di  -  mercoledì 14 gennaio 2009

panasonic_dmc-g1_dpreview.jpg

Il Micro Quattro Terzi, nuovo formato  per fotocamere digitali che ha suscitato interesse e curiosità fin dalla sua presentazione, venne annunciato nell’agosto scorso.
La promessa iniziale era quella di coniugare la praticità di una compatta con la versatilità e la qualità d’immagine di una Reflex, ma la Panasonic DMC-G1 , ovvero il primo prodotto conforme a questo formato presentato al pubblico, non è stata all’altezza dell’hype creato in precedenza, con un certo malcontento espresso anche dagli utenti di Hardware Upgrade.

Al di là dei risultati visti però, vale la pena fare delle considerazioni e tenere sotto controllo questo form factor, perché in futuro potrebbe far breccia nei cuori di molti fotoamatori.

micro_quattro_terzi_dimensi.jpgIl Micro Quattro Terzi, detto in soldoni, è una Reflex in miniatura. In dimensioni paragonabili a quelle di una bridge, si è cercato di unire la flessibilità delle ottiche intercambiabili e dal diametro importante, alle dimensioni e il peso contenuto (oltre che alla silenziosità) di una compatta.
La miniaturizzazione è possibile grazie all’eliminazione del mirino ottico e quindi anche di specchio e pentaprisma e all’adozione di un sensore e ottiche che rappresentano un compromesso tra qualità dell’immagine e dimensioni.

Ho usato la parola compromesso non a caso, perché la Panasonic DMC-G1 rappresenta esattamente un compromesso tra due mondi completamente separati, che sembra non essere piaciuto a nessuno.

Ad un prezzo tutt’altro che allettante di circa 660/700 euro si acquista un oggetto che pur avendo prestazioni superiori alle compatte non può rivaleggiare con la classe superiore e che, allo stesso tempo, non si presta a entrare in tasca agevolmente o anche soltanto a essere gettato con noncuranza in una borsa.
La presenza del mirino digitale inoltre è più che sufficiente per scoraggiare chi cerca una Reflex, considerato oltretutto che un’ottima Nikon D60 in versione kit ormai la si paga 450 euro o addirittura meno.

Vista la delusione suscitata dalla G1, Olympus ha sondato il terreno con una MQT che, pur mantenendo ottiche intercambiabili, perde il mirino e sposta il target avvicinandolo alle compatte. In questo modo non si deludono le aspettative qualitative, ma si va a creare una sovrapposizione con prodotti già visti, perdendo parte dell’originalità del nuovo formato.

Fin’ora dunque niente di buono, ma non vuol dire che non valga la pena scommetterci per il futuro.
Oggi il Micro Quattro Terzi è penalizzato da limiti tecnologici, legati alla dimensione del sensore ridotta rispetto anche ai formati DX e APS-C (usati nelle Reflex economiche di Nikon e Canon), che risulta penalizzante in fatto di rumore a sensibilità elevate e anche le lenti di diametro inferiore sono più soggette a imperfezioni. Allo stato attuale poi, un display non può essere paragonato a un pentaprisma neanche lontanamente.

La tecnologia però, come si sa, corre: una nuova generazione di sensori meno sporchi e una migliore resa del LiveView in condizioni di scarsa luce, potrebbero già essere i presupposti per far voltare molti di quelli che ora danno le spalle a questo formato.

Chi ama la fotografia non sente il peso di una tracolla, ma sa anche che spesso si perdono scatti importanti perché l’ottica più adatta è rimasta a casa.
Avere dietro un corpo macchina insieme a tre ottiche, nello spazio che attualmente è occupato da una Reflex e il suo 18-55 già avvitato, all’interno di un marsupio o di una piccola tracolla, farebbe gola a tantissimi.

Se vogliono che il Micro Quattro Terzi si affermi, Olympus, Panasonic, Koda, Leica, Sigma, Sanyo e Fujifilm devono puntare al mercato delle Reflex entry level.

Se andiamo a vedere le abitudini di tantissimi fotoamatori, notiamo che spesso abbinano una semi-professionale o professionale,dedicata agli scatti importanti, ad una Reflex entry level, più leggera e semplice nell’utilizzo, per scattare foto all’aria aperta in tranquillità, senza rinunciare alla qualità che una compatta non potrebbe mai offrire. Questi (e sono tanti) sono tutti potenziali clienti.
Considerato poi che il digitale, con l’assenza di costi di sviluppo e stampa e la maggiore facilità di ottenere buoni scatti rispetto alla pellicola, ha allargato il bacino di utenza delle Reflex enormemente, c’è da aspettarsi che la fotografia evoluta possa beneficiare del Micro Quattro Terzi per raggiungere un pubblico ancora più vasto, se e quando ci saranno i requisiti qualitativi necessari.

