di  -  giovedì 4 dicembre 2008

Nec Logo MiniContinuiamo, nel nostro appuntamento settimanale, a parlare di device portatili.
Questa volta è il turno di un prodotto quasi sconosciuto ai nostri occhi “europei”, il PC Engine GT.

NEC, con la collaborazione di Hudson Soft (software house molto famosa in Giappone e che ci ha fatto divertire con Bomberman), era entrata nel mercato nipponico nel 1987 rilasciando il PC-Engine e inaugurando lo scontro tra console di quarta generazione.

NEC PC Engine GT

Gli altri grandi del settore si erano già attrezzati per esplorare i gusti dell’utenza proponendo device mobili: nel 1989 infatti, Nintendo aveva presentato al pubblico il proprio Gameboy e Atari il Lynx di cui abbiamo già parlato.
Nec decide quindi di abbracciare questo nuovo trend e un anno più tardi ecco che fa la sua comparsa il PC Engine GT.
Analizziamone le caratteristiche tecniche:

  • CPU: HuC6280 (versione modificata del 65SC02 a sua volta derivato del 6502) con clock variabile a 1.79 o 7.16 Mhz tramite switch software
  • RAM: 8 KB
  • Video: schermo 2.6″ con risoluzione 400*200 e possibilità di visualizzare 64 sprite fino a un massimo di 481 colori su una palette da 512
  • Audio: stereo
  • Autonomia: 3 ore per un set di 6 batterie AA
  • Supporto: Hu-Card

La dotazione come si può ben vedere era di tutto rispetto per l’epoca ed anche piuttosto innovativa, il che però, spesso, può portare a dei problemi.
Lo schermo infatti non era immune ad imperfezioni di fabbricazione che causavano la presenza di pixel bruciati immediatamente dopo il processo di manifattura.
Così come piuttosto di frequente le unità sembravano soffrire di problemi dovuti a condensatori difettosi, che pur potevano essere sostituiti.

Le altre note dolenti, comuni ai flop che abbiamo già ampiamente trattato, erano i giochi ed il prezzo.
La soft-teca PC Engine ha sempre vantato shoot-em’up ad altissimo livello ma sugli altri versanti, probabilmente, non era in grado di essere così competitiva ed il costo per l’utente finale, negli USA di ben 249$, hanno frenato un interesse mai veramente sbocciato.
Ed è stato un gran peccato perché il GT (TurboExpress sul mercato americano) quasi venti anni fa poteva disporre oltre che delle caratteristiche già citate anche del collegamento TurboLink, per connettere due console e giocare in multiplayer, nonché di un avveniristico TVTuner (chiamato TurboVision TV), ripreso poi dal Game Gear qualche tempo dopo.

Ma i fallimenti servono anche a sviluppare prodotti migliori, evidentemente.                                             

11 Commenti »

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  • # 1
    francesco
     scrive: 

    Io avevo il watara supervision, mi sembra molto simile a questo, basato sempre sulla cpu 65SC02 ma col display da 2.3′ in bianco e nero.
    mi ricordo che costava quasi niente in confronto al game gear o anche al gameboy… i giochi disponibili erano pietosi pero!

  • # 2
    Alberto
     scrive: 

    ” Autonomia: 3 ore per un set di 6 batterie AA ”
    Ammazza dovevi comprarti la fabbrica della Duracell per giocare o.o
    Con quello che costano le batterie poi

  • # 3
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    x Francesco

    credo di averlo visto in giro in qualche negozio di qui; come tutte le console del sud-est asiatico erano riproduzioni poco costose ma con giochi altrettanto mediocri.
    Il fenomeno è comunque interessante perché su questo tipo di mercati alcune console morte hanno ritrovato una seconda giovinezza come il MegaDrive in Brasile.
    Più avanti mi piacerebbe parlarne :)

    x Alberto
    purtroppo le console dell’epoca ciucciavano batteria alla grande :/
    Seppur tecnologia spesso stato dell’arte non era certo raffinata come quella odierna. Quasi un ventennio nel settore corrispondono ad un’era geologica in altri…

  • # 4
    Cesare
     scrive: 

    Peggio del GameGear come consumo… :|

  • # 5
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    Mah secondo me il GG era peggio.
    Wikipedia parla di 5 ore per 6 batterie alcaline (lo stesso numero del GT) ma io mi ricordo un consumo mooolto più elevato.
    Su per giù si arrivava alle due ore se tutto andava bene…per cui alla console Sega spetterebbe, secondo me, la palma della peggiore :D

  • # 6
    goldorak
     scrive: 

    Beh ce’ da dire che il PC Engine GT era a tutti gli effetti un pc engine miniaturizzato.
    Usava le stesse cartucce (hu-card) della versione da salotto. ;)

  • # 7
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    esattamente :)

    L’equivalente del fu Nomad o MegaJet che riutilizzava i giochi del MegaDrive.

  • # 8
    Francesco
     scrive: 

    Il Gt come portatile era stupendo e lo è per me ancor oggi.
    Le caratteristiche tecniche che aveva 20 anni fà lo fanno rimanere affascinante magico ancor oggi.
    Io possiedo la Psp e il Ds lite ma il Pc-engine Gt da me definito “il portatile magico” non potevo farmelo proprio scappare, quando mi è capitato di trovarlo nuovo di recente (come avanzo di magazzino) insomma nel tempo l’ho riacquistato al volo !

  • # 9
    Tino
     scrive: 

    Una grande macchina il Pc engine gt. La migliore in assoluto tra i portatili e per molti aspetti migliore della sua versione Turbo americana in quanto quest ultima non poteva usufruire del parco giochi map..al Gt fortunatamente le cose andarono meglio…I suoi giochi erano in quasi tutte le categorie degne di nota

  • # 10
    Tino
     scrive: 

    Una grande macchina il Pc engine gt. La migliore in assoluto tra i portatili e per molti aspetti migliore della sua versione Turbo americana in quanto quest’ultima non poteva usufruire del parco giochi giapponesi .al Gt fortunatamente le cose andarono meglio…I suoi giochi erano in quasi tutte le categorie degne di nota

  • # 11
    Intervista a Massimiliano Calamai grafico di Simulmondo e fondatore di Light Shock Software!! | RETROGAMING PLANET
     scrive: 

    […] Ho anche alcune console rare come il Micro GameBoy Advance del 25°anniversario di Super Mario, il PG Engine GT versione Giapponese ed alcuni giochi giapponesi molto molto rari… E’ una collezione di […]

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