di  -  giovedì 20 novembre 2008

Il supereroe FlashI segni di una pericolosa internet-dipendenza sono spesso molteplici, a volte palesi e a volte subdoli. Il ritornello “internet ci rende asociali, internet divide” ci ha francamente stufato, perché è facilissimo dimostrare che non è così e che le occasioni per vivere di persona le cose iniziate su internet non mancano di certo (anche se ovviamente è necessario fare un passo avanti con la propria volontà, ma se manca quella manca per qualsiasi cosa). Però a volte mi capita di pensare che tutto sommato me ne sto bene nella mia “celletta di ape”, e che anche se fosse come dicono – ma non lo è, lo ribadisco a scanso di equivoci – non sarebbe poi così male. Mi riferisco alla estrema lentezza del mondo moderno.

Chiariamo subito una cosa: non vivo di certo una vita frenetica, almeno non per la maggior parte del mio tempo. Lavoro a poca distanza da casa, ci posso andare a piedi, e intorno a casa e all’ufficio ho quasi tutto quel che mi serve. La città dove vivo non è grandissima, e anche se è strutturata male per via della sua conformazione, sono abbastanza rari i casi in cui ci si ritrova imbottigliati nel traffico. Ma è assolutamente un dato di fatto che non è pensabile svolgere una sola mansione al giorno: se devo fare la spesa dovrò visitare più di un negozio, e a volte se esco per fare quattro commissioni riesco solo a farne due. Perché?

Perché il mondo fisico è sempre più lento, al contrario del mondo virtuale. L’altro giorno ho finalmente comprato l’EEEpc, e l’ho voluto fare di persona perché l’ho preso in formula pc+tariffa, con un’altra serie di opzioni che preferivo comunicare personalmente per accertarmi che fossero recepite. Ho atteso venti minuti il mio turno, e la vendita che consisteva in un semplice “compila il foglio, barra le caselle, dammi i documenti, prendi il PC ed esci” si è trasformata in un incubo di quasi un’ora.

Il giorno dopo mi sono recato in farmacia, e anche lì l’attesa è stata snervante. Mi rendo conto che senza conoscermi di persona il fatto che vi dica che non sono una persona nervosa vale tanto quanto niente, ma spero potrete fidarvi: non sono normalmente una persona nervosa o impaziente. Eppure mi assale la sensazione che ci sia qualcosa di profondamente sbagliato in tutto questo: le cose da fare si moltiplicano e spesso non per mia volontà: io voglio poterle fare quando mi pare alla velocità che voglio. Se al posto del negozio, o della farmacia, fossimo stati su un sito internet, ognuno si sarebbe aperto la sua pagina e ci avrebbe messo il tempo che riteneva necessario: io ci avrei messo magari quattro minuti, il mio vicino di casa un’ora.

La presenza fisica – che sicuramente facilità i rapporti interpersonali ma spesso evita anche problemi più gravi, non so se avete mai avuto voglia di avere di fronte un operatore di call center – da tanti indicata come vittima della cultura dell’online sta diventando più che altro un problema, secondo me. Se c’è presenza fisica, c’è lentezza. Sul webtutto è spersonalizzato, ma almeno è veloce. Io sto iniziando a preferire fortemente la seconda opzione. Per dire: ho comprato un aggeggio in Olanda, ordinato di venerdì alle 16, pagato con PayPal alle 16.05, spedito alle 17 e arrivato a casa il martedì alle 11. Zero problemi, tempo totale dell’acquisto dieci minuti. Nemmeno per arrivare al box e accendere la macchina ci avrei messo così poco, figuriamoci uscire, cercarlo, acquistarlo e tornare a casa. Penso che fino a qua siamo tutti d’accordo, il vero problema è che la tecnologia da assuefazione, e la mancanza di tecnologia si riflette in modo drastico sulla vita, e sul tempo, di tutti noi.

Perché come dicevo prima la vita non è parallela, e il web si. Se per comprare il mio aggeggio ci metto un’ora e occupo il commesso, sei tu che aspetti dopo di me. Io sono convinto che possiamo impeigare tutti meglio il nostro meglio, che aspettare il proprio turno in un negozio. Dov’è però il compromesso ideale tra lentezza fisica e velocità virtuale?

26 Commenti »

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  • # 1
    giacomo
     scrive: 

    Giustissimo articolo, spesso ho vissuto la stessa sensazione. Ogni tecnologia che ci fa guadagnare tempo di solito migliora la qualità della vita, visto che nella nostra frenetica società il tempo è il bene più prezioso.

