di  -  lunedì 17 novembre 2008

LavagnaDa sempre, aula scolastica significa lavagna. Le due parole procedono sempre insieme, mano nella mano… Ovunque, la buona vecchia lavagna rappresenta lo strumento didattico più efficace e diretto; fondamentale per ogni insegnante e per ogni alunno.

Può essere di vari colori. Le più popolari sono quella nera: quella classica che richiede l’uso del polveroso gesso; e quella bianca: più moderna, che richiede invece l’utilizzo di pennarelli colorati (non indelebili!).

Ancora resto dubbioso sull’utilità e, soprattutto sulla necessità del progetto della signora Gelmini riguardo a 10.000 lavagne touch interattive multimediali (Lim). Lavagne (neanche troppo moderne) da fornire alle scuole complete di videoproiettore e casse acustiche, insieme ad un pc portatile e, ovviamente, ad un corso di formazione che dovrebbe, dicono, formare  i docenti all’uso di questo strumento. Ho trovato online il video, su argomento “lavagna”, che trovate alla fine di questo post.

Senza voler immaginare quale sarà il primo videogioco caricato sulle nuove lavagne gelminiane dalle menti diaboliche degli studenti, il video qui sotto mostra come sia possible giocare ad un videogioco anche su una normale lavagna bianca (quella con i pennarelli per intenderci).

La Eness, una azienda di Melbourne, Australia, specializzata in “interactive experiences”, ha creato un sistema che rende possibile giocare al buon vecchio Pong anche su una comunissima lavagna “analogica”.

“Il computer vede e riconosce le forme nere sulla lavagna bianca e la pallina virtuale si comporta di conseguenza” dichiarano dall’Australia.

Non vengono purtroppo rilasciati ulteriori dettagli sul progetto, a voi giudicare il video…

19 Commenti »

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  • # 1
    david
     scrive: 

    cavolate…
    se fosse per me vieterei le calcolatrici fino all università e riuserei il regolo calcolatore… manca poco che i ragazzi usino la calcolatrice per fare 3×3…

  • # 2
    catepol
     scrive: 

    le lavagne le devono vendere…alla garamond (distribuitrice italiana di un’azionda canadese) chi gliele paga? Son state sperimentate nel sud italia con un grosso progetto le LIM e devo dire che sono anche un ottimo strumento per l’insegnamento (ma te lo dico io che son capace di sistemare e far funzionare l’aggeggio tecnologico, il portatile e il video proiettore i 3 minuti netti). Il 90% dei docenti italiani non ha il tempo necessario per installare tutto. Poi deve essere anche formato all’uso (che è facilissimo devo dire, ma se non ricevono formazione, col cavolo che ti innovano la didattica). Quindi serve tempo. la formazione la fa la Garamond (quindi personale esterno con soldi pubblici)…
    Insomma ora le devono piazzare e vendere tutte…per gli effetti reali su apprendimento insegnamento si vedrà poi- E sarà grazie ai ionieri dei docenti che si tirano su le maniche e vedono di cavarci qualcosa di buono…

  • # 3
    Banjo
     scrive: 

    Grande Jack Black!

  • # 4
    Jacopo Cocchi
     scrive: 

    le scuole cadono a pezzi, non ci sono spesso i soldi per le fotocopie ma compriamo 10K lavagne touch…vabbè

    Sarei curioso anche di sapere la collaborazione come nasce e che rapporti ci siano tra questa società “appaltatrice” e il Ministero.

  • # 5
    Maruga
     scrive: 

    Come al solito siamo allo svendere il denaro pubblico con appalti di dubbia provenienza. Vedi il digitale terrestre, sto governo continua come al solito insomma…

  • # 6
    zonix88
     scrive: 

    Nel mio (ormai ex) liceo è da qualche anno che vengono utilizzate quelle lavagne, nei laboratori di fisica e chimica.
    Posso dire che per certi utilizzi specifici sono itili, ma la normale lavagna è ben lungi dall’essere spodestata!

  • # 7
    Corrado
     scrive: 

    Sì niente di nuovo.. innovazione… tagliano la metà di insegnanti per comprare 10mila lavagne touch che tempo un mese e qualche bulletto andrà a sfasciarla.

    Era meglio il sistema solo con portatile+proiettore da conferenza. finita la lezione, metti via tutto in 10 minuti.

  • # 8
    nodith
     scrive: 

    inutilità fatta microchip

  • # 9
    Don Luca
     scrive: 

    Sono l’unico a vedere in queste lavagne il dispositivo perfetto per giocare a World of Warcraft o Warhammer Online? XD

  • # 10
    Cla
     scrive: 

    Molto carino il pong!

