di  -  lunedì 19 gennaio 2009

Per la nostra Rubrica “The Hot Spot” vi parleremo di un nuovo dissipatore per cpu della Coolermaster, presentato al recente CES2009:  il V10 Hybrid Tec Cooler. Il dissipatore, dalle dimensioni imponenti, viene presentato come una vera e propria innovazione nel campo del raffreddamento per cpu, integrando ben 2 ventole da 120mm e tre corpi dissipanti con heatpipe. Ma l’innovazione sta nell’utilizzo di una cella di peltier da 40mm integrata nel dissipatore che dovrebbe, secondo il costruttore, dissipare fino a 200W.

Il dissipatore, a prima vista, incute un certo timore, viste le dimensioni, ma ciò che ci interessa è l’implementazione della cella di Peltier nel dissipatore, in maniera decisamente diversa da quanto ci si potrebbe aspettare da una soluzione del genere. Il modulo TEC (Thermo Electric Cooler) infatti non è posizionato a diretto contatto con la cpu tramite un cold plate, come siamo soliti vedere in soluzioni simili, ma è installato sul lato del corpo dissipante, ed il suo funzionamento sfrutta la presenza di heatpipe ed un corpo dissipante dedicati.

Il sito TweakTown.com mostra, in esclusiva, le prime immagini di questo particolare prodotto, dalle quali si nota subito la particolarità cui accennavo prima:

coolermaster_v10preview_002_reduced.jpg

Image courtesy of TweakTown.com

Come si vede dall’immagine immediatamente sopra alla base del dissipatore troviamo il modulo di alimentazione della cella di Peltier, che si trova invece sulla sinistra, inglobata in un “sandwich” di due placche di metallo (molto probabilmente rame) ed inclinata di 45°, per facilitare l’installazione sulla scheda mare e quindi non toccare componenti prossimi al socket.

L’immagine del dissipatore privato della copertura in plastica nera mette in evidenza la complessità di costruzione del dissipatore, con ben 3 corpi alettati e separati:

coolermaster_v10preview_007_reduced.jpg

Image courtesy of TweakTown.com

L’idea alla base di tale soluzione è abbastanza semplice: mentre i due corpi alettati principali, a destra nell’immagine qui sopra, svolgono lo scopo di raffreddare il processore durante il normale utilizzo (web browsing, email, document editing), e quindi con poco carico, il terzo elemento a sinistra, ben più grande, serve a raffreddare i bollenti spiriti della cella di Peltier quando il processore è a pieno carico, e quindi quando è veramente necessario un raffreddamento estremo. Il modulo di alimentazione provvede ad alimentare la cella di Peltier solo quando necessario, evitando, quindi, sprechi di energia elettrica e la pericolosa condensa che si formerebbe se la base del dissipatore raggiungesse temperature al di sotto della temperatura ambientale.

Il corpo alettato a destra, parallelo al piano della scheda madre, contribuisce inoltre a raffreddare i moduli di ram. Soluzione geniale, se non fosse che data la sua posizione, impedisce l’installazione di moduli con heatspreader più alti del normale, come per esempio quei modelli con heatpipe integrate (un esempio le OCZ Hyper X, come lamentato da un beta tester in un forum australiano).

Ma veniamo alla teoria che sta dietro al funzionamento di questo dissipatore della Coolermaster. Come scritto prima, la cella di Peltier entra in funzione solo quando necessario, e quindi quando il processore è sotto stress. Il modulo è collegato alla base del dissipatore tramite 4 heatpipe come si nota dall’immagine sottostante:

coolermaster_v10preview_008_reduced.jpg

Image courtesy of TweakTown.com

In pratica, quando necessario la cella di Peltier raffredda la placca inclinata a 45° posta sul lato del dissipatore e questa, a contatto con le 4 heatpipe, provvede a dare un ulteriore “boost” di raffreddamento alla base effettivamente in contatto con la cpu. Il calore prodotto dalla TEC viene quindi smaltito dal corpo alettato immediatamente sopra la TEC, tramite le 4 heatpipe dedicate.

In linea di principio, il dissipatore è decisamente interessante: alle grandi capacità di raffreddamento delle heatpipe tradizionali aggiunge un sistema di raffreddamento termoelettrico decisamente ben congegnato, regolato e, si spera, efficiente. Cosa volere di più dalla vita?

Oltre al classico amaro, sinceramente vorrei anche un dissipatore che non consumasse lui solo come l’intero PC. Il problema infattiè che secondo i dati di targa di questo dissipatore che incominciano ad emergere sul web la cella di peltier consuma, da sola, 70W quando alimentata a 12V. Se riprendiamo le dichiarazioni del costruttore in merito alle prestazioni del V10 Hybrid Tec Cooler, vediamo come dei 200W dichiarati, già 70W sono “prenotati” dalla cella di Peltier. Si sa infatti che quando si utilizza una cella di Peltier per poter dissipare calore da un chip, i watt totali da dissipare saranno quelli del chip addizionati a quelli della cella stessa.

