di  -  lunedì 15 dicembre 2008

La crisi è arrivata anche per Google, dopo il tracollo in borsa, (un azione Google ad inizio anno valeva 700 dollari, ora si aggira sui 300) ora arrivano i tanto temuti tagli.

L’azienda di Mountain View ha però deciso di adottare una diversa strategia di riduzione costi; a differenza di molte altre società del settore che hanno licenziato il personale bigG ha ridotto le ore del servizio di caffetteria gratuito, ha ridotto le ferie pagate e tante altre piccolezze.

Ma non sono stati colpiti solo i dipendenti, infatti come riporta labnol, Google ha deciso di annullare il regalo natalizio per i publisher Adsense.

Un rappresentate del team Adsense ha dichiarato: “Riteniamo che un regalo non è il gesto più appropriato quest’anno, visto l’attuale clima economico. Speriamo che i nostri clienti capiscano i nostri sforzi per essere più oculati nelle spese di questi tempi”. Come non dargli ragione.

15 Commenti »

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  • # 1
    demon77
     scrive: 

    Che dire.. BRAVI!
    Qualche piccolo servizio in meno ma non muore nessuno!
    In compenso nessuno lasciato a casa!

  • # 2
    Fornicatore
     scrive: 

    Immaginatevi se google fosse un’azienda italiana: a quest’ora avrebbero dimezzato il numero del personale a busta paga, ridotto di un 80% le collaborazioni con terzi, raddoppiato lo stipendio dirigenziale…

  • # 3
    Rwen
     scrive: 

    Qualunquismo
    anche in america tagliano i posti e non poco. se google non lo fa ancora è perchè per adesso può andare così. se domani peggiora vedi come licenzia anche lei. Eppoi bisogna capirsi. Tutti dicono di ridurre i consumi perchè il momento è nero, eppoi tutti si lamentano perchè sono in cassa integrazione perchè non si consuma e non si produce. Chi può invece deve consumare come prima !! ci sono fior fiori di dipendenti pubblici che in italia sono intoccabili , che della crisi non importa niente perchè guadagnano la stessa cifra sia in fase di boom economico che di recessione, invece contraggono i consumi in maniera ingiustificata.

  • # 4
    busker
     scrive: 

    “ci sono fior fiori di dipendenti pubblici che in italia sono intoccabili , che della crisi non importa niente perchè guadagnano la stessa cifra sia in fase di boom economico che di recessione” per l’appunto qualunquismo…

    Sembra che il problema dell’italia siano solo i dipendenti pubblici, ma siamo proprio sicuri?

  • # 5
    fabio
     scrive: 

    mi sfugge la relazione tra dipendenti pubblici e dipendenti di google … google è diventata un’azienda di stato?

    rwen, per capirci, sono d’accordo con il tuo discorso in linea di massima, ma “che c’azzecca” con google ?

    forse era solo per fare un discorso populista anche tu?

  • # 6
    thebol
     scrive: 

    Avevo letto che hanno fermato lo sviluppo della loro seconda o o terza serverfarm negli usa. La cose sono sospese fino a quando la situazione di incertezza finirà.

  • # 7
    banryu79
     scrive: 

    Temo che il problema della recessione economica sia un tantinello più complesso del sotto-problema relativo ai posti pubblici relativi alla nostra nazione (un po’ riduttivo e superficiale, secondo me, il concetto che ho letto nel post di Rwen).

    Per esempio mi viene in mente che in Italia il debito pubblico è bello altino; come siamo messi a investimenti in titoli di stato?

    I consumi in tempo di crisi non sono il fattore più importante per tenenre in piedi un’economia, secondo me.
    Hanno il loro peso, ma non sono l’aspetto più critico di tutto l’ambaradam di dinamiche che chiamiamo “economia”.

  • # 8
    berserkdan78
     scrive: 

    scusate, ma se le aziende tagliano, e quindi riducono le loro spese, perche il cittadino qualunque dovrebbe mantenere gli stessi costi? il cittadino deve spendere e le aziende no? Perche?

