di  -  venerdì 9 novembre 2007

smartphone and desktop Il cellulare in futuro potrebbe prendere il posto del computer nelle abitudini e nelle preferenze dei consumatori. Questa in estrema sintesi la notizia lanciata da Mobilechrunch e ripresa da N3tv, nella sua edizione dedicata alla comunicazione mobile.

La notizia, forse un po’ forzata, prende spunto da un dato oggettivo: in Giappone, Paese ad alto tasso di diffusione di tecnologia, le statistiche di vendita dei computer, sia desktop che portatili, sono in calo da cinque quadrimestri consecutivi. Aumentano invece le vendite di smartphone e palmari che permettono di restare sempre connessi, grazie a sistemi integrati di gestione della posta elettronica, instant messaging, web browsing, ma anche per funzioni più ludiche come l’ascolto di musica o la fruizione di file multimediali in generale.

Difatti questa tendenza è più netta nel settore consumer, piuttosto che in quello business, dove le esigenze di connettività e funzionalità sono più complesse e difficili da gestire con un dispositivo mobile.

Personalmente ritengo azzardato trarre conclusioni sul lungo periodo a partire da questi dati. Basti considerare il differente stato di evoluzione del marcato per i personal computer rispetto a quello dei cellulari intelligenti o dei pda-phone. E’ ovvio che il secondo, più giovane e ricco di prospettive di sviluppo risulti più dinamico ed in espansione, rispetto al primo.

Con questo non voglio dire che non condivido la previsione secondo cui i dispositivi mobili svolgeranno sempre di più un ruolo da protagonista nella vita quotidiana di tutti, anche l’opportunità che offrono per il superamento di alcune barriere cognitive, tutt’altro. Semplicemente credo che non sia il calo delle vendite di computer in Giappone a doverci indurre a ritenere che gli smartphone si apprestino a sostituire i pc.

Lo vado dicendo da un pò di tempo, e non sono certamente né il primo né il solo: il futuro è mobile perché le reti saranno ovunque, e preferibilmente senza fili.
E tu, come vedi il futuro della comunicazione mobile?

7 Commenti »

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  • # 1
    Alex
     scrive: 

    se la prospettiva e questa cmq i computer ci saranno sempre perchè nel campo ludico ci sono molte vendite e poi io personalmente odio e i telefoni preferisco il mio pc :-)

  • # 2
    Ginetto Bovo
     scrive: 

    E poi queste considerazioni si riferiscono agli utenti medi… non ce lo vedo un programmatore sul cellulare…

  • # 3
    Markingegno (Autore del post)
     scrive: 

    Non fatevi ingannare dal titolo, quello che sostengo e’ proprio che i cellulari difficilmente potranno sostituire i pc nel breve e medio periodo.

    Certo i desktop potrebbero essere sostituiti da portatili e UMPC, soprattutto se non sapranno offrire qualcosa in piu’ rispetto alla concorrenza dei portatili.

  • # 4
    Pietro
     scrive: 

    Mah… mai dubitare della tecnologia…. monitor e tastiera a proiezione che escono da un cellulare e cpu Q6600 microsocopiche fredde dentro un cellulare…
    Fantascienza? Anche il mio pc era fantascienza nel 1980!

  • # 5
    Markingegno (Autore del post)
     scrive: 

    @pietro
    il 1980 e’ piu’ di 25 annifa. Per carita’ tutto e’ possibile, ma “breve e medio periodo” in informatica non puo’ essere piu’ di cinque, massimo dieci anni.

    Poi c’e’ un’altra considerazione da fare: non si tratta solo di tecnologia, devono evolvere anche le abitudini dell’uomo. Se non altro, affinche’ si crei un mercato appetibile per le aziende.
    ;)

  • # 6
    Ivan
     scrive: 

    Esatto.
    Un altro fattore da tenere presente è la cultura, o le abitudini dell’uomo.
    Io sono stato in Giappone, magari solo per un mese, ma essendo stato ospitato da gente giapponese (quindi a stretto contatto), sento di poter dire di aver avuto modo di respirare lo stile di vita.

    Per un momento lasciamo stare il discorso prestazioni/campo di utilizzo/mobilità; il fondamentale svantaggio che un pc fisso come il mio, ha rispetto ad un qualunque portatile, è lo spazio che occupa.
    Il Giappone è un paese con circa la stessa superficie dell’Italia, ma con circa il doppio della popolazione, e con una superficie edificabile molto minore, data la morfologia del terreno.
    I problemi di spazio li ho visti e sono seri (per es. scavano via monti e colline per fare spazio e non esiste lungomare, è tutto occupato da case, cantieri…).

    Oltre a questo, considerati i ritmi lavorativi, la gente passa davvero poco tempo a casa; e bisogna anche considerare la logistica in funzione della densità della popolazione (quanti italiani si fanno almeno un’ora di treno per andare a lavorare? Sicuramente un numero ridicolo in confronto al Giappone).
    Ecco la diffusa necessità di un dispositivo portatile a cui vengono assegnate più funzioni possibili.
    Ad esempio, in Giappone pagano la tratta della metro (o del treno) con il cellulare, a mo’ di carta di credito.

    Per concludere, il dato oggettivo che viene presentato appartiene ad una società estremamente particolare e sono dell’idea che si possa considerare un fenomeno a sè stante.

  • # 7
    Markingegno (Autore del post)
     scrive: 

    @ivan
    grazie per la testimonianza, molto interessante.

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