di  -  lunedì 17 novembre 2008

Celle solariTra poco saranno disponibili sul mercato delle micro-celle fotovoltaiche facilmente spruzzabili o verniciabili su qualsiasi superficie.

Ricercatori dell’Università della Florida del sud hanno infatti sviluppato delle celle solari dalle dimensioni molto ridotte: pari circa ad un quarto di un chicco di riso. Quando venti di queste celle sono raggruppate assieme, sono in grado di generare circa 7,8 volt di elettricità (tensione necessaria, ad esempio, al funzionamento di piccoli rilevatori di sostanze tossiche usati dall’esercito americano).

Forse questi 7,8 volts non potranno sembrano molti ma le potenziali applicazioni di queste piccolissime celle, sono davvero molto interessanti. Le celle sono realizzate con un polimero organico (carbonio ed idrogeno) che può essere dissolto oppure applicato su materiali flessibili; le piccole dimensioni, le rendono particolarmente adatte ad essere spruzzate o stese tramite vernice su superfici vari, come: pareti delle case, automobili, vestiti ecc.

Il capo della ricerca Xiaomei Jiang sta lavorando inoltre, in collaborazione con l’esercito USA, ad un progetto per dispositivi di alimentazione di piccole dimensioni destinati ai soldati; le comuni batterie, correntemente usate dagli eserciti di tutto il mondo, risultano infatti troppo pesanti e costose (basti pensare che all’esercito americano costano la bellezza di $57,000 per soldato all’anno).

Jiang sta anche cercando di duplicare l’energia elettrica generata da queste celle, portandole a generale almeno 15 volt; lo stesso scienziato dichiara, che la cosa potrà essere realizzata entro pochi mesi.

Fonte: Reuters

16 Commenti »

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  • # 1
    codeman
     scrive: 

    Nell’articolo c’è un errore abbastanza comune… Quello di misurare l’energia in volt. Il volt misura una differenza di potenziale, quindi non può in alcun modo rendere l’idea dell’energia prodotta.

  • # 2
    Gas
     scrive: 

    Ok, adesso possiamo spruzzare le micro celle solari sove ci pare.. ma come facciamo a utilizzare l’energia elettrica prodotta da queste celle ? se vengono spruzzate dubito che siano gia’ cablate tra loro..

    Un altra cosa: sapete quanti milliAmpere (o sottomultipli) possono erogare queste celle ?

  • # 3
    Alberto
     scrive: 

    7.8 Volt per quanti milliampere? Qual’e’ l’efficienza di conversione? Quanto costa una cella “spruzzata” in questo modo? Qual’e’ la durata nel tempo all’azione degli UV?
    Qual’e’ il decadimento della cella nel tempo e la sua deriva termica?
    Senza una risposta a queste domande e’ come dire che posso fare andare avanti un auto a peti, magari quei due micrometri riesco a farglieli fare.
    Per inciso le celle organiche sono allo studio da mo’.. le migliori dopo un paio di anno producono il 60% dell’energia di quando sono nate. Le peggiori celle FV a silicio raggiungono quel risultato dopo 15 anni.

  • # 4
    ArgusMad
     scrive: 

    vabe… e solo una notizia formale anche se mancano molti dettagli e pur sempre qualcosa di rilevante…..

  • # 5
    BrightSoul
     scrive: 

    L’importante è spruzzare.

  • # 6
    +benito+
     scrive: 

    Senza arrivare a queste notizie molto fuffa, per le ragioni da altri già citate meglio di quanto potessi fare io, ho avuto notizia di uno studio avanzato in una università italiana, di cui purtroppo però non ho ulteriori informazioni, su celle su base molimerica e non di silicio, con costi circa 1/4 delle celle attuali e resa superiore.
    Ne ho sentito parlare nell’ambito del mercato fotovoltaico, dove le attuali leggi spingono molto e talvolta obbligano ad installare impianti costosi che tra 4-5 anni dovrebbero essere obsoleti se paragonati con queste soluzioni che per quel periodo dovrebbero essere disponibili sul mercato.
    Chi ha maggiori informazioni è pregato di renderle note…la cosa è alquanto interessante.

  • # 7
    Cla
     scrive: 

    @Quote Alberto
    “le migliori dopo un paio di anno producono il 60% dell’energia di quando sono nate. Le peggiori celle FV a silicio raggiungono quel risultato dopo 15 anni.”

