di  -  giovedì 8 gennaio 2009

eeepcPartito ufficialmente nel 2007 con l’eeePC 701, il mercato netbook ha posto sotto la sua insegna 2008, conclusosi con il primo Q3 della storia in cui vengono consegnati più portatili che desktop. Un sorpasso per l’appunto non estraneo al boom di questa nuova generazione di subnotebook, che vanno imponendosi sul mercato in forza di un prezzo basso – seppur in netta crescita – e di un’elevata portabilità.

Inevitabile a questo punto chiedersi in che direzione si evolverà il mercato dei netbook nel 2009 e soprattutto, se crescerà o meno a spese di segmenti contigui, dopo che nel 2008 i marketing manager di alcuni OEM, facendo il coro con vari executive di Intel, hanno fatto di tutto per dipingere il boom del netbook come poco più una moda cresciuta attorno a un giocattolo.

I motivi di queste posizioni, apparentemente irragionevoli, sono piuttosto evidenti: la rivoluzione del netbook è forse la prima degli ultimi anni che avviene al ribasso. Prezzi bassi, componenti più semplici e più parchi nei consumi, orientamento alla funzionalità – mobilità e idoneità all’esecuzione di applicazioni di uso quotidiano. Il netbook ha le carte per rappresentare la rivoluzione informatica dei tempi della crisi.

Una rivoluzione che pone perlomeno in prospettiva la rincorsa ai requisiti hardware di Vista, alla moltiplicazione dei core, dei watt e dei terabyte, e dunque minaccia la floridità di un’industria che vive dei cicli di rinnovamento hardware, propulsi da benefici non sempre percepibili.

Ma guardiamo oltre l’aspetto politico per capire cosa ci possiamo aspettarci nel 2009 dal segmento netbook.

Innanzitutto innalzamento delle specifiche e dei prezzi. Già nel 2008 unità da 160 e più GB hanno preso il posto degli SSD da 4GB dei primi modelli; pannelli LCD da 10,2″ hanno rimpiazzato gli schermi da 7″, collegati a soluzioni GPU ibride, con memoria dedicata che arriva fino a 256MB. Sul fronte prezzi, i 299 € dell’eeePC 701 sono divenuti circa 500 richiesti oggi per un modello di medio cabotaggio. Non sono tuttavia scomparsi modelli che a un prezzo oscillante attorno ai 300 Euro, offrono dotazioni tecniche essenziali ma adeguate per un uso quotidiano.

Tarda a crescere il comparto CPU dei netbook, affidato perlopiù a soluzioni Atom single core, non in grado di rivaleggiare con CPU di fascia Core o Core2 come potenza di calcolo, tuttavia capaci di fronteggiare egregiamente gli scenari più tipici di uso in mobilità.

Atom InsideMentre Intel rimane ancorata a rigide linee guida per l’impiego di Atom, nel vano tentativo di contrastare la cannibalizzazione del più profittevole Centrino2 (HP starebbe in questo merito pressando Intel per l’impiego di Atom in netbook di schermo più ampio), ARM si prepara a debuttare nel segmento con Cortex A8 e il prossimo A9 multicore – una novità per il segmento – forte di un’ottima efficienza energetica e di prestazioni clock per clock analoghe – secondo quanto dichiarato da ARM stessa – a quelle di Atom.

Sul fronte software, l’incapacità di Vista di adattarsi alla piattaforma del momento, ha regalato a XP una seconda giovinezza e dato spazio anche a Linux, presente in versione personalizzata su molti prodotti, anche se piuttosto compresso dalla controparte Microsoft offerta in alternativa. Anche qui però c’è un outsider in vista: si chiama Android e non c’è nessun motivo per cui Google dovrebbe volerlo limitare al mondo smartphone.

Ma a spese di quale segmento vanno crescendo i netbook? Dei subnotebook da € 1500/2000, simili come dimensioni? O piuttosto i notebook entry level, simili come prezzo? I volumi in gioco lasciano intendere che la crescita dei netbook sia molto più ampia dei volumi di subnotebook, tuttavia non è da escludere che parte della crescita residua sia dovuta all’acquisto di netbook come secondo o terzo sistema.

Per quanto questa opzione sia assolutamente plausibile, è difficile credere che chi si trova oggi a prendere in esame l’acquisto di un portatile, non consideri l’opzione netbook, che rispetto a un 15.4″ entry level offre più portabilità, autonomia decente in luogo di quella generalmente scarsa offerta da notebook entry level, e potenza di calcolo sufficiente per uso office/internet.

Il debutto di sistemi come l’Asus N10JC, un netbook “corporate”, destinato quindi a un’utenza business, conferma questo trend e segna l’ingresso dei netbook nel mondo informatico in giacca e cravatta.

