di  -  mercoledì 17 dicembre 2008

remissionTempo fa avevo parlato di un’applicazione dei videogiochi nel mondo delle assicurazioni, oggi voglio invece parlare di Re-Mission , un videogioco pensato per i ragazzi malati di cancro.

Come noto i videogiochi sono utilizzati nei reparti che ospitano i pazienti più piccoli, per aiutarli a trascorrere meglio il tempo negli ospedali anche perché il morale è uno dei fattori che  contribuiscono alla guarigione.

HopeLab, una associazione no profit che mira a migliorare le condizioni di vita dei giovani pazienti con patologie croniche, ha sviluppato un videogioco chiamato Re-Mission.

Scopo del gioco è guidare il robot Roxxi all’interno del corpo umano, uccidendo le cellule attaccate dal cancro, sconfiggendo infezioni e combattendo gli effetti collaterali del cancro (e delle sue cure).

L’idea è molto interessante perchè ha due risvolti utili. Da un lato il bambino si diverte e passa il tempo, evitando di pensare costantemente alla sua situazione difficile. Dall’altro impara, attraverso metafore ed un ambiente ludico, quali sono i problemi che affliggono il suo organismo, aiutandolo ad accettare le proposte curative dei medici.

Il videogioco è distribuito gratuitamente, ordinabile sul sito di Re-Mission.

10 Commenti »

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  • # 1
    Redvex
     scrive: 

    Come iniziativa è buona, ma lo scopo è completamente sbagliato. Uccidere cellule cattive all’interno del corpo e non pensare alla sua situazione mi sembra paradossale e grottesco nonchè privo di sensibilità. Ok al videogame per aiutarli a “non pensare” ma cavolo…dategli supermario, sonic o un tomb raider

  • # 2
    banryu79
     scrive: 

    @Redvex: non sono d’accordo con la tua analisi, anche se non mi sento di esculedere al 100% il rischio che metti in luce.
    Cerco di spiegare il perchè, anche se temo di non riuscire ad essere chiaro, per via del tipo di concetto che cercherò ora di esporre (potreste prendermi per pazzo).

    La nostra mente ha un grandissimo potere in quanto ad influenzare le situazioni in generale in cui ci troviamo.
    Per quanto riguarda le capacità di autoguarigione del nostro organimo, è ormai risaputo che (come sottolineato nell’articolo) l’umore dell’ammalato (morale, situazione psicologica, approccio mentale alla situazione che sta vivendo) è un fattore influente sulla guarigione.

    Oltre al modo positivo o meno di pensare e al fatto di mantenere alto il morale o meno, fattori importanti, esiste anche la possibilità che il malato per così dire partecipi al processo di guarigione del suo corpo con un approccio “mentale attivo”, visualizzando il suo male all’interno del corpo e visualizzando le sue difese che combattono questo male, proprio all’interno del loro corpo, diventando in qualche modo “partecipe” della battaglia che si svolge dentro il suo stesso organismo.

    Chiaramente non ho alcuna certezza che questa cosa, la visualizzazione, sia efficace in modo scentifico, ne sono capace di stimare il suo reale potere.
    Ma per le stesse ragioni non sono neanche così sicuro di escludere qualsiasi quantità di influenza, per quanto minima.

    Nella nostra società moderna, certe cose non te le insegna nessuno, percui è difficile che qualcuno applichi la visualizzazione consapevolmente: se il tema rappresentitivo del videogioco di cui si parla in questo articolo è stato scelto proprio con l’idea di mettere il giocatore nei panni del robot Roxxi che come attività ha proprio quella di sconfiggere la malattia all’interno del corpo, beh non mi sembra una scelta di prospettiva sbagliata, ne fatta a caso.

    Al contrario di quanto tu affermi in questa tua frase:
    [QUOTE=Redvex]

    Uccidere cellule cattive all’interno del corpo e non pensare alla sua situazione mi sembra paradossale e grottesco nonchè privo di sensibilità.

