di  -  venerdì 16 gennaio 2009

patent_dont_stop_progress.jpg Nel periodo dei bilanci e le statistiche per l’anno appena concluso IBM si vanta di aver registrato in un solo anno la bellezza di 4186 brevetti. In questo campo la compagnia statunitense continua a macinare record (di IBM anche il brevetto più lungo in assoluto per numero di battute) e se ne vantano anche. Più di 4000 brevetti sono tanti: il triplo di HP e più di HP, Microsoft, Google, Apple, Oracle, EMC e Accenture tutte insieme.

Contemporaneamente i vertici IBM hanno annunciato di voler aumentare a più di 3000 le pubblicazioni di invenzioni, preferendole ai brevetti per dare impulso all’innovazione e all’economia in recessione. O almeno così dicono.

Big Blue è un esempio di quanto la ricerca possa essere remunerativa. La compagnia negli ultimi anni si è sganciata da diversi settori produttivi e commerciali in cui aveva una posizione consolidata che presentavano margini di guadagno sempre più striminziti a causa dei costi sempre in discesa e concorrenza sempre più agguerrita  (ricordo ad esempio la divisione storage ceduta a Hitachi, e il settore PC venduto a Lenovo), concentrando gli sofrzi nella ricerca tecnologica a tutto campo e nelle soluzioni informatiche nel settore enteprise, in cui l’innovazione è pagata a caro prezzo dai committenti.

Tra i settori in cui IBM è presente con grandi risorse,  possiamo sicuramente menzionare la ricerca medica, le nanotecnologie e le tecnologie votate all’integrazione sempre più spinta nei chip di silicio.

Non mancano poi spiragli di fantascienza con studi che puntano all’emulazione di cervelli di supercalcolatori.

Vedere un’azienda così in salute, che in piena crisi mondiale assume migliaia di lavoratori, fa rimpiangere l’Italia dei bei tempi, quando le aziende di questo Paese facevano scuola, prima di venire spolpate da sciacalli e corrotti. Allo stesso tempo però qualche riserva andrebbe avanzata.

Una tale mole di registrazioni, tutela sì IBM, ma può penalizzare, oltre ai concorrenti, anche il mercato stesso.

4187 brevetti rappresentano 4187 possibili paletti all’innovazione da parte della concorrenza.
La mente umana funziona per associazione, rielabora e smonta e ricompone quello che ha intorno sotto altre sembianze, decontestualizzando quello che apprende per dare forma a nuove possibilità in tante discipline, ma che alla fine seguono gli stessi percorsi e gli stessi principi.
Una volta compreso questo non è difficile immaginare che una determinata idea, possa essere elaborata da diversi individui, anche distanti fisicamente, ma inseriti nello stesso contesto storico e culturale.

Si potrebbe quindi dire che stiamo assistendo quasi ad una sorta di monopolizzazione dell’ingegno in determinati settori. Il problema peggiora perché prodotti derivati da tali brevetti, che poi entrano a far parte integrante della nostra vita o di un determinato percorso tecnologico-scientifico, sempre per via della nostra natura, sono destinati a diventare la base delle evoluzioni tecnologiche e ingegneristiche successive. Il possesso di un brevetto rende necessario il pagamento di diritti d’uso, anche da parte di chi lo evolve e lo migliora, o lo utilizza come parte di una nuova idea.

Teniamo sempre presente che se il motore a scoppio che ha invaso il mondo e reso possibili i moderni trasporti, la generazione di elettricità e una forte evoluzione tecnologica dell’industria,con una costante evoluzione tecnologica, lo dobbiamo anche al fatto che il brevetto che ne attestava l’invenzione oramai è scaduto da più di un secolo.

7 Commenti »

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  • # 1
    Alexis80
     scrive: 

    Che sia proprio informa ho i miei dubbi l’anno non è andato bene e si dice, anzi lo dice Ibm, che ha 16000 esuberi che non sono pochi.
    Invece di fare 4800 brevetti pensasse a fare il suo lavoro.e tagliasse un pò di costi dirigenziali.

  • # 2
    Mike
     scrive: 

    Impressionante, ma al contempo poco indicaticativo il numero, in quanto la maggior parte di quei brevetti potrebbe essere destinata a cose di poco conto. Secondo me sarebbe meglio concentrarsi su meno brevetti ma di gran peso, anche se a priori non si conosce la natura di tutti questi brevetti.

  • # 3
    massimo m.
     scrive: 

    secondo me basterebbe usare il buonsenso: si puo’ brevettare cio’ che e’ innovativo.
    se non si potesse brevettare nulla le aziende che adesso fanno ricerca smetterebbero di botto. se un’azienda inventa qualcosa e un’azienda concorrente potesse sfruttarla a costo zero, nessuno farebbe piu’ ricerca.
    pensiamo anche alla farmaceutica. si fermerebbe la ricerca di nuovi farmaci. ovvio che la situazione attuale e’ pessima, ma ci fosse una via di mezzo, sarebbe l’ideale.

  • # 4
    Notty
     scrive: 

    ben venga che brevettano.. ci mancherebbe altro.. lavorano per la gloria ? io credo che lo facciano per pagare gli stipendi fra le altre cose.. il problema è se questi brevetti vedranno mai la luce.. ma questo chi lo sa..

    in ogni caso ben venga che qualcuno fa ricerca.. mi spiace che ci sia chi vede il negativo anche in questo..

    4187 cose studiate in più.. 4187 progetti che hanno dato lavoro a qualche persona..

    io vedo quello..

    qualcuno vede paletti.. vede immobilismo.. in un settore dove la ricerca fa vivere la gente..

    bah..

    brava IBM

  • # 5
    Felix
     scrive: 

    @Notty
    Io la vedo cosi:
    Chi sa quanta gente non lavorerà (o guadagnerà di meno) perché deve pagare i diritti per usare (faccio un esempio) la propria applicazione che fa uso di una progress bar…
    (La realtà non è proprio cosi, ma è per rendere il concetto)

  • # 6
    Pietro R.
     scrive: 

    I brevetti assurdi come quello sulla progress bar, lo one-click-buy di amazon e simili andrebbero eliminati tutti, non vaglono nulla.
    Ma d’altra parte chi fa ricerche serie che costano milioni di dollari, durano anni e anni e richiedono il lavoro di decine di persone qualificate hanno tutto il diritto di brevettarne il risultato. Anche in ambito software.

  • # 7
    Anonimo Codardo
     scrive: 

    Come è già stato fatto notare su Reddit.com, il numero non vuol dire niente… insomma… hanno brevettato il metodo trim()….

    http://patft.uspto.gov/netacgi/nph-Parser?Sect1=PTO1&Sect2=HITOFF&d=PALL&p=1&u=%2Fnetahtml%2FPTO%2Fsrchnum.htm&r=1&f=G&l=50&s1=7,475,086.PN.&OS=PN/7,475,086&RS=PN/7,475,086

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