di  -  venerdì 14 novembre 2008

Image courtesy of  Theodor LauppertAll’alba di quel periodo dorato e autodistruttivo che furono gli anni ’80, seppellite le utopie e le rivoluzioni degli anni ’70, almeno nel settore informatico rimaneva spazio per pensare che un mondo diverso fosse possibile.

L’abbiamo scritto più volte: Wintel era di là da venire, decine di architetture hardware e OS differenti si contendevano il mercato, le piattaforme chiuse generalmente imperavano e l’azienda che oggi è di nicchia per eccellenza, Apple, deteneva una quota di mercato tutt’altro che minoritaria, che le consentiva di tenere in scacco l’intera industria software.

IBM, che aveva partorito l’idea di un’architettura aperta a terze parti, creando un mercato che in ultima analisi avrebbe fatto la fortuna della sola Microsoft, iniziò prestissimo ad affrontare le conseguenze della sua strategia: la guerra dei cloni era alle porte.

Una guerra che avrebbe spinto verso una progressiva spirale del ribasso dei prezzi – e dell’azzeramento dei margini, e verso il conseguente spostamento dell’intera produzione su mercati con manodopera a costo zero. Una guerra che avrebbe al contempo lasciato sul tappeto centinaia di aziende storiche.

Alla disperata ricerca di una via di fuga, il colosso di Armonk iniziò a progettare un hardware nuovo – con soluzioni tecnologiche diverse e più avanzate di quelle presenti nei suoi primi PC – ma proprietario: che le consentisse cioè di riappropriarsi del timone del mercato PC e di ottenerne sostanziose royalty. Nella sua idea, quell’hardware avrebbe dovuto fare il paio con un sistema operativo dedicato, OS/2, di cui abbiamo già parlato.

Nacque così, nel 1987, PS/2, le cui feature rappresentavano, per certi versi, una ventata d’aria fresca nel mercato PC. Partiamo dal bus di sistema, MCA (Micro Channel Architecture), tecnicamente superiore e più veloce rispetto a ISA, con velocità simile al molto successivo PCI e la possibilità di gestire tramite il BIOS funzionalità plug&play. Furono inoltre introdotte nuove specifiche per il collegamento di tastiera e mouse – il verdino e violetto sui connettori di tastiera e mouse di molti PC odierni furono introdotti da PS/2.

Sul fronte video PS/2 introdusse VGA, un netto passo avanti rispetto alle precedenti EGA e CGA, con la bellezza di 256 KB di VRAM per la più o meno inedita – per gli utenti PC, gli amighisti ce l’avevano già da 3 anni – risoluzione di 640×480. Il connettore video VGA, quello blu presente nella gran parte delle schede grafiche e monitor esistenti, deriva anch’esso da PS/2. Anche il floppy da 3.5″ – sempre con un fisiologico ritardo di 3 anni rispetto all’Amiga – su PS/2 era lo standard.

Pur avendo popolato, rigorosamente accoppiato alla leggendaria tastiera Model-M, le aule d’informatica di mezza Italia, PS/2 – come d’altronde OS/2 – è oggi materiale per Nostalgia Informatica. Come molti altri arditi tentativi di cambiare il corso del mercato PC, fu schiacciato dal non rispettare il primo comandamento dell’industria informatica moderna: “standard”. Una parola molto cara all’uomo che quest’epoca, nel bene e nel male, più di ogni altro ha segnato: Bill Gates.

14 Commenti »

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  • # 1
    Nicola
     scrive: 

    bei tempi! ricordo con nostalgia il mio vecchio PS/30, bifloppy, hardcard da 40Mb(!) comprato a giugno 1989; sopravvive la vecchia tastiera ibm model M, che uso tuttora, dopo quasi 20 anni, fregandomene dei tasti windows :-) :-)

  • # 2
    pelupe
     scrive: 

    introdusse VGA, ma con la MCGA.

    http://en.wikipedia.org/wiki/MCGA

  • # 3
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ pelupe
    A me risulta che la VGA full feature fu introdotta da PS/2; la MCGA equipaggiava solo i sistemi di fascia bassa. Per rimanere su wikipedia: http://en.wikipedia.org/wiki/Video_Graphics_Array: “The term Video Graphics Array (VGA) refers specifically to the display hardware first introduced with the IBM PS/2 line of computers in 1987[1]”

  • # 4
    Felter Roberto
     scrive: 

    Io nel periodo 1988-1993 facevi il tecnico su quelle macchine e, vado a memoria ma non dovrei sbagliarmi, la sigla MCA significava MICRO Channel, non Multi.
    Questo perchè le schede avevano la dimensione delle piste ridotta rispetto al normale e anche i connettori avevano i pin molto più piccoli e ravvicinati, rispetto anche alle schede attuali.
    Questa tecnologia era possibile grazie alla creazione delle schede tramite apparecchiature apposite, che stampavano le basi multistrato, cosi che non fosse possibile intervenirci manualmente.

  • # 5
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Roberto, hai ragione. Ho corretto.

  • # 6
    AlexSwitch
     scrive: 

    Se è per questo con i sistemi PS/2 venne introdotta da IBM anche la tecnologia SMD ( Surface Mounted Device ) per il PCB della scheda madre. I chips e alte componenti elettroniche erano “incollate” sulla scheda madre, a differenza della tecnologia del tempo che prevedeva la foratura del PCB e la successiva saldatura per sigillare i piedini.

  • # 7
    gennaro
     scrive: 

    Al liceo avevamo un’aula d’informatica interamente equipaggiata con PS/2 (credo il modello 30 boh) … erano 286 con monitor a colori. Ora non per fare il solito fanboy, ma gli preferivo (tastiera a parte) di gran lunga l’LC.

  • # 8
    dioveht
     scrive: 

    Confermo, io ce l’avevo ed era MCGA
    2 floppy da 720 kb e niente HD…
    che ricordi… :)

  • # 9
    ekerazha
     scrive: 

    Commodore era una spanna sopra a tutti, l’hanno fatta fallire perchè era troppo avanti rispetto a tutta la concorrenza.

  • # 10
    Cesare
     scrive: 

    Commodore l’hanno fatta fallire i suoi due presidenti, che avevano munto troppo la mucca: http://books.slashdot.org/books/06/11/15/1457205.shtml

  • # 11
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Anche PS/2 aveva ottime carte da giocarsi contro il PC, ma dall’avvento dello “standard” in poi nessuno ha potuto resistere: una miriade di piattaforme chiuse sono finite nel dimenticatoio. Anche per Amiga, al di là di un management demenzialmente incapace, sarebbe stata dura tener testa al PC e trovare una nicchia, tra l’altro complementare a quella di Apple.
    Se Amiga avesse tenuto duro e avesse avuto un management all’altezza, si sarebbe forse contesa con Apple una nicchia protetta dal dilagare del PC, che comunque avrebbe avuto luogo.

  • # 12
    La “dittatura della compatibilità IBM” e la fine di ACT Sirius 1 - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] dell’innovazione, moltiplicatore dell’affidabilità e dei margini (sistemi come il PS/2 ne sono la riprova); una filosofia che, dopo il tramonto delle piattaforme chiuse, vede oggi in […]

  • # 13
    Computer Chronicles, la rivoluzione del PC in diretta TV - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] piattaforme informatiche occupano prima o poi il terzo lato della scrivania: i primi PC IBM, il PS/2,  l’HP-150, l’Amiga, il Commodore 64, il Macintosh e l’Apple II. Spesso il focus […]

  • # 14
    Compaq Deskpro 386: compatibilità ad alta velocità - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] riportare l’evoluzione dell’hardware sotto il suo controllo. Nel 1987 arrivò infatti PS/2. Ancora una volta tuttavia, a fronte di innovazioni tecnologiche interessanti, il sistema non […]

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