di  -  giovedì 23 ottobre 2008

facebook

Il titolo riprende il succo del concetto che si evince dall’ennesimo esempio di giornalismo di bassa lega fornito, questa volta dal Corriere e da La Stampa , che hanno probabilmente ripreso un comunicato diffuso da ADNKronos. La risposta secca, ma forse ancora troppo diplomatica di Luca Conti merita una ulteriore approfondimento.

I giornalisti sono tutti stressati e arrivisti. Le generalizzazioni sono davvero fastidiose, vero?. Sciocche semplificazioni per descrivere ciò che probabilmente non si conosce abbastanza da vicino da poter descrivere in maniera più analitica. Il problema diventa ancora più grave quando a ricorrere a queste semplificazioni è una categoria come quella dei giornalisti, che avrebbe il compito di informare la gente, diffondere la conoscenza, la cultura e la coscienza.

E’ un compito non facile, per questo dovrebbe essere svolto con grande attenzione e senso della responsabilità. La tecnologia, la diffusione di Internet e quindi anche dei social network, sono una chiave determinante per l’economia del Paese. No, non sto esagerando. I giovani che oggi usano Facebook, domani scopriranno Linkedin, o comunque avranno la possibilità di interagire e vivere in un mondo più ampio, internazionale e con una visione meno chiusa in se stessa di chi invece non ha accesso a queste risorse. In Italia siamo indietro e chi dovrebbe svolgere il compito di stimolare questo sviluppo invece fa di tutto per rallentarlo.

Quelle sono spesso le stesse persone che dicono che Internet non è affidabile, perché chiunque può dire quello che vuole e non c’é modo di capire se è una fonte attendibile o no. Non funziona esattamente così, la verità, caro il mio giornalista, è che su Internet se uno scrive un articolo con delle generalizzazioni così pacchiane ed evidenti, viene immediatamente sbeffeggiato, perché a differenza di quanto succede con la carta stampata, online, i lettori hanno la possibilità di rispondere. E molti hanno le competenze per farlo. Anche se non sono giornalisti.

18 Commenti »

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  • # 1
    Cla
     scrive: 

    Quoto alla grande! :)
    Quando ho letto l’articolo a proposito di FB sul giornale mi sono cadute le braccia…

  • # 2
    Banjo
     scrive: 

    Il giornalismo in Italia, salvo pochi esempi (Report della Gabanelli, ecc), NON ESISTE!!!

  • # 3
    AndreaG.
     scrive: 

    Leggi un quotidiano italiano? devi avere delle turbe psichiche….

    p.s.
    io ovviamente ce le ho! :D

  • # 4
    Nat
     scrive: 

    La paura dei giornalisti mediocri e’ di venir soppiantati completamente da internet. Perche’ per riportare notizie lette da altre fonti e non approfondite e’ capace qualsiasi blogger del mondo, e nn si paga per leggerle. Darsi da fare per analizzare e sviscerare l’argomento con indagini, ricerche, verifiche sul campo e’ cosa che dovrebbe spettare ai giornalisti… ma e’ vero che, la maggior parte, ormai, lo e’ solo di nome…
    Cmq max rispetto per i giornalisti SERI (la Gabanelli sicuramente fa parte di questa ristretta cerchia)

  • # 5
    simbus82
     scrive: 

    Certo che solo anche dare attenzione a questo tipo di giornalistume…. brrrrrrr….

    Lasciate perdere la roba che gira sui quotidiani…

  • # 6
    TheFuture’s Blog » Hai un account su Facebook? Devi avere qualche turba psicologica.
     scrive: 

    […] da: http://www.appuntidigitali.it/2539/hai-un-account-su-facebook-devi-avere-qualche-turba-psicologica/ Written by TheFuture in: Informatica […]

  • # 7
    attila16881
     scrive: 

    solita gente soliti commenti…

    ah grazie per linkedin! :D non lo conoscevo incredibile!

  • # 8
    +benito+
     scrive: 

    Giornalisti? Ma esistono (ancora)?

