di  -  venerdì 21 novembre 2008

Apprendo, con una costernazione senza limiti, dal sito de Il Sole 24ore che General Motors, primo costruttore di auto al mondo fino a qualche mese fa, ha lanciato un video-appello su YouTube per cercare di convincere gli americani a far pressione sui propri rappresentanti politici , affinché questi si convincano a regalare denaro pubblico all’industria automobilistica americana.

Il video è realizzato nello stile suggestivo (nel senso peggiore del termine “suggestione”), utilizzato normalmente da finti documentari pseudo-scientifici che arrivano fin qui dagli USA e che proprio nella rete trovano un naturale vettore di diffusione. Sto parlando di stupidaggini come What the bleep we know e Zeitgeist.
Gli ideatori puntano evidentemente su quel sentimento che più di ogni altro ha convinto gli statunitensi a calare le braghe di fonte a ogni richiesta o imposizione da parte delle autorità negli ultimi 7 anni: il terrore. Nel seguito il video.

La mancanza di spiegazioni riguardo alle origini della crisi può lasciare intendere che l’automotive statunitense sia vittima della crisi economica mondiale, che potrebbe distruggere in un sol colpo un giro d’affari per migliaia di miliardi di dollari, cancellando quella che fu la prima potenza mondiale dalle carte geografiche, bisognerebbe invece spiegare fare un sunto di come si è arrivati a questo punto.

L’industria automobilistica americana, nata e cresciuta in una società in fase di esplosione economica, vendendo catorci in un mercato senza concorrenza estera, si è trovata, dagli anni ’70 in poi, a far fronte all’invasione di auto di qualità superiore, che non hanno saputo fermare né con il protezionismo, né tanto meno con una capacità di innovazione sostanzialmente inesistente, rispetto ai concorrenti europei e asiatici.

General Motors, Ford e Chrysler soffrono di una crisi nera da anni, in un mercato che è saturo da decenni, e che permette alle altre aziende di crescere soprattutto a scapito dei prodotti americani.

Così ora i cittadini statunitensi dovrebbero usare le loro tasse per tenere in piedi una palla al piede per lo sviluppo (non solo economico), incapace di una vera innovazione e di stare dietro alle richieste dei clienti. Accadrebbe in futuro così com’è accaduto fin’ora, senza contare poi che il passato di GM contiene qualche trascorso non proprio limpido.

42 Commenti »

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  • # 1
    Michele
     scrive: 

    non sono d’accordo…e come se in italia chiudesse la fiat… Economicamente è giusto che una societa ché e malè ammnistrata fallisca, ma e politicamente insostenibile…

  • # 2
    drowse
     scrive: 

    Dateli a noi i soldi, che poi ci compriamo la macchina nuova.

  • # 3
    Cla
     scrive: 

    Michele, non sempre si parla di “cattiva amministrazione”.
    Bisogna comunque considerare che le aziende pagano le tasse (o dovrebbero… non voglio entrare nel caso specifico), generano indotto e altre tasse.
    Nel caso in cui sia l’azienda in difficolta’ e’ giusto che si vada in aiuto(se ha pagato le tasse ne avra’ diritto), per salvare indotto, tasse ecc…

    Semmai trovo profondamente sbagliato che ci siano trattamenti diversi: es alitalia salvata coi soldi pubblici con delle manovre finanziare terribili… e se fallisce un imprenditore comune, tanti saluti.

  • # 4
    doc
     scrive: 

    Come mai zeitgeist sarebbe una stupidaggine? riguardo l’altro mi astengo.

  • # 5
    Michele
     scrive: 

    cla… Stiamo dicendo la stessa cosa… Però devi riconoscere ché una più attenta gestione finanziaria avrebbe limitato i danni in tante societa… Prendersi i rischi vuol anch dire accettare il fallimento… Per questo dico ché economicamente darebbe giusto. Te falliscano, ma come dici giustamente te sul loro indotto. Vivono migliaia di persone..