    [/QUOTE]
    Lo scopo è esattamente il contrario: non si cerca di non far pensare all’ammalato alla sua situazione (anzi il gioco stesso è tutto centrato proprio su quella tematica), ma al contrario si cerca semplicemente, a mio modesto e fallibile parere, di proprorre al malato una nuova e possibile prospettiva con cui affrontare la sua personale situazione di malattia: quella di chi non parte sconfitto ma lotta contro la malattia.

    Invece ho una domanda per te, dato che non ho capito bene che cosa pensi della situazione, perchè a dispetto di quello che hai scritto nella frase che ho quotato sopra (dove dici in pratica che permettere al malato di farlo giocare ad un gioco che ha per tema la distruzione delle cellule malate non gli permetterebbe di pensare alla sua situazione, e il fatto che il malato a causa del gioco non pensi alla sua situazione ti sembra grottesco e privo di sensibilità) poi subito dopo hai scritto quest’altra frase:
    [QUOTE=Redvex]
    Ok al videogame per aiutarli a “non pensare” ma cavolo…dategli supermario, sonic o un tomb raider
    [/QUOTE]
    dove invece sembri essere d’accordo con il fatto di dargli un videogame divertente come distrazione per aiutarli a “non pensare”: praticamente una contraddizione con quanto hai scritto prima.

    Dunque come la pensi realmente?

  • # 3
    banryu79
     scrive: 

    @Redvex:

    Guarda, siccome il tema di questo articolo mi ha incuriosito parecchio ho seguito il link al sito di Re-Mission e ho trovato una pagina della serie “Why Re-Mission?”: che spiega anche le circostanze e motivazioni che hanno stanno dietro la creazione di questo video game.
    Link: http://www.re-mission.net/site/about/why_remission.php

  • # 4
    banryu79
     scrive: 

    Ah, interessante: leggendo in quella pagina risulta che il tizio che ha avuto l’idea è stato un tale Pam Omidyar.

    Scommetto 10 a 1 che (il nome la dice lunga) non è un occidentale di nascita e prima formazione.
    Mi stupirebbe il contrario.

  • # 5
    Redvex
     scrive: 

    @banryu79

    Io mi son solo immedesimato in uno di quei bambini. Secondo il mio carattere preferirei non pensare a quello che mi sta accadendo.

  • # 6
    banryu79
     scrive: 

    @Redvex:
    Grazie per avermi risposto.
    Ok, adesso riesco a capire cosa intendi.

    Per te sarebbe meglio non pensare affatto, se possibile, alla propria situazione, se questa è talmente brutta da rendere quasi inevitabile una buona dose di sofferenza.
    Non posso biasimarti e capisco il tuo punto di vista.

    Però non credo che quei bambini a cui verrà proposto il gioco si troverranno costretti ad utilizzarlo: semplicemente verrà loro proposto/messo a disposizione, chi non lo vorrà usare ne farà a meno.

    Chi invece, provandolo, sentirà di trarne beneficio probabilmente continuerà a giocarci (posto che sia divertente, ma ho visto la grafica e un video del gameplay e sembra che abbiano fatto un bel lavoro).

    Con ciò voglio dire che è abbastanza ovvio che non tutti reagiscono allo stesso modo ad una stessa cosa, ma tra il mettere giustamente in risalto questo aspetto della faccenda e condannare a zero tutta la faccenda come “grottesca e priva di sensibilità” ce ne passa.

    Perdonami se mi comporto in modo tanto puntiglioso, so di esserlo in questo momento, ma quando ho letto quest’articolo e il tuo unico commento, mi è dispiaciuto molto vedere il poco interesse dei commentatori di Appunti Digitali a iniziative nuove e lodevoli rispetto all’interesse che invece suscitano altri articoli (vedi quello sul raffreddamento a liquido dei pc).

    E non volevo lasciare questo articolo, così, con un solo commento, poco argomentato.