Va dunque tramontando l’ipotesi che vorrebbe il netbook come nient’altro che una moda passeggera. In tempi di crisi questi prodotti hanno da far valere un buon rapporto fra costi e feature offerte e soprattutto la capacità di mettere a disposizione di chi ha budget limitato, un livello di mobilità finora riservato a prodotti di categoria superiore – tra l’altro abbinato a una sempre più popolata offerta di connettività mobile, che ha nel netbook un compagno ideale.

Davanti a un 2009 che, vuoi per la crisi, vuoi per le qualità del prodotto, vedrà senz’altro una ulteriore crescita del fenomeno netbook, merita una riflessione il ruolo di Intel. La quale, mentre insiste su device piuttosto futili come i Mid – probabilmente nel tentativo di riposizionare in basso Atom – non sembra intenzionata a dare ai suoi clienti l’opportunità di avere un Atom dual core sul proprio netbook, forse sperando che questo li invogli a preferire un laptop in saldo, con un bel Celeron dual core a 2Ghz, schermo da 15″ 1280×900, 4kg di stazza e 40 minuti di batteria. Un gioco che evidentemente non potrà continuare a lungo.

Per il 2009 la missione dell’azienda di Santa Clara nel settore consumer sarà dunque aumentare i profitti su Atom. L’inevitabile innalzamento dei prezzi di Atom farà a questo punto far leva su nuove feature (dual core, più clock, cache etc), che a loro volta assottiglieranno il gap prestazionale con Centrino2… un bel problema di posizionamento insomma, alla luce del quale Intel vorrebbe forse poter tornare indietro di qualche mese.

Un problema che d’altro canto potrebbe indurla a ipotizzare un ingresso di una versione entry level di Centrino – ribattezzato all’uopo “Atom2″ – nei netbook, magari con la scusa di Vista.

14 Commenti »

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  • # 1
    tmx
     scrive: 

    d’accordissimo con l’articolo.

    aggiungo che secondo me l’UNICO elemento che ha decretato il successo dei netbook è il prezzo.
    Proveranno a tirarlo SU, ma secondo me venderanno ben poco sopra i 400… tutti vogliono netbook che costino intorno ai 300 euro, e basta, se dentro c’è un criceto poco importa per fare le “solite cose”… :)

  • # 2
    Max
     scrive: 

    Concordo pure io sul fatto che la chiave di successo dei netbook sia il prezzo . Se questi ultimi dovessero salire converrebbe piu’ comprare un notebook , in genere dotato di ben altre prestazioni

  • # 3
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Vorrei segnalare che dai 300 euro iniziali siamo saliti intorno ai 500 di media ma ugualmente si continua a venderne. Il rialzo dei prezzi continuerà fino a quando non si sarà trovato un punto di equilibrio fra unità vendute e margini incassati.

  • # 4
    Gustavo
     scrive: 

    c’è anche da dire però che si sta diffondendo la moda netbook, ossia si compra solo perchè fa tendenza, e questo non aiuta certo a diminuirne il prezzo.

  • # 5
    tmx
     scrive: 

    @Alessio

    è vero che siamo saliti fino ai 500 euro di media, ma bisognerebbe controllare effettivamente quale sia il volume di vendita dei netbook diviso per fascia di prezzo, o comunque il prezzo medio di vendita.

    Se per esempio, su 100 netbook, 80 appartengono alla fascia tra i 200-300 euro ed i restanti 20 a fasce più alte (e più ricchi come dotazione ecc) sarai d’accordo che probabilmente ciò che sta decretando il successo dei netbook è appunto il prezzo.

    ma bisognerebbe avere i dati precisi :) io non ne ho idea

  • # 6
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Per quanto riguarda la portatilità e un uso “parsimonioso” non v’è dubbio che i netbook siano un’ottima soluzione, ma le scarse risorse hardware a disposizione non permettono di coprire tutti gli ambiti applicativi.

    La tendenza della gente è di comprare un portatile per sostituire il desktop, in quanto occupa meno spazio e risulta più comodo, e proprio per questo hanno preso piede i famigerati “desktop replacement”, con dotazioni hardware invidiabili.

    Un netbook non lo permetterebbe. Io lo vedo più come PC “trasportabilissimo” da affiancare a un altro per i compiti “più intensivi”.

    Certamente la scelta di Intel non supportare adeguatamente il segmento con una produzione di massa di Atom è una mossa per salvaguardare il suo mercato tradizionale, ma in questo modo corre il rischio che un concorrente gli soffi questo, di mercato, e lo coltivi per bene per rosicchiare altre quoto a quello tanto caro a Intel.

    Magari con la soluzione Fusion di AMD lo scenario cambierà.