    10.000 lavagne? Chissa’ quanto ci costa la singola lavagna, installazione inclusa?
    Trovo davvero ridicolo spendere tanti soldi in aggeggi di importanza non primaria, sopratutto pensando che buona parte di essere potrebbero rimanere anni neglio scatoloni a prendere polvere.
    Che tristezza…

  • # 11
    Unrealizer
     scrive: 

    per la calcolatrice confermo, i miei compagni di classe la usano per qualsiasi cosa (fortunatamente io ne faccio a meno quando posso, ovvero sempre tranne quando ci si mettono di mezzo radici, seni e coseni XD)

    inoltre l’anno scorso ho sperimentato con un prof il sistema basato sul proiettore, un wiimote ed un puntatore infrarossi… l’abbiamo usato un paio di volte soltanto, ma vi posso assicurare che l’attenzione la attirava, eccome XD

  • # 12
    +benito+
     scrive: 

    All’università ho avuto un’esperienza drammatica con le lavagne.
    Hanno montato in alcune aule delle lavagne iperfighe ma che erano lucide ed il gesso attaccava pochissimo, con il risultato che già dalla 5° fila non si leggeva.
    Poi in altre aule c’erano le lavagne bianche da scrivere con il pennarello, che non si può cancellare con un colpo di mano e che se non è ben pulito sotto fa uno scarabocchio illeggibile.

    Quando leggo queste notizie, mi cascano le palle.

    – Chi pensa una cosa del genere non ha mai usato nemmeno un palmare, non ha idea di quanto sia scomodo scrivere con un disretizzatore sutto la matita. Sulla lavagna devi fare una cosa che vuoi tu e non un’approssimazione.

    – Per il discorso di prima, gesso bianco in quantità su fondo nero è l’esperienza migliore possibile. Non stanca la vista, non abbaglia col risultato che chinando la testa sul foglio si vede buio, non costa un cazzo ed è pratica.

    L’unico vantaggio innegabile di un supporto di quel tipo sarebbe in ambito scientifico dove poter disegnare forme geometriche precise potrebbe essere in una lezione su 100 anche utile, ma poi si torna sul discorso che visto che c’è una macchina che ci pulisce il culo, perchè imparare?.

  • # 13
    tommaso
     scrive: 

    ho già cancellato dieci volte il commento che voglio scrivere, la sintesi è solo, che tristezza!!!!!

  • # 14
    carbon
     scrive: 

    oddio ma ci siete mai stati all’università ???
    direi proprio ma proprio no !!
    già 10 ripeto 10 anni fa i nostri prof usavano il proiettore ( 20 milioni di lire, che durante il cambio d’ora eravamo terrorizzati a passarci vicino ahahah ), ed ogni prof arrivava col suo portatile e faceva lezione con powerpoint e faceva disegnini col mouse..
    oggi la tecnologia ci da la possibilità di avere il touchscreen, quindi christo gelmini o non gelmini le università devono mettersi al passo.

  • # 15
    banryu79
     scrive: 

    @carbon:
    cristo, di solito, si scrive senza la “h”… Ah, io sono di quelli che non è stato all’Università.

  • # 16
    +benito+
     scrive: 

    il proiettore è stata un’altra di quelle trovate inutili…non mi sono mai trovato bene, per leggerlo bene da 20 metri di distanza devi scrivere al buio o avere una vista perfetta.
    Non ci sta su niente su un lucido, ti accechi ad usarlo, non puoi fare correzioni…..se devi scrivere una formula che tiene tre righe di lavagna doppia con un proiettore ti ci pulisci un attimo…

  • # 17
    +benito+
     scrive: 

    Aggiungo che le università devono stare al passo, ma Dio ci scampi se questo è ciò che manca alle università italiane. Le scoperte scientifiche, la ricerca finalizzata all’applicazione, la scelta dei migliori e lo scarto di quasi tutti gli altri, questo manca alla nostra università che brulica di mezze calzette, di persone che quando hai a che fare con loro nell’ambito lavorativo ti metti le mani nei capelli….

    La Gelmini non so nemmeno da dove salti fuori, se vogliamo parlare di dove vanno a finire i soldi della ricerca, del fatto che se un professore fiuta l’affare tira dentro lo studente nei suoi giri per far quattrini, dell’incapaità dell’università di fare ricerca applicata vendibile sul mercato….non sarà certo ua lavagna a cambiare la situazione…per piacere siamo seri.

  • # 18
    LIM: lavagne interattive multimediali a scuola : Catepol 3.0
     scrive: 

    […] Sicuramente agli studenti piacerà subito la LIM in aula (se poi riescono anche a giocarci son dei geni) e possono essere di grande aiuto e supporto tecnico. Ma la LIM da sola non fa miracoli se il […]

  • # 19
    Geng@
     scrive: 

    Ho provato le lavagne in questione nella ditta che le sta fornendo allo stato.
    Ci ho giocato un po’, sono decisamente divertenti e efficienti, il sistema di proiezione è di buona qualità, il tracciamento dei movimenti molto reattivo e non ha bisogno di chissà che hardware per girare.
    Voglio vedere quanto dureranno, quanto ci metteranno a peredere la pennetta ecc ecc ecc :/

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