di  -  venerdì 7 novembre 2008

Il rettile non ha voglia di discutere

Correvano gli anni ’80. Dietro l’impulso del fantasy d’impronta tolkieniana, schiere di ragazzi avrebbero dato una costola per evitare l’interrogazione di fisica – magari rinunciare a qualche brufolo – e lanciarsi alla ricerca di un talismano incantato, a caccia di un lich o semplicemente a fare salsicce di orde di zombies, magari dietro la promessa delle grazie di una gentil donzella.

L’industria del software, ben al corrente di questo trend, proprio negli anni ‘80 iniziò a sfornare alcuni epici titoli che facevano capo alla celebre piattaforma Advanced Dungeons&Dragons di TSR.

Ecco che la plurititolata rubrica Nostalgia informatica entra prepotentemente in campo, con uno spaccato – il primo di una lunga serie? –  della galassia di videogiochi per home e personal computer, costruita attorno ad AD&D.

I tratti comuni della maggioranza di questi giochi sono il riferimento alle regole di AD&D circa attacchi, difese, equipaggiamenti e soprattutto caratteristiche dei personaggi. Quella della creazione del personaggio è in effetti una fase, a suo modo esaltante, che tutti questi titoli hanno in comune.

Non c’è ovviamente da pensare alla ricchezza di dettaglio di Age of Conan: il focus era sulle caratteristiche fisiche e mentali, a volte sull’equipaggiamento e sugli incantesimi: impensabile per un guerriero avere meno di 18 di forza e 16 di costituzione, così come per un mago meno di 18 in intelligenza e una buona destrezza, e via discorrendo.

Il tempio Blackmoon non promette nulla di buonoIniziamo la disamina di alcuni titoli partendo da un fondamentale come la saga di Eye of the Beholder, che in tre puntate è valso fior di votacci a generazioni di videogiocatori incalliti con poca voglia di studiare.

Con una visuale tridimensionale in prima persona e un’azione in real time, analogamente al precedente Dungeon Master, porta i giocatori a confrontarsi e scontrarsi con personaggi e creature leggendari dell’AD&D come Khelben the Blackstaff, l’arcimago, o i temibili Beholder, nel contesto di un sotterraneo labirintico e pieno di trappole ed enigmi.

Benvenuti a HillsfarL’ambientazione è quella dei Forgotten Realms e non sono rare escursioni a Waterdeep, una delle metropoli dei regni dimenticati. Sempre nei Forgotten Realms è ambientato Hillsfar, un gioco multifase che alterna una primitiva visuale in prima persona con combattimenti in terza persona ed esplorazioni in labirini presentati nella tradizionale visuale dall’alto.

Entrando a far parte di gilde, portando a termine missioni, partecipando a competizioni sotto forma di mini giochi e anche, perché no, rubacchiando qua e là per case sguarnite, il personaggio si fa strada verso la gloria, in ore di gioco indimenticabili.

Ora te la do una sberlaMeriterebbero menzione anche Pool of Radiance e Heroes of the Lance, ambientato nel mondo di Dragonlance, i cui personaggi sono tra l’altro importabili nel successivo Hillsfar, ma il tempo stringe e per questa settimana siamo alla fine.

Chiuderei con un pensiero romantico, che poi è il fondamento questa rubrica. Un pensiero rivolto a quando, fra i pixel d’un monitor in bassa risoluzione, c’era spazio in abbondanza per l’espansione della fantasia. Difficile oggi andare oltre lo schermo Full HD.

Difficile d’altronde, paragonare le attività sistematiche e ripetitive di un MMORPG, alle ingenue e se vogliamo rudimentali quest dei giochi di una volta. La buona notizia è che questi vecchi capolavori sono ormai più o meno tutti abandonware, e pertanto sono disponibili gratuitamente, più o meno senza commettere reati – rettifico, il copyright dove non diversamente specificato è valido, cionondimeno ridicolo – sulla rete.

20 Commenti »

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  • # 1
    redeagle
     scrive: 

    Pool of Radiance, Curse of The Azure Bonds, Secret of the Silver Blades e Pools of Darkness meriterebbero ben più di una menzione… Con la loro storia si collocano di diritto nell’olimpo dei giochi AD&D!

  • # 2
    Alessandro
     scrive: 

    E la serie Baldur’s Gate? Nemmeno una menzione??? =)

  • # 3
    kliffoth
     scrive: 

    troppo recente…qui si parla di molto prima.
    Piuttosto mi spiace che nessuno ricordi Captive col suo generatore di dungeouns

  • # 4
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Non andiamo troppo avanti nel tempo… di quelli abbastanza “stagionati” riparleremo, AD&D è da sempre uno dei miei pallini.

  • # 5
    Corrado
     scrive: 

    Crystal of Arborea? non merita menzione? :D

  • # 6
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Ragazzi ci sarà tempo per tutto… non potevo scrivere la treccani!

  • # 7
    james_het
     scrive: 

    Eye of The Beholder era nettamanete superiore a tutti gli altri titoli, troppa atmosfera, troppo coinvolgimento…troppo bello.

