di  -  venerdì 7 novembre 2008

obamaLa vittoria di Barak Obama porta con sé moltissime conseguenze che solamente tra molti anni potremo iniziare a percepire con completezza, ma già oggi è possibile fare qualche riflessione su quanto questa vittoria abbia influito nel modo di internet.

Obama ha dimostrato non solo che l’America ha moltissimo da insegnare alle altre grandi democrazie in termini di libertà ed eguaglianza, ma anche che Internet ha restituito al popolo potere che aveva perso nella notte dei tempi.

La democrazia rappresentativa nasce dopo l’esperienza delle polis greche, nelle quali era possibile radunare tutto il popolo in piazza e far votare ogni singola legge e decisione a tutti: democrazia diretta. Col crescere della popolazione e con l’espansione territoriale, il popolo ha dovuto affidarsi a dei rappresentanti, di fatto perdendo il proprio “pezzettino” di sovranità che veniva ceduto (volenti o nolenti) al rappresentante.

Obama ha dimostrato che un uso corretto, sincero e intelligente di Internet e delle sue features sociali, permette di restituire voce alle persone. Se Barak Obama è oggi Presidente è anche grazie alle donazioni dell’americano medio, che via web ha rinunciato a 5 dollari, e ai ragazzi che con tanta passione hanno prodotto video virali e scritto fiumi di parole sui blog. Internet ha fatto la differenza, se Internet non fosse esistito o, più cinicamente, avesse in USA lo stesso tasso di penetrazione che ha in Italia, probabilmente ora Obama non sarebbe il 44mo Presidente degli Stati Uniti d’America.

Anche McCain ha usato Internet, come del resto tutti i candiadati durante le Primarie, ma solamente Obama e i suoi attivisti ne hanno fatto un uso maturo ed evoluto, segmentando gli elettori e comunicando con loro con i media più adatti, ad esempio SMS per i giovani e direct e-mail per i più anziani.

I tanti nemici, più o meno dichiarati, degli USA che negli anni ripetevano la solita litania secondo cui solo i ricchi e i petrolieri potevano aspirare alla Presidenza o, peggio, che di Presidenti neri se ne vedono solo nei film, si sono dovuti ricredere.

L’America ha dimostrato di essere giovane, di fare un uso maturo delle nuove tecnologie, dei social network, dei new media e di aver ormai fatto crollare le discriminazioni.

Una celebre frase di Obama recita “I’m asking you to believe not in my ability to bring about real change in Washington. I’m asking you to believe in yours”, ed è esattamente quanto è successo online, dove gruppi di attivisti e semplici cittadini si sono incontrati ed organizzati per contribuire, ciascuno con la propria unica individualità, a generare cambiamento.

17 Commenti »

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  • # 1
    Pippo
     scrive: 

    Col “digital divide” che c’è in Italia, con l’ADSL che è una chimera in mote zone del nostro paese, con la migliore innovazione che c’è stata in Italia negli ultimi anni strombazzata dal governo (il digitale terrestre!!!) hai voglia ad aspettare un Obama se non abbronzato almeno con un po’ di fard!
    Noi qui possiamo solo dire “No, we can’t”.

  • # 2
    Ilruz
     scrive: 

    “No, we can’t” e’ meravigliosa :D

  • # 3
    Antonio
     scrive: 

    Vero, come no, con Obama vince anche il mio gatto! Ma non si sta esagerando un pò con questo Obama? Ok, a me non piace molto, ma se non fosse di colore, non penso si farebbe tutto questo casino.

  • # 4
    Jacopo Cocchi
     scrive: 

    hai detto niente. In uno Stato dove le discriminazioni per un colore diverso di pelle sono ancora oggi all’ordine del giorno (dopo che erano state formalizzate a livello legislativo e poi per fortuna smantellate), è un segno che qualcosa forse può cambiare davvero.

    Se dopo Mazzinger venisse eletto un Papa afroamericano o cinese secondo te non si farebbe “un casino” paragonabile?
    E’ una questione prima di tutto simbolica.