    Quindi? Dove trovi l’energia necessaria alla produzione?
    E’ interessante, ma non riesco a trovare il “costo energetico” delle varie soluzioni.

  • # 8
    Ale
     scrive: 

    Guarda che intendeva dire tutt’altra cosa, cioè che le celle organiche hanno decadimenti prestazionali molto rapidi. Quelle al silicio sono garantite 20 anni (infatti all’inizio sono più potenti di un 10% la potenza nominale)

  • # 9
    AndreaG.
     scrive: 

    … magie del rialzo del prezzo del petrolio… ora che il petrolio sta crollando queste ricerche torneranno nuovamente nel dimenticatoio

  • # 10
    Lorenzo
     scrive: 

    L’efficienza delle celle solari organiche dovrebbe essere ben inferiore a quella delle comuni celle a silicio, wikipedia riporta un ottimistico 6,5% (contro il 15-20% di resa per i comuni pannelli solari)

    http://en.wikipedia.org/wiki/Solar_cell#Organic.2Fpolymer_solar_cells

    Sarebbe molto più interessante sapere quanti microAmpere eroga, anche se viste le dimensioni immagino valori veramente bassi, inadatti a qualunque scopo commerciale.

  • # 11
    Flebo
     scrive: 

    In genere wikipedia non è il massimo dell’affidabilità, anzi. 20% di resa è un po’ troppo ottimistico. L’afficenza max che si raggiunge oggi con celle al silicio monocristallino (le più efficenti) è circa il 16%. Quanto alle celle organiche ho sentito proprio oggi che servono circa 80m2 per fare 1KWh. Se è vero allora sono 10 volte meno efficenti delle celle al silicio. In compenso hanno un costo di produzione di 0.66euro per watt/ora che è mooolto meno dei circa 4 euro per watt/ora per le celle al silicio. Se tutto cio fosse confermato si potrebbero realizzare impianti a celle organiche 5 volte più economici dei corrispetivi al silicio ma con estensione 10 volte maggiore. Certo resta il problema della resa nel tempo.

  • # 12
    +benito+
     scrive: 

    Che significa 80 mq per 1 kWh?
    cosa sono i watt/ora?

  • # 13
    ktalin00b
     scrive: 

    Qualcuno ha qualche informazione riguardante il prezzo di questi prodotti sulla piazza???

  • # 14
    Stampare fogli di celle solari in serie… esattamente come avviene per le banconote - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] per l’esempio delle celle spruzzabili, visto in un post di qualche mese fa; per questo tipo di tecnologia le applicazioni sono davvero molteplici e, recentemente, sembra si […]

  • # 15
    Franco
     scrive: 

    condivido quello che dice Alberto qui sopra e aggiungo.Le celle FV danno corrente se colpite da luce ,ora io mi chiedo questo:non ci piove sul fatto che il sole non manda solo luce ,ma anche calore e allora perche’ non sfruttare nell’ambito dell’impianto,anche il calore che arriva sulle celle?il potenziamento sarebbe grande !vi e’ pero’ il problema di come trasformare questo calore in corrente .Mi sembra pazzesco che nessuno parli mai di questo.Cosa fa la cosiddetta ricerca?Se e’ possibile trasformare la corrente in calore tramite resistenza (dico io) dovrebbe essere possibile trasformare il calore in corrente !!!pensateci un po'(ovviamente senza ricorrere al famoso sistema della bollitura dell’acqua che poi col vapore fa girare la dinamo).deve essere studiato un sistema semplice .

  • # 16
    Franco
     scrive: 

    io sono -francovarese1946@yahoo.it– e commento cosi’,se noi mettiamo una resistenza elettrica nell’acqua ,e diamo corrente ,ne riceviamo acqua calda ,non capisco perche’ se noi stacchiamo la corrente e scaldiamo l’acqua col sole (in questo caso),ai poli della resistenza non nasce corrente ,Se si trovasse il modo di fare questo ,le celle fotovoltaiche sarebbero molto potenziate abbinando nei pannelli anche un tubicino contenente acqua o acido del diametro di pochi millimetri con dentro un filamento speciale ,forse in lega ,sensibile, e che generi corrente all’aumento della temperatura .Che ne dite?
    Scrivetemi qualcosa , ciao

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