di  -  martedì 21 ottobre 2008

Cinema 3DOggi, all’interno della rubrica Videodrome – ai confini del video, parleremo di cinema 3D e di alcuni suoi aspetti tecnici e distributivi.

La visione stereo è causata dal fatto che ciascuno dei nostri occhi vede il mondo da un punti di vista diverso, il nostro cervello elabora queste due sequenze di immagini e le fonde insieme per dare profondità a ciò che vediamo. Il cinema 3D funziona più o meno allo stesso modo, due macchine da presa messe una di fianco all’altra riprendono, come due occhi indipendenti, la stessa sequenza, la stessa scena ma da un punto di vista leggermente diverso, sfalsato di pochi centimetri.

Al cinema, questi due segnali digitali vengono proiettati in sincrono attraverso un proiettore (o due) digitale D-cinema e l’effetto finale sullo spettatore è proprio quello della profondità ricreato atraverso la visione di immagini stereoscopiche.

3D camera

Nel 2005 vediamo Chiken Little, più tardi (ma recentissimi) La leggenda di Beowulf, Monster House e I Robinson, una famiglia spaziale e ancora: gli U2 e l’asiatico Thru the Moebius Strip film interamente prodotto in Cina, nazione che per ovvi motivi non vuole rimanere esclusa da questo business che si prospetta di dimensioni colossali.

Tecnologia quella 3D che si è sviluppata inizialmente attraverso l’operato di due grandi aziende che hanno sede, entrambe, in California: la Real D “diciamo rivale” dell’iMax e 3ality. Per farci un’idea della portata del fenomeno, prendiamo come esempio il mercato americano: quando Chicken Little fu fatto uscire in 3D qualche tempo fa, c’erano solamente 100 sale in tutti gli Stati Uniti in grado di proiettarlo al pubblico pagante.

Con l’uscita di I Robinson, una famiglia spaziale il numero è cresciuto a 720 schermi e si è oramai largamente superato il numero di mille. Il fenomeno è mondiale, gli spettatori di tutto il mondo sono pronti ed interessati alla fruizione di questo “nuovo” formato. Attualmente, come sappiamo, alcuni film vengono fatti uscire sia in 2D, sia in 3D ma sembra, dai dati di botteghino, che il pubblico sia più attirato dal 3D (e sia disposto a pagare di più) cosa abbastanza ovvia perché è sempre la novità “a tirare” di più.

Però, una volta provata l’esperienza tridimensionale, noi, audience, saremo in grado di ritornare al probabilmente obsoleto 2D?

Il CEO della 3ality, esperta in produzione di pellicole stereoscopiche, Steve Schklair dichiara che è stata la sua compagnia a creato un dispositivo 3D “per allineare perfettamente immagini prese da due camere digitali separate e posizionate una a fianco dell’altra come occhio sinistro ed occhio destro e usate per girare film in 3D”.

Dispositivo, quello della 3ality, che risolve il problema della profondità, infatti fino a qualche anno fa il 3D di “prima generazione” risultava molto fastidioso agli occhi e dopo un periodo relativamente breve, decisamente più breve della lunghezza canonica di un film (ricordo ancora le proiezioni di 30 min che ti stonavano completamente) la cosa risultava alquanto insopportabile.

La profondità di ogni sequenza era infatti diversa e questo metteva sotto stress l’occhio dello spettatore, con la tecnologia 3ality invece la profondità viene fatta “transitare” da una sequenza ad un’altra senza disturbare l’esperienza filmica.

I proiettori digitali destinati a questo formato proiettano le immagini a 144 fotogrammi al secondo, non male se pensiamo ai 24 del cinema tradizionale, su uno schermo dedicato, gli spettatori devono ancora portare i famosi occhialini che non sono più rossi e blu come qualche annetto fa, ma con la tecnologia RealD sono fatti con lenti polarizzate nere.

Inoltre per ridurre ulteriormente l’affaticamento degli occhi, nuove tecnologie applicate agli occhiali hanno portato alla produzione dei nuoi famosi “occhiali attivi” che, provvisti di una sorta di otturatore LCD, si sincronizzano con il proiettore migliorando la visione rispetto alle lenti polarizzate e silver-screen.

Sempre secondo Schklair fare un film in 3D aumenterebbe i budget di produzione di un 5-20%, rispetto alla cifra necessaria per un film tradizionale, inoltre per l’esercente di sala cinematografica in un cinema dotato di proiettore D-cinema il passaggio 2D/3D è veloce, non traumatico ed economico permettendo così ancora una certa ecletticità dei formati.

Da non dimenticare comunque che la visione 3D si compone non solo di schermo ed occhialini dedicati ma anche di particolari effetti “in poltrona”, vedere un 3D seduti su poltrone 2D diminuisce la sensazione di coinvolgimento.

Occhiali attivi con otturatore LCD:

LCDGlasses

Nightmare Before Christmas, è stato di recente riadattato per la visione 3D. Disney, Dreamworks, Pixar, …si sono messi al lavoro a pieno ritmo. James Cameron, che realizzerà in 3D il prossimo Battle Angel, in uscita il prossimo anno, Steven Spielberg e Peter Jackson, con il fumetto Tin Tin, e George Lucas che, secondo alcuni rumors, uscirà con una versione 3D di Star Wars.

L’esperienza sicuramente cambierà, il coinvolgimento è quasi totale in un processo di diegesi che ci catapulta direttamente nello spazio del testo filmico.