    Per evitare fraintendimenti, sia chiaro che, a fronte del tuo ultimo post, comprendo come la pensi, e rispetto la tua opinione.

    Ciao.

  • # 7
    Redvex
     scrive: 

    @banryu79

    Si credo di aver esagerato nel mio post perchè ho pensato solo secondo il mio punto di vista.
    E’ comunque un tentativo…
    Un’altro appunto potrebbe essere che quei soldi potrebbero essere investiti al meglio nella ricerca e nei fondi da destinare alle famiglie che non possono permettersi il massimo delle cure

  • # 8
    Redvex
     scrive: 

    @banryu79

    Si credo di aver esagerato nel mio post perchè ho pensato solo secondo il mio punto di vista.
    E’ comunque un tentativo…
    Unaltro appunto potrebbe essere che quei soldi potrebbero essere investiti al meglio nella ricerca e nei fondi da destinare alle famiglie che non possono permettersi il massimo delle cure

  • # 9
    banryu79
     scrive: 

    @Redvex:
    Inannzitutto ari-Ciao!
    [QUOTE Redvex]
    Si credo di aver esagerato nel mio post perchè ho pensato solo secondo il mio punto di vista.
    E’ comunque un tentativo…
    [/QUOTE]
    Ci mancherebbe altro, figurati!
    Per fortuna esiste ancora la liberta di parola e di espressione :)

    [QUOTE Redvex]
    Un’altro appunto potrebbe essere che quei soldi potrebbero essere investiti al meglio nella ricerca e nei fondi da destinare alle famiglie che non possono permettersi il massimo delle cure
    [/QUOTE]
    E’ una cosa da prendere in considerazione e valutare, in effetti.

    Ma per poterlo fare bisognerebbe che “quei soldi” fossero stanziati e a disposizione, per poi poterne decidere la destinazione d’uso.

    Perchè il fatto è che “HopeLab” è un’organizzazione no-profit che ha una “mission” ben precisa, e il gioco l’ha prodotto all’interno di uno dei (al momento d quanto ho visto sul sito) due progetti/target che sta seguendo (bambini malati di tumore).

    Adesso lo distribuisce gratuitamente.

    Quindi “chi” di preciso avrebbe dovuto destinare i soldi altrove?
    Perchè nessuno ha sborsato per finanziare il progetto, esclusa l’entità “HopeLab” tramite il suo normale operare in quanto ente non-profit.
    E l’ha fatto rispettando quella che è la sua “mission” “dichiarata (basta accedere al sito e leggere).

    Ciao

  • # 10
    pierpaolo
     scrive: 

    X banryu79.
    scusa se ti importuno.
    mi presento. sono Pierpaolo e lavoro con un cnc.facevo una ricerca su internet e mi sono imbattuto in diversi forum dove eri presente e a mio parere credo che tu possa aiutarmi.
    Ti spiego il problema,potrai decidere di aiutarmi o meno.Da un qualsiasi disegno realizato in Bobcad , genero la cam in Gcode;questo funziona alla perfezione,ma io ho la necessità di spostare l’asse z in modo autonomo al sistema interpolare degli altri due assi.il problema lo risolvo aprendo il documento generato in gcode con worl e sostituendo in tutte le stringhe Z0.00 (sostituisci con ->) ^lZ0.00^l.in questo modo,nelle stinghe dove c’era la coordinata che diceva a Z di spostarsi al suo 0,viene riportata a capo,generando così un altra stringa indipendente quindi dalla riga precedente dove restano così i parametri utili a gli assi x e y.
    Il compilatore che c’è in bobcad ha pure la voce “replace”,ma se metto la stessa funzione(Z0.00 -> ^lZ0.00^l) questo non funziona.
    esiste un modo per ovviare a questo problema?
    ti ringrazio già per aver perso questi due minuti e aspetto notizie.mi scuso in oltre per averti contattato così,ma non avevo altro modo.
    Pierpsss@msn.com

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