    Sul Cortex nutro qualche dubbio: vedremo cosa sarà in grado di fare, ma la mancanza di compatibilità con l’architettura x86 è un grossa carenza che sarà difficile da colmare.

  • # 7
    Max
     scrive: 

    E’ una mia impressione che i prezzi dei notebook stiano calando ?
    Capita sempre piu’ spesso di notare dei portatili sotto i 400 euro

  • # 8
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ tmx
    Io parlavo della tendenza dei produttori ad innalzare i prezzi, offrendo equipaggiamenti migliori che però, assieme al prezzo aumentato, snaturano un po’ l’idea originale di netbook. Non di quella degli utenti a comprare i prodotti più costosi.

    @ Cesare
    Non sono del tutto d’accordo. I grossi numeri dei notebook si fanno sui modelli di primo prezzo, con dotazioni hardware penose, autonomia inesistente, portabilità bassissima. Rispetto a questi prodotti il netbook rappresenta un’alternativa eccellente: ci sono poche cose che un netbook, particolarmente quelli di ultima generazione, abbia da invidiare a un packard bell con celeron a 2ghz, grafica integrata gma 950, 1gb di ram. Un desktop replacement credibile costa magari il doppio di un netbook ma a quel punto parliamo di volumi diversi e utenza diversa, che non richiede la mobilità offerta da un netbook (abbinata peraltro a prestazioni decenti per un uso internet/office).
    Per quel che riguarda Cortex, a Parigi gli ho visto fare cose piuttosto impressionanti. Cortex A8 gestisce in software la decodifica 720p, accompagnato da una GPU mali fa la 1080p, per un consumo totale probabilmente inferiore di quello del chipset che accompagna Atom. Questo non dimostra le sue qualità in ambito general purpose, d’altronde canonical sta lavorando duro con ARM per l’ottimizzazione.
    L’ecosistema software che ruota attorno ad ARM è il risultato di numerose partnership, tra cui quella con Microsoft, la quale potrebbe un giorno o l’altro decidere di adattare windows mobile, che già gira su ARM, ai netbook!
    In generale mi pare che sia piuttosto l’architettura x86 ad essere un po’ tirata per i capelli nei netbook e, soprattutto, nei dispositivi più piccoli.

  • # 9
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Limitandoci all’accoppiata internet/office sono anch’io convinto che una soluzione come quella basata sul Cortex-A8 rappresenti il miglior compromesso possibile fra prestazioni, consumo e costo.

    L’architettura x86 non potrà mai competere dal punto di vista dei consumi e del costo perché necessita di una sezione di decoding delle istruzioni molto più complessa rispetto a quella di un ARM.
    L’unico vantaggio rimane quello prestazionale.

    Per quanto riguarda il Cortex-A8, non credo che sia capace di eseguire la decodifica dei video 720p interamente in software: da solo un processore ARM non ne sarebbe in grado.
    Infatti, se ci fai caso, si parla piuttosto del chip OMAP3440, che oltre al core ARM Cortex-A8 integra anche un “Image Signal Processor” e un “Imaging and Video Accelerator”. ;)

  • # 10
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Cesare
    Giusto, quella che ho visto all’opera era un’implementazione dell’architettura Cortex A8. Comunque tutto nello stesso chip, senza GPU esterne, su un unico die e consumi stimati ridicoli. Aggiungendo un mali si fanno i 1080p, sempre in pochissimo watt: un po’ di più del solo uso “internet/office”.

    A proposito delle prestazioni general purpose di Cortex, ecco un video credo girato a Parigi il 20 novembre scorso: http://www.youtube.com/watch?v=cnsaDc6criM

  • # 11
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Il video è impressionante: clock-for-clock il Cortex-A8 sembra più veloce di Atom.
    Però preferirei vedere dei benchmark (uno soltanto è poco) su macchine uguali, la cui unica differenza dovrebbe essere la CPU (e il chipset) prima di trarre delle conclusioni.

    Per il resto concordo: con una GPU adeguata e l’accelerazione video diventa la piattaforma papabile anche per il multimedia.

  • # 12
    Microsoft: i netbook ci uccidono - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] presente e il futuro. Vediamo perché. La diagnosi relativa alla criticità del fenomeno netbook l’abbiamo già formulata, e riguarda tanto Microsoft quanto Intel: il netbook rompe la rincorsa fra hardware sempre più […]

  • # 13
    Il netbook ai tempi di CULV - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] 9 gennaio scorso fa chiudevo un post dedicato all’analisi delle prospettive del segmento netbook dicendo: Un problema [i bassi […]

  • # 14
    Microsoft a muso duro contro ARM ed Android - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] sia del mercato mobile (PDA Phone/Smartphone) sia dei personal computer. Quo vadis? Ce lo siamo chiesto un po’ tutti soprattutto perché con Moblin ed Android per la parte software e […]

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