  • # 5
    Marco
     scrive: 

    Trovo piu’ razzista quanto stanno facendo i giornalisti italiani alzando un gran polverone dicendo che e’ una rivoluzione Obama in quanto nero ecc, se veramente non si volesse dar peso al colore della pelle non si farebbe tanto scalpore per quello in quanto e’ anche lui una persona come tutte le altre, non e’ il primo presidente democratico (che poi, mi fa ridere questa enfasi su Democratico e l’accostamento al nostro PD col quale in comune ha solo una parte del nome, null’altro).

  • # 6
    Jacopo Cocchi
     scrive: 

    che sia una rivoluzione è da dimostrare.
    Che la sua elezione sia un fatto in qlc modo rivoluzionario è un fatto e non tanto per il colore della pelle quanto per il personaggio in sé per sé stesso.

    Non ha un passato da veterano del Vietnam e simili, non ha una famiglia ricca alle spalle e di tradizioni nell’ambito della politica (e non dico di arrivare ai Kennedy), non ha stabilito connessioni coi poteri forti ed occulti del Paese insomma per farla breve non ha nessun tratto comune con chi l’ha preceduto in questa importante carica.
    E’ giovane e anche questo è un fatto importante, si è costruito un’istruzione di tutto rispetto ma al livello di tanti altri americani, insomma sembra non eccella in nessun particolare tratto distintivo a parte l’oratoria e il carisma che evidentemente gli hanno permesso (oltre alla scelta di un ottimo staff) di farsi eleggere…e grazie anche all’uso intelligente della Rete.

    Se per voi tutto questo è poco, non so sinceramente cosa dire…e ripeto il discorso esula da quel che avverrà d’ora in avanti.
    Potrà rivelarsi il peggior presidente nella storia degli USA ma la sua elezione è storica.
    Non ci sono santi.

  • # 7
    Antonio
     scrive: 

    In realtà a ben vedere chi c’è dietro la candidatura di Obama, c’è ben poco cambiamento. I poteri sono sempre gli stessi, solo che questo caso, anche letteralmente, hanno cambiato pelle. Facendo credere a tutti che ci sia un reale cambiamento. Noi europei non dovremmo gioire troppo della sua vittoria, siamo gli unici che abbiamo da rimetterci. Ce ne accorgeremo verso la fine del suo mandato.
    Però qua sembra che sia un nuovo messia, credo che qualcuno gli attribuisca anche poteri taumaturgici…

  • # 8
    Antonio
     scrive: 

    In realtà è proprio dietro di lui che ci sono i poteri forti. Sfido a dimostrare il contrario.

  • # 9
    Jacopo Cocchi
     scrive: 

    veramente se porti una tesi sei tu a doverla dimostrare, non gli altri l’antitesi.
    Questo a prescindere per un discorso di metodo.

  • # 10
    Adolfo
     scrive: 

    I poteri “forti” sono dietro tanto Obama quanto McCain. Gli stessi.
    Il modo di affrontare la politica, si spera, profondamente diverso.
    Dopo otto anni di amministrazione Bush, che la storia non ricorderà certo come un grande presidente, anzi, è l’attualità che dimostra il contrario (guerra, ambiente, sanità, povertà, e si può continuare…), questa elezione porta con sé grandi speranze. Obama probabilmente non riuscirà a fare molto di quanto si prefigge, ma il fatto che sia lui il nuovo Presidente è indiscutibilmente un evento storico.

  • # 11
    davide
     scrive: 

    @ iacopo cocchi: ma davvero sei convinto che è arrivato a questo traguardo per merito della sua adorabile dialettica e delle sue doti politiche? anche a me piacciono i film e i telefilm americani, ma distinguiamo la realtà dalla fantasia scenica per favore! quella che tu chiami “tesi di Antonio” è solo l’ovvia verità… dimostra tu che dietro a Obama non c’è un potere forte (che non è altro che il suo partito e i suoi potenti finanziatori)

  • # 12
    Marco
     scrive: 

    @Jacopo
    Si sente molto ripetere “E’ giovane e anche questo è un fatto importante”, da notare che pure Bill Clinton quando fu eletto aveva la stessa età (47 anni) quindi pure questa non e’ una novita’.