    La frustrazione causata dalla lentezza del mondo reale può essere resa ancora più acuta quando si perde tempo con problemi obsoleti la cui soluzione sarebbe a portata di mano ma non è applicata per incompetenza/svogliatezza/disonestà di qualcuno.

    Ad esempio potremmo riappropriarci di ore della nostra vita se ci fossero trasporti pubblici migliori. Qua stiamo parlando di tecnologie tipo treni, bus, tram… roba ormai collaudata direi! Il che ci dimostra che la tecnologia da sola serve a poco se poi non se ne fa un buon uso. Certo, se qualcuno inventasse il teletrasporto allora… :)

    Ciao

  • # 2
    Botty
     scrive: 

    La tua domanda e` interessante… A suffragio di quanto dici, l’altro giorno ero a Stoccolma (cittadina dalla delirante efficienza ed organizzazione capitale di un paese delirantemente efficiente e organizzato). Scendo dall’aereo e decido di prendere il trenino per recarmi in centro. Da qui con la metro raggiungero` il mio albergo (tempo di permanenza all’aria aperta: minuti 1, dalla fermata della metro all’albergo. D’inverno a -15 fara` comodo).

    Per prendere il trenino ho tre minuti (e` scritto sul tabellone sopra il nastro bagagli, a caratteri cubitali), i miei bagagli arriveranno tra due minuti (c’e` scritto anche questo, sul tabellone accanto). Ho un minuto per farla franca (il prossimo treno sarebbe tra un quarto d’ora, non crolla il mondo, ma tant’e`… ;-)
    I bagagli arrivano puntuali, recupero il mio valigino, mi avvicino verso l’ascensore che porta all’Arlanda Express, al cui fianco trovo una macchinetta per i biglietti, introduco carta di credito, pigio 4 tasti e ho il mio biglietto in mano. Salgo sul treno e questo chiude le porte alle mie spalle. Mi accomodo e 5 minuti dopo passa una flottiglia di controllori a vidimare i biglietti o a farli per coloro che non hanno avuto modo/tempo di farli prima.
    Tutta questa tirata anche per sottolineare come la presenza di tutta questa automazione non e` andata a detrimento dei posti di lavoro (viaggiano almeno 2 treni simultaneamente, ciascuno con 4 controllori). Tre bigliettai a ogni estremita` e un controllore per treno, in un’ottimistica situazione italiana rappresenterebbero nulla piu` di un pareggio.

    Scendo dal trenino e cerco l’analoga macchinetta per fare i biglietti della metro, ma non la trovo. Mi reco in biglietteria. Ho una persona davanti. Prendo il numero (in Svezia prendi SEMPRE il numero) e aspetto 5 minuti per fare la stessa operazione che venti minuti fa ho svolto in venti secondi. Si`, l’interazione genera lentezza, dovunque la si pratichi.

    Il problema e` _l’accettabilita`_ della lentezza. Spiego: nel mio caso ero appena arrivato e dovevo solo andare in albergo a farmi una doccia e prepararmi per la cena. I 5 minuti che avrei potuto guadagnare non mi avrebbero cambiato la vita. Ma se io fossi stato un chirurgo e fossi stato atteso in un ospedale per un intervento urgente?
    (ok, il caso era estremo, avrei preso un taxi… Anche se a Stoccolma come tempi ce la giochiamo)

    Non so mica se son stato chiaro… Magari fatemelo presente….

  • # 3
    zando
     scrive: 

    drogatevi di meno.

  • # 4
    SirHaplo
     scrive: 

    devo dire che un pò mi si sono rizzati i peli sulla schiena.
    Daccordo internet è veloce e comodo.
    Ma penso che il rapporto umano sia comunque importante.

    Mi immagino un passato dove si preparava il pane e durava una settimana, si comprava dal droghiere e i centri commerciali erano inesistenti. Dove passavi una mattina intera a girare per il mercato a trovare l’offerta migliore. Dove prendevi fregature pazzesche, ma anche le pesche dell’orto “perchè signora queste le ho coltivate io, sono davvero buone”

    Mi immagino un futuro dove vai nella self-farmacia con 10 terminali. un farmacista virtuale ti serve, ti indica i 10 siti su cui trovi il tuo medicinale, dal box esce la tua scatoletta e al pagamento ci pensa la farmacia attraverso la ASL, dato che ha letto la tua tessera sanitaria.