  • # 9
    Anonimo
     scrive: 

    Tolti facili commenti che si possono fare sulla carta stampata, da navigatore di vecchia data, credo anch’io che quelli che passano troppo tempo su facebook e myspaces dovrebbero tirare un po’ i remi in barca.
    Sinceramente non me ne frega un accidente di andare a fare le pulci della vita altrui ed altrettanto non provo interesse a mettere in piazza ogni secondo della mia esistenza quindi tutto sommato mi trovo discretamente d’accordo con il titolo

  • # 10
    Banjo
     scrive: 

    Il commento qui sopra mi trova pienamente d’accordo.
    Molta gente non ha una propria vita se non quando è connessa ad un Pc.

  • # 11
    paolida
     scrive: 

    Sarebbe sbagliato pensare che chi usa il pc per lavoro o ne possiede uno possieda automaticamente una cultura tecnologica, quindi un’ alta percentuale di italiani in realtà non coglie tutte le potenzialità offerte dalla rete e di come essa abbia cambiato e continui a cambiare la nostra società. In Italia probabilmente è anche una questione di età della popolazione.

  • # 12
    GianL
     scrive: 

    inoltre sono proprio i giornali italiani in rete (senza abbonamenti) a dare il peggio di sè:
    puntano tutto su figa, gossip, TV e oroscopo. Forsa Italia.

  • # 13
    Ale
     scrive: 

    Il problema sollevato dall’articolo non è tanto che uno abbia o meno una vita al di fuori di Internet, ma piuttosto che i giornalisti su carta e TV spesso non si danno la pena di informarsi su quello che scrivono (ciò capita soprattutto in campo informatico) e finiscono per effettuare semplificazioni madornali e, spesso, anche grossolani errori di cui la gente comune, senza informazioni aggiuntive, non si accorge.

    Col risultato che mia madre (e in generale, molti della sua generazione) guarda con assoluta diffidenza alla compravendita online perchè i telegiornali riportano solo le notizie di qualche truffa… o peggio, mi tratta come se fossi un malato mentale perchè ho un blog, solo perchè i telegiornali hanno messo in evidenza il fatto che il ragazzino suicida di turno aveva un blog.

    Ma si sa, la mala informazione in Italia regna sovrana :(

  • # 14
    Attilio
     scrive: 

    Che avremo di così imporante da dirci? L’agonia di Mercurio è partita dal telegrafo ed è finita con FB. Stop.

  • # 15
    Anonimo
     scrive: 

    La mala informazione non è solo roba nostra. Se guardate il film elephant (una specie di brutto clone di bowling a columbine) vedrete che i due studenti che insceneranno il massacro, passeranno interi pomeriggi a giocare a Doom e Wolfstein.

    Cosa avranno voluto dire ?

    Che se giochi con gli FPS diventi un maniaco omicida ?

  • # 16
    kilang
     scrive: 

    Ci sono degli studi nel campo della psicologia che dimostravano il fatto che quelli che fanno uso dei blog per scriverci le proprie “seghe mentali”, lo fanno per, appunto, qualche turbamento psicologico. Non si tratta questa volta di denigrare internet e i suoi mezzi! Non sono mica come Vespa.. Magari in questo studio hanno generalizzato, ma ci sono altri che dimostrano l’esistenza dei problemi psicologici ecc. Certamente non ne ha uno che i suoi problemi personali non li mette a disposizione degli altri (sconosciuti), come nel caso degli Appunti Digitali o, per esempio, blog sull’economia.

  • # 17
    pageup
     scrive: 

    effettivamente se uno si apre un blog per scrivere cos’ha mangiato, cos’ha fatto a lavoro, dov’è andato in giro e altre cazzatine non è tanto normale eh…

  • # 18
    Serafino Sosi
     scrive: 

    Mi trovo pienamente in accordo e aggiungo che il discorso da fare sarebbe molto lungo. Il problema è che in una società di perbenisti e moralisti quale la nostra, ogni novità viene vista con dubbio e diffidenza. Siamo come gli isolani che non hanno mai visto il continente e, forse, non hanno nemmeno voglia di vederlo. Questo però non dà il diritto ai singoli di criticare una comunità intera che ha fatto una scelta, forse solo per un nuovo bisogno di socializzare. Se poi ci sono anche coloro che usano gli strumenti che ci vengono offerti in modo negativo… beh… questa è la storia dell’uomo che si ripeterà sempre.

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