegazione del risalto a cui viene dato questi eventi (al di là della drammaticità che portano con sé) sia che i media tradizionali in qualche modo sentano di perdere sempre più importanza, presa nel pubblico e in qualche modo forse anche credibilità (perché poi il livello della tv qualitativamente è quello che è, diciamocelo) rispetto alla Rete, che sicuramente offre molta mediocrità ma al tempo stesso anche molta più scelta.
    E’ senz’altro molto più democratico come tipo di media.

    Per cui si da risalto come per dire “avete visto, è colpa di queste nuove cose malsane come Youtube e Facebook che c’è la perdita dei valori” come se sostituissero in toto le colpe invece che risiedono nelle persone che li usano o nella società che forgia quelle stesse persone.
    Su Facebook si possono incontrare magari potenziali omicidi, cosa facciamo chiudiamo Facebook?
    Si può ammazzare qualcuno anche con una biro, ma certo non mettiamo fuorilegge le penne a sfera.
    Voglio dire, sono discorsi senza senso, davvero.
    Non posso che concordare con Marki.

  • # 7
    Massive
     scrive: 

    Serbbe stato lo stesso se l’avesse vista senza fede al dito in un bar con le amiche….

    Personalmente non mi interessano ne i fenomeni del momento come FB, ne i talent/reality/talk-show dove litigano per fare spettacolo senza venire mai a capo di niente, ne le notizie riempitive o pseudo-clamorose dei media classici, ma finchè ci sono milioni di persone che seguono questo denere di cose, la qualità di questi servizi non potrà mai migliorare -.-‘

  • # 8
    asdo
     scrive: 

    anche a me i fenomeni del momento non interessano, sto ancora valutando se prendere il numero di telefono e una automobile a gasogeno.

  • # 9
    battagliacom
     scrive: 

    queste sono le notizie che allontanano le persone che magari avevano deciso di avvicinarsi alla tecnologia.

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