di  -  martedì 2 dicembre 2008

mumbaiI recenti tragici avvinimenti di Mumbai (forse più nota come Bombay, cuore economico dell’India) hanno ancora una volta fatto emergere il valore del citizen journalism.

Nelle concitate ore degli attentati e nei giorni successivi la strage, grazie a blog, twitter ed social networks si sono diffuse notizie ed informazioni prodotte dalle persone in loco.

Lo stesso New York Times, uno dei più autorevoli quotidiani al mondo, tra i primi a riconoscere il valore dei new media, ha sottolineato quanto siano stati importanti i contenuti caricati dagli utenti.

Il Times cita un caso specifico, quello di Arun Shanbhag, studente di medicina ad Harvard che ha raccontato la sua testimonianza su Twitter , il suo blog e Flickr .

Durante l’apice dell’assalto ogni secondo veniva caricato più di un twit contenente la parola “Mubmai”, molti dei quali hanno diffuso anche informazioni errate, come il fatto che anche l’Hotel Marriott fosse stato attaccato, ma è ovvio che in situazioni così concitate il flusso di informazioni contenga anche molte inesattezze. Del resto gli stessi media tradizionali, che hanno più risorse a disposizione, spesso diffondono notizie che poi si rivelano del tutto false.

Ciò che emerge, insomma, è che un sapiente uso di fonti tradizionali e di contenuti generati dagli utenti in loco consente di seguire con molta più attenzione gli avvenimenti, guardandoli da più punti di vista, riducendo (di molto) i rischi di lasciarsi influenzare da informazioni di parte.

2 Commenti »

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  • # 1
    Pio Alt
     scrive: 

    Il giornalismo NON consiste nel dire quel che succede altrove prima che lo dica qualcun altro!
    Quindi sarebbe bene evitare di prendere chiacchiere per notizie. E quelle di un qualsiasi bloger o twitter (come si chiama chi usa twitter?) sono pur sempre chiacchiere, a meno che egli non sia un giornalista, nel qual caso può essere che siano falsità oppure notizie :D

    Penso che sia una illusione quella di ritenere più credibili le info quanto più vicino gli è chi la racconta. Penso sia una illusione pensare che la rete migliori le informazioni che riceviamo perchè è molteplice. Penso che sia una illusione pensare che l’informazione libera sia quella diretta, non filtrata e non commentata.

    Ritengo che tanto in fondo, quanto non sono già arrivati i giornalisti che scavano da anni, arriveranno i blogger. E questo per eccessiva superficialità. Ma ci vorrà ancora qualche tempo.

  • # 2
    betta
     scrive: 

    viva il cityzen giornalist così le persone si sentono davvero partecipi della società se possono far sentire la propria voce anche sui mezzi di informazione!!

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