di  -  venerdì 19 dicembre 2008

All’assedio!

Nel 1986 per gli utenti PC e Mac, sul fronte videoludico c’era poco da lustrarsi gli occhi. Grafica monocromatica per gli utenti della mela, che al massimo potevano contare su un Macintosh Plus, o CGA su PC, con qualche sporadica EGA – per la VGA bisognava aspettare fino al 1987 ed essere pronti a sborsare l’equivalente del prezzo di un Amiga.

L’Amiga aveva invece le carte per sorprendere qualunque videogiocatore, grazie a caratteristiche hardware e software mirabolanti. Defender of the Crown fu per l’appunto il titolo che dimostrò per la prima volta, e in modo inequivocabile, la superiorità tecnica dell’Amiga, anche in versione OCS.

Prepariamoci dunque a questo nuovo venerdì di Nostalgia Informatica muniti di spada, cotta di maglia ed elmo, ed entriamo nell’affascinante medioevo di questo capolavoro della Cinemaware.

Un castello pronto alla conquistaDefender of the Crown è innanzitutto un gioco graficamente strabiliante. Niente di simile si era mai visto su un home computer prima di allora. Anche il gameplay non delude, per quanto siano spesso circolate voci relative a feature rimosse all’ultimo momento per non ritardare il lancio; feature che avrebbero tuttavia aggiunto più qualità al gameplay e varietà sotto l’aspetto grafico.

Al giocatore tocca scegliere un eroe, con i relativi possedimenti e caratteristiche fisiche (comando, abilità da spadaccino e abilità nella giostra) e quindi lanciarsi all’assalto dei territori minacciati dall’invasione normanna, per raggiungere l’obiettivo di conquistare la corona d’Inghilterra. Sullo sfondo per l’appunto un paesaggio britannico fatto di castelli, colline verdi, tornei con drappi policromi e trombe squillati, damigelle e caminetti ardenti.

Il gioco rientra dunque a pieno titolo nel genere strategico multifase: al nostro eroe tocca destreggiarsi in vari scenari di combattimento – assalti notturni a fil di spada, assedi, giostre – tenendo sempre d’occhio il pannello principale da cui è possibile gestire le proprie armate per la difesa dei territori e seguire il quadro generale della missione.

Una damigella piena di gratitudineAssolutamente memorabili le alleanze con Robin Hood e i salvataggi di nobili donzelle, con relative ricompense in natura – usanza medievale mai troppo rimpianta.

Il tutto reso con una straordinaria cura grafica, numerose e ben fatte animazioni, una colonna sonora avvincente: un marchio di qualità della Cinemaware, che fu confermato in altri titoli semplicemente leggendari come It came from the desert, i vari TV Sports e Rocket Ranger, di cui ci occuperemo presto.

Dinanzi a tanta grafica, e alla possibilità di sbriciolare l’orgoglio dei compagni di classe possessori di PC, si transigeva senza problemi sulla scarsa profondità della trama e il livello di difficoltà piuttosto basso. Dopotutto del proprio Amiga ci si voleva anche vantare. E con i titoli Cinemaware l’impresa riusciva sempre perfettamente!

23 Commenti »

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  • # 1
    massimo m.
     scrive: 

    in effetti quando andavo da mio cugino a vedere i giochi della sua amiga ci rimanevo male. io avevo il pc, e specialmente per il suono, non c’era paragone.
    per il gameplay erano li’ li’, i giochi divertenti c’erano sia per amiga che per pc, ma l’amiga era poco sotto i videogame da sala.

  • # 2
    Tambu
     scrive: 

    me lo ricordo bene, anche se ci giocavo sul C64. Invidiavo chi aveva l’Amiga, ma l’ho finito due volte e quasi quasi ora provo a farci una partitina :)

  • # 3
    carbon
     scrive: 

    difficoltà basso ?? oddio io ero piccolo lo so, pero’ non sono mai riuscito a vincere un duello :(

  • # 4
    skan
     scrive: 

    Leggendaria la grafica del grande Jim Sachs! :)

    Solo un paio di link:
    http://www.fish-byte.com/AboutAuth.htm
    http://www.sitting-ducks.com/%7Ejeff/sachs.html

  • # 5
    Francesco Carucci
     scrive: 

    Un giocone assoluto.

