di  -  lunedì 26 gennaio 2009

casa carta riciclata1

L’azienda Wall AG ha recentemente messo sul mercato una interessante casa prefabbricata realizzata con carta riciclata che puo’ farvi spendere, tra acquisto ed installazione, meno di 5000 dollari.

Costruita con un nuovo tipo di materiale basato sulla cellulosa, la Universal World House è leggera, economica, ben isolata e molto solida, un ottimo ed interessante prodotto per aree in via di sviluppo, per i senza tetto oppure per gli sfollati.

Inventata da Gerd Niemöller, questa abitazione misura 36 metri quadrati, pesa meno di 800 kg e puo’ durare per generazioni. Assieme alla casa, viene fornito l’impianto idraulico, otto letti singoli e matrimoniali, e un arredamento basilare. Inoltre, la struttura permette l’apertura delle pareti esterne per poter sfruttare la luce del sole.

Questo prefabbricato modulare è costruito  con Swisscell, un materiale che utilizza cellulosa estratta da carta e cartone. Questo materiale è impregnato con una resina e ha una struttura ad alveare, cosa che permette un ottimo isolamento e un buon rapporto resistenza/leggerezza.

casa carta riciclata2

Facile da montare e da trasportare. Niemöller ha dichiarato che: “Fin dall’inizio, il nostro obiettivo era quello di creare pratici, ecologici ed economici quartieri per le zone piu’ povere del mondo”.

casa carta riciclata3

Fonte: Times online

12 Commenti »

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  • # 1
    Pio Alt
     scrive: 

    Saranno anche “pratici ed economici” i quartieri di queste case, ma non certo “ecologici” visto che la carta impregnata di resina non si potrà più riciclare e la resina non è certo quella estratta dagli alberi…
    Inoltre casette di un solo piano occupano grandi quantità di territorio che potrebbe essere piantumato a bosco o coltivato assai più ecologicamente.

    La mia è una polemica ma mi danno fastidio quelli che usano l’ecologia per mentire in modo più credibile.

  • # 2
    Alessio F.
     scrive: 

    In effetti anche le porte odierne “in legno” sono fatte in questo modo e funzionano per decenni.

    Vedremo

  • # 3
    Alessio Di Domizio
     scrive: 

    @ Pio Alt
    “La mia è una polemica ma mi danno fastidio quelli che usano l’ecologia per mentire in modo più credibile.”

    Fino ad oggi le case si costruiscono con materiali non riciclati e, una volta demolite, presentano varie difficoltà di smaltimento. Questa almeno sul versante costruttivo usa materiali riciclati, quindi un miglioramento c’è. O sbaglio?

  • # 4
    D
     scrive: 

    E se tornassimo alle Insulae fatte con i mattoni d’argilla e legno ?
    Si pretende tanto di reinventare la ruota ma la soluzione è non solo vecchia ma antica

  • # 5
    Ilruz
     scrive: 

    Beh, in america le case sono in legno da una vita … anche in inghilterra, ho un parente con una casa decisamente grande (sette camere da letto, e cinque bagni) su tre piani – interamente in legno, compreso il tetto che pero’ e’ coperto di un sottile foglio di piombo e tegole di catrame.

    Secondo me ci vuole meno a farle di legno che a farle di carta e impregnarle di resina: quelle che qui in italia son travi di cemento li sono travi di legno, le pareti divisorie sono realizzate in fogli di “truciolato”, diverso dal nostro: sono praticamente delle grosse schegge di legno pressate e incollate insieme.

    Francamente per le case in carta vedo un campo di utilizzo molto molto limitato: a voler essere cattivi si direbbero costruite per ottenere fondi da qualche ente.

  • # 6
    Simone
     scrive: 

    Beh, avrà tanti limiti, poi sul piano puramente ecologico anche Pio Alt ha ragione nell’intervento 1, però devo dire che una soluzione così, applicata in luoghi disastrati (dopo i terremoti ad esempio), dove le alternative (quando arrivano!!!) sono le roulotte od i container, mi sembra piuttosto valida…certo nn ci vedrei bene una città, però come soluzione di “emergenza” mi sembra interessante

  • # 7
    AndreaG.
     scrive: 

    si in America le case sono di legno, ma dopo 20 anni le tirano giù per ricostruirle. da noi ci sono palazzi di 400 anni fa abitabili…. e se hai una casa di legno e stai dalle parti dove il vento tira forte…….. vorrei proprio vederlo un uragano che abbatte casa mia!

  • # 8
    arkanoid
     scrive: 

    Non è una cxattiva idea, penso che i compositi diventeranno di uso comune in futuro, e il nido d’ape è certamente la struttura migliore per conferirgli reisistenza e solidità. Bisogna vedere anche come è fatto e se le resine utilizzate siano potenzialmente nocive, dato che un po’ di vapori li emetterebbero comunque. Basare un’edilizia ultra popolare su questo sistema non è comunque proponibile al momento a causa delle limitazioni normative in termini di isolamento, reistenza a livello di sismica e durabilità nel tempo. E’ un buono spunto ma non per i barboni. Creare dei ghetti di baracche di carta con dei barboni dentro non mi sembra una soluzione. Diverso il discorso zone disastrate, effettivamente delle case costruite con pannelli sandwich permetterebbero il trasporto di grandi quantità di abitazioni benchè misere per esempio via nave, in grado di essere costruite in pochi giorni dagli stessi abitanti aiutati da dei “professionisti”. Ciò sarebbe anche un ottimo indotto per la creazione di una nuova filiera del composito nei paesi occidentali, con ricerca riguardo ai materiali con un ciclo di vita poco inquinante e compatibile con la sopportazione di carichi di questo tipo (il problema principale sarebbe il vento)

  • # 9
    linda
     scrive: 

    è anke bella ma non cosi resistente per me andrebbe molto meglio il legno

  • # 10
    giulia
     scrive: 

    se arriva un forte vento o acquazzone la casa è distrutta da mara,giulia e andrea

  • # 11
    Lara
     scrive: 

    Secondo me andrebbe bene x chi non ha soldi x comprare una casa

  • # 12
    michele
     scrive: 

    io ci abiterei molto volentieri così non dovrò diventare matto per pulire la casa

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