  • # 8
    Stargazer
     scrive: 

    Imho non riuscirebbero neanche a giocarci al giorno d’oggi senza guida

    Già vorrei proprio vederli giocare anche il più semplice e improntato stile avventuroso come quest of glory

    quanti bei ricordi andati :-(
    http://en.wikipedia.org/wiki/Gold_Box

  • # 9
    korn
     scrive: 

    lacrimuccia! :D

    ps c’è una piccola ripetizione in fondo all’articolo con “difficile”

  • # 10
    Flare
     scrive: 

    «Un pensiero rivolto a quando, fra i pixel d’un monitor in bassa risoluzione, c’era spazio in abbondanza per l’espansione della fantasia. Difficile oggi andare oltre lo schermo Full HD.»

    Concordo in pieno.

  • # 11
    User69
     scrive: 

    C’erano un paio di giochi basati su D&D anche per Inellivision di Mattel, io avevo “Treasure of Tarmin” e mi piaceva un sacco!
    Qui ormai siamo al quarto di secolo!

  • # 12
    Biffuz
     scrive: 

    “questi vecchi capolavori sono ormai più o meno tutti abandonware, e pertanto sono disponibili gratuitamente, più o meno senza commettere reati”

    Posso avere qualcosa da ridire su questa frase?
    Sarà anche abandonware, ma il copyright rimane perfettamente valido; se lo scarichi commetti un reato, e non più o meno.

    C’è una vecchia avventura grafica, Lure of the Temptress, che è stata recentemente rilasciata freeware; si può scaricare dal sito di ScummVM.

  • # 13
    Giulio
     scrive: 

    Ok, però nel momento in cui non esiste un commercio e quindi un ritorno economico e il prodotto in questione non è di fatto reperibile in via ufficiale, cosa rimane da fare?
    Se vogli oprovare uno di questi giochi non posso fare altrimenti che scaricarlo. Alternative? Nessuna!

  • # 14
    Badtzmaru
     scrive: 

    Andrebbe corretta l’inesattezza riguardante Pool of radiance, Hillsfar e Hereos of the lance.
    Pool of Radiance è stato il primo gioco di Ruolo in assoluto della SSI basato su AD&D (oggi D&D). Sulla sua struttura si sono basati tutti i successivi rpg della SSI per anni a venire.
    E’ ambientato in Forgottem Realms ed è giusta la citazione riguardante Hillsfar, rpg con prove pratiche all’interno che uscì a cavallo tra Pool of radiance ed il suo seguito e che permetteva di importare pg del primo.
    Heroes of the lance è invece un gioco arcade basato sulla Compagnia della lancia, il gruppo di protagonisti dei noti libri della saga letteraria ambientata nel mondo della Dragonlance (che altro non è che un altro universo di AD&D).
    Spero di essere stato comprensibile perchè ho dormito solo due ore:D

  • # 15
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Badtzmaru
    Infatti, Pool of radiance non è ambientato a Dregonlance: io ho scritto
    “Meriterebbero menzione anche Pool of Radiance e Heroes of the Lance, ambientato nel mondo di Dragonlance,”

  • # 16
    Biffuz
     scrive: 

    Per Giulio:
    puoi sempre cercarlo sul mercato dell’usato; o su qualche raccolta che ogni tanto esce.

    Suggerire anche solo implicitamente di scaricare qualcosa perché non lo si trova più non mi sembra molto responsabile, e tanto meno scrivere “commettendo più o meno un reato”. Andrebbe scritto invece “se cercate di scaricarlo, sappiate che commettete un reato anche se non è più in commercio”.

    Ammetto di non sapere dopo quanto tempo scade il copyright, ma se è come per la musica, stiamo freschi…

  • # 17
    banryu79
     scrive: 

    Qualcuno ha giocato con piacere a “Birthright – Gorgon’s Alliance”? L’ambientazione era appunto nell’espansione “Birthright” di AD&D ma forse anche questo è troppo recente per essere annoverato qui.
    Mi ricordo che all’epoca mi ci sono strafogato con questo gioco, che, seppur tecnicamente non impeccabile ti metteva nei panni di un regnante con sezioni di gioco dedicate all’amministrazione economica e politica del regno, politica e diplomazia con l’esterno, consuzione delle battaglie e quest per recuperare artefatti magici in varie locazioni del mondo di gioco in cui è contestualizzato Birthright.
    Mitico!

  • # 18
    Marcacinque
     scrive: 

    Giochi che meritano, si auspica, un articolo più approfondito.
    Conosco a memoria ogni corridoio di Eye of the Beholder II da quante volte l’ho terminato. E brucio ancora di curiosità per quella dannata stanza piena di Beholder (un centinaio?) in Curse of the Azure Bond. Non era necessario superarla per completare il gioco ma …cosa accidenti c’era in fondo a quella stanza?

    Per i nostalgici come me dei gdr con movimento a caselle consiglio Etrian Odyssey per Nintendo DS. L’atmosfera di allora e il gameplay di oggi.

  • # 19
    Moonstone, la dura vita di un cavaliere sull’Amiga - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] Moonstone non appartenga al filone dei giochi derivati dall’AD&D – come la città di Waterdeep e la mitica Sword of Sharpness lascerebbero supporre – rappresenta […]

  • # 20
    Alessio77
     scrive: 

    Mi fate piangere :( Eye of the beholder, mamma mia che saga! Ho ancora le mappe che erano uscite su K. Veramente il massimo, li ho giocati su Amiga500, interminabili caricamenti da dischetto..togli il 2 metti il 3…rimetti il 2…ma ne valeva la pena, eccome!! Ricordo la musica dell’intro di EOB2 avevo la pelle d’oca :) Ovviamente sono un incallito giocatore/master di D&D ;)

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