In pratica, se a 12V la cella consuma 70W, e la usiamo per dissipare un processore che già di suo consuma 100W, eccoci arrivati a 170W totali da dissipare. Decisamente troppo vicini al limite dei 200W propagandati dalla Coolermaster, poiché non lasciano molto spazio ad eventuali overclock, ipotetico target per soluzioni simili, con i quali il processore può tranquillamente superare i 150W di consumo.

Ovvio che il calcolo qui sopra è decisamente semplicistico, in quanto non tiene conto delle perdite nelle varie trasformazioni di energia che necessariamente caratterizzano il funzionamento del processore, ma è indicativo di come in realtà la cella di Peltier sia tutto sommato un palliativo, in termini di prestazioni, ed una spada di damocle in termini di consumi.

Con i tempi che corrono, dove si cerca di ottimizzare al massimo i consumi dei nostri pc, immettere sul mercato un dissipatore che non solo è enorme e presenta problematiche di compatibilità con alcuni modelli di memorie, ma che inoltre aumenta i consumi del pc, e non di poco (70W non sono certo pochi per un pc), quanto meno reputo  l’offerta della Coolermaster un esercizio di stile più che un valido prodotto commerciabile.

Già in passato diversi produttori hanno tentato la strada del TEC Cooling, con scarsi successi sia in termini di prestazioni che in termini di successo commerciale. C’è da chiedersi perchè la Coolermaster abbia deciso di intraprendere la stessa ardua, quando il passato ha già dimostrato che tali soluzioni sono costose, inefficienti, e decisamente avide di energia elettrica. Alla faccia del Green Computing che il mondo dell’IT sta, finalmente, abbracciando.

10 Commenti »

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  • # 1
    stesio54
     scrive: 

    Sarò all’antica… ma a me le tec convincono solo sotto un kg di rame…. raffreddato a liquido ovviamente!

  • # 2
    stette
     scrive: 

    questo arnese mi garba, ma chissà quanto costa!

  • # 3
    D
     scrive: 

    Questo arnese è una porcheria come la stragrande maggioranza dei dissipatori formato “mostro”.
    Sono semplicemente enormi, si fissano su delle schede che per progetto non dovrebbero reggere più di un certo peso (in genere 500/600 gr) e che qui viene più che raddoppiato.
    La forma che hanno rende spesso difficoltosa se non impossibile l’ordinaria manutenzione, fondamentalmente non hanno alcun equilibrio, stabilità. Basta una minima vibrazione ed il computer non si accende più perchè questo tir s’è smosso quanto basta per mandare in protezione qualcosa. Se poi si montano con le graffette invece che con le viti (pare incredibile, assurdo, ma sono pronto a scommetterci che qualche genio penserà di fissarli così) letteralmente si spacca l’anello nero nero che danno insieme alla scheda madre così se siete fortunati dovete solo dare il via ad un’immensa caccia al tesoro per trovare il pezzo nuovo, diversamente, se qualcosa non ha fermato la caduta del coso, questo colpirà in pieno qualche altro componente come la scheda video (e si sa, chi compra sta roba poi si accontenta di una schedina 30 euro, non va a mettere un altro mostro… nooo…).

  • # 4
    Giacomo
     scrive: 

    Domanda: ma a questo punto per comprarsi una cosa del genere, non conviene davvero farsi un liquido? E’ + sicuro, meno pesante e non fa condensa, no?

  • # 5
    D
     scrive: 

    No ma a sto punto comprarsi un computer potenziato per quello che si deve veramente fare e non solo per fare a gara a chi ce l’ha più lungo ?
    E’ pieno di gente che compra sistemi quad core con doppia scheda video ed amenità varie per poi scoprire che ci navigherà su internet, scaricherà da emule, scriverà con word e balle simili.
    Ma si può ?
    Quel coso lì dovrebbe dissipare fino a 200W di calore cioè la cpu dovrebbe succhiare dall’alimentatore fino a 200W (e forse oltre), senza contare scheda madre, unità, schede video ecc.ecc.ecc.
    Ma hanno tutti una cabina dell’enel in casa ?

  • # 6
    George Clarkson (Autore del post)
     scrive: 

    @ D

    Veramente i 200W sono calcolati includendo anche i watt che consuma la cella di peltier, e quini 70W. Significa che la CPU al massimo può consumare 130W. Una qualsiasi CPU mid/high end, overclocckata, anche di poco, super abbondantemente tale figura…

  • # 7
    Riccardo C. [Gibbo]
     scrive: 

    Il raffreddameto a TEC è decisamente “passato di moda”

    Eccessivo per l’uso in daily, surclassato dai Phase / DI /Azoto per i bench…

  • # 8
    Ale
     scrive: 

    ma scherziamo??? secondo me dissipa 200 W senza considerare la cella di peltier, altrimenti i phenom da 125W come fanno? Non credo che tutti abbiano una ca**ta del genere…
    Inoltre non capisco a cosa serva la cella di peltier, se non a fornire ulteriore calore da dissipare, quando basterebbe avere anche la terza parte con le heat pipe collegata direttamente al processore, con buona pace dei consumi e watt dissipati secondo me uguale..

  • # 9
    Notty
     scrive: 

    resto con il mio bel thermalright true 120…

  • # 10
    sinadex
     scrive: 

    perderei la stima di chiunque acquistasse una cosa del genere…

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