    L’italia purtroppo è un caso apparte

  • # 6
    BrightSoul
     scrive: 

    Solo perché un’azienda privata paga le tasse (dovute) allo Stato, non significa che debba ottenere dei finanziamenti pubblici nel momento del bisogno. Altrimenti non le chiamiamo più “tasse”, ma “assicurazione sulla vita delle grandi aziende”.

    Perché i cittadini devono pagare le conseguenze di una cattiva amministrazione o le stagnazioni di un mercato stra-saturo? Si dice al cittadino di prendere i mezzi pubblici e la bicicletta, e poi lo si vessa per non aver comprato una nuova automobile…

    Se lo Stato vuole intervenire, lo faccia con indennizzi a chi è stato licenziato. Vedrete che le aziende sapranno equilibrarsi meglio sapendo che sotto non c’è alcun materasso.

  • # 7
    Banjo
     scrive: 

    Ma che bravi i manager moderni, sempre attenti ad incamerare lauti stipendi e fringe benefits.
    Però un’occhio all’evoluzione del mercato costa troppa fatica!
    Già 5-6 anni fa in USA c’era il forte sentore che non era più sostenibile fabbricare e vendere enormi barconi con le ruote che fanno 2 chilometri con un litro di benzina.
    Era necessario adattarsi alle future esigenze di mercato, ma si è preferito ignorarne l’evoluzione e continuare a mungerlo.
    Ora ci si trova con impianti non pronti per costruire auto più piccole, e l’impossibilità di convertirli a causa della recessione generale.
    Così dopo aver spremuto il mercato, ora si chiede aiuto allo stesso Che facciatosta!

  • # 8
    marco
     scrive: 

    il salvataggio di un’azienda di grandi dimensioni ( e grande peso nel sistema-paese) o inserita in un settore nevralgico è spesso la soluzione migliore, semplicemente perchè il contraccolpo del suo fallimento avrebbe un costo maggiore per la collettività rispetto agli interventi di sostegno.
    altro discorso ovviamente è la responsabilità dei manager (incompetenti o in malafede), per quella esistono inquirenti e tribunali.

    la cosa che lascia allibiti è la propaganda volta a terrorizzare il pubblico! una tattica davvero spregiudicata

  • # 9
    Banjo
     scrive: 

    E questo vale anche per le banche… date un’occhiata ai bilanci degli ultimi anni… io lavoro nel fiscale, e vi posso assicurare che gli utili al mnetto di tasse e ammortamenti erano altissimi, ma cosa dico altissimi, STRATOSFERICI!
    Se date un’occhiata in qualsiasi strada ormai ci sono più filiali bancarie che lampioni.
    Dove sono quei mega-utili, ora che gli istituti di crediti chiedono aiuto?

  • # 10
    Stefano
     scrive: 

    A me non fanno pena, non mi fanno pena in generale i costruttori di auto che negli ultimi 10-15 anni hanno DROGATO il mercato con ingannevoli politiche di marketing tese a far credere al consumatore che la propria auto era vecchia anche se aveva solamente qualche anno e magari ben al di sotto del 100mila Km, che inquinava troppo… quando i costruttori sanno benissimo, ma fanno finta di niente, che in temrini ambientali sostituire quella macchina costa di più in termini ambientali rispetto al vantaggio derivante dall’avere un motore più pulito

    vantaggio che in aggiunta è fortemente ridimensionato dal fatto che il modello nuovo PESA SEMPRE DI PIu’

    es. dalla Punto II alla Grande Punto si passa da 900-1000 Kh a 1100-1200, questo significa necessità di motori più potenti per mantenere le stesse prestazioni e quindi più consumi
    per non parlare di gomme sempre più larghe (più attrito) e di volumi più grandi (meno efficienza aerodinamica)

    sul mercato americano poi stendiamo un velo pietoso!
    un paese in cui un 2000 di cilindrata è un motore da utilitaria

    chissà che si accorgano che per girare tra gli isolati, portare i bambini a scuola e fare la spesa non serve un SUV o una jeep enorme da 20-25 quintali alimentata da un 4000 a 8 cilindri che fa 3 con un litro