17 Commenti »

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  • # 1
    max@nikon
     scrive: 

    “senza disturbare l’esperienza filmica”

    Vi prego, basta con questo abuso del termine “esperienza”.
    Tra poco anzichè dire “che buono questo gelato” direte “questo gelato mi ha garantito un’ottima esperienza cibaria”.

    Apparte questo, articolo interessante…
    Non ho mai visto un film in 3D, anche se di questo sistema ho sentito parlare per la prima volta in “Remì”, credo nel 1979 e ne “Lo Squalo 3 3D” qualche anno più avanti.

    Saluti.

  • # 2
    pietro
     scrive: 

    “seduti su poltrone 2D”

    XD

  • # 3
    nico
     scrive: 

    stupendo…ma dove possiamo vederlo noi poveri milanesi? esiste un cinema che proietti con questo formato?

  • # 4
    stefano odorico (Autore del post)
     scrive: 

    @nico

    Ripropongo la lista dei cinema D-cinema e 3D di AVmagazine, come già fatto in un altro post videodrome:

    http://www.avmagazine.it/news/3514.html

    @max@nikon
    Io credo invece che non ci sia un vero abuso del termine “esperienza”, che si usi con superficialità è senza dubbio vero ma penso che questo concetto debba ancora essere ancora veramente sviluppato e che possa, per le sue indubbie potenzialità, aprire nuovi campi e metodologie di ricerca in vari settori.

  • # 5
    Luciana
     scrive: 

    Volevo segnalarvi che su questo argomento si terrà a Torino, dal 18 al 20 novembre, CineShow, la prima manifestazione dedicata al cinema digitale

  • # 6
    Caterina
     scrive: 

    È da un pò che sento parlare di Cineshow: da quel che ho capito con questa fiera sarà la prima volta che in Italia viene affrontato il digitale a 360 gradi. Torino, arrivoooo!

  • # 7
    Paolo
     scrive: 

    Domenica 19 aprile 2009, al Warner di Roma – Parco de’ Medici ho assistito per la prima volta in vita mia ad una proiezione in 3D (Dreamworks “Mostri Vs. Alieni 3D”). Il sistema prevedeva un paio di occhiali di plastica tipo Harry Potter, apparentemente quasi trasparenti.
    I primi minuti di pubblicità (anch’essa in 3D) ero a dir poco stupefatto! Stesso dicasi per i primi 30-40 minuti di film. Dopo un po’ ho sentito tutto il “peso cerebrale” dell’esperienza: ricordiamoci che la visione stereoscopica è un inganno del cervello, cioè uno sforzo continuo; come tutti gli sforzi prolungati, col tempo ci si stanca. Pur essendo un 3D perfetto, alla fine non ne potevo più, stesso dicasi per i miei figli. Pertanto non mi affretterei troppo a definire il cinema 3D come il futuro dei sitemi di produzione… Sicuramente, all’inizio l’attrattiva è forte: chi non vorrebbe provare un’esperienza del genere? E questo spiega l’incredibile affluenza nelle sale che hanno proiettato il 3D.

  • # 8
    HCAxel
     scrive: 

    Concordo con quanto detto da Paolo, ovvero che un intero film in 3D risulta essere “faticoso”, ma rispetto a qualche anno fa sono stati fatti dei miglioramenti enormi (ricordo una proiezione 3D a mirabilandia da far venire la nausea dopo i primi 3 minuti). C’è inoltre da dire che più ci si sposta dal centro della sala meno fastidiosa risulta essere la visione (quindi, ove possibile, vi consiglio di prendere i biglietti 4-5 ore prima e PRETENDERE i posti al centro del cinema).

  • # 9
    Al cinema con il sedile che si muove - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] prospetta quindi, per un futuro neppure troppo prossimo, un ovvio accoppiamento D-BOX e 3D cinema (e magari audio 3D) per una esperienza in sala sempre più […]

  • # 10
    Alcune considerazioni sulla diffusione del cinema 3D - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] un inizio in sordina, il cinema 3D ha praticamente invaso il mercato mondiale. Nuove sale in grado di proiettare la terza dimensione […]

  • # 11
    antonio
     scrive: 

    date un’okkiata a questo link sul 3D, è interessante:
    **** LINK RIMOSSO ****

  • # 12
    max jc
     scrive: 

    http://www.youtube.com/watch?v=AJfSkV-exkM

    Che mi dite dell’Autostereoscopia?

  • # 13
    disperate3d
     scrive: 

    ma il cinema in 3-D è passato di moda negli anni ’60?? perchè?

  • # 14
    Lorenzino
     scrive: 

    Il brutto è che dovendo mettere gli occhialini la luminosità del film è inferiore…quindi a mio parer si vede un film un pò più spento!

  • # 15
    alessio
     scrive: 

    w avatar!!!!!il cinema 3d è ormai roba vecchia… nn per offendere ma tutti dicono k è una grande roba ma personalmente nn ci trovo nulla di interessante… cmq il 3d dovrebbe essere usato sl x robe tipo gardaland con effetti apposta e no nn è sta grande cosa!!!!!!!!!!!

  • # 16
    al
     scrive: 

    x alessio mi sa che tu non ci capisci proprio nulla

  • # 17
    francesco
     scrive: 

    Da oltre vent’anni ci giro attorno, ho fatto alcuni esperimenti per la visione 3D senza utilizzo degli occhiali, ho la certezza che la cosa con l’utilizzo degli ultimi ritrovati della tecnica, può decollare alla grande, l’esperimento fatto da me anni addietro mi permette di esprimere questa certezza, il futuro è del 3D… molto più 3D e realistico rispetto ad oggi.

    f.sco

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