  • # 13
    fedruw
     scrive: 

    Dopo l’entusiasmo di questa vittoria, dove tutti quelli che in italia criticavano Obama, si uniscono al carro dei vincitori, arrivano i tafazzisti e gli scettici che subito dubitano di un suo operato ancora neanche iniziato.
    E’ ovvio che la sua squadra si avvarrà di elementi già presenti nella politica che nn sono del tutto blandi e che lui nn sarà un messia salvatore con il potere di moltiplicare i pani e i pesci. Ma qualcosa farà (si spera molto) e nn sarà certo peggiore di bush.
    Noi dovremmo piuttosto preoccuparci della condizione disastrata della nostra -democrazia- e della vergogna suscitata dalla nostra gerontocrazia immobile e molto imbarazzante.

  • # 14
    Dr. Sustanon
     scrive: 

    Peggio di Bush è difficile fare, ma se ancora date retta a quelo che dicono i politici sbagliate, sono manovrati da poteri FORTI, ed è il sistema che non fa gli interessi delle masse, non c’è niente da fare, dovrebbe cambiare TUTTO in maniera radicale, non è certo un presidente che fa meno schifo del precedente la soluzione alla situazione attuale, che va avanti dalla notte dei tempi.

  • # 15
    Vinix
     scrive: 

    ehmm..

    “Obama ha dimostrato non solo che l’America ha moltissimo da insegnare alle altre grandi democrazie in termini di libertà ed eguaglianza…”

    L’america ha ancora poco da insegnare e’ molto da imparare.
    Con Obama ha imparato qualcosa che il il mondo gli ripeteva da lungo tempo.

    Chi ha votato Bush per ben due volte, chi ha creduto alle sue panzane?

    Ora speriamo che l’america recuperi i danni fatti.

    ciao

  • # 16
    Jacopo Cocchi
     scrive: 

    x Marco

    io ho scritto “E’ giovane e anche questo è un fatto importante,” non ho scritto che è una novità in senso assoluto. Ma in epoca moderna ce ne sono stati ben pochi.
    Basta leggere con attenzione i commenti prima di partire in quarta a rispondere :)

    x davide

    Jacopo con la J ti prego :D (anche perché sono nomi con radici totalmente differenti)
    Io non ho scritto che la macchina elettorale democratica non abbia certo contribuito alla sua elezione, è ovvio sia stata determinante (sarei un pazzo a dire il contrario).
    Prima del discorso del 2004 però non dico fosse un emerito sconosciuto (perché cmq è stato senatore per l’Illinois) ma certo in pochi potevano prevedere non solo l’elezione ma anche la sua candidatura ai danni della signora Clinton.
    Perché ricordiamoci che la gran parte delle lobby democratiche caldeggiava prima la ex First Lady e poi una volta visti i sondaggi e compreso quale fosse il cavallo migliore per cavalcare i malumori degli americani dopo 8 anni di Bush si sono dovuti ricredere.

    Con chi poi abbia stabilito legami se ne ha stabiliti con i poteri “forti” che muovono le fila dietro le scene lo vedremo presto dalle scelte operate come Presidente.
    Nixon quando riformò il sistema sanitario si capì subito dove volesse andare a parare e chi aveva voluto fortemente la sua candidatura.
    Lo stesso dicasi per Bush (d’altra parte Texas, buon sangue non mente), lo stesso JFK con i 13 giorni e la Baia dei Porci o Johnson quando si decise di aumentare il contingente per il Vietnam.
    Nessuno fa niente per niente è vero.

    Ciò non toglie, se non vi piace il discorso sui poteri forti pace, ma il resto dei punti rimane, ovvero che è giovane, che ha bruciato le tappe, che ha mandato in pensione l’ex First Lady di uno dei Presidenti più amati negli ultimi 50 anni, che non viene da una famiglia ricca e che sì è il primo afroamericano a conquistare la carica più alta degli Stati Uniti e forse del mondo intero; e l’ha fatto in un paese dove tutt’ora le contraddizioni razziali permangono radicate.
    Se questo ensemble di cose non fanno per voi un fatto storico allora abbiamo concezioni profondamente diverse di questa espressione.

    Niente di male eh, ma sic est.

  • # 17
    Con Obama vincono anche Internet e le persone che lo usano | Firefoxmod.com
     scrive: 

    […] Fonte: AppuntiDigitali.it […]

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