  • # 9
    Cristiano
     scrive: 

    Credo che l’azione di google sia stata ottima! E’ vero che magari hanno avuto ancora un piccolo effetto della crisi, ma invece di tagliare subito sul personale, hanno iniziato SAGGIAMENTE a mio avviso da quei servizi in più non necessari. Sono piccole spese ininfluenti al fine del servizio offerto. Meglio iniziare da queste cose che da 10 mila in cassa integrazione.
    E, se vogliamo vedere in quest’ottica anche la situazione italiana, anche qui si pensa a tagli drastici invece di vagliare tagli e risparmi diversi, come eliminare gli sprechi. Se ci fossero meno sprechi, meno soldi buttati in “cose” inutili o inutilizzabili, si starebbe meglio. Se i dirigenti o cmq chi ha uffici prestigiosi spendesse meno per l’arredamento invece di spenderci decine e decine di migliaia di euro (per non dire di più)… entrate in una casa discografica… capirete le mie parole. O anche in una banca.

    Concludo: complimenti a Google, molti dovrebbero essere i dirigenti con gli occhi aperti che riescono a vedere e intervenire sugli sprechi prima di lasciare a casa dipendenti.

  • # 10
    Andrea
     scrive: 

    Cerchiamo di non santificare Google che i suoi licenziamenti li fa tranquillamente…. 300 persone licenziate in Doubleclick dopo averla acquisita:

    http://www.nytimes.com/2008/04/02/technology/02cnd-google.html

  • # 11
    Tour nell’ufficio di Google a New York - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] se proprio ieri ci siamo occupati dei tagli  che Google sta facendo alla voce “spese quasi-inutili” e gli uffici di bigG sono noti […]

  • # 12
    federico
     scrive: 

    Magari non licenzia direttamente, ma se riduce le ore di caffetteria è ovvio che chi ha l’appalto del servizio lascia qualcuno a casa…

  • # 13
    Cristiano
     scrive: 

    Non voglio santificarla, ma vedo una logica che mi piace. Che è: prima tagliare gli sprechi, poi gradualmente agire su spese sempre più “importanti”.

    I tagli dopo un’acquisizione (non sapendo nulla del caso particolare) possono essere giusti, in quanto il “capo” cambia e quindi anche il modo di gestire l’azienda. Banalissimo esempio: se ci sono 10 segretarie e il 90% del tempo si grattano perchè non hanno nulla da fare, è ovvio che ne bastano un paio e le altre vengono tagliate. Se l’amministrazione precedente non era particolarmente oculata in questo senso, non vedo perchè la nuova amministrazione debba continuare a seguire le vecchie linee guida.

    Sia chiaro, non voglio giustificare i licenziamenti di Google sulla faccenda DoubleClick dato che oltre quello che ho letto nel link di Andrea, non so.

    E’ un po’ come la famosa faccenda Alitalia… anche lì troppo personale… e ora NESSUNO la vuole senza applicare tagli. Questo è un caso estremo che vuol dire che hanno assunto nel tempo TANTISSIME persone senza che ce ne fosse il bisogno, magari nel caso DoubliClick la faccenda è meno marcata.

    P.S. ridurre il numero di ore di caffetteria GRATUITO è un taglio, ma non li manda a casa senza lavoro… continuano a lavorare…

    P.P.S. se poi c’è chi preferisce tagliare posti di lavoro piuttosto che ridurre le ferie pagate… non andate a lavorare da Google ;)

  • # 14
    massimo m.
     scrive: 

    il problema dell’italia sono anche i dipendenti pubblici.
    quattro milioni di dipendenti pubblici, il 50% circa in piu’ della germania, che oltretutto ha 80 milioni di abitanti.
    e chi li paga?

  • # 15
    Alex
     scrive: 

    Riducendo le spese non si riduce la crisi, la si aumenta, c’è chi dice riduciamo il superfluo le spese inutili, ma c’è gente che vive sul superfluo e se tagliamo queste spese si ritroverà senza lavoro, la nostra società è basata sul consumismo se viene a mancare è destinata a collassare e dalla crisi non ne usciremo.

    Molte aziende tagliano i costi ok, ridurre va bene ma c’è un limite, perche invece non premiare gli investimenti in nuove tecnologie, o il risparmio energetico, pechè non inecentivare il telelavoro pagango si un pò meno il dipendente ma dandogli tutti i benefici del poter rimanere accanto alla famiglia, ridurre il traffico, l’inquinamento e spingere i consumi locali.

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