8 Commenti »

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  • # 1
    demon77
     scrive: 

    Punterei più sul FLOP..
    Alla fine tra una micro 4/3 ed una reflex ci corre davvero poco come dimensioni e volendo anche come costi (livello basso chiaramente)

    E poi une degli importantissimi pregi delle reflex è la possibilità di vedere direttamente quello che vede l’obiettivo senza schermi e shermetti nel mirino..
    e avendo una bridge assicuro che il salto di qualità è notevole!

  • # 2
    davide
     scrive: 

    quoto demon77 e aggiungo che la minaccia semmai è per le bridge. io avevo una fuji bridge e ora ho una reflex d60, e non tornerei mai indietro. ma quando avevo la bridge avrei pagato oro per poter aggiungere un tele spinto o un grandangolo. per cui un neofita della fotografia potrebbe scegliere questa via di mezzo tra i mondo delle compatte e delle reflex, avendo in + la possibilità anche futura di upgradare gli obiettivi

  • # 3
    Enrico (Autore del post)
     scrive: 

    Parlando specificatamente di ottiche, per chi cerca una bridge versatile, penso sia più adatta una superzoom come questa.
    Sia in termini di costi che di qualità le ottiche intercambiabili di una Micro Quattro Terzi la avvicinano più al mondo delle Reflex secondo me.

  • # 4
    davide
     scrive: 

    enrico non sono d’accordo. un’ottica come quella, di qualità non eccelsa e che è bene ricordare ha un’estensione focale così marcata perchè abbinata a un sensore piccolo, non può essere paragonata a un’ottica da reflex, anche entry-level

  • # 5
    tmx
     scrive: 

    sono d’accordo con l’autore riguardo i sensori attualmente montati sulle micro 4/3: probabilmente è quello che non le fa decollare…

    i sensori possono ancora migliorare molto (anzi devono) su tutte le digitali, nessuna esclusa, ed allo stato attuale la categoria micro 4/3 è quella che paga lo scotto più alto di questa situazione (macchine pesanti per la qualità che offrono)

    tra l’altro ultimamente sono uscite macchine compatte ottime (LX3 e G10) e questo non avrà aiutato…

  • # 6
    demon77
     scrive: 

    @enrico

    ERESIAAAAAHHHH!!! L’odiatissima “superzoom” (per gli amanti della fotografia “super schif”!)

    Se leggi i commeti sootto a quell’articolo ci sono tutti gli insulti che ho tirato a quella schifo macchina! :-P

  • # 7
    Marco
     scrive: 

    Scusate vi vorrei soltanto far notare, a scanso equivoci, che il sistema micro quattro terzi ha lo stesso identico sensore del quattro terzi… ciò che cambia è l’assenza dello specchio e la forma dell’attacco per le lenti (sulle micro quattro terzi si possono comunque montare obiettivi quattro terzi tramite adattatore)… Quindi stiamo parlando di una superficie del sensore pari a circa il 70% di un sensore APS-C (quello delle reflex digitali) e pari a circa 5 volte rispetto al sensore di una compatta… direi quindi che questo formato è molto più simile a quello di una reflex che ad una compatta, quindi ha i numeri giusti per raggiungere un’ottima qualità!

  • # 8
    Alberto
     scrive: 

    Non concordo con l’autore.
    Tra l’altro ho letto gli interventi su HWupgrade, e non mi sembra ci sia malcontento, anzi.

    Se per malcontento si intende questo:

    “…
    Io la definirei una “SOLA” bella e buona…
    Non ha il mirino pentprismatico quindi si inquadrearà una schifezza come nelle altre compatte. IL CHE RENDERA’ inutilizzabile il fuoco manuale, senza contare che il sensore così esposto all’aria senza il riparo di specchio e otturatore diventerà una schifezza ad ogni cambio di ottica.

    E’ una macchina pensata per quelli che credono che la macchina “scatti da sola” con un look da fotoamatore. Difatto scatterà peggio della FZ50
    …”

    direi che la frase è buttata li da un tizio prevenuto, che non sa bene di cosa parla (Ma l’ha provata?!?, Ma nel mirino della G1 ci ha mai guardato?!? Ma perché secondo lui il sistema antipolvere della G1 deve funzionare peggio degli altri, o non funzionare affatto?!?).

    Riguardo ai prezzi, è vero che ci sono reflex di gamma bassa (anche con sensore four-thirds) che in kit costano meno dei €600 mediamente richiesti per una Lumix G1K, ma ricordiamo anche che oggi una compatta di alta gamma come la ‘Canon Powershot G11′ costa anch’essa attorno ai €600, quindi non farei raffronti sui prezzi o, ad esempio, sul fatto che il sensore four-thirds non è un APS-C (il sensore four-thirds è montato anche su macchine ‘pro’!) ma guardando all’insieme delle caratteristiche.

    Prima di parlare vale perciò per tutti ‘provare provare provare provare provare…’

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