  • # 6
    dfg
     scrive: 

    cinemaware + che una software house un gruppo di artisti. rip.:***(

  • # 7
    karplus
     scrive: 

    Non conosco questo gioco ma é uguale spiccicato a CENTURIO. Quest’ultimo é del 1990 per cui sono stati loro a copiare, impressionante cmq, sembra una mod a momenti.

  • # 8
    dfg
     scrive: 

    ma che io ricordi nn erano uguali…

  • # 9
    roberto
     scrive: 

    ci giocavo sul segacd :P non l’ho mai finito, c’erano sempre i bastardi che mi rompevano la catapulta oppure mi rubavano le tasse oppure c’erano le province che si ribellavano :(

    “mantenere la posizione”

  • # 10
    max
     scrive: 

    nessuno sa che fine hanno fatto i membri della cinemaware?

  • # 11
    andrea
     scrive: 

    l’Amiga… il sistema più originale e innovativo della storia informatica, dieci anni avanti agli altri. Quanti non l’hanno capito…

  • # 12
    zandor
     scrive: 

    Sebbene l’amiga fosse una macchina notevole all’epoca, il problema fondamentale è che stava terminando il periodo in cui un unico produttore, come se il computer fosse un qualsiasi elettodomestico, produce il computer ed i suoi accessori…

    E’ inevitabile che qualcosa seppur scadente ma prodotto da centinai di aziende finsica per schiacciare qualcosa prodotto da un unico produttore. Questo ‘problema’ si è manifestato appena i numeri sono saliti e di computer non sono più stati un prodotto di nicchia come era all’inizio.

    Forse sarebbe stato utile campare con le licenze e lasciare ad altri la produzione, non so.

    D’altronde l’eredità era il C64 ed era fin troppo facile ripartire con una nuova macchina fantastica ma ragionare allo stesso modo.

  • # 13
    andrea
     scrive: 

    Mah, con una gestione commerciale decente Amiga avrebbe
    potuto tranquillamente reggere l’impatto dei grandi numeri… C= aveva tra le mani qualcosa che non ha mai compreso fino in fondo, specie negli anni novanta.
    Avrebbe tranquillamente potuto monopolizzare nicchie di mercato come il DTV, la computer grafica o il multimedia (e in parte c’era riuscita).
    Poi, nel 1994, prima del fallimento, erano già cominciati i lavori per una separazione di AmigaOS dall’hardware custom… Gente come Dave Hanye era ben conscia del fatto che parte della componentistica sarebbe dovuta diventare standard…
    Ma ciò che rende l’Amiga diverso è la sua filosofia, anche la sua genesi… un sistema artistico, direi…

  • # 14
    Davide
     scrive: 

    Ciao Alessio sono Davide da Bagheria (PA) anzitutto voglio ringraziarti per questi begli articoli che, anche se non mi posso definire un nostalgico in senso stretto, mi piaciono molto.
    Volvo farti notare che le prime righe del tuo articolo non si visualizzano correttamente e non chedo che dipenda dalle impostazioni del mio browser (IE7) anche se non sono sicuro al 100%.
    Per sapere cosa c’era scritto ho dovuto selezionarlo e copiarlo. La parte in questione è la seguente:

    Nel 1986 per gli utenti PC e Mac, sul fronte videoludico c’era poco da lustrarsi gli occhi. Grafica ecc.

    Grazie e ciao.

  • # 15
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Ciao Davide, sono contento che apprezzi il mio lavoro.
    Per quel che riguarda la visualizzazione posso dirti che con Firefox e Safari non ho alcun problema. Essendo la prima segnalazione di questo genere che mi arriva (oltretutto in redazione i post vengono visualizzati spesso con IE7 e 8) temo possa dipendere da IE. Ti consiglio di provare a scaricare un browser alternativo e controllare se ottieni lo stesso problema.

  • # 16
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Dopo il boom del PC è rimasto poco spazio per le piattaforme chiuse, e in questo poco spazio si è sviluppato il Mac. Non so dire se Amiga si sarebbe dovuta dividere il 6% scarso di mercato con Apple o se piuttosto avrebbe potuto crearsi una sua nicchia o magari buttar fuori Apple. Certo è che Amiga era di gran lunga superiore al Mac per quanto concerne il discorso video, così come Atari ST lo era per l’audio. Amiga era poi di gran lunga superiore come OS e nella specializzazione dei sottosistemi hardware, almeno finché è esistito.

