di  -  mercoledì 3 dicembre 2008

Le grandi compagnie della tecnologia Microsoft, Google e Yahoo! si sono mosse insieme a varie organizzazioni per i diritti umani, al fine di concordare una strategia comune da adottare in quei paesi dove la libertà di parola è limitata. In passato tutte e tre le compagnie sono state criticate per aver messo il profitto davanti al rispetto per i diritti umani, soprattutto in Cina.

Nasce cosi la Global Network Initiative, il cui obbiettivo è difendere la privacy degli utenti che operano nel settore del ICT in paesi dove questa non è garantita.

In aggiunta i partecipanti alla GNI si impegnano a creare un forum non-governativo dove imprese e gruppi per i diritti umani possano lavorare congiuntamente per non piegarsi alle richieste di censura. Attualmente oltre a tante belle parole non c’è nessun piano d’azione cosi come fa notare Amnesty International, per la serie la montagna ha partorito il topolino.

Tuttavia è da sottolineare il fatto che finalmente anche le grandi compagnie multinazionali si siano accorte del problema della censura, speriamo in un piano d’azione quanto prima e nel coinvolgimento anche di altre grandi compagnie del settore.

8 Commenti »

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  • # 1
    zando
     scrive: 

    >Tuttavia è da sottolineare il fatto che finalmente anche >le grandi compagnie multinazionali si siano accorte del >problema della censura, speriamo in un piano d’azione >quanto prima e nel coinvolgimento anche di altre grandi >compagnie del settore.

    Cioè troveranno un’altra fonte di speculazione?

  • # 2
    minatoreweb
     scrive: 

    E’ tutta una bufala per raccigliere soldi sono i tre nomi delle compagnie che più nella storia hanno aiutato la censura. E’ tutta una bufala di immagine faranno niente e raccoglieranno dei soldi se no dovrebbero antidenunciasi! La microsoft è la prima a passare programmi ai governi per il controllo dei pc altrui sotto l’ombrello della protezione dei diritti d’autore. Gooogle è la prima che sotto pagamento censura le ricerche in base all’ip e yahoo l’ha accompagnata….. Mondo di merda! il bello che poi la gente ci crede e li finanzia!

  • # 3
    Notty
     scrive: 

    cavolo c’è gente che vede complotti ovunque -.-

  • # 4
    zando
     scrive: 

    e c’è chi non ne vede….

  • # 5
    spannocchiatore
     scrive: 

    il commento di minatoreweb può sembrare estremistico, ma la presenza di google e microsoft (che ovviamente sono le due società che possono fare la “voce grossa”) nel gruppo non è esattamente di buon auspicio..

  • # 6
    Jacopo Cocchi
     scrive: 

    mah mi sembra una non-notizia come dice il post stesso.
    I filtri search&cache per cui il materiale controverso veniva preventivamente reso inaccessibile da parte delle autorità cinesi è frutto della collaborazione proprio di Google, per cui ora le grandi compagnie si sono mosse? E prima? Le dittature non sono venute fuori ieri.

    Mi sembra il solito can-can tanto fumo zero arrosto che i grandi della Terra fanno ogni volta che si parla di ambiente.

  • # 7
    Google difende la libertà d’espressione in Sud Corea - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] discutibile,  in quanto limita ulteriormente la libertà di esprimersi della popolazione; come già segnalato  qualche tempo fa, Google, dopo il caso cinese, insieme ad altri colossi del IT ha deciso di […]

  • # 8
    Lorenz548
     scrive: 

    ad ogni modo meglio di niente no? forse la continua evoluzione dell’IT e di quel che ne deriva è la cura per migliorare la situazione di censura e chiusura in certi paesi…

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