  • # 11
    Stefano
     scrive: 

    Scusate per quei 2-3 errori presenti nel messaggio (tipo Kh al posto di Kg) :)

  • # 12
    +benito+
     scrive: 

    un paese civile, e l’italia non lo è, spero che l’amercia non ci copi in questo NON DEVE E NON PUO’ aiutare l’idustria privata solo quando è grande. Il mondo è fatto da grandi e piccoli e non è giusto che il destino di una persona sia deciso dallo stato in base al suo posto di lavoro. Un piccola industria entra in crisi, chiude e non gliene frega niente a nessuno, come è giusto che sia nell’economia di mercato. Deve essere così, a maggior raione, per una grande. E’ noto a tutti coloro che lavorano e a maggior ragione che hanno avuto un’attività che più sei piccolo più fai fatica a sopravvivere perchè no ti puoi permettere un errore, arrivare a questa situazione significa aver fatti ripetuti e grandi errori sia sul piano industriale che finanziario, e pertanto è giusto che la fabbrica chiuda, con buona pace dei 100 miliardi di americani che ad una persona se ce ne sono altre 3 o altre 300.000 nella merda non cambia nulla, tanto lui nella merda c’è comunque.

  • # 13
    marco
     scrive: 

    benito un conto è un piano di salvataggio “tagliato su misura”, un contro provvedimenti strutturali con target più o meno ampi…

    il primo strumento si utilizza per le grandi aziende (tra l’altro il fallimento di una grande si tira sempe dietro numerose piccole che vivono di indotto, così come la crescita di una grande fa spesso da traino), il secondo è più adatto alla piccole-medie, perchè rivolto a categorie di imprese più che a imprese specifiche.

    poi è anche improprio usare il termine aiuto, in questo caso si tratta di salvataggio, l’alternativa è il fallimento (in u.s.a. esiste davvero, non come qui)

  • # 14
    carbon
     scrive: 

    4000 8 cilindri è fin poco, ci sono pick up da 500 CV con motori ad aste e bilanciere come da noi 50 anni fa :D
    http://en.wikipedia.org/wiki/Dodge_Ram_SRT-10

    cmq non stanno a guardare ho letto di accordi con la GE per fornire entro 3 anni la tecnologia per motori elettrici, gli USA rientreranno in gioco e noi italiani rischiamo di non essere competitivi, inoltre fuel cell, pellicole fotovoltaiche ed altre novità saranno standard sulle auto del 2010.
    iscrivetevi a google finance, ovvio che molte sparate sono fatte per dar fiducia al mercato ma la spinta verso le nuove tecnologie è davvero massiccia e i media italiani non mi sembra che gli diano l’adeguata importanza nelle news.

  • # 15
    Cla
     scrive: 

    BrightSoul
    “Solo perché un’azienda privata paga le tasse (dovute) allo Stato, non significa che debba ottenere dei finanziamenti pubblici nel momento del bisogno.”

    Ma anche si, in certi casi.
    Se io pago le tasse, pretendo anche ammortizzatori sociali… altrimenti che le pago a fare le tasse? A fondo perduto??
    Le mie tasse aiutano altri, quando avro’ bisogno io loro pagano tasse e ricevo assistenza.
    Mi sembra piuttosto semplice.
    Semmai il problema e’ la disparita’ di trattamento.
    Ma se lasciassimo fallire tutte le aziende alla prima difficolta’ e senza minimo di assistenza… la vedrei mooolto grigia.

