di  -  venerdì 10 ottobre 2008

FM-TownsTorniamo nella terra del sol levante per occuparci di un altro sistema dalle grandi potenzialità che non ha mai attraversato l’oceano: il Fujitsu FM-Towns.

A chi leggeva riviste informatiche al tempo, particolarmente quelle che si occupavano di videogame, sarà capitato di scorgere in qualche trafiletto, la particolare sagoma di un midi-tower grigio scuro, con un cerchio nero al centro: era lui.

Il cerchio scuro era un lettore CD-ROM, montato verticalmente, equipaggiato di serie. Nel 1989: quando ancora in Italia il top era il lettore CD portatile da 4 chili della Philips, quello della sigla de I ragazzi della terza C!

FM Towns, che incredibilmente deriva il nome da quello di un premio Nobel per la fisica – C. H. Townes, 1964 – offre dal punto di vista tecnico, numerosi spunti d’interesse. Innanzitutto il fatto di essere parzialmente simile ad un IBM compatibile, essendo costruito attorno a una CPU Intel 386 a 16Mhz, cui era addirittura possibile affiancare una FPU 387.

Rispetto al PC offriva tuttavia prestazioni di ben altro calibro.


Partiamo dalla grande potenza grafica: una vistosa eccezione rispetto alla pietosa media dei PC dell’epoca. Le potenzialità grafiche della macchina, oltre a renderlo idoneo a porting spettacolari da arcade, nascevano dalla necessità di superare i limiti che la grafica CGA poneva alla corretta visualizzazione dei caratteri dell’alfabeto Kanji, che richiedono un minimo di 12×12 pixel.

Grazie al suo sottosistema grafico, FM-Towns consentiva l’overlapping di grafica 640×480 a 16 colori, su uno schermo a 320×240 a 32768 colori: uno scenario ideale per la localizzazione giapponese di videogiochi.

Una delle battaglie più ricorrenti dell’epoca, è quella fra il sistema Fujitsu e lo Sharp X68000: due macchine contraddistinte da approcci architetturali radicalmente diversi, eppure simili nei rispettivi campi di applicazione videoludici. La prima con una CPU senz’altro più potente – perlomeno del 68000 a 10Mhz che equipaggiava la più popolare versione dello Sharp – la seconda con un parco software più ricco, che sfruttava appieno le potenzialità dell’hardware.

La resa grafica e sonora – il sottosistema audio supportava 8 voci PCM e 6 canali FM – non era l’unica peculiarità che faceva di FM-Towns praticamente un PC al quadrato. Un MS-DOS extender (RUN386.EXE) consentiva al DOS l’esecuzione di codice a 32bit mentre una versione base di DOS, con MSCDEX integrato, era caricata direttamente da ROM all’avvio.

Il sistema poteva anche essere avviato da CD-ROM: Fujistu consentiva infatti agli sviluppatori di precaricare nei loro software – videogiochi compresi – una versione base di TownsOS, il sistema operativo proprietario della macchina, anche in assenza di hard disk.

Lo sviluppo della piattaforma, che nelle ultime versioni era equipaggiato con Windows, si fermò 1997, quando già da tempo il dilagare del PC sul mercato giapponese aveva relegato le piattaforme proprietarie ad un uso di nicchia.

Da allora rimane, assieme alla console derivata, il Marty – di cui Jacopo ci parlerà prima o poi – un oggetto di culto fra i collezionisti e un ottimo esempio di quel che il PC avrebbe potuto essere e non è stato.

17 Commenti »

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  • # 1
    demon77
     scrive: 

    Sono senza parole..
    Per i tempi era un sistema da mille e una notte!!
    La maggior parte dei pc user del tempo (me incluso) neanche sognava un pc simile.. con una così avanzata grafica e niente meno che un cd-rom!!

  • # 2
    Anonimo
     scrive: 

    Che potenza esagerata, il neogeo pur essendo dello stesso periodo ha cominciato a sfornare giochi così uno o due anni dopo.
    Comunque avevo già qualche sospetto che con i 386 si potevano fare grandissime cose. Su system16.com c’è una raccolta di tantissimi sistemi arcade e se ne trova uno interessante proprio basato sulla vecchia cpu intel

  • # 3
    Cesare
     scrive: 

    Che il 386 fosse un’ottima CPU non ci piove. Ma io ho sempre preferito i Motorola 680×0. :D

    Per questo (ma anche per il resto dell’hardware) fra FM-Towns e Sharp X68000 ho preferito il secondo. Poca roba comunque: sbavavo dietro a entrambi i sistemi. |-Q___

  • # 4
    Jacopo Cocchi
     scrive: 

    :)

    Tutti questi prodotti o meteore sono sempre estremamente interessanti: non solo perché dal punto di vista tecnico hanno rappresentato un’anticipazione dei tempi ma perché hanno precorso quell’affinità che stiamo vedendo sempre di più tra il mondo dei videogiochi su console e quello pc, sia dal punto di vista delle architetture sia dei giochi.
    Per cui meritano senz’altro attenzione.