  • # 5
    Botty
     scrive: 

    Interessante il tuo commento, zando. Interessante, ma criptico. Vuoi spiegarci meglio da dove si evince il mio ed altrui uso di sostanze illecite?

  • # 6
    Tambu (Autore del post)
     scrive: 

    Botty, no sei stato chiarissimo (e hai fatto un esempio che mi sta a cuore, confessa :) ). Hai perfettamente ragione, il problema è il grado di accettazione della lentezza; come dicevo nell’articolo, non sono io a decidere di vivere una vita frenetica, sono le cose da fare che si moltiplicano. Per questo la mia soglia di accettabilità scende e sale l’apprezzamento dell’online (o della tecnologia in generale)

  • # 7
    Tambu (Autore del post)
     scrive: 

    SirHaplo, vedi sopra. Se avessi il tempo per usare una intera mattina per scegliere il pane, lo farei volentieri. E a volte succede, succede che esco di casa per fare una sola commissione e quindi mi prendo tutto il tempo necessario, e non impreco se c’è coda. Succede sempre più raramente, però, e non lo scelgo io…

  • # 8
    Botty
     scrive: 

    SirHaplo, come dice Tambu nell’articolo, non si tratta di sostituire tout court la vita sociale con quella informatica, ma solo dove cio` e` un inciampo alla nostra (appunto) vita sociale. Anch’io parlo non del ritardo come male assoluto, ma come accettabile o meno.

    Se io ho in programma una sera a teatro e, uscendo dal lavoro, passo in farmacia a prendermi un’aspirina, se invece di spendere mezz’ora nella coda di deliri pseudomedici ho il mio assistente virtuale che funziona come spieghi tu (fico!) riesco a perdere un minuto solo, vado a casa, mi doccio e mi rado con calma e non arrivo a teatro ansimante che sembro il solito scappato di casa perche` ho sempre i minuti contati (e sforo, regolarmente)

  • # 9
    Botty
     scrive: 

    Si`, il commento era da tanto che te lo covavo… Questo post era l’ideale! ;-) Hugs!!

  • # 10
    SirHaplo
     scrive: 

    Ovvero voi dite :
    Dato che la vita è frenetica, per assecondare questo stile di vita preferirei abolire in alcuni ambiti la parte umana (lenta) a favore di tecnologie (veloci se usate bene).

    posso essere daccordo per alcuni limitati ambiti. Però, inevitabilmente in un futoro (prossimo? attuale?) assuefatti alla nuova velocità quello che ora è veloce sarà lento.

    Milano – Roma
    Carrozza (1 settimana)
    Treno a vapore (1 giorno)
    Auto (5 ore)
    TAV (3 ore)

    Cosi possiamo fare di più, sempre più cose.
    Già si vedono ora gli effetti : stress, ansie, rabbia per uno che con la macchina non va abbastanza veloce.
    Fino ad un limite immagino. Beh io non voglio arrivarci cosi di corssa come voi a questo limite

    E poi …
    Non ditemi che vivete una vita frenetica non per vostra scelta. Il lavoro, gli svaghi, gli amici gli scegliete voi.

  • # 11
    Gas
     scrive: 

    @SirHaplo
    Credo che quello che dici sia vero, ma che non c’entri con internet o con i rapporti personali:
    Se ci fosse una panetteria online che fa il pane “come una volta” che dura una settimana e tu lo comprassi da un form.. il pane sarebbe lo stesso buono e durerebbe ancora una settimana.
    Il giro al mercato e’ una abitudine che alcuni (in genere casalinghe/i, pensionati, ragazzini che saltano la scuola) mantengono. Vorrei vedere in quanti una volta a settimana si possono prendere una mattinata libera dal lavoro per “fare un giro al mercato”.
    La farmacia virtuale che hai immaginato nel 90% dei casi farebbe esattamente quello che serve agli utenti della farmacia. Per arrivare al 100% basterebbe aggiungere un operatore umano che (nel caso un cliente ne avesse bisogno) darebbe le indicazioni ed i consigli del caso.
    Ti faccio un esempio:
    Qualche tempo fa sono andato in farmacia a prendere caramelle per il mal di gola. Sono arrivato al lavoro con 30 minuti di ritardo perche’ davanti a me c’erano 4 persone anziane che volevano chiacchierare del piu’ e del meno con il farmacista. Capisci che avrei preferito avere la possibilita’ di andare ad uno sportello automatico.