  • # 16
    Ric
     scrive: 

    Difficile capire come alcuni ancora non comprendano l’importanza di tenere in vita aziende della portata delle 3 big di Detroit.
    Il Governo USA non ha soltanto il dovere di sostenere aziende di queste dimensioni nei momenti di difficoltà ma ne ha anche tutto l’interesse sotto il profilo economico in quanto se le prime aziende manifatturiere al mondo fallissero in un colpo solo, le ricadute sulla finanza e sulll’economia globale dell’intero pianeta sarebbero probabilmente peggiori di quanto già paventato nelle piu’ pessimistiche previsioni!
    Lo Stato Americano deve intervenire, deve farlo in fretta e deve farlo in modo importante ed al di sopra di qualsiasi positiva attesa, grazie al sacrificio di tutti, per evitare conseguenze ben peggiori e probabilmente permettere alla finanza ed all’economia stessa la sopravvivenza in un sistema capitalistico di certo malato.

  • # 17
    fra
     scrive: 

    Che abbiamo amministrato malissimo negli ultimi anni è un conto…che debbano fallire è un altro…Non che non sia economicamente giusto, in un libero mercato, ma probabilmente sarebbe socialmente e globalmente controproducente.
    Il crack lehaman in confronto è un bicchiere d’acqua fresca.
    Lo tzunami che genererebbe il fallimento GM travolgerebbe tutti, anche noi che siamo dall’altra parte del globo.
    Se estendiamo l’analisi all’indotto, non avete idea di quanta gente lavori anche indirettamente per GM in italia.
    Si può dire che ognuno di noi avrebbe almeno un parente prossimo senza lavoro.
    A volte ciò che è necessario fare non è necessariamente giusto.
    Francesco

  • # 18
    Ric
     scrive: 

    Noto con piacere che forse ancora qualcuno in grado di comprendere la vitale importanza di aiutare a qualsiasi costo le big di Detroit ancora esiste!
    Scenari apocalittici per la finanza e per l’economia sono imminenti se il Governo USA non interverrà in tempi rapidissimi, dando il buon esempio ed accogliendo l’applauso di tutti!

  • # 19
    fra
     scrive: 

    Forza Obama!! Fai approvare un piano d’aiuti per GM di 25 miliardi di dollari subito piuttosto che costringere mezzo pianeta a pagare sussidi di disoccupazione!!!
    Meno male che Bush sta tornando a casa, visto che è il primo responsabile della recessione con la sua politica miope…

  • # 20
    F
     scrive: 

    Che la crisi totale sia da evitare non c’è alcun dubbio ed è giusto che lo Stato intervenga in fretta.
    Condivido quelo che è stato scritto negli ultimi interventi ma riguardo quanto scritto da Fra vorrei capire quanto segue : non è che sarai un lavoratore GM che sta per perdere il posto o uno sfortunato e miope azionista di questo gruppo? Se è cosi’ fai bene a sperare negli aiuti statali!

  • # 21
    F
     scrive: 

    Se pure Fra fosse lo sfigato che hai descritto sarebbe giusto aiutare lui e tutti quelli che sono nella stessa situazione…solo 2 mesi e Obama manterrà le sue promesse!

  • # 22
    Ric
     scrive: 

    Perdonami F ma non riesco a seguire il tuo pensiero…da che parte stai?

  • # 23
    F
     scrive: 

    Sto dalla parte degli aiuti,ovvio…commentavo soltanto lo scritto precedente!

  • # 24
    Ric
     scrive: 

    Allora tutti d’accordo : forza Obama!

  • # 25
    Notty
     scrive: 

    -.-

    tutto il mondo è paese.. in italia si fanno i miracoli per salvare 20 mila dipendenti di una ditta che fa schifo da anni e lo si fa proprio per evitare che questo dia l’inizio ad un domino di fallimenti e LICENZIAMENTI che aumenterebbero e alimenterebbero il problema..

    li una ditta di un settore in crisi fa presente che c’è un problema e tutti a dare addosso alla ditta.. che potrà anche sbagliare.. che avrà anche sbagliato.. ma che da da lavorare a centinaia di migliaia di persone (fra ford gm etc..) e che se fallisse farebbe crollare loro.. e poi NOI..

    ma tutti a vedere il padrone cattivo e non il problema che hanno sotto il naso..

    se cadono i grandi non è che i piccoli non si fanno male.. verranno schiacciati dal loro peso.. e dentro a grandi e piccoli ci siamo noi che lavoriamo.. se c’è una ditta che ci fa lavorare..

    certo che se fallisce forse l’unico che ci rimette è il lavoratore..

    ma tutti a dare addosso a chi guida senza ricordarsi che anche gli altri ne hanno bisogno..

  • # 26
    fra
     scrive: 

    Ciao F, non lavoro nel settore auto ma ho amici li’, come ho amici che hanno investito nel settore auto, nel bancario e nell’immobiliare…
    Al di’ là dei miei amici non sono contento quando le cose vanno male, quando qualcuno potrebbe perdere soldi o peggio il lavoro, che sia dell’alitalia, della cirio, della parmalat o un broker della lehman.
    Chi ha responsabilità gravi deve comunque essere rimosso dall’incarico, punito e messo in condizione di non nuocere più…
    e in bocca al lupo anche a rik, che da come scrive probabilmente è un altro che come me ha investito un sacco di soldi nel comparto auto…:))

  • # 27
    Ric
     scrive: 

    …a Fra…penso che F abbia ragione a sottolineare che tu abbia investito nel settore sbagliato e sia stato quantomeno superficiale…ma tieni duro! :-D

  • # 28
    F
     scrive: 

    Dice bene Notty e gli altri e non possiamo arrenderci al fallimento quando il libero mercato non riesce piu’ a sostenere il nostro sistema!

  • # 29
    fra
     scrive: 

    Veramente Ric,mi stavo preoccupando per le tue obbligazioni che anche oggi hanno perso il 10%…
    Ma stai tranquillo, come ha detto Montezemolo, lo stato americano diventerà azionista di GM…
    Dormi sereno Ric…
    :))

  • # 30
    Ric
     scrive: 

    …sogni d’oro anche a te Fra…che ti stai giocando il tutto per tutto con GM! ;-))

  • # 31
    caffeine
     scrive: 

    scusate ma la cosa piu’ ovvia non sarebbe vendere?
    se un azienda se la passa male, si vende….

    nessuno ricorda la rover? la rover non era grande quanto la gm ok… ma penso che cmq in inghilterra equivalesse come grandezza alla gm in usa… facendo una proporzione
    beh la rover è stata venduta ai cinesi

    e io sono per questa idea… io non avrei aiutato la parmalat e l’alitalia… le avrei costrette a vendersi ad amministrazioni diverse, straniere o no, al massimo facendo io “stato” da garante, per non far perdere eventuali posti per almeno un tot di tempo

    perchè dobbiamo pagare per un azienda gestita malissimo come alitalia?
    perchè non prenderla e darla ad airfrance airone o chi la vuole? è la compagnia di bandiera? ma chi se ne frega

    e farei lo stesso per la gm… costringerei i capi a venderla.

  • # 32
    Nip
     scrive: 

    @caffeine

    Guarda se trovi in giro ancora un concessionario Rover per comprarne una.
    La rover ha chiuso, altro che cinesi.

  • # 33
    kusiman
     scrive: 

    ma che c’entra zetgeist???
    MAH….

  • # 34
    Ric
     scrive: 

    Soltanto chi lavora nel settore finanziario riesce a capire quale conseguenze potrebbe avere un eventuale fallimento del colosso di Detroit (con gli altri a seguire) e se questo avvenisse non sarebbe piu’ soltanto il settore automobilistico mondiale ad essere in crisi ma l’intera economia mondiale!
    Chi crede che sia meglio far fallire certe aziende o non capisce assolutamente nulla di economia e finanza o piuttosto spera nella fine del capitalismo e nel ritorno a regimi dittatoriali…personalmente non amo questo sistema ma è l’unico possibile quindi : forza Obama!

  • # 35
    Francesco Carucci
     scrive: 

    Anche durante il periodo classico si sosteneva che non fosse economicamente sostenibile pagare gli schiavi per lavorare e che la schiavitu’ fosse l’unico sistema possibile.
    E durante il medioevo non era concepibile che il vassallo potesse lavorare le proprie terre e tenere tutto il prodotto. Il sistema feudale era l’unico possibile.
    Oppure pagare gli schiavi di colore per lavorare nelle piantagioni? Era l’unico sistema possibile.
    Se un’azienda e’ inefficiente, che fallisca. Questo sistema economico e’ anarchico per definizione.

  • # 36
    michele
     scrive: 

    perchè “regalare”…. a noi comuni mortali non regala niente nessuno… anzi…
    io non capisco anche in italia alla fiat… quando è in crisi… via alla “manovrina” salva azienda italiana… (perchè è l’industria italiana…) e poi quando tornano in attivo i dividendi vano agli azionisti senza restituire “gli aiuti”… e poi spendono milioni di euri in f1… ma non abbassano il prezzo delle auto…..
    ricordate prima degli incentivi alla rottamazione? il prezzo medio delle auto è magicamente cresciuto del valore degli incentivi…. per poi rimanere alla fine degli incentivi….. vi pare corretto?

  • # 37
    Ric
     scrive: 

    Questo sistema economico è fondato sul liberismo ma non è ancora “anarchico” del tutto fortunatamente!
    Se un’azienda inefficiente fallisce chi se ne frega, se ne preoccuperanno i pochi lavoratori di quell’impresa (pensiero egoista ma in linea con il liberismo di questo sistema globale), se l’ “azienda manifatturiera piu’ grande al mondo” (GM) fallisce si porta dietro inizialmente tutto il settore automobilistico globale con l’indotto e piano piano tutto il resto del sistema : altro che terza guerra mondiale!

  • # 38
    Ric
     scrive: 

    Per concludere : il prezzo delle auto è salito nel corso degli anni ma considerando le migliorie tecniche apportate si potrebbe dire che è sceso!
    Salvare enormi aziende in difficoltà spesso è economicamente molto conveniente perchè i costi sarebbero enormemente maggiori nel caso inverso!
    Infine : le tre big di detroit si trovano in questa situazione perchè a differenza di tutte le altre case automobilistiche al mondo devono provvedere al sistema pensionistico dei propri lavoratori, per questo è doveroso che lo il Governo USA intervenga (come farà)!

  • # 39
    fra
     scrive: 

    Secondo voi perchè hanno salvato CITIGROUP? forse perchè il fallimento di un altro BIG ora non è sostenibile? Secondo me i governi centrali ora si sono resi conto che non possono permettersi passi falsi in campo economico-finanziario, e quindi alla fine non fallirà nessuno, nè le 3 big di detroit, nè la Opel, e per fortuna neanche le banche europee…D’altronde è evidente che l’impresa molto grande ha tutele e garanzie maggiori rispetto alle piccole e medie imprese, le quali se vanno male o si tirano fuori dai guai da sole o chiudono…

  • # 40
    Ric
     scrive: 

    ciao Fra, sembra la pensiamo allo stesso modo, presto il mercato ci darà ragione e Obama diventerà l’eroe del decennio risollevando l’economia globale grazie al piu’ importante intervento statale a sostegno nell’economia che la storia ricordi!!

  • # 41
    Wing_Zero
     scrive: 

    Si puo’ sapere per quale motivo avete linkato quell’ ignorante che parla nel video di cicapmultimedia.it?
    1) Non sa parlare in italiano
    2) Fa un discorso senza senso
    3) Non sa assolutamente nulla riguardo a quello di cui sta parlando
    4) Da sbellicarsi la sua “orazione” in difesa di un rabdomante che è andato a striscia la notizia…il tipo è davvero convinto che abbia i “poteri”… -.-”

    Se dovevate linkare il video di “What the bleep do we know?” non potevate linkare il video direttamente, invece che il sito di questo ignorante?

  • # 42
    Non è crisi per tutti nel settore auto: Fiat si dà allo shopping - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] crisi del settore auto parte da lontano, da molto prima che il sistema economico mondiale si inceppasse catapultando l’umanità nella […]

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