  • # 17
    andrea
     scrive: 

    Amiga esiste ancora, pur come sistema di nicchia:

    http://www.acube-systems.biz/eng/software.php

  • # 18
    atomo37
     scrive: 

    che gioconeeeee ero in terza media, uno dei primi possessori di amiga 1000, che tempi.
    cmq questo gioco era davvero bello, a seconda delle scelte che facevi, alla fine, la principessa che sposavi era diversa :)

  • # 19
    enrico
     scrive: 

    che tempi
    e che sw house la cinemaware
    wings – defender of the crown –
    it came from the desert
    mai avute le stesse emozioni
    da un’avventura (a parte syberia
    di sokal)

  • # 20
    Cesare
     scrive: 

    Anche per l’audio l’Amiga era nettamente superiore all’Atari ST.

    L’Amiga aveva 4 canali PCM stereo indipendenti con risoluzione fino a 14 bit controllabili interamente da DMA (quindi scaricando completamente la CPU dalla loro gestione, a parte per le impostazioni iniziali), e la qualità dell’output era talmente buona che li hanno usati anche per pilotare dei laser.

    L’Atari ST aveva uno Yamaha YM2149F, cioé un clone del più famoso AY-3-8910, che era montato negli MSX. In buona sostanza era un generatore di onde con 3 canali più uno per il rumore; praticamente era un po’ più scarso del SID del Commodore 64.

    L’unico vantaggio concreto dell’ST era rappresentato dall’interfaccia MIDI, che comunque rimane una banale seriale impostata a 31200 baud.

    Tornando all’articolo, Defender of the Crown è uno dei motivi (assieme a Marble Madness e Deluxe Paint) per cui sbavavo per l’Amiga, e alla fine sono riuscito ad avere questo gioiello di computer (anche se non sono mai riuscito a finire questo gioco :-/ ).

    P.S. Anche a me con Opera 9.63 e IE7 la parte iniziale dà problemi di visualizzazione.

  • # 21
    Davide
     scrive: 

    Ciao Alessio
    Hai ragione ho installato Chrome (ero comunque curioso di provarlo) e la pagina viene visualizzata correttamente; Dovrò cambiare delle impostazioni in IE.

    Ciao di nuovo e buone feste a tutti!

  • # 22
    Filippo1974
     scrive: 

    Sono stato un incallito giocatore di Defender Of The Crown, sul C64 prima e sull’Amiga poi.

    Devo dire che lo spessore della trama sull’Amiga non regge il confronto del porting sul C64: su quest’ultimo infatti c’erano alcune differenze che rendevano effettivamente il gioco molto più impegnativo, a partire dal fatto che in un singolo turno o compri armate o conquisti un territorio (sulla versione Amiga si possono fare entrambe le cose ad ogni turno, eliminando quindi la necessità di pianificare in modo furbo quando comprare e quando attaccare). Inoltre sul C64 il raid nel castello (così come il torneo) è effettivamente questione di manico del giocatore, mentre sulla versione Amiga se non prendi un personaggio che ha un livello alto alla voce “swording” sei spacciato in partenza.

    Non è un caso, credo, che con la versione per Amiga riuscivo a vincere quasi tutte le partite, mentre in quella per C64 arrivare in fondo era una bella impresa.

    Colgo l’occasione per ricordare a chi vuole rivivere un po’ quei bei momenti che, al sito della Cinemaware (http://www.cinemaware.com) è possibile scaricare (previa registrazione gratuita) le immagini dei floppy del gioco per Amiga, utilizzabili con i più diffusi emulatori (WinUAE in particolare).

    Ciao
    Filippo

  • # 23
    Wilfrick
     scrive: 

    La Cinemaware era saltata, al tempo dicevano per colpa della pirateria. Pochi anni fa ha giocato alla fenice ed è risorta, ha dato disponibilità di vari giochi per amiga ricompilati per pc ed ha fatto il “nuovo” defender, un gioco in 3d che non doveva essere nemmeno tanto male. Non so come sia andata, ma dall’aggiornamento del sito non credo molto bene.
    Qualcuno ha avuto modo di provarlo? come è? da quel che so mi sembrava che avesse abbastanza spessore.

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