    Vada per il Marty allora…prima o poi :P

  • # 5
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Il 386 aveva una potenza direi sovrabbondante rispetto ai requisiti videoludici dell’epoca. Per carità, non è che il comparto grafico o sonoro di FM Towns fosse sottodimensionato… Ma in sala giochi c’erano ancora sistemi equipaggiati con processori precedenti al 68000 e il CD-ROM era assolutamente una cosa spaziale.

    Molti ritengono il 386 comparabile al 68030, che su X68000 venne usato solo negli ultimi modelli.

    La sovrabbondanza – e il relativo sovrapprezzo – del 386, equipaggiato in variante SX o DX, sempre a 16Mhz, lungo tutta la vita della piattaforma, è testimoniata dal fatto che X68000, complice un supporto più forte da parte dei produttori SW, ha visto titoli analoghi se non migliori con una CPU di gran lunga inferiore.

  • # 6
    FrAnKHiNrG
     scrive: 

    In effetti anche io molte volte mi domando dove sarebbero arrivati oggi i pc se nonci si fosse fossilizzati sull’architettura dei pc IBM compatibili…

  • # 7
    GinKo
     scrive: 

    “Rispetto al PC offriva tuttavia prestazioni di ben altro calibro.”

    Per la cronaca sui 286 (6mhz) si poteva giocare tranquillamente a Street Fighter 1 e 2 che di grafica a quel gioco del video avevano poco da invidiare.

    Sui 386 con lettore CD invece si poteva giocare a Super Street Fighter 2 turbo, rispetto al quale quel giochillo lì del video in confronto sparisce nel nulla, guardatevi un pò sto video del port ms-dos di sf2t e vi rifarete gli occhi:

    http://it.youtube.com/watch?v=1KOI1rLNYgQ

  • # 8
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Ginko
    Sarà per questo che su console e schede arcade gli x86 praticamente non esistono… :-)

  • # 9
    Fabio
     scrive: 

    O avete preso il gioco più orrido di questo sistema o i paragoni con il 386 o addirittura con il neogeo non stanno ne in cielo ne in terra(anche il più ciofecoso dei picchiaduro del neogeo ha una grafica migliore di quella).

  • # 10
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Fabio
    In che senso i paragoni col 386? La CPU di per sé non dice molto su un PC.
    Purtroppo la reperibilità di video è limitata, ma posso citarti Image Fight, Waypoint e Thruxton come esempi delle potenzialità di FM Towns. Fermo restando che, come detto nell’articolo, piattaforme meno potenti ma più sfruttate dal software come X68000, hanno prodotto giochi paragonabili se non migliori.

  • # 11
    Fabio
     scrive: 

    Bastava dirmi che quell’esempio video era uno dei pochi reperibili e che c’era di meglio in giro.. cioè quella specie di cosa del video è orripilante(ok la qualità del sistema non si giudica solo dai game) ma ricordo bene street fighter sul 386 di un amico ed era infinitamente meglio di sta roba senza considerare quando avevo visto samurai showdown 2 mi erano cadute le mascelle sia per la grafica sia per il prezzo della cartuccia(non vorrei dire assurdità ma se non ricordo male la aveva pagata qualcosa come 400.000 lire :O).

  • # 12
    Sp4rr0W
     scrive: 

    All’epoca era meglio comprarsi un Amiga… altro che questa cinesata.

  • # 13
    Sp4rr0W
     scrive: 

    LOL street fighter sul 386? Ma dai su non scherziamo, il PC ha cominciato ad essere decente per il gaming dal Pentium in su. Prima faceva pena. Gli Amiga erano secoli avanti.

  • # 14
    Cesare
     scrive: 

    Da Amighista posso dirti che già a partire dal 386, con la VGA, e almeno una SoundBlaster Pro tanto schifo non faceva il PC per i giochi. Anzi.

    Dal 486 in poi e le SuperVGA poi non c’è stato niente da fare per nessuno.

  • # 15
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Già ma parliamo di ordini di costo un po’ diversi. Con il costo di una VGA con relativo monitor portavi a casa un Amiga. Io nel 91 un 486DX 33 con VGA e SBPro l’ho pagato 7 milioni…
    Lo stesso discorso vale oggi per le console. Con quel che spendi per prendere una 4870X2 comperi una PS3 e ti avanzano i soldi per un gioco.

  • # 16
    Cesare
     scrive: 

    D’accordissimo, ci mancherebbe. Conosco bene la situazione (non a caso all’epoca avevo un Amiga e non un PC :D).

    Rispondevo soltanto a Sp4rr0W che mi sembra avesse posto la questione in termini assoluti, e così (a malincuore) non era.

  • # 17
    TMS9900
     scrive: 

    Io ne ho uno in garage, completo naturalmente di monitor, tastiera e mouse …
    Occhio all’alimentazione: la tensione è … giapponese, ho dovuto metter su un trasformatore per la 110!

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