    Purtroppo i ritmi lavorativi odierni non permettono di “perdere tempo” con i contatti umani.
    Ovviamente IMHO.
    -Gas-

  • # 12
    Banjo
     scrive: 

    Provo a dare un’interpretazione al criptico pensiero del figuro che si qualifica come “zando”.
    Secondo me ha voluto dire che percepiamo come estrema lentezza ciò che un tempo era la “velocità” normale, e questo a causa del nostro ormai esasperatamente frenetico modo di vivere, che d’altro canto ai nostri occhi è diventato la norma.
    Facciamo sempre più cose nel minor tempo, e la conseguenza è…che di tempo ne abbiamo sempre meno!
    Il mondo fisico mal si è adattato ai nuovi standard di velocità, e quindi ecco scaturire stress e problemi di socializzazione e malattie fisiche e psicosomatiche.
    Nei bambini pure.
    E anche tutte queste deleterie conseguenze, ironia della sorte, vengono accettate come normali.
    Ma tanto normali non sono.
    Ora scusate se non vado avanti ma ma sul mio carputer sto seguendo un’asta su ebay mentre sto acquistando dei titoli con la banca online, e nel frattempo accompagno il bimbo a scuola e lo tengo buono con la playstation portable l’iPod e l’Eeepc.

  • # 13
    Don Luca
     scrive: 

    Hai sollevato una questione molto attuale nonchè interessante con un articolo che coglie in pieno il problema, complimenti :)

    Anche io, che per ora non ho il problema del lavoro essendo studente universitario, mi ritrovo spesso “agli sgoccioli”… il tempo non basta mai.
    Tra corsi da seguire, mattoni da 800 pagine (delle quali il 90% dei casi ne bastano 100) da studiare, homework obbligatori, esoneri, esami, colloqui con i professori, questioni burocratiche (tipo l’iscrizione all’anno accademico corrente risulta annullata o non pervenuta, ebbene si, è successo anche questo) mi ritrovo sempre a correre da una parte all’altra.
    Poi al di là della realtà universitaria che mi assorbe un buon 80% del tempo ovviamente ho anche i miei altri problemi che tutti gli altri comuni esseri mortali hanno… medicine, file alle poste, assicurazione macchina, bollo, tagliando, spesa quando mamma non la fa, lillo (il mio cane) da portare a spasso e preparargli la pappa eccetera… cioè vi rendete conto che solo a scrivere un listato di una parte delle mie attività ricorrenti ho occupato mezza pagina! :D
    Da qualche mese ho deciso di usare finalmente una parte di online per sbrigare alcune faccende che consumavano un bel pò di tempo, come il pagamento online delle tasse universitarie, l’acquisto di “aggeggi tecnologici” online, uso del servizio delle poste online, email per contattare i professori all’università (anche se spesso e volentieri fanno finta di non ricevere/non sapere/non avere tempo -_-‘ ).
    Grazie alla rete posso finalmente permettermi il lusso di trovare il tempo per praticare un’attività sportiva, giocare con la mia gilda la sera a Warhammer Online e, in generale, fare le cose con più calma e avere più tempo per me stesso.
    Certo… ripensandoci un pò mi manca quello scorrazzare per tutta Roma con la mia macchina a farmi i kilometri alla ricerca di una scheda grafica col miglior rapporto prezzo-prestazioni o altri gingilli… ma d’altra parte tutto non si può avere.
    Come già sottolineato le interazioni umane sono importantissime (ovviamente mi riferisco non a quelle virtuali come chat o simili, ma a quelle “fisiche”) e non vanno assolutamente trascurate ma anzi, sempre coltivate… come per la maggior parte delle “cose della vita” ci vuole equilibrio e maturità, coscienza dei mezzi dei quali usufruiamo ogni giorno. Ogni mezzo può essere utile e portare grande progresso quando usato nel modo giusto, così come può essere deleterio se abusato e sfruttato in modo non consono.

    E qua mi fermo perchè come al solito sto andando completamente offtopic :)

  • # 14
    Takethis
     scrive: 

    Io sono una persona molto paziente, però è vero che l’uso di internet genera dipendanza da alta velocità.
    L’altro giorno per comprare un lettore mp3 ho fatto il giro di 3 centri commerciali scegliendo e valutando, mentre guardavo gli scaffali pensavo “ma che casino, avessero una pagina web potrei ordinarli per prezzo, guardare il primo modello con 8gb di memoria, vedere se mi piace e comprarlo in meno di 5 minuti” mentre invece ci ho messo 3-4 ore. Lo spazio di una pagina web è immenso perchè estremamente flessibile, dalle ultime notizie che ho avuto gli scaffali dei supermercati sono piuttosto rigidi :P

  • # 15
    Tambu (Autore del post)
     scrive: 

    a me non è MAI sembrato normale che per comprare una scatola e firmare un foglio ci debba volere un’ora. Il discorso del treno è differente, e secondo me calza poco. Tu aspetteresti un’ora per avere del pane qualsiasi mentre qualcuno aspetta te per andare da un’altra parte?

    il problema della “parte umana” è che ormai si presta poco e male ai suoi scopi. non vado in negozio per parlare degli affari miei col commesso, ma nel contempo mi serve male e lentamente. Se chiedo informazioni spesso me le dà sbagliate o controvoglia, antipatico come un mouse cordless senza pile. Tutte cose che la tecnologia sopperisce per sua natura

  • # 16
    SirHaplo
     scrive: 

    Mi piacerebbe che la parte umana in una transazione commerciale non ci fosse per gli ambiti in cui non serve.
    Ovvero, il cassiere mi prende i prezzi, il commesso apre la vetrina e mi da il prodotto.
    Eliminarli vuol dire guadagnare tempo, sono daccordo.

    Ma se questo tempo poi è passato a giocare online (esempio, niente flame prego), a lavorare o cmq non è riutilizzato per avere rapporti sociali … IMHO è tempo perso.

    Preferisco fare la coda alle poste per pagare una bolletta e sentire il vecchio che si lamenta del mondo, il ragazzo che sbuffa, la mamma con la figlia sul passegginoche ride e passare li mezz’ora.
    Piuttosto che pagarla online e non dovermi prendere mezz’ora di permesso dal lavoro.

    Poi se questa mezz’ora la vado a passare al parco a farmi un giro in bici e a fare 2 chiacchere ben venga internet … ma mi sa che la maggior parte qui la passerebbe in altra maniera (io compreso credo)

  • # 17
    zando
     scrive: 

    Criptico?? forse.
    Scusate, non volevoo essere offensivo.Piuttosto era un ‘affermazione per dire che vi create dei problemi dove non ve ne sono. Bisogna sempre essere pronti ad affrontare gli imprevisti, sia per la vita quotidiana sia per altro. Se esci per fare una commissione e questa ti richiede più tempo del previsto, ragionaci su un attimo: ti sei forse mosso nell’ora di punta (orario non ideale per muoversi)? In quell’ora non era forse meglio fare qualcos’altro?.. e così via.
    Invece al giorno d’oggi è importante ricavarsi degli spazi per sè, e ritrovarsi alla calma. Io trovo che la vita fisica sia frenetica, non quella virtuale e questo perchè devi fare tutto di corsa e rispettare regole ed orari.

  • # 18
    iro
     scrive: 

    A mio avviso quello che si evince dai vari post sopra è una certa confusione tra la sfera individuale e la dimensione sociale

    La dimensione sociale del problema “velocità” non è altro che un sistema per incrementare la produttività individuale di noi tutti, in modo tale che a livello globale il sistema ne tragga giovamento (almeno dal punto di vista meramente quantitativo-produttivo)
    Questa accelerazione genera tuttavia una serie di effetti collaterali nella vita individuale: come sottolineato dal post principale ci si assuefa alla velocità. Il problema a mio avviso (rispondendo alla domanda finale) è che non ci si deve dimenticare che la società è anche (non solo ma anche) una somma di individui. Se noi tutti diveniamo così frenetici non faremo altro che estremizzare il frenetismo globale. Io personalmente faccio tutto a tempo debito, ne piano ne lento, il giusto! Quale è questo giusto lo decido io arbitrariamente in base alle esigenze che via via vado ad avere.
    Alcuni esempi: io odio le vecchiette rincoglionite che trovi sempre in posta-banca, quindi per quello uso internet; per quanto riguarda gli acquisti invece adoro poter toccare con mano l’oggetto in questione sopratutto se costa molto, è una sorta di feticismo, lo so, ma ogniuno gode come crede, quindi in quei casi preferisco il metodo lento.
    Per concludere ancora con un esempio provate ad immaginare di andare al ristorante e ritrovarvi il servizio fatto come nei sushi bar, col nastro trasportatore….il rapporto col cmaeriere, il somellier anullato a un alllunga la mano, prendi pietanza…..io francamente non mi godrei nulla perchè verrebbe meno la componente teatrale del simposio.
    Poi voi fate come volete, ma con una bottiglia di Amarone che pago 80 euro e un brasato di cervo che pago 20 euri a porzione pretendo pure lo stronzo di turno che me ne decanta le qualità!!! (ah…io per mestiere faccio propio quello “stronzo”)

  • # 19
    Symonjfox
     scrive: 

    Sono anni ormai che compro materiale informatico su internet, proprio per i motivi espressi nell’articolo.
    Mi documento, cerco, trovo subito QUELLO che cerco, ordino e arriva. PUNTO.

    Il rovescio della medaglia è che comprare a scatola chiusa è sempre un po’ rischioso.

    Faccio l’esempio pratico: io lavoro in una ditta dove si vendono pc ecc.
    Tantissimo materiale che prima prendevamo da un famosissimo distributore nazionale, ora lo prendiamo da un “piccolo” fornitore locale, dove abbiamo trovato personale molto competente, che prima di essere dei commerciali sono effettivamente dei tecnici.

    Inutile dire che ogni volta che si va là ci si mette un po’ di tempo per caricare il furgone, però ci si può fare 2 chiacchere e chiedere anche pareri su quello che si sta facendo. Per esempio il prodotto migliore per risolvere un determinato problema secondo la loro esperienza.

    I nostri altri fornitori sono solo commerciali, se provi a fare una domanda tecnica … stai fresco. Ti dicono di quelle stronzate che è meglio arrangiarsi e cercare su internet…

    Tutto questo per dire, è vero che con internet tutto è più veloce ecc. ma solo se di quello che ordini SAI tutto e ti puoi arrangiare, se no meglio perdere un po’ di tempo e farsi consigliare da qualcuno bravo.

  • # 20
    macogiallo
     scrive: 

    Ciao sono parzialmente d’accordo con te, ma solo parzialmente…

    Intanto, come già detto, puntualizzerei che il mondo fisico non sta divenendo ma più lento, mentre invece sta cambiando il metro di confronto, ovvero sta diventando sempre più rapido il “mondo digitale”. Anzi, per la precisione direi che il mondo fisico sta divenendo più veloce, ma non in proporzione a quello che ci aspetteremmo.

    Seconda puntualizzazione: venerdì hai comprato un aggeggio in olanda (ipotizziamo un telefono), pagato in 10 minuti netti, consegnato martedì alle 11. Totale trascorse dall’acquisto al momento della consegna: 91 ore. In cui tu avrai fatto sicuramente anche altre cose, ma che magari sarebbero state 2-3 se tu avessi concluso l’affare al negozio sotto casa.
    E per un telefono posso permettermi di aspettare qualche giorno, ma un litro di latte magari no, e neanche per i pannolini, o per una medicina o per altro.

    Internet ci permette di trovare il prezzo migliore, ci avvicina a negozi virtuali, ma spesso ciò che compriamo è reale, e quindi da un semplice spostamento di denaro deve trasformarsi in un oggetto, trasportato e consegnato.

    Ultima considerazione riguardo ai commessi, e più in generale ai rapporti personali: credo che nessuno qui avrebbe difficoltà a scegliere la migliore scheda grafica per le proprie esigenze ed il proprio budget. Ma se volessimo acquistare una macchina da cucire? O un mobile antico? O dovessimo aggiustare lo scarico del lavandino? Il negoziante di turno è un pò come un forum con la ricerca già fatta, spesso sa aiutarci, ci fornisce esperienza ed informazioni preziose in tutti quei campi low-tech da cui ancora siamo dipendenti.

  • # 21
    Don Luca
     scrive: 

    @SirHaplo

    Il concetto di “tempo perso” è strettamente personale, ognuno impiega il proprio tempo libero in funzione del divertimento che ne ricava e questo non deriva forzatamente dall’interazione fisica con altre persone… qua non stiamo a discutere di come è meglio impiegare il proprio tempo libero, ma piuttosto come le tecnologie moderne ci possono aiutare ad ottenerne, anche se a volte a scapito della socializzazione.
    Come ho già sottolineato la chiave del riuscire ad ottenere tempo per noi stessi senza chiuderci in una cantina buia rinunciando alla nostra vita sociale è proprio l’equilibrio, il sapersi sempre regolare.

    Sono pienamente d’accordo con macogiallo: la vita non è lenta di per sè, anzi, è diventata molto veloce negli ultimi anni ma ovviamente se messa a confronto con internet e la realtà virtuale è una lumaca.

    …e poi…

    …giocare a un mmorpg un’oretta la sera dopo cena con i propri amici per poi rivedersi in giro il fine settimana e farsi quattro risate sulle nostre “eroiche gesta” non è forse un buon pretesto per socializzare? :)

    Così anche come il lavoro alla fine… anzi, il lavoro (parlo da ignorante dal momento che nn ho mai veramente lavorato :P ) secondo me è una grande fonte di socializzazione, esattamente come lo è stata la scuola e l’università prima ;)

    Si ritorna al solito discorso dell’equilibrio e sapersi regolare.

    (Uffi, e poi a me piace warhammer online! >_

  • # 22
    Botty
     scrive: 

    Iro, macogiallo (e, comunque, un po’ tutti, mi pare…): quello che dite e` esattamente quello che volevo esprimere io quando parlavo di “accettabilita` della lentezza”. Il fatto e` che ognuno puo` accettare la lentezza in un campo diverso dall’altro. La cosa bella, a questo pounto, sarebbe la possibilita` di scegliere se “vivere una situazione” con lentezza o “tecnologicamente alla svelta”.
    Iro, tu fai l’esempio del ristorante e dell’acquisto “feticista”. Per quelli sono assolutamente disponibile anch’io a perdere del tempo. Per l’acquisto dell’aspirina nel pre-teatro (e` ovviamente un esempio estremo, ma funzionale a illustrare un caso in cui l’interazioen umana puo` essere trascurata), no.
    E, mi pare, nessuno tra di noi faccia una grinza quando si parla di online banking per evitare le tragiche code di vecchiette allo sportello ;-)
    Interessante pero` anche il calcolo del tempo per l’effettivo ‘possesso’ del tecnogadget di Tambu, in effetti “completa” il post, in un certo senso… Tambu, che ne dici? :-)

    zando: scusa, non volevo risultare ‘duro’ e` che un commento cosi`, di tre parole, mi ricordava certi spammer/troll che ho visto in altri blog e mi ha stimolato il sarcasmo ;-) Grazie per la spiegazione!

  • # 23
    Tambu (Autore del post)
     scrive: 

    che è vero, si lambisce un ambito differente (il “cosa posso fare mentre i miei acquisti online viaggiano verso di me”). Ma anche questo ambito contribuisce a razionalizzare il tempo restante.

  • # 24
    zando
     scrive: 

    Botty, hai ragione tu, scusatemi voi per il post equivoco e provocatorio.
    Comunque questo argomento mi interessa molto, poichè nell’era moderna noto sempre più come il tempo scorra senza “essere vissuto”, ovvero non si ha più un vero controllo del proprio tempo ma si è più che altro trascinati dagli eventi in ogni singola azione si compia.

  • # 25
    Ale
     scrive: 

    io non vedo tutti questi rapporti umani nell’entrare nel supermercato, prendere, pagare e uscire; se ti va bene ti senti rispondere un “buonasera” ed un “grazie a lei” dalla cassa. e se chiedi consigli a chi deve vendere, nella maggior parte dei casi costui fa il suo interesse, più che il tuo.

    quello che intendo è che nella società frenetica di oggi gli scambi sono spesso già privi di aspetto socio-relazionale, con l’aggravante di essere intrinsecamente inefficienti se gestiti “manualmente”: non è certo in un centro commerciale che posso sperare di scambiare quattro chiacchiere in libertà con una persona appassionata del suo lavoro, sebbene per fortuna questa preziosa categoria in estinzione esista ancora nelle botteghe artigiane e nei piccoli negozi.

  • # 26
    Alex
     scrive: 

    Lavoro all’università e mi occupo di informatica. Tra professori, ricercatori, studenti e dottorandi ho sempre notato che gli informatici hanno la sesta se non la settima marcia quando si tratta di riflettere e trovare soluzioni pratica a problemi. Chi uso un computer nella sua vita ha una marcia in più e quando si “interfaccia con unità carbonio” :-) cerca di fare lo stesso. Peccato che la maggior parte delle volte si scontra con un muro ad esempio la burocrazia!

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