di  -  giovedì 13 novembre 2008

Atari Logo 200pxAtari è un marchio che fa senz’altro parte dell’Olimpo della storia dei videogiochi. E chi ha vissuto una certa epoca (anni 70 e 80) non può non aver visto comparire il suo nome in almeno in una presentazione delle macchine che popolavano le sale giochi di una volta.
Ma anche i grandi, i migliori sbagliano.

E il Lynx per quanto pensato con tutte le migliori intenzioni fu un flop clamoroso.
La moda di utilizzare i nomi della famiglia dei felini per contraddistinguere i propri prodotti venne in mente ad Atari ben prima di Apple, ma purtroppo non fu una scelta allo stesso modo fortunata.
Quali furono quindi le cause di questo buco nell’acqua, per una console che può fregiarsi ancora oggi del titolo di prima a portare sul mercato i colori nel segmento portatile?

Atari Lynx
Prima di procedere cerchiamo di definire il contesto in cui ci muoviamo.

Siamo alla fine degli anni ’80 e tutti i colossi del settore hanno rilasciato o stanno per farlo i propri cavalli di battaglia e che contraddistingue una nuova età dell’oro, dopo quella avutasi un decennio prima.
Si intuisce che per le esigenze di mobilità, catturare quel pubblico sempre in movimento (chi per lavoro, per studio o altro) è fondamentale per aprirsi nuove possibilità di crescita aziendali.
Nintendo aveva bruciato tutti, seppur di poco, proponendo il proprio Gameboy nell’aprile del 1989 (e che si rivelò poi la sua ancora di salvataggio). Ma Atari non era rimasta con le mani in mano e aveva il proprio asso nella manica da giocare: solo pochi mesi più tardi, il Lynx faceva la sua comparsa sul mercato e costituiva una vera e propria rivoluzione.

In realtà pochi ricordano che la progettazione e sviluppo della console fu originalmente di Epyx (publisher “defunto” nel lontano 1993) che già nel 1986, causa gli alti costida sostenere, cominciò a cercare dei partner che si occupassero della parte di packaging e marketing mentre lo sviluppo sarebbe rimasto in mano ad Epyx stessa.

Dicevamo? Rivoluzionaria. Sì perché non solo il Lynx proponeva uno schermo a colori ma altre caratteristiche tecniche di tutto rispetto, in grado di rivaleggiare con i prodotti alter-ego da salotto.
Andiamo ad elencarle:

  • CPU: MOS 65SC02 con clock a 4Mhz

  • RAM: 64K DRAM

  • Video: schermo LCD con risoluzione 160 x 102 pixel a 4096 colori di cui 16 visualizzabili contemporaneamente (cambiando palette il numero però poteva aumentare)

  • Audio: coprocessore dedicato a 8 bit 4 canali Mono (Stereo per il Lynx II)

  • Supporto: cartuccia da 2MB (quantitativo mediamente utilizzato)

  • Autonomia: 5 ore circa con un set di batterie

La CPU come avete potuto leggere nell’articolo di Cesare di Mauro è stata una di quelle più utilizzate dalle console di quel periodo, ovvero la terza e quarta generazione degli 8 e 16 bit (per quella comunemente conosciuta come 16 aveva la funzione in realtà di processore dedicato ad esempio nel campo audio con il Sega MegaDrive).

Tutti questi componenti, alcuni dei quali veramente lo stato dell’arte dell’epoca e misere 500 mila unità vendute in tutto il suo ciclo di vita? Com’è possibile? Dove sono i lati negativi?

Cominciamo dal primo, banale, ma assolutamente visibile. Il design. L’occhio vuole la sua parte, non è solo un’espressione pour parler, specialmente se io acquirente la devo scarrozzare in giro per i mezzi pubblici. Ed è un design orribile, assolutamente poco ergonomico e con molte parti “morte” che contengono sì elettronica ma occupano spazio inutilmente ai fini di un uso comodo. L’esatto opposto del Gameboy tanto per capirci.

In secondo luogo è stato un problema di marketing. Atari non riuscì sostanzialmente a conquistare i favori dei third-party e da lì la mancanza di titoli di spessore.

A causa di questi fattori Atari non solo fu rigettata dal mercato in favore della Nintendo ma riuscì a farsi superare anche dal Game Gear, rilasciato due anni più tardi ma con caratteristiche hardware inferiori (lo schermo non era in grado di visualizzare ad esempio i medesimi effetti di sprite-scaling e distorsione né di collisioni potenzialmente illimitate tra sprite) e soprattutto una autonomia che era assolutamente insoddisfacente.

Un gran peccato, che contraddistinse l’inizio della parabola discendente di una grande del mondo dei videogiochi e l’occasione mancata di un prodotto che avrebbe potuto essere degno rivale del GameBoy.

28 Commenti »

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  • # 1
    jpx
     scrive: 

    Piccola nota integrativa storica:
    il progetto Lynx si chiamava inizialmente Handy e l’hardware/software venne sviluppato da Dave Needle e RJ Mical, due dei geni del team Amiga originale.

  • # 2
    Bennonzo
     scrive: 

    Melo ricordo il lynx…e ricordo toki xD poi se non sbaglio c’era california games..non avrà avuto successo ma cavoli se mi piaceva ^^

  • # 3
    Francesco
     scrive: 

    Vorrei segnalare questo video, che illustra la storia delle console portatili, compresa la Atari Lynx:
    http://www.vbcportal.eu/vbctv/index.php?option=com_seyret&task=videodirectlink&Itemid=0&id=40

  • # 4
    goldorak
     scrive: 

    Vogliamo parlare anche del prezzo ? E un parametro importante e uno se non il motivo per cui il Lynx non ebbe il successo sperato. Prezzo e autonomia.
    Gli stessi identici problemi che afflissero anche il Game Gear. Stessa sorte toccata anche alla versione portatile del pc engine.
    La tecnologia semplicemente non era ancora pronta.
    Ci sara’ no un motivo se la Nintendo ha presentato la prima console con schermo lcd retroilluminato intorno al 2005 (gameboy micro in primis).

  • # 5
    Cesare
     scrive: 

    Il GameBoy aveva pure lo schermo “monocromatico” (4 livelli di grigio) e in generale un hardware nettamente inferiore: ci credo consumasse così poco.

    Il Lynx, però, era un autentico gioiello.

  • # 6
    goldorak
     scrive: 

    @ cesare :

    mai detto il contrario. Io stesso avevo il gameboy con tetris ;) , e qualche anno dopo comprai il game gear.
    Ma non si puo’ negare che la tecnologia dell’epoca semplicemente non consentiva a questi “gioielli” tecnologici una autonomia che andava di pari passo con il loro carattere di mobile entertainment.
    Il GG usava cosa, 6 pile ? E le consumava in meno di 5 ore nel migliore dei casi.
    Questa era una ricetta per un disastro.

  • # 7
    Anonimo
     scrive: 

    Allora giusto un po’ di correzioni da parte di qualcuno che di lynx ne possiede ben due.

    1° La Cpu è una 65C02, cioè una variante con indirizzi a 16bit del 6502

    2° Il sistema presenta oltre alla cpu sopraindicata due cpu custom (Suzy e Mikey: progettate niente meno che da sua altezza Jay Miner) ed un co-processore matematico.

    3° La presenza di ben 4 CPU spiega la scarsissima autonomia della console (6 alkaline bruciano in 4 ore scarse; il lynx II, spegnendo la retroilluminazione, NON raggiunge le 5 ore)

    4° Il sistema era sì enorme ma a differenza di tutte le console portatili permetteva due cose notevoli: poteva essere capovolta per far giocare i mancini e si trovavano fior di giochi per i quali si doveva tenere la macchina in verticale.

    5° Permetteva partite in multiplayer fino a 8 giocatori attraverso il cavo comlynx

    6° I colori non aumentano con il cambio di palette che anzi non cambia ma dopo ogni cambio di scanline

    7° Le cartucce arrivano al massimo a 2Mb (megabit, non megabyte, 256KB) e supportavano la compressione dati in hardware

  • # 8
    Cesare
     scrive: 

    1) La CPU è un 65SC02, cioé una variante del 65C02, per cui rimane comunque a 8 bit e non a 16 (forse ti stai confondendo con la 65802: CPU a 16 bit pin-compatibile col 6502).

    2) E’ un articolo non un compendio su com’era fatta esattamente l’architettura della console.

    3) La CPU, per definizione, è soltanto una nel sistema ed è il 65C02. Gli altri sono, infatti, dei coprocessori.

    6) Appunto. La palette poteva cambiare, come giustamente riportato. Non è stato riportato che lo si doveva fare a ogni scaline, ma… quante cose doveva scrivere (e soprattutto, quanti link avrebbe dovuto mettere per far capire cosa significano tutti questi termini un po’ oscuri)?

    7) Qui http://en.wikipedia.org/wiki/Atari_Lynx parlano di 2MByte non 2Mbit. La compressione in hardware riguardava soltanto gli sprite.

  • # 9
    Anonimo
     scrive: 

    1- http://apple2history.org/museum/articles/microreport.html –> 8/16bit

    2- E’ un articolo incompleto e non menzionare l’esistenza dei coprocessori è come parlare dell’amiga senza tirare in ballo le tre marie.

    3- La cpu era una 65c02 o una 65SC02 ? Ci sono alcune differenze tra le due… (risposta: è la prima a detta di chi ci programma sopra, fonte un tantino più attendibile della prima wikipedia che capita a tiro)

    7- Come volevasi dimostrare… comunque mi ero dimenticato di una piccolo trucchetto che espande a 4 megabit (512K) le cartucce ma non oltre.

  • # 10
    Cesare
     scrive: 

    1) Grazie per aver confermato che il 65C02 è a 8 bit. :D

    2) OK, quindi la prossima volta che si dovrà parlare di un sistema anche in un articolo puramente didattico bisognerà snocciolare tutto ciò che c’è dentro.

    3) http://archive.6502.org/datasheets/cmd_g65sc02_mpu_mar2000.pdf cortesemente mi faresti vedere quali sarebbero queste differenze a livello di ISA?

    7) Io un link te l’ho fornito a supporto dei 2MB. Tu per i 2Mb nemmeno uno.
    Comunque ho cercato in giro e sono riuscito a trovare qualcosa di interessante: http://www.geocities.com/SiliconValley/Byte/4242/lynx/lynx7.html#_9

    Qui afferma che per le cartucce il massimo è di 512KB, ma che è possibile indirizzare 1MB usando due strobe.

  • # 11
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    Tornato a casa, rispondo a tutti in una volta sola :)
    Ringraziandovi ovviamente dei feedback che sono sempre assolutamente graditi.

    x jpx:
    integrazione perfetta. Non ho citato il nome del progetto della Epyx ma mi riferivo esattamente a quello.
    Importante anche la citazione di Needle e Mical.

    x Bennonzo

    Toki e California Games erano davvero due bei giochini. Ma lo stesso Dirty Larry, Rampart, poi il Raiden di cui abbiamo già parlato.
    Insomma qualcosa c’era però considerato che stiamo parlando di Atari, considerato che proponi una console stato dell’arte…insomma ci si aspettava una soft-teca di tutt’altra pasta.

    x goldorak

    Ho cercato di tirare le somme sui vari perché e né prezzo né autonomia mi hanno convinto.
    Mi spiego.
    Il prezzo di lancio era di 189$ per il mercato americano, e la conversione 1:1 circa in quello europeo, quindi del tutto in linea con i competitor sia portatili che da salotto (anzi rispetto a MasterSystem, MegaDrive e NES costava meno e non di poco).
    E le cartucce non erano così care.
    Il GameGear quando uscì era ben più caro (almeno 249mila lire dell’epoca ma forse di più).
    Il GameBoy stava poco sotto, mentre era decisamente meno caro negli States…ma considerato che entrambi sfruttarono il Natale, se la campanga fosse stata adeguata e il parco titoli idem se la sarebbe potuta giocare…perché poi sono i mesi iniziali ad essere cruciali.
    Il MegaDrive costava una volta e mezza il MS eppure vendette due volte tanto.
    La gente è disposta a spendere se sa che ne vale la pena.

    Autonomia.
    E’ vero 6AA oppure una batteria 9V per un’autonomia che variava tra le 4 e le 5 ore massimo forse non è tantissimo.
    Ma scusate un attimo, vi capita veramente anche adesso di giocare con una console portatile un tempo superiore per cui dire “ah che cavolo, mi si è spenta la batteria sul più bello”.
    Dai non scherziamo ;)
    L’autonomia della PSP non è certo di molto superiore (siamo sull’ora in più forse) e sono passati 15 anni da se consideriamo le due date di lancio. Eppure la gente non si strappa certo le vesti. Perché sa che può contare su un dispositivo che offre determinate cose, ad un certo costo è vero, ma le offre.
    Sul GG invece sì era un problema perché si superava a stento l’ora di gioco.
    Ma tra una e 4 ce ne passa.

    No le cause secondo me furono altrove.
    Pessima campagna di marketing, incapacità di attirare sw house terze, design rivedibile.
    Io resto su queste 3, che poi, se ci pensate bene sono le cause comuni al 90% di tutti i flop della storia dei videogiochi (come piattaforme HW).
    Il prezzo incide se è veramente fuori dalla media tipo il Pippin, altrimenti è marginale rispetto ad altri fattori.

    x Anonimo

    non avendo sottomano scatole o manuali mi sono dovuto purtroppo arrangiare come si fa sempre per le fonti online e sono venute fuori diverse interpretazioni.
    Al più ti ha risposto Cesare, cioè i dati sono credo quasi tutti corretti. Su SC o C non sono tanto sicuro (non lo ero nemmeno quando l’ho scritto), in caso posso correggere il refuso, ma la famiglia è senz’altro quella e la CPU resta ad 8 bit.
    Lo spazio indirizzabile è stato un trucchetto che in molti hanno utilizzato per spacciare le proprie console di una generazione e di una certa potenza computazionale quando non lo erano (vedasi il Jaguar che veniva venduto come 64 bit).

    Sui coprocessori, sì Mikey e Suzey erano citati, il problema però è che non si specifica da nessuna parte che cosa facciano nello specifico e quindi li ho omessi.
    A uno dei due era probabilmente demandato il compito di sgravare la CPU per il calcolo ed il rendering di determinati effetti (tra i quali i due citati nell’articolo ma ce n’erano molti di più), ma in mancanza di certezze non l’ho scritto.
    Conta il fatto che il Lynx fosse in grado di renderizzare sprite come né GameBoy prima né GG potevano.
    Per la memoria anche…l’espressione “di media” non è del tutto corretta perché è “al massimo” ed è un refuso, ma 16 bit-> 16Mbit -> 2 MB

    E sì la puntualizzazione di Cesare sul fatto che non è possibile fare un compendio purtroppo è vera. Dico purtroppo perché mi accorgo, quando cerco di visualizzare l’oggetto dell’articolo e i pensieri che voglio esprimere (condivisibili o meno è un altro paio di maniche e la struttura stile blog serve anche a quello) che di materiale ce n’è veramente veramente tanto.
    Qui mi sono limitato a parlare di mancanza di titoli (ed è vero) ma qualche chicca c’era anche per il Lynx; il problema è che ci sono talmente tante interconnessioni, storie parallele che, per cercare di costruire un quadro che sia il meno scontato possibile ma allo stesso tempo che dia un’immagine precisa dei tempi che furono, ci costringono ad omettere alcuni particolari.
    Se si dovessero fare delle schede tecniche accurate (a parte il fatto che mi ritroverei a fare un copia e incolla da una fonte ed è un qualcosa che non mi piace perché voglio metterci del mio e il lavoro di sintesi è un qualcosa di personale) metà spazio sarebbe dedicato solo a quello, col rischio di annoiare magari i lettori o far perdere di vista invece i 2-3 input che ritengo importanti da inviare.
    Approfitto del tuo commento anche per chiarire dei dubbi che credo legittimamente avrete avuto quando leggendo non avete trovato magari quel che vi aspettavate o perché semplicemente avreste scritto il pezzo in modo differente.
    La soggettività in questo caso è un bene :D

    Ti ringrazio comunque del feedback. Lo ripeto, è molto importante…nche per capire come intercettare meglio le vostre preferenze, capire qual’è il target principale, focalizzarsi su determinati argomenti piuttosto che altri ecc. ecc.

  • # 12
    michele
     scrive: 

    Ciao,
    io ho la consolle e la scatola originali con tutti i dettagli con quasi tutti i giochi usciti.
    L’ho comprata appena uscita.
    NOn è vero che la campagna di marketing non ci fu, ma probabilmente si scontrò contro un prezzo troppo elevato e delle caratteristiche tecniche che il mercato del “giocattolo”, perchè a quel tempo si parlava di giocattoli per bambini, non potevano essere comprese dal pubblico.

    Game BOy era più giusto per il pubblico, un pò come PSP e DS ora, solo con il Lynx non era supportato da Sony e dal brand PlayStaion.

    Quanto prima indicherò correttamente tutti i dati di processore ecc…

  • # 13
    andrea
     scrive: 

    il Lynx era anni avanti a Nintendo e Sega… console
    portatili paragonabili sono uscite solo verso la fine degli anni novanta, se non nel nuovo millennio…

  • # 14
    Massimo
     scrive: 

    Mah, non so .. a me non era MAI piaciuto. Ci ho giocato, ma niente di serio insomma. Vedevo poco i quello schermo, pochi colori e poco “vividi”. Se avevi un po’ di luce contraria non riuscivi neppure a godertelo. DIedi pochi mesi di vita a quel coso e nonmi sbagliai: Probabilmente “INDOVINAI” ma senz’altro non sono uno fattoper le console portatili.
    Ai tempi avevo amiga, oggi ho tolto anche campo minato!

  • # 15
    jpx
     scrive: 

    Non sono così sicuro che Jay Miner avesse a che fare con il Lynx. Su Needle e Mical ci metto la mano sul fuoco, ma Miner all’epoca mi pare stesse facendo già altro…

    solo un link tanto per gradire:

    http://www.uni-giessen.de/~gd1113/lynx/kurs/english/kurs_eng_part5.html

    Se la memoria non mi inganna (e, visto che mi “crocifiggeranno” a breve, potrebbe darsi! ;P), all’interno di uno dei due custom chips ci stava anche una FPU ridotta ai minimi termini (non mi ricordo in che gioco c’era un “easter egg”: un generatore di frattali veloce come una scheggia!)

    OT: Needle e Mical, non paghi del flop del Lynx, hanno poi sviluppato il 3DO… ;)

  • # 16
    Cesare
     scrive: 

    Aveva un moltiplicatore hardware (per numeri interi): http://www.geocities.com/SiliconValley/Byte/4242/lynx/lynx9.html ma non mi risulta che avesse anche funzionalità hardware per i floating point.

  • # 17
    Cesare
     scrive: 

    Aveva un moltiplicatore hardware per gli interi, ma non mi risulta avesse funzionalità per i floating point implementate in hardware.

  • # 18
    jpx
     scrive: 

    @Cesare

    Infatti la premessa era “Se la memoria non mi inganna”! ;D
    Spulciando in giro ho trovato questi dati (che però non ho modo do verificare, per cui li butto lì):

    “The Lynx had two 16-bit co-processors running at 16 MHz each, nicknamed Mikey and Suzy. Mikey supported the sound engine and the video driver, the system interrupts routine, ComLynx support, and the system timers. Mikey was also responsible for loading the games with the 512 bytes of ROM it had for that function. Suzy supported the graphics engine and a math co-processor. The Lynx contains half a megabit of ROM. Game cards support up to 2 MB of ROM, but most contain either 128K or 256K, with only 3 games supporting 512K.”

  • # 19
    Kaiman76
     scrive: 

    http://www.youtube.com/watch?v=gyQB_Au_PTI

    Io le comprai tutte e 3…..in ordine, GB, Lynx e Game Gear. Il lynx fu quella che mi rimase piu’ nel cuore…la comprai per il gioco sopra linkato, Rygar, e mi trovai tra le mani forse i migliori giochi per portatili mai usciti. Un Toki arcade perfect (parlo di schemi, non per la grafica), uno splendido california games che giocavo con altri 3 amici in comlink sul treno mentre andavo alle superiori….veramente splendido, un Ninja Gaiden favoloso e Slime Word….e chi l’ha giocato sa’ la grandezza di questo gioco. Sinceramente ora a mente fredda avrei tralasciato tranqulliamente le altre console per tenermi solo il lynx (wb a parte sul gg)….e sinceramente me lo ricomprerei tutt’ora.

  • # 20
    Anonimo
     scrive: 

    Allora:

    Mikey era la vera CPU basata sul 65c02 ed elevata il tutto a 16bit aggiungendo interrupt, timer, UART (per il gioco in rete) e sonoro.

    Suzy invece era la “gpu” che comprendeva co processore matematico, engine grafico e blitter.

    Praticamente 4 cpu in 2

    Le cartucce si fermano a 512K e non lo dico più. Che poi qualcuno sia riuscito a forzare le specifiche è un altro discorso. I giochi più grossi come pit fighter occupano cartucce da 512K ed a giudicare da com’erano fatte (poco più che delle carte di credito) erano già esagerate di loro.

  • # 21
    Cesare
     scrive: 

    Le cartucce commercializzate si sono fermate a 512KB, ma le specifiche parlano della possibilità di arrivare a 1MB senza hardware aggiuntivo.

    Il 65C02 rimane la CPU nell’accezione del termine e il fatto che eventualmente fosse affiancato da un coprocessore o da logica a 16 bit non la eleva a CPU a 16 bit: rimane sempre a 8 bit.
    Tra l’altro mi piacerebbe sapere cos’è che avesse Mikey di “16 bit”.

    Quanto agli altri elementi sono, appunto, coprocessori, quindi NON CPU. La CPU è una soltanto (non foss’altro per definizione) ed è sempre il 65C02.

    Rimango poi in attesa delle (presunte finora) differenze a livello di ISA fra 65C02 e 65SC02.

  • # 22
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    x michele

    la campagna di marketing ovviamente ci fu (altrimenti a parte gli addetti ai lavori come fai a informare i casual gamer del fatto che sei uscito con un nuovo prodotto :D) ma fu inadeguata equalitaticamente e quantitativamente.
    All’epoca ero un bambino ma mi avevano regalato da non molto la prima console (cioè il NES) e mi ricordo bene quanto spinse Nintendo e quanto fece invece Atari.
    Sul prezzo mi ribadisco, è vero negli USAla differenza era di 90$ però rispetto al prezzo delle console da tavolo e anche del GameGear successivamente il Lynx era assolutamente competitivo soprattutto per quel che offriva.
    E in Europa la differenza di prezzo tra GB e console Atari era ancora meno marcata.
    Però mentre Nintendo poteva contare sui suoi personaggi storici (Mario) e un gioco come Tetris Atari non aveva una killer app forse per poter contrastarla.
    O magari l’aveva (i giochi che sono stati citati finora erano ben realizzati) ma forse non era adeguato anche dal punto di vista pubblicitario.

    x Anonimo

    al di là di quel che ha scritto Cesare il “praticamente 4 cpu in 2″ non ha alcun senso.
    Primo perché CPU ha una definizione ben precisa, secondo perché le CPU non erano due ma una.
    Semmai possiamo parlare genericamente di processori oppure di co-processori in merito al ruolo.
    Sul discorso dei 16 bit io vorrei le specifiche tecniche per cui Mikey e Suzey vengono definiti in quel modo.
    La CPU basata sul 65SC02 resta a 8 bit, indirizzamento a 16 bit o altri accrocchi utilizzati.

    Sul discorso delle cartucce è inutile che continui a ripetere che non ci sono stati giochi che hanno utilizzato al massimo 512K, perché le valutazioni non si fanno su questo dato, ma si fanno sulle specifiche messe a disposizione degli sviluppatori (e il fatto che non sia utilizzato appieno è un’altra dimostrazione del suo fallimento).
    Le console che utilizzavano l’unicà ottica trovano nella lista dei componenti SEMPRE il dato riferito al massimo immagazzinabile.
    Se poi questo viene superato con workaround oppure perché, come nel caso di PierSolar la miniaturizzazione dei chip lo ha permesso, lo si cita.
    Punto e fine.

  • # 23
    PC Engine GT: la visione del gioco portatile by NEC - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] 1989 infatti, Nintendo aveva presentato al pubblico il proprio Gameboy e Atari il Lynx di cui abbiamo già parlato. Nec decide quindi di abbracciare questo nuovo trend e un anno più tardi ecco che fa la sua […]

  • # 24
    L’ispettore Callaghan ed una lince: lo strano connubio - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] dalle case antagoniste alla Nintendo. Il progetto Handy (divenuto poi Lynx), di cui ci eravamo già occupati, non era riuscito a far breccia nei cuori dei videogamer di tutto il mondo, nonostante un comparto […]

  • # 25
    Mattia
     scrive: 

    Console meravigliosa!!! Io l’ho comprata di recente su ebay da un tizio che dispone di alcune console ancora nuove!!! BELLISSIMA!!! Fosse ancora in produzione magari venderebbe + che in passato :)

  • # 26
    Marco
     scrive: 

    I LOVE THE ATARI LYNX!!!

  • # 27
    Gianluca
     scrive: 

    Una console troppo avanti per i suoi tempi.Capacità hardware inarrivabili per la concorrenza (Game Gear, Game Boy, PC Engine GT), uno schermo luminoso e di qualità, a colori e retroilluminato (roba a cui la Nintendo è arrivata dieci anni dopo con il GBA SP) e un parco titoli non eccezionale ma che poteva contare su conversioni ottime di arcade storici.
    Grandissima macchina da gioco, l’ho ricomprata di recente dopo averne posseduto uno anni fa. Un solo appunto: la prima versione esteticamente era un obbrobrio, anche per peso e dimensioni, molto meglio la seconda.
    Lunga vita al Lynx!

  • # 28
    Game Boy e smartphone: nuovo futuro - Azcult
     scrive: 

    […] furono il Game Gear, prodotto dalla Sega e che già poteva vantare un display a colori, e l’Atari Lynx della Atari. A dispetto della loro superiorità in ambito tecnologico, queste due console non riuscirono ad […]

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