di  -  lunedì 12 novembre 2007

Questo fine settimana è stato caratterizzato da grande fermento nella blogosfera, tutto concentrato a dibattere sulla questione sollevata da Francesco Minciotti relativa al nuovo Skypephone di Tre Italia.

Il blogger rilevava in un suo interessante e dettagliato post, come fosse difficile comprendere le reali condizioni contrattuali dell’offerta di Tre e di come fossero disinformati e superficiali sia gli operatori di Tre che i rivenditori.

Il post ha generato centinaia di commenti in pochissimi minuti e, soprattutto uno, ha acceso ancor di più gli animi della conversazione. Si è trattato dell’intervento di Massimo Cavazzini che, in modo a mio avviso volgare e maleducato, ha replicato alle critiche mosse da Minciotti, difendendo il prodotto dell’azienda per cui lavora.

Non voglio entrare nel merito delle condizioni contrattuali, rimando al sito di Tre che, dopo la tempesta, ha tardivamente allestito una pagina di spiegazione un po’ più chiara (almeno nelle intenzioni). Ciò che mi interessa rilevare è la strepitosa forza del Web 2.0 in negativo.

Recentemente sono stato allo IAB Forum 2007 e anche in quella occasione, così come in tante altre, si parla tantissimo di quanto il Web 2.0 sia utile, offra opportunità di business, apra nuovi orizzonti per l’advertising e così via. Poco si dice, invece, sull’effetto negativo che il Web 2.0 ha sulle aziende.

Chi si comporta male è immediatamente punto dagli utenti che oggi sono in grado di comunicare tra loro e far circolare informazioni rilevanti, con grandissima semplicità e immediatezza. Pensiamo al caso HSBC di qualche mese fa. La nota banca decise di tagliare i prestiti a tasso zero per studenti e lo fece durante il “Summer break”, sperando di far così passare inosservata la notiza. Ebbene, gli studenti statunitensi e inglesi in vacanza erano soliti connettersi ai propri social networks preferiti e sono subito venuti a conoscenza della cosa, scatenando una tempesta incredibile sul web.

Risultato? Ancora oggi cercando su Google “HSBC student loans” troverete, assieme al sito della banca, i tanti siti di protesta degli studenti e gli articoli di importanti quotidiani che riportano la vicenda. Danno incalcolabile.

Stessa sorte per Tre Italia, provate a cercare Skypephone su Google e troverete al primo posto il sito di Tre, al secondo il blog di Francesco Minciotti. Permettetmi di fare una veloce considerazione alla poca furbizia di Tre che ha proposto sul mercato un prodotto rivolto ad un pubblico competente e sofisticato (Skype non è esattamente un prodotto noto alle masse italiche e ancor meno è l’esigenza di averlo sempre con sé), ingabbiandolo all’interno di trucchini e reticenze che, come prevedibili, sono stati velocemente smascherati.

Questi episodi mi riempiono di ottimismo ed entusiasmo, perchè realizzando quanto predetto dal noto studioso David Weinberger e da me profondamente condiviso. Gli strumenti partecupativi oggi a disposizione degli utenti distruggono le barriere tradizionali che per anni sono state imposte. L’utente non è più una pecora che fa parte di un gregge costretto a seguire percorsi prestabiliti dai media tradizionali e dalla pubblicità, ma è autonomo e capace di trovare informazioni rilevanti evitando i messaggi, talvolta distorti, provenienti dai canali tradizionali.

In questo modo le aziende possono ottenere due grossi vantaggi (sintetizzando): le aziende “buone” ricevono pubblicità gratis e vedono i profitti salire, senza grossi investimenti, dato che il marketing lo fanno direttamente i consumatori; viceversa le azienda “cattive” sono in grossi guai perchè il web mette sullo stesso piano i loro poco credibili siti e comunicati stampa, con i blog dei consumaotori che con le loro esperienza possono distruggerle.

La palla passa ora alle aziende, gli utenti hanno fatto capire che hanno molto più potere di prima e che i vecchi schemi non funzionano più. Le aziende che sapranno cogliere il cambiamento fioriranno, quelle che cercheranno a tutti i costi di ancorarsi a paradigmi ormai antiquati saranno destinate a fallire.

5 Commenti »

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  • # 1
    Lanfi
     scrive: 

    Tutto da quotare….anche se e’ fondamentale che il pubblico che valuta abbia una buona informazione tecnica e argomenti (nei forum o nei blog) in maniera chiara e razionale senno’ si rischia la disinformazione e un certo “terrorismo” verso determinati prodotti! Inoltre in futuro ci potrebbe essere il pericolo di soggetti “infiltrati” che facciano nei forum o nei blog pubblicita’ occulta per le aziende che li pagano o denigrino le aziende concorrenti….

  • # 2
    Tenebra
     scrive: 

    Soggetti infiltrati ce ne sono già, ed in numero insospettabile, anche dentro ad HWupgrade: a volte non facilmente riconoscibili di primo acchito, ma presenti ed assidui “difensori prezzolati” e “denigratori un tanto al tot”. Il programma di promozione dei propri prodotti e denigrazione di quelli altrui, a mezzo utenti prezzolati nei forum, che innescò Nvidia uno o due anni fa (e che, a dispetto dei comunicati, va ancora avanti) è l’esempio migliore, ma trovi distributori di una certa marca che si fingono normali utenti, pr di questa o quella console che fanno lo stesso, perfino attivisti politici e pennivendoli pagati a cottimo per diffondere questa o quella tesi.

    Non è una novità, gli esempi sono molti e in molti casi, lampanti. Che poi non lo ammettano e anzi, arrivino ad insultare e minacciare chi scopre gli altarini, è un altro paio di maniche.

    L’altro lato della medaglia…

  • # 3
    ThE cX MaN
     scrive: 

    Decisamente discutibile questo post. Lo stesso Minciotti ne ha aperto un altro nel quale rettifica quasi tutto quello che ha detto in precedenza, dichiarando di avere clamorosamente sbagliato.

    Forse il discorso letto sopra va interpretato proprio al contrario: “la calunnia è un venticello…”

    Basta scrivere quattro frasi in croce denigrando questo o quello, che tutti ci si buttano a pesce come squali, basta “fare notizia” e arricchire il proprio blog, salvo poi rettificare per non essersi informati precedentemente. Ma internet è anche questo….

  • # 4
    Francesco Federico
     scrive: 

    Precisiamo: Minciotti ha precisato che il suo era un racconto di una esperienza vissuta col customer care e i rivenditori Tre, non un reportage dettagliato dell’offerta Skypephone la quale era, indiscutibilmente, poco chiara.

    In ogni caso a me di questa vicenda interessava sottolineare come il Web 2.0 sia oggi un potentissimo strumento per le aziende, sia nel bene che nel male.

  • # 5
    renacchio
     scrive: 

    Io non prenderei proprio ad esempio di Blog positivo quello contro lo Skyphone perche’ anche se ha l’indubbio merito di svegliare il cliente su una offerta poco chiara, non fornisce certo informazioni ma sembra un flame scritto in un italiano approssimativo che ha unito coloro che odiano i gestori telefonici in genere. Alla fine della lettura si è più disinformati di prima.
    E ricordo che allo stesso modo in rete nascono e si diffondono leggende metropolitane